Libri di Erasmo da Rotterdam
Modi di dire. Adagiorum collectanea. Testo latino a fronte
Erasmo da Rotterdam
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2013
pagine: XLI-644
Gli "Adagiorum collectanea" sono pubblicati a Parigi nel 1500 da un Erasmo poco più che trentenne. L'idea era quella di raccogliere e commentare detti, proverbi, massime, modi di dire popolari e letterari dell'antichità. Nell'edizione del 1500 gli adagia sono 818. Le successive edizioni (una ventina) alle quali Erasmo lavorò per tutta la vita portarono il numero degli adagia a 4151. "Adagiorum chiliades" è il nuovo titolo che Erasmo diede alla sua opera nel 1515 e che rimase fino all'edizione definitiva del 1533. Carlo Carena traduce e commenta qui, col testo latino a fronte, la prima edizione dei Collectanea fornendo in appendice alcuni esempi delle riscritture a cui Erasmo sottopose i suoi commenti nelle ultime Chiliades. Gli Adagia sono dunque, per Erasmo, l'opera della vita, il primo e l'ultimo libro che pubblica, quello a cui torna fra un lavoro filologico e l'altro, fra un trattato morale e uno scritto teologico. Quello che affascinava Erasmo era il tentativo di riprodurre la sapienza antica attraverso parole che fossero state usate e riusate, che avessero avuto un passaggio dalla letteratura all'uso popolare o viceversa, che costituissero insomma un sedimento linguistico tramandato dagli antichi ai moderni. Modi di dire che possono essere pronunciati dal filosofo e dal furfante, nutriti dalla stessa forza metaforica e analogica, dagli stessi guizzi della creatività linguistica greca e latina, che per Erasmo erano il migliore nutrimento dell'uomo moderno.
Prefazioni ai Vangeli. Testo latino a fronte
Erasmo da Rotterdam
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2021
pagine: 180
Erasmo, come è noto, anticipò alcune delle istanze dei riformatori, prima fra tutte la lettura diretta e massimamente diffusa dei Vangeli. Nell'edizione del 1522 dedicata a Carlo V chiese espressamente all'imperatore di promuovere la traduzione dei Vangeli in tutte le principali lingue europee. Però Erasmo volle tenacemente rimanere nell'ortodossia cattolica, e dunque si trovò spesso in posizioni difficili, attaccato da tutte le parti in causa. Le sue prefazioni alle edizioni dei Vangeli si muovono in questa situazione di precario equilibrio, e sono un fondamentale documento del clima di quegli anni. Oltre che un'ulteriore testimonianza della poliedrica bellezza della scrittura di Erasmo, in grado di cambiare registro secondo gli interlocutori mantenendo la stessa forza, la stessa brillantezza ed eleganza. Nelle aree dell'Europa centrale che sarebbero diventate il terreno di radicamento della Riforma il complesso degli scritti di Erasmo incentrati nel Nuovo Testamento o ad esso connessi ebbero una enorme risonanza. Oltre 110 edizioni attestano il successo che singole parti, sezioni, o componenti, di quel corpus di scritti riscossero negli anni cruciali della diffusione delle idee di Lutero. Che essi preparassero il terreno al radicamento della Riforma è un dato accertato. Il ruolo preminente spetta alla Paraclesi. Nel giro di un biennio, 1520-1522, la Paraclesi ovvero esortazione allo studio della filosofia cristiana (Paraclesis id est exhortatio ad Christianae philosophiae studium) irrompe sul mercato di lingua tedesca in quattro traduzioni diverse, per un numero complessivo di dodici stampe e ristampe. (...) Erasmo compose altri appelli che invitano alla lettura della Bibbia, imprimendo loro un analogo fervore. Alcune edizioni "minori" del Nuovo Testamento - volumi leggeri, culturalmente meno esigenti, incomparabilmente meno costosi, rispetto alle maestose edizioni bilingui di Froben - si aprono con apostrofi che esortano il lettore ad abbeverarsi alle «purissime fonti» di Cristo. (...) Il volume che presentiamo riunisce le quattro composizioni a impronta programmatica e intonazione parenetica che corredano edizioni diverse del Nuovo Testamento nonché un'opera ad esso strettamente connessa. «C'è chi non vuole che la gente semplice legga i testi sacri tradotti in volgare. Con costoro mi trovo in robusto dissenso: come se Cristo avesse insegnato cose così astruse da poter essere intese a malapena da tre o quattro teologi, o come se la tutela della religione cristiana consistesse nell'ignoranza della religione cristiana. I misteri dei re, quelli sì, sarà preferibile tenerli occulti; Cristo invece ha voluto che i suoi misteri avessero la massima diffusione. La mia aspirazione è che leggano i Vangeli tutte le donnette, che tutte leggano le lettere di San Paolo. E magari queste pagine fossero tradotte in tutte le lingue di tutti i popoli, così da essere lette e conosciute non solo dagli Scozzesi e Irlandesi, ma anche da Turchi e Saraceni. Conoscere è pur sempre un primo passo. Molti se ne farebbero beffe, lo ammetto; ma alcuni ne sarebbero conquistati. Vorrei che il contadino ne intonasse qualche versetto spingendo l'aratro, che il tessitore ne modulasse qualche passo manovrando le sue spole, che il viandante alleviasse il tedio del cammino con queste storie. Vorrei che tutti i discorsi che intercorrono tra tutti i cristiani ne fossero permeati. Noi siamo, in effetti, tali quali sono le nostre conversazioni quotidiane. Che ognuno capisca quel che può; che ognuno ne ricavi quel che può. Chi sta indietro non invidî chi è in testa; chi è in testa incoraggi chi viene dietro, non abbandoni la speranza. Perché restringiamo a pochi una professione di fede che è comune a tutti?». (Dall'introduzione di Silvana Seidel Menchi)
Elogio della follia
Erasmo da Rotterdam
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 2014
pagine: 280
La celebre operetta di Erasmo immagina che la Follia sia una dea, la quale, davanti a una piccola folla meravigliata, mostra quanti e quali benefici riceva dalla sue mani e come, senza il suo intervento, nulla nella vita sia piacevole, conveniente o sopportabile. Dall'alto del suo podio, la Follia delinea così un quadro immortale dell'umanità, passando in rassegna tutti i vizi incarnati in varie categorie di persone e personaggi, non risparmiando né re né papi, con una satira feroce che colpisce ogni tempo.
