Libri di Paola Splendore
Maree
Sara Freeman
Libro: Libro in brossura
editore: Elliot
anno edizione: 2024
pagine: 256
Una giovane sconosciuta si aggira tra la spiaggia e la via principale di una ricca città di mare, senza scopo apparente, senza una dimora. È arrivata lì da qualche giorno dopo un viaggio che l’ha allontanata dalla propria famiglia e da una perdita di cui si ritiene responsabile. La presenza del mare, con la sua forza vitale irreprimibile, agisce come elemento di disturbo ma anche come spinta ad andare avanti, come il moto perpetuo della marea che porta a galla i rifiuti per poi ritrarsi. Così, seguendo un istinto di sopravvivenza contrario alla volontà di annullarsi, Mara trova lavoro in un negozio di vini e formaggi locali, il cui amabile e solitario proprietario è stato da poco abbandonato dalla moglie. I due diventano amici e la protagonista, incoraggiata da questo nuovo legame, inizia a fare i conti con gli errori del passato e i desideri del presente, divisa tra ricreare e disfare sé stessa. Maree è una meditazione sobria e viscerale sulla natura dell’individualità, dell’intimità e delle narrazioni private che modellano le nostre vite.
Alle isole via terra. Testo inglese a fronte
Denise Levertov
Libro: Libro in brossura
editore: Crocetti
anno edizione: 2023
pagine: 304
Cento poesie tratte dall’opera di Denise Levertov (1923-1997), voce importante del canone poetico nordamericano del secondo Novecento. Una scelta che intende presentare la varietà di forme espressive e tematiche della sua opera, dal registro liricoautobiografico a quello di ispirazione etico-religiosa, dalla testimonianza civile alla riflessione sul lavoro poetico. Connotata fin dall’esordio negli anni Quaranta da una forte impronta filosofica, la poesia di Levertov, ancora poco nota in Italia, si afferma con le raccolte degli anni Sessanta-Settanta, in cui tendono a prevalere la voce pubblica e la testimonianza civile nei confronti della guerra del Vietnam. Nelle ultime raccolte questa voce si attenua a favore di un tema profondo e pervasivo di tutta la sua opera: l’osservazione del mondo naturale e l’empatia con animali, alberi, montagne, laghi, creature viventi e senzienti, sempre più minacciate dall’opera di distruzione dell'uomo. Motivo che rende la sua opera poetica particolarmente vicina alla sensibilità dei lettori del XXI secolo.
Veniamo tutti da un altro luogo. Migrazione e sopravvivenza
Ruth Padel
Libro: Libro in brossura
editore: Elliot
anno edizione: 2023
pagine: 192
«La migrazione ha creato il mondo»: è la tesi che governa la ricerca di Ruth Padel sulle origini e sulle continue trasformazioni del pianeta. In questo affascinante volume l’autrice affronta la migrazione come fenomeno universale di sopravvivenza in un habitat sempre più inospitale a causa di crisi climatiche e guerre. Undici capitoli in prosa introducono altrettante sezioni di poesia che, partendo dal viaggio originario delle cellule, dalla migrazione di uccelli e animali selvatici – colibrì, farfalle, zebre, gnu – approdano alla diaspora umana del mondo contemporaneo. Nel 2012 l’opera nella sua prima edizione (intitolata The Mara Crossing), poi ampliata, è stata nominata al London Poetry Awards e selezionata al Ted Hughes Prize.
Benedici la figlia cresciuta da una voce nella testa
Warsan Shire
Libro: Libro in brossura
editore: Fandango Libri
anno edizione: 2023
pagine: 149
Nata in Kenya da famiglia somala fuggita dalla guerra civile, quando aveva appena un anno la sua famiglia si è trasferita a Londra. Il suo primo libro di poesie, del 2011, "Teaching my mother how to give birth" ("Insegnando a mia madre come partorire") colpì l'interesse della cantante e attrice Beyoncé, che le chiese di scrivere alcune poesie per il suo videoclip "Lemonade". "Benedici la figlia cresciuta da una voce nella testa", raccolta di versi degli ultimi dieci anni in cui le poesie di Shire hanno la risonanza dei classici. Ispirata dalla sua vita e dalle sue origini, come anche dalla cultura pop e dall'attualità, Shire canta la dignità, riscattandola, delle vite di immigrati, madri e figlie, donne nere e ragazze adolescenti. E se le sue poesie spesso sono forti, affrontando temi come la nostalgia dei rifugiati, la violenza della guerra e la mutilazione dei genitali femminili, la sua scrittura resta seducente. In versi pieni di dolore e sofferenza, ma anche di grande vitalità, Shire ci parla di cosa vuol dire abitare un corpo di donna, di disturbi dell'alimentazione, di ossessioni compulsive, e tensioni irrisolte con la fede di appartenenza.
