Libri di Giuseppe Craparo
Lo sviluppo della psicopatia. Un approccio psicodinamico
Giuseppe Craparo, Silvestro Lo Cascio, Giulia Costanzo, Vincenzo David
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2025
pagine: 240
Affascinanti, manipolatori, capaci di sedurre e dominare senza provare empatia o rimorso, gli psicopatici infrangono regole e norme sociali con disinvoltura - non provando colpa o pietà - sfruttando il prossimo come una pedina nel loro gioco di potere. In questo libro gli autori ricostruiscono le origini del costrutto di psicopatia, analizzano i diversi tipi di psicopatia, propongono una loro categorizzazione e la mettono in relazione con altri disturbi come la dissociazione, il narcisismo, la perversione. Dall'analisi clinica ai casi di cronaca nera, dal mondo del lavoro al grande schermo, vengono svelati i meccanismi di una mente che non conosce empatia. Il volume offre materiali utili per gli operatori - tra cui una panoramica sulle linee guida per la diagnosi e sugli strumenti di valutazione attualmente utilizzati, come ad esempio la PCL-R - ma anche numerosi aneddoti e spunti di riflessione per chiunque voglia comprendere meglio la psicopatia.
Menti che si svelano. Caratteristiche e funzioni della self-disclosure dell'analista
Giuseppe Craparo
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2024
pagine: 180
È utile per il paziente che l'analista sveli aspetti della propria vita, i propri pensieri, sentimenti, motivazioni, fantasie, sogni, aspettative? In psicoanalisi, attorno alla self-disclosure dell'analista c'è ancora oggi un vivace dibattito fra chi è apertamente contrario e chi a favore. A queste due posizioni se ne aggiunge una terza più cauta: quella di coloro che, pur riconoscendo l'utilità dell'autosvelamento, consigliano di farlo quando necessario. Coloro che aderiscono ad una visione dell'analisi centrata sull'idea della frustrazione, descrivono la self-disclosure come un atto che priva l'analista della sua funzione terapeutica, limitando significativamente l'efficacia del trattamento. All'opposto si collocano coloro che considerano necessario che l'analista giochi "a carte scoperte", affinché la relazione analitica sia un'esperienza umana e affettiva con effetti positivi sul processo di guarigione. Tra questi due estremi si collocano coloro che sostengono che quando l'autosvelarsi o il non farlo, da parte dell'analista, diventa una posizione analitica fissa e non modulata c'è il rischio che si crei un'atmosfera insicura dal punto di vista relazionale e affettivo; per questo motivo l'analista dovrebbe valutare responsabilmente, volta per volta, la necessità di un proprio autosvelamento. Intrecciando riflessioni generali sulla relazione analitica con quelle specifiche sulle caratteristiche e le funzioni della self-disclosure dell'analista, il volume si rivolge ad analisti, psicoterapeuti e a tutti coloro che sono interessati a comprendere le dinamiche che intercorrono nella relazione di cura.
Dissociazione da trauma. Una prospettiva neojanetiana
Onno Van der Hart
Libro: Libro in brossura
editore: Raffaello Cortina Editore
anno edizione: 2024
pagine: 420
Il volume sottolinea la problematicità dei concetti di dissociazione e di trauma, alimentata negli ultimi decenni dalla proliferazione di teorie sulla dissociazione e sulla relazione fra dissociazione e trauma. Obiettivo del testo è contribuire al chiarimento dei concetti di dissociazione e di trauma. Richiamandosi alla teoria di Pierre Janet e qualificando la prospettiva adottata come neojanetiana, si propone un inquadramento teorico della dissociazione da trauma che si è rivelata utile nella terapia dei pazienti traumatizzati e si illustra in dettaglio il trattamento di elezione per i disturbi dissociativi, discutendo in particolare il ricorso a tecniche quali l’EMDR e l’Imagery. Il volume si rivolge tanto a clinici impegnati nella cura dei disturbi dissociativi quanto a ricercatori interessati a chiarire le relazioni fra dissociazione e trauma.