Scritti religiosi e morali
Erasmo da Rotterdam
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2004
pagine: 564
Una raccolta di tutti gli scritti di argomento religioso del grande umanista che, composti in un periodo cruciale della storia del cristianesimo, affrontano i temi centrali della Riforma luterana. Sono un tipico esempio di quella religiosità umanistica che nel primo Cinquecento si proponeva di rinnovare, ma all'interno del Cristianesimo. Erasmo, quindi, nella "Diatriba sul libero arbitrio" riafferma, contro Lutero, i diritti della libertà e della grazia a sostegno della dottrina cattolica che fonda la vita morale cristiana. È proprio con questi scritti che gli orientamenti riformisti si scontreranno con il razionalismo umanista erasmiano e proprio la sua indipendenza di pensiero spiega l'ostracismo che subì dalla Chiesa che ne condannò le opere.
Colloquia
Erasmo da Rotterdam
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 2002
pagine: 1536
I "Colloquia" sono tante cose: innanzitutto un manuale di insegnamento del latino, dove l'arguzia di Erasmo si manifesta anche nell'inventare esercizi, nel trovare giochi di parole a scopo didattico; poi un documento su come la cultura classica poteva servire da modello nella vita rinascimentale; infine un pamphlet religioso attraversato da echi riformistici.
Il libero arbitrio / Il servo arbitrio. Ediz. italiana e latina
Erasmo da Rotterdam, Martin Lutero
Libro: Libro rilegato
editore: Rosenberg & Sellier
anno edizione: 2026
pagine: 426
Due autori, due libri a confronto. Erasmo, il celebre umanista di Rotterdam, è chiamato dai Papi e dalle più alte autorità politiche del tempo a prendere posizione sulle questioni che sconvolgono la Chiesa alle soglie della modernità. Egli punta lo sguardo sulla libertà dell’uomo e interviene contro Lutero, ritenuto il negatore per eccellenza del libero arbitrio. Erasmo, nel Libero arbitrio (1524), argomenta a partire dalla legge, dai precetti e in genere dalle esortazioni contenute nella Sacra Scrittura, caldamente rivolte all’uomo, affinché si decida a praticare i comandamenti divini. Il precetto ha un senso solo se presuppone l’effettiva libertà dell’uomo. Anche Lutero, nel Servo arbitrio (1525), prende spunto dalla Scrittura, ma per concludere che il libero arbitrio, inteso come facoltà alla portata dell’uomo in vista della propria salvezza, non esiste affatto. La legge, i precetti e gli imperativi divini hanno l’unico scopo di svelare all’uomo la sua incapacità di praticarli. Proprio tale funzione della legge lascia libero campo all’intervento dell’Evangelo che affranca l’uomo dalla sua insuperabile condizione di schiavitù spirituale. La posizione di Erasmo venne celebrata, al momento, come cattolica, ma tale propriamente non era; passata la bufera, la produzione teologica di Erasmo fu messa all’Indice. La tesi di Lutero fu presentata come eretica, ma tale non era quanto al nocciolo evangelico della questione: la giustificazione per fede. L’introduzione e il commento che accompagnano i due testi si prefiggono di chiarire i termini di questo potente ed epocale scontro dialettico. Gli apparati intendono mettere in grado il lettore di approfondire la questione per ciò che concerne il contesto storico, le fonti e le tradizioni filosofiche e teologiche con cui questi due grandi agostiniani si sono confrontati.
