Libri di Alberto Cavaglion
L'amore nei pazzi e altri scritti (1851-1909)
Cesare Lombroso
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2022
pagine: 792
Lombroso è stato uno degli italiani più celebri al mondo nella sua epoca, una figura di grande spicco nel panorama del positivismo europeo di fine e inizio secolo. Ma dopo la sua morte il suo pensiero è stato perlopiù ridotto alle teorie sull'atavismo, liquidato in toto o irriso (e in quanto ebreo, il fascismo ha cancellato ogni sua traccia dalla toponomastica e ogni scultura commemorativa dai luoghi pubblici). Con questo volume si vuole proporre un'immagine più sfaccettata di Lombroso a partire da testi meno noti. Alberto Cavaglion ci propone il Lombroso divulgatore, giornalista, poligrafo che si occupa di medicina sociale, ma anche di architettura, di politica, di questioni giuridiche, di storia, linguistica e letteratura. Un ritratto intellettuale molto diverso e, dal punto di vista della scrittura, molto più piacevole rispetto a quello conosciuto attraverso i suoi controversi saggi accademici. Il volume, che ripercorre un ampio arco temporale (dal 1851 al 1909, poco prima della morte) inizia con le pagine più intime: quelle dal diario giovanile, le lettere alla fidanzata che poi diventerà moglie, le pagine autobiografiche. Poi si ripercorre la vasta gamma dei suoi interessi intellettuali, dalla passione per la filologia e la letteratura alla musica, dalla politica (socialista moderato) agli interventi sull'antisemitismo. Non mancano pagine sulla medicina sociale e quelle tratte dal giornale che Lombroso aveva organizzato nel manicomio di Pesaro, facendo collaborare i pazienti. E naturalmente i suoi studi sulla follia in rapporto alla criminalità e alla genialità, ma sintetizzati in pubblicazioni divulgative mai riprese prima d'ora. Il volume comprende anche un saggio di Silvano Montaldo sulla storia della collezione di reperti anatomici, antropologici e criminologici avviata in vita da Lombroso e diventata poi il museo torinese a lui dedicato.
«Fioca e un po' profana». La voce del sacro in Primo Levi-«Feeble and a bit profane». The voice of the sacred in Primo Levi
Alberto Cavaglion, Paola Valabrega
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2018
pagine: 211
Può apparire strano il tragitto di uno scrittore illuminista come il chimico Primo Levi lungo i sentieri del sacro. Eppure questo tragitto è riscontrabile in diverse sue opere. D'altra parte Levi amava definirsi un «centauro», una creatura ibrida, e la sua fisionomia appare duplice da tanti punti di vista. Certo, quando entra in contatto con la scrittura biblica o, in generale, con le tradizioni del popolo ebraico la sua voce può risultare «fioca e un po' profana», come lui stesso, indirettamente, suggerisce. Non è uno scrittore di vena mistica e religiosa; tuttavia, nel «Canto di Ulisse» di Se questo è un uomo, nel racconto «Carbonio» delSistema periodico e altrove, lo stile di Levi tocca corde profonde come i concetti di impurità e di colpa, antiche come le preghiere ebraiche, solenni o parodiche come i versi di Dante. Gli autori di questa Lezione indagano le varie direzioni di queste allusioni alle radici di ciò che è sacro: con non poche sorprendenti scoperte.
Leggere Svevo
Alberto Cavaglion
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2026
pagine: 112
Ci sono scrittori che appaiono quasi disinteressati a ciò che avviene nel mondo a loro contemporaneo, di cui lasciano trasparire solo sporadici riflessi, in pagine che sembrano contraddire tale distanza. Svevo è uno di questi. Pochi sanno dell'esistenza di uno Svevo politico e che il romanzo maggiore, La coscienza di Zeno, è nato come estensione di un ampio progetto di saggio sul pacifismo. Il libro spiega perché l'opera dello scrittore triestino ha saputo stimolare il pensiero di uomini dal forte impegno politico, come Filippo Turati o Gustaw Herling. Attraverso l'analisi dei suoi romanzi, ma anche del teatro, dell'epistolario, delle pagine diaristiche e dei poco noti scritti giornalistici, introduce il lettore nel mondo di un intellettuale consapevole che sa come districare i nodi del presente.