Inconscio non rimosso e memoria implicita. Dialogo tra psicoanalisi e neuroscienze
Libro: Libro in brossura
editore: Giunti Psicologia.IO
anno edizione: 2023
pagine: 224
Sigmund Freud è stato il primo a utilizzare il costrutto di inconscio non rimosso riconoscendo che «l'Inc non coincide col rimosso; rimane esatto asserire che ogni rimosso è inc, ma non che ogni Inc è rimosso». Si tratta di un'intuizione importante che Freud lasciò cadere, ma che le ricerche psicoanalitica e neuroscientifica contemporanee hanno ripreso e approfondito. Si è così aperta la strada a nuove scoperte e a riflessioni dalle importanti ricadute sulla teoria della mente, con una particolare attenzione alla memoria implicita delle precoci esperienze sensoriali ed emotive relazionali con le figure di accudimento e al loro coinvolgimento sia nello sviluppo normale che in rapporto ai traumi evolutivi. Ma le ricadute si sono avute anche sulla pratica clinica focalizzata sull'elaborazione delle esperienze affettive (sia pre-verbali e pre-simboliche che verbali e simboliche) e sul ruolo del cervello destro nella comunicazione emotiva tra paziente e terapeuta.
Le nevrosi
Pierre Janet
Libro: Libro in brossura
editore: Raffaello Cortina Editore
anno edizione: 2022
pagine: 346
Pubblicato nel 1909, "Le nevrosi" può essere considerato un’efficace introduzione alla teoria psicologica e psicopatologica di Janet, permettendoci di cogliere i punti fondamentali della sua tecnica terapeutica, che ci appare in tutta la sua modernità. Il volume si propone di studiare alcune delle principali forme assunte dalle nevrosi, e cioè l’isteria – in cui sono compromesse “la percezione personale e la costruzione della personalità” – e la psicoastenia – in cui appaiono disturbate “la volontà, l’attenzione, la funzione del reale”. Il testo lascia emergere le due facce di Janet: quella del ricercatore, attento alla descrizione dei fenomeni, e quella del clinico, alle prese con problemi diagnostici e di terapia. Mentre il Janet “ricercatore” è a volte freddo, il clinico è vivace e innovativo, consapevole dell’importanza della relazione con il paziente. Janet si presenta così come un grande sistematizzatore di osservazioni raccolte e classificate in anni di ricerca clinica.
Psicoanalisi online
Giuseppe Craparo
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2020
pagine: 144
Partendo da un’analisi psicologica delle caratteristiche del mondo digitale e della Rete, il libro risponde ad alcune domande che si sono imposte nell’attuale dibattito sul trattamento a distanza: possiamo continuare a chiamare psicoanalisi una terapia svolta mediante videochiamata? Quali sono i limiti e i punti di forza di un lavoro del genere? Quali sono le peculiarità di un setting analitico online, e le sue differenze rispetto a un setting offline? Si può sviluppare un transfert in una terapia tecnomediata? È possibile trattare online tutti i disturbi mentali?
Riscoprire Pierre Janet. Trauma, dissociazione e nuovi contesti per la psicoanalisi
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2020
"Riscoprire Pierre Janet" esplora l’eredità lasciata dallo psicologo, filosofo e psicoterapeuta francese (1859-1947), dalla relazione tra Janet e Freud all’influenza della sua teoria della dissociazione sulla psicotraumatologia contemporanea. Il volume è diviso in tre parti: la prima colloca l’analisi psicologica di Janet e la psicoanalisi nel contesto dei principi fondamentali della psicoanalisi, da Freud alla teoria relazionale; la seconda prende in esame il lavoro di Janet sul trauma e sulla dissociazione e la sua influenza sul pensiero contemporaneo; la terza, infine, presenta diversi approcci di psicoterapia contemporanea direttamente influenzati dalla teoria di Janet, incluso il trattamento del disturbo da stress post-traumatico e del disturbo dissociativo di identità. Riscoprire Pierre Janet riunisce eminenti studiosi provenienti da diversi contesti, ognuno dei quali ha sviluppato costrutti janetiani secondo i propri modelli teorici e clinici. Fornisce un approccio integrativo che offre prospettive contemporanee sul lavoro di Janet e che sarà di notevole interesse per il lavoro clinico di psicoanalisti, psichiatri e psicoterapeuti impegnati, in particolare, nel trattamento dei disturbi dissociativi legati al trauma, così come di ricercatori interessati al trauma psicologico.
