Libri di Andrea De Marchi
L'arte del Quattrocento in Italia. Volume Vol. 1
Andrea De Marchi
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 344
Questo libro ripercorre in sequenza cronologica gli straordinari esiti figurativi dei primi cinquant’anni del Quattrocento italiano, proponendosi di restituire l’incalzante avvicendarsi di opere e artisti in precise interazioni e conseguenze. L’obiettivo è quello di far maturare la consapevolezza che una precisa griglia cronologica e geografica non è questione meramente nozionistica, ma modello di una struttura cognitiva globale e condizione preliminare di qualsiasi tentativo di interpretazione. Il racconto non si focalizza solo sui fatti maggiori, ma tenta anche di documentare, almeno per scorci improvvisi, l’infinita varietà di realtà minori, eppure dotate di una loro fisionomia. Le velocità di acculturazione dell’epoca erano assai disuguali a seconda dei luoghi e dei contesti, così come nella stessa Firenze, in relazione ad ambiti diversi di committenza. L’apprezzamento di valori divergenti non è però in contraddizione con l’enfasi posta sulle cesure innovative. Così come ci si avvicina ai grandi cominciando a studiarne i riflessi nei minori, anche dalle resistenze e dalle dissonanze si arriva a comprendere la portata delle sperimentazioni più radicali.
Artgram 2026
Andrea De Marchi
Prodotto: Agenda o diario
editore: Mandragora
anno edizione: 2025
pagine: 384
Per il 2026 Artgram giunge alla sua sesta edizione e ci accompagna ancora una volta, giorno per giorno, nel mondo dell’arte. Sorprendenti particolari, visioni d’insieme… le grandi opere del passato, più o meno conosciute, vengono qui presentate nei loro aspetti più significativi, per fermare un attimo il tempo, l’atmosfera chiassosa che molto spesso ci frastorna, e compiere una sorta di epochè concentrandosi nella visione e nel linguaggio che l’arte sa parlare di per sé. Questa agenda è infatti l’occasione per risvegliare la curiosità e soffermarsi nella contemplazione, guidata dalle mirabili descrizioni del professore di Storia dell’arte medievale Andrea De Marchi, che fanno emergere le molteplici apparenze e i possibili significati delle opere presentate. In Italia e all’estero, questa raccolta è il frutto anche dei viaggi di De Marchi che così ci porta con sé alla scoperta di tesori nascosti dentro piccole chiese poco note o esposti in famosi musei, facendoci evadere con lui dalle brutture del nostro tempo. Come una sorta di antidoto alla sovrabbondanza di informazioni in cui siamo immersi, Artgram con delicatezza ci fa compiere ogni giorno nuove scoperte, stimolando l’immaginazione e la voglia di conoscere dal vivo.
Incertezze di misura. Come quantificare l'incertezza nella conoscenza della realtà
Andrea De Marchi, Letizia Lo Presti
Libro
editore: CLUT
anno edizione: 1993
pagine: 164
'600 a spicchi. Classicismo e non
Andrea De Marchi
Libro: Libro in brossura
editore: Campisano Editore
anno edizione: 2015
pagine: 80
Daniele da Volterra e la prima pietra del Paragone
Andrea De Marchi
Libro: Libro in brossura
editore: Campisano Editore
anno edizione: 2014
pagine: 64
Revelations. Discoveries and rediscoveries in italian primitive art
Andrea De Marchi
Libro
editore: Centro Di
anno edizione: 2013
La pala d'altare. Dal polittico alla pala quadra
Andrea De Marchi
Libro
editore: Art & Libri Firenze
anno edizione: 2012
pagine: 276
Dispense del corso di Laurea in Storia dell'Arte anna accademico 2011-2012. Testo con CD allegato contenente le illustrazioni a colori.
Il museo e la città. Vicende artistiche pistoiesi dalla metà del XII secolo alla fine del Duecento
Fulvio Cervini, Andrea De Marchi, Guido Tigler
Libro: Libro in brossura
editore: Gli Ori
anno edizione: 2011
pagine: 88
Se quello pistoiese è uno dei capitoli più interessanti della storia dell'architettura romanica in Toscana intorno alla metà del XII secolo, tra i principali protagonisti del rinnovamento artistico italiano emerge la figura di maestro Guglielmo, scultore attivo nell'antico pergamo del Duomo di Pisa tra il 1158 e il 1162, ma anche in un pulpito oggi smembrato per la Cattedrale di San Zeno a Pistoia. Le testimonianze pittoriche sono invece molto rare almeno fino alla metà del Duecento, ma subito dopo la metà del secolo una personalità basilare per gli esiti della cultura figurativa pistoiese è quel Coppo di Marcovaldo, pittore fiorentino, che intorno al 1274 realizza un complesso apparato decorativo destinato al tramezzo della Cattedrale. Suo valente collaboratore si rivela il figlio Salerno, verosimilmente il responsabile della Croce dipinta, recentemente restaurata, che oltre ai modelli paterni guarda alle vibranti morbidezze pittoriche del grande Cimabue, traghettando così la pittura romanica verso i suoi apici qualitativi prima dell'avvento di Giotto.