Se questo è un uomo. Ediz. commentata
Primo Levi
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2012
pagine: XVI-260
Pubblicato nel 1947 e accolto da Einaudi nel 1958, "Se questo è un uomo" viene da allora continuamente ristampato e tradotto in tutto il mondo. È nota la misura, la compostezza di questo classico dell'esperienza della deportazione, il suo intento di descrivere l'indescrivibile, che ha portato l'autore a affermare "se c'è Auschwitz, quindi non può esserci Dio". Questa edizione commentata è ricca di riferimenti testuali e per l'acume interpretativo, con note, sin dalla prefazione, sulla struttura, le scelte linguistiche e di contenuto (fornendo particolari sui personaggi descritti nel campo). Cavaglion compie uno scrupoloso lavoro di analisi stilistica, studiando le influenze letterarie (prima di tutto "La Bibbia" e la "Divina Commedia") ed illuminando di volta in volta interi periodi o singole parole come "gioia", "fortuna" e "felicità", paradossalmente i vocaboli più ricorrenti in tutta l'opera di Levi. Un lavoro che "pesa, separa e distingue" in un'opera che non si leggerà mai abbastanza.
Guarire dalla cura. Italo Svevo e i medici
Riccardo Cepach, Alberto Cavaglion, Laura Nay
Libro: Copertina morbida
editore: Servizio Bibliotecario Urbano
anno edizione: 2008
pagine: 224
Chirurghi, elettrofisiologi, omeopati, naturopati, flebotomi, docenti illustri e semplici medici condotti, acconciaossa, ciarlatani, praticoni d'ogni sorta, apprendisti stregoni. Padri nobili e ignobili delle terapie e delle pratiche igieniche che oggi ancora seguiamo e pratichiamo. I medici che affollano le pagine di Svevo raramente sono visti con benevolenza, ma costituiscono una presenza ossessiva e centrale nella sua opera. Sono i rappresentanti bistrattati di una scienza che "non guarisce mai" e, alla fine, fa sempre fiasco. Ma tutta l'opera di Svevo e la sua stessa vita - come la nostra - ruota intorno alla loro indaffarata presenza. In attesa di "guarire dalla cura". Testi di Alberto Cavaglion, Laura Nay, Anna Maria Accerboni Pavanello, Riccardo Cepach, Erik Schneider
Dal buio del sottosuolo. Poesia e lager
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2006
pagine: 160
In una lettera a Umberto Saba del 1949 Primo Levi scriveva tutta la sua ammirazione per il poeta triestino, di cui aveva appena letto le Scorciatoie e raccontini, ritrovandovi, scrive, "molto del mio mondo, non del Lager, voglio dire; meglio, non solo del Lager". E sul finire della lettera aggiungeva: "Ma tutto questo mi ha toccato meno di quel Suo coraggio, di quella Sua avidità vigile di nulla lasciare inesplorato, di tutto sollevare dal buio del sottosuolo alla luce della consapevolezza". Sollevare la memoria del Lager dal "buio del sottosuolo" è il compito che si prefiggono Saba, Levi e molti autori europei che nel secondo dopoguerra hanno scritto poesie sul Lager: Vittorio Sereni, Paul Celan, Jean Cayrol, Charlotte Delbo, Robert Desnos. Sempre Levi dirà in una famosa intervista che "dopo Auschwitz non si può fare poesia se non su Auschwitz". Questo volume, che raccoglie gli atti di un Convegno svoltosi a Torino nel gennaio 2005, intende per la prima volta mettere a confronto diverse tradizioni letterarie - francesi, italiane, tedesche, israeliane -, stabilendo un vincolo forte fra coloro che credono alla necessità della poesia nella società contemporanea.