Inconscio non rimosso. Riflessioni per una nuova prassi clinica
Giuseppe Craparo
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2018
pagine: 140
Formulato per la prima volta da Sigmund Freud (ma dallo stesso non preso in debita considerazione), l'inconscio non rimosso, grazie anche alle recenti scoperte delle neuroscienze affettive, occupa un posto di primo piano nella riformulazione teorica della mente ma soprattutto nel lavoro clinico su psicopatologie (come, ad esempio, le addiction, le psicosi, il disturbo borderline di personalità, il disturbo narcisistico di personalità ecc.), rispetto alle quali si credeva originariamente che la pratica psicoanalitica fosse del tutto inefficace. Partendo dall'analisi del concetto di inconscio rimosso (o dinamico), questo lavoro esamina, da un punto di vista evolutivo-relazionale, le peculiarità neurobiologiche e psicologiche dell'inconscio non rimosso, evidenziando il ruolo delle relazioni interpersonali sul suo sviluppo e puntualizzando il suo rapporto sia con l'inconscio rimosso sia con la coscienza. Particolare attenzione è rivolta alla centralità dell'inconscio non rimosso nella regolazione degli affetti; peculiarità questa che ha indotto l'autore a considerare la psicoterapia sia come una talking cure (in rapporto all'inconscio rimosso) sia come una communicative cure (tenendo conto dell'attività dell'inconscio non rimosso): in poche parole, la relazione terapeutica risulterebbe dall'intreccio di comunicazioni simbolico-verbali e affettive intercorrenti nella diade paziente-analista.
Mafia e psicopatologia. Crimini, vittime e storie di straordinaria follia
Giuseppe Craparo, Anna Maria Ferraro, Girolamo Lo Verso
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2017
pagine: 188
La mafia è un'organizzazione psicopatologica oppure no? Ancor prima di rispondere a questa domanda, è necessario interrogarsi su cosa si debba intendere per “psicopatologia”. Esiste la psicopatologia o possiamo conferire a questo termine un alone semantico più ampio che prenda in considerazione aspetti della vita psichica della persona il cui valore intrinseco va inteso in rapporto al contesto culturale di riferimento? È una questione non di poco conto se si considera la mafia come un'organizzazione con una sua propria cultura, ovvero con propri codici valoriali e comportamentali. Dai contributi presenti in questo volume, non emergono nei membri della mafia quadri psicopatologici specifici, ma formazioni identitarie noi-centriche che ostacolano qualsiasi forma di crescita emotiva e individuale, autonoma e consapevole: indifferenza relazionale, distacco emotivo e una certa scissione psicologica fra ciò che è buono (la mafia) e ciò che è cattivo (chi si oppone alla mafia) sembrano caratterizzare la psicologia (patologica) di costoro. Ma è nella riflessione sulle vittime (indirette e dirette) delle mafie che la psicopatologia si rivela, in tutta la sua drammaticità, con storie di depressioni, di sindromi post-traumatiche, di comportamenti additivi, di forti stati di ansia, ecc. Articolandosi fra dati di ricerca, esemplificazioni cliniche e riflessioni teoriche sulle organizzazioni mafiose e sulle vittime di mafia, il volume si rivolge ad un ampio pubblico di lettori interessato a comprendere le dinamiche psicopatologiche che qualificano il fenomeno mafioso.
