Libri di Flavia Arzeni
L'Anticristo
Joseph Roth
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2024
pagine: 168
«Ho scritto questo libro come un monito e un ammonimento, affinché l’Anticristo venga riconosciuto, in tutte le forme in cui si mostra». Così Joseph Roth introduce questo romanzo potente, scritto a un anno dall’esilio, nel 1934, quando ormai il nazismo è arrivato al potere. L’Anticristo assume volti allegorici indimenticabili: il Patriota, l’Antisemita, il Conducente delle scope. Su tutti domina il Signore delle mille lingue, magnate proprietario dei giornali del mondo. Al suo servizio il reporter J.R. visita i tanti luoghi in cui l’Anticristo imperversa: la Terra rossa dove due Scope (la Rivoluzione e la Ragione umana) hanno spazzato via Dio e la giustizia; la Patria delle ombre (Hollywood), l’Ade dell’industria cinematografica in cui gli uomini sono ridotti a fugaci parvenze. E poi ancora altre figure di un mondo raccapricciante permeato dal Male: miniere dove vivono operai incorporati nel carbone; fanatiche comunità religiose; il dio di ferro del nazismo. Un romanzo irregolare, un’opera sconcertante per la potenza espressiva del linguaggio, il lucido presentimento degli orrori imminenti, la scandalosa attualità del suo j’accuse rivolto ai totalitarismi e a tutte le forme di ingiustizia sociale e razzismo che pervadono il mondo. Prefazione di Claudio Magris. Introduzione di Flavia Arzeni.
Berlino. Un viaggio letterario
Flavia Arzeni
Libro
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 1997
pagine: 248
Un'educazione alla felicità. La lezione di Hesse e Tagore
Flavia Arzeni
Libro: Copertina rigida
editore: Rizzoli
anno edizione: 2008
pagine: 230
II libro di Flavia Arzeni è un piccolo vademecum per la felicità. Da una parte rilegge la vita e le opere di Rataindranath Tagore e Hermann Hesse, che appartengono a mondi diversi ma si muovono verso uno stesso ideale di armonia, una saggezza che va al di là delle vicende contingenti. Dall'altra mette in pratica un percorso costituito da "quattro gradini verso la felicità" attraverso le citazioni e i versi dei due maestri, esplorando l'aspetto "letterario" dei giardini, finora trascurato. Dare forma alla natura diventa un esercizio di meditazione, per calare l'insegnamento di Hesse e Tagore nella pratica (6 nel simbolo) di uno spazio verde creato dall'uomo: un'oasi di stabilità e di ordine legata ai ritmi ciclici della natura.