Notizie su Argon. Gli antenati di Primo Levi da Francesco Petrarca a Cesare Lombroso
Alberto Cavaglion
Libro: Libro in brossura
editore: Instar Libri
anno edizione: 2006
pagine: 149
"Argon" è il titolo del racconto più famoso del Sistema periodico. Contiene un affettuoso ritratto degli antenati di Primo Levi: figure bizzarre, comiche, generose nella loro ossessività maniacale. Ma dell'universo culturale, della storia politica e sociale dei cittadini di Argon sappiamo poco. Il libro di Cavaglion ci aiuta a scoprire lo sfondo di un racconto famoso, ma anche a svelare una realtà nascosta. Il saggio ripercorre, da un'inusuale prospettiva, la storia dell'ebraismo in Piemonte partendo dalle origini quattrocentesche quando ad Avignone, insieme a Petrarca, gli antenati di Levi vivevano alla corte pontificia - fino ad arrivare all'emancipazione con lo Statuto Albertino. Alla trattazione cronologica il libro aggiunge, nella seconda parte, una descrizione delle peculiarità religiose (il rito Appam) e i ritratti di alcuni protagonisti: Isacco Artom, Benvenuto Terracini, David Levi, Claudio Treves. L'opera esamina infine alcune delle migliori pagine letterarie che a questo mondo si sono ispirate: di Primo Levi, naturalmente, ma anche di Umberto Saba, Augusto Monti, Arturo Carlo Jemolo, Natalia Ginzburg.
Il senso dell'arca. Ebrei senza saperlo: nuove riflessioni
Alberto Cavaglion
Libro: Libro in brossura
editore: L'Ancora del Mediterraneo
anno edizione: 2006
pagine: VII-196
Due sono i nuclei tematici centrali. Il primo è la politica della memoria in Italia dal 1945 a oggi. Il secondo, la questione della libertà religiosa, inserita nel contesto della storia della cultura italiana fra Otto e Novecento. A fare da "guida" teorica è Primo Levi, la cui opera continua a svolgere il ruolo di filo conduttore dell'intera trattazione. Proprio a Primo Levi viene così dedicata l'intera prima parte. La seconda parte è invece dedicata agli "ebrei modernizzanti", di cui si ripercorre l'avventurosa storia nell'Italia del Novecento con riferimento a nuovi testi e nuove ipotesi interpretative.
Insegnamenti. Dal «Canzoniere sacro»
Jehudah Halevi
Libro: Libro in brossura
editore: Il Leone Verde
anno edizione: 2000
pagine: 64
Una scelta dal Canzoniere sacro di Halevi (1075-1141); i componimenti più didascalici, le massime, i proverbi, gli insegnamenti. Un classico della cultura ebraica.
Per via invisibile
Alberto Cavaglion
Libro
editore: Il Mulino
anno edizione: 1998
pagine: 112
Un padre, una madre, due figli: una qualunque famiglia della buona borghesia torinese, ma ebrei e antifascisti. La persecuzione politica e razziale del fascismo si abbatte su questa famiglia, la disperde e infine la decima: il padre morirà deportato in un campo di sterminio, un figlio nella lotta partigiana, e sarà medaglia d'oro. La vicenda della famiglia Diena è raccontata da Alberto Cavaglion a partire dalla corrispondenza che i quattro protagonisti continuarono a scambiarsi fino all'ultimo (dal carcere, dalla macchia, persino dal campo di concentramento di Bolzano) in un'ostinata volontà di mantenersi uniti nella dispersione, di riannodare "per via invisibile" il dialogo e gli affetti.
Felice Momigliano (1866-1924). Una biografia
Alberto Cavaglion
Libro
editore: Il Mulino
anno edizione: 1988
Gli ebrei nell'Italia unita
Alberto Cavaglion
Libro: Libro in brossura
editore: Unicopli
anno edizione: 2015
pagine: 85
All'interno di un pur saldo, ma non rigido ordine cronologico non mancano in questa bibliografia percorsi stravaganti. In primo luogo ai libri di storia s'è affiancata una sezione dove si offrono suggerimenti che rinviano alle memorie, ai diari, ma anche al mondo della letteratura. Due o più libri sono talvolta legati insieme da un vincolo di assonanze, nascoste ma non troppo. Dall'antichità fino ai giorni nostri, senza interruzione di continuità nel caso di Roma, gli ebrei italiani, soprattutto negli ultimi due secoli, sono stati protagonisti di uno forzo immenso: far parte di quella continuità. Il capitolo dedicato alle città e alla questione del paesaggio nasconde l'idea "forte", su cui si regge l'impianto generale. Che non sia esistita "una" storia degli ebrei nell'Italia unita, ma sia più corretto parlare di una coralità di voci, è cosa nota.