Variazioni Beethoven. Una vita in versi
Ruth Padel
Libro: Libro in brossura
editore: Elliot
anno edizione: 2021
pagine: 200
“Passi le mattine a comporre, butti via vecchie stesure in palle accartocciate, poi ti immergi nelle vene della foresta. Il taccuino ti dondola in tasca. L’ispirazione viene dall’ombra, da corone di cardo, bottoni rossi di biancospino. Sei Prometeo il benefattore, che ruba il fuoco per darlo agli umani. Raggio di Shiva che crea e distrugge. Sei la sfida, una lama d’oro, una regata. Lucifero che cade e sfavilla con il rigore dello spartifuoco. Melodia e ritmo scorrono dall’azzurro fuso delle colline estive.”
La mia dislessia. Ricordi di un premio Pulitzer che non sapeva né leggere né scrivere
Philip Schultz
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2016
pagine: 110
Philip Schultz, poeta, vincitore del premio Pulitzer nel 2008, da bambino non sapeva leggere. Era un pessimo studente, non sempre capiva cosa gli dicessero i suoi insegnanti e, quando parlava, aveva difficoltà a scegliere le parole giuste e a pronunciarle correttamente; non sapeva neanche leggere l'ora o distinguere la destra dalla sinistra. Molti anni dopo Schultz scoprì che tutto questo aveva un nome: infatti fu solo quando a suo figlio fu diagnosticata la dislessia che apprese di soffrire dello stesso disturbo. A quel tempo era già uno scrittore di successo ed erano lontani i giorni in cui, espulso dalla scuola per aver picchiato chi lo chiamava stupido, era stato relegato nella "classe dei cretini" dove i professori gli dicevano di "starsene buono a guardare le figure, facendo finta di leggere". A undici anni, quando un insegnante gli chiese cosa volesse fare nella vita, rispose d'istinto che sarebbe voluto diventare uno scrittore. Non ci aveva mai pensato prima, ma quel pensiero divenne per lui un'ossessione. Da quel momento Schultz utilizzò tutte le sue forze per imparare a leggere e scrivere, capendo che se voleva riuscire avrebbe dovuto farcela da solo. E così fece: quando iniziò le superiori, era in grado di leggere e scrivere abbastanza da poter seguire i corsi.
Febbre romana. Cinque racconti
Edith Wharton
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni dell'Asino
anno edizione: 2022
pagine: 136
Cinque racconti da un’epoca lontana, per riscoprire il presente di una città popolata da anime dai mille volti. Personaggi complessi si muovono su uno scenario mitico eppure attuale, mentre le loro vicende tragiche ed eroiche, le loro passioni oscure e magnifiche si mescolano con i vicoli della città. “Le eroine di Wharton, i suoi eroi tragici… Vittime delle convenzioni oppressive di un gruppo sociale, sono esseri spirituali, ricchi di passione e di fantasia; assetati di esperienza emotiva e intellettuale, essi finiscono col distruggere se stessi o col rassegnarsi alla propria schiavitù” (Edmund Wilson).
La mia dislessia. Ricordi di un premio Pulitzer che non sapeva né leggere né scrivere
Philip Schultz
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2015
pagine: 108
Philip Schultz, poeta, vincitore del premio Pulitzer nel 2008, da bambino non sapeva leggere. Era un pessimo studente, non sempre capiva cosa gli dicessero i suoi insegnanti e, quando parlava, aveva difficoltà a scegliere le parole giuste e a pronunciarle correttamente; non sapeva neanche leggere l'ora o distinguere la destra dalla sinistra. Molti anni dopo Schultz scoprì che tutto questo aveva un nome: infatti fu solo quando a suo figlio fu diagnosticata la dislessia che apprese di soffrire dello stesso disturbo. A quel tempo era già uno scrittore di successo ed erano lontani i giorni in cui, espulso dalla scuola per aver picchiato chi lo chiamava stupido, era stato relegato nella "classe dei cretini" dove i professori gli dicevano di "starsene buono a guardare le figure, facendo finta di leggere". A undici anni, quando un insegnante gli chiese cosa volesse fare nella vita, rispose d'istinto che sarebbe voluto diventare uno scrittore. Non ci aveva mai pensato prima, ma quel pensiero divenne per lui un'ossessione. Da quel momento Schultz utilizzò tutte le sue forze per imparare a leggere e scrivere, capendo che se voleva riuscire avrebbe dovuto farcela da solo. E così fece: quando iniziò le superiori, era in grado di leggere e scrivere abbastanza da poter seguire i corsi.