L'enactment nella relazione terapeutica. Caratteristiche e funzioni
Giuseppe Craparo
Libro: Libro in brossura
editore: Raffaello Cortina Editore
anno edizione: 2017
pagine: 109
Partendo da una rassegna aggiornata della letteratura psicoanalitica, che mette a confronto la concezione dell'enactment nel modello teorico delle relazioni oggettuali e in quello relazionale, l'autore propone una personale riflessione teorico-clinica sull'enactment, intendendolo come una messa in atto, da parte del paziente, di memorie traumatiche depositate in aree "disaggregate" del proprio Sé, che fanno risuonare nel terapeuta contenuti protopsichici del suo inconscio personale responsabili di una temporanea dissociazione corpo-mente. Si tratta quindi di una comunicazione fra inconsci. Ma a quale tipo di inconscio bisogna fare riferimento? Prendendo spunto dalla propria esperienza clinica, l'autore suggerisce che si tratti dell'inconscio non rimosso, ovvero di un inconscio primitivo, pre-riflessivo, pre-verbale, un organo emotivo-ricettivo capace, nei soggetti sani, di intercettare il segnale emotigeno e di inviarlo all'altro inconscio, quello rimosso, perché possa essere simbolizzato e mentalizzato: una capacità, questa, che risulta gravemente compromessa nei cosiddetti pazienti difficili. In sintesi, il riferimento all'inconscio non rimosso porta a interpretare l'enactment come un temporaneo blackout di tipo dissociativo, che assume una fondamentale importanza per raggiungere quei nuclei emotivi del paziente esclusi dal circuito della simbolizzazione e dell'elaborazione verbale.
Violenza sulle donne. Aspetti psicologici, psicopatologici e sociali
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2016
pagine: 208
Quali sono le motivazioni che possono spingere un uomo ad usare violenza fisica, psicologica o sessuale nei confronti di una donna? Quali sono gli effetti psicologici e psicopatologici della violenza sulla vittima? Quali sono le caratteristiche psicologiche dell'offender? Qual è la natura della relazione fra offender e vittima? Le risposte a queste e ad altre domande permettono di superare valutazioni e soluzioni semplicistiche che rischiano di adombrare la complessità di un fenomeno e di suggerire rimedi inadatti, laddove prevenirlo piuttosto o oltre che reprimerlo giova alla tutela sia del benessere individuale delle potenziali vittime che della sicurezza collettiva.
Inconsci, coscienza e desiderio. L'incertezza in psicoanalisi
Giuseppe Craparo
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2015
pagine: 102
Cosa qualifica la pratica psicoanalitica rispetto alle altre psicoterapie? La risposta dell'autore è che la psicoanalisi si caratterizza per essere una pratica dell'incertezza. Diversamente dal senso comune, nel volume l'incertezza viene declinata positivamente come ciò a cui dovrebbe "tendere" una pratica che si richiami alla singolarità del paziente, a una concezione del sintomo quale narrazione da interrogare, ma soprattutto al ruolo degli inconsci (non rimosso e rimosso). Particolare attenzione viene riservata proprio alla distinzione fra il cosiddetto inconscio rimosso, linguistico, sede di contenuti che sono andati incontro all'elaborazione simbolica, e l'inconscio non rimosso, presimbolico. Il rimando ai due inconsci porta l'autore a considerare la teoria psicoanalitica non più centrata sull'inconscio ma sugli inconsci: un cambio di vertice che risulta vantaggioso per la comprensione delle psicopatologie non nevrotiche (come, ad esempio, le psicosi), in cui si ravvisano compromissioni strutturali dei due inconsci. In questi casi, la psicoanalisi, intesa come pratica dell'incertezza, consisterebbe in un lavoro di co-costruzione degli inconsci attraverso una relazione che non punti a mettere in campo interventi correttivi precostituiti, ma a promuovere processi trasformativi favoriti dall'ascolto desiderante, da parte dell'analista, della parola del paziente. Prefazione di Domenico Cosenza.