Varcare con Cristo l'ultima soglia. L'arte del «ben morire» tra riforma e umanesimo
Martin Lutero, Erasmo da Rotterdam
Libro: Libro rilegato
editore: Paoline Editoriale Libri
anno edizione: 2017
Uniti nel proporre un cristianesimo rinnovato, Lutero ed Erasmo appaiono in questo volume impegnati nell’offrire all’uomo, angosciato davanti alla fine imminente, solide basi cristiane di consolazione e di fiducia. I due teologi mettono a nudo le preoccupazioni, lo smarrimento, ma anche la speranza e la fiducia incrollabile in Cristo, da loro stessi avvertiti nel disporsi a «varcare l’ultima soglia». Con linguaggi diversi – più pastorale quello di Lutero, più filosofico-teologico quello di Erasmo – entrambi additano all’uomo in fin di vita l’icona del Redentore crocifisso, vincitore della morte, e quella incoraggiante della «comunione degli angeli e dei santi», partecipi nel suggerire l’unica vera fonte di beatitudine nell’ora finale: l’incrollabile fiducia nella misericordia del Padre, da chiedere con insistenza nella preghiera.
Dolce è la guerra per chi non ne ha esperienza. Storie politiche tratte dagli «Adagia»
Erasmo da Rotterdam
Libro: Copertina morbida
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2017
pagine: 181
Gli "Adagia" sono una sorta di monumentale enciclopedia della cultura classica organizzata intorno a motti, detti, proverbi della più diversa provenienza. Talvolta Erasmo si limita a riferire in poche righe il proverbio nelle varie attestazioni che gli sono note, altre volte lo stesso proverbio gli suggerisce lo spunto per considerazioni molto più articolate e ricche. Comunque, non c'è dubbio che gli "Adagia" furono il serbatoio di sapere a cui Erasmo continuò ad attingere nel corso della sua vita. Per presentarsi alla fine come uno specchio tra i più fedeli del suo pensiero e del suo credo. I quattro "Adagia" qui proposti sono tutti di natura politica. Il primo, "Re o matti si nasce", è una riflessione che ruota attorno alla figura del Principe e all'irrazionalità o razionalità nella sua azione politica. L'adagio che invece dà il titolo al volume è tutto dedicato agli orrori della guerra e alla trasformazione dell'uomo in bestia. Dopo avere in più occasioni fatto riferimento a Ercole, l'adagio si sofferma sul fine vero della guerra: il guadagno, o meglio il rapimento e la degradazione dei beni altrui. La guerra non deve essere l'opzione da perseguire, anche nei confronti del peggior nemico (allora erano i turchi). Bisogna invece scegliere la migliore delle virtù cristiane, la carità. La chiusa da questo punto di vista è attuale ancora oggi: è comunque da preferire un turco sincero o un ebreo in buona fede a un cristiano ipocrita.
Le buone maniere dei ragazzi. Testo latino a fronte
Erasmo da Rotterdam
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2017
pagine: 112
"Considero segno fondante di un'educazione raffinata e di un comportamento ineccepibile il saper scusare gli errori degli altri e non dimostrare meno affetto a un amico se si comporta in maniera un po' goffa. In taluni la semplicità dei modi è compensata da altre qualità e, del resto, nulla vieta di essere una persona a modo anche se non vengono osservate tutte le regole che ho appena terminato di esporti."
Elogio della follia
Erasmo da Rotterdam
Libro: Libro in brossura
editore: Foschi (Santarcangelo)
anno edizione: 2018
pagine: XLII-114
Il titolo stesso di quest'opera ne racchiude il contenuto: figlia di Plutone e Neotete, la Follia è la divinità suprema capace di dispensare benefici agli uomini e agli dèi, dà sapore all'esistenza portando all'accettazione di sé e degli altri, genera i matrimoni e le amicizie, armonizza la società umana e domina persino sugli dèi. La Follia dissacra ma non condanna mai. Uno dei più grandi successi letterari del secolo, l'Elogio della Follia fu letto ovunque in Europa, fu tradotto in varie lingue ed ebbe numerosissime edizioni e imitazioni. Tutte le opere di Erasmo, Elogio della Follia e Colloqui compresi, furono inserite nell'Indice dei libri proibiti istituito nel 1559. Saggio introduttivo di Massimiliano Lacertosa.
I colloqui
Erasmo da Rotterdam
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2018
pagine: XXVI-528
"I colloqui" raccolgono una quarantina di dialoghi del grande umanista di Rotterdam. Pubblicati nel 1518 all'insaputa dell'autore, furono poi oggetto nel 1519 di un'edizione autorizzata che sub), revisioni e ampliamenti fino al 1533. I testi presentano una grande varietà di temi e di stili, dalla diatriba erudita e colta tipica del primo rinascimento alla rappresentazione di tono popolare e macchiettistico. Richiamandosi all'autentico spirito del Vangelo e alla secolare tradizione cristiana, Erasmo smaschera il culto dei santi e altre false pratiche liturgiche diffuse fra gli ordini religiosi, si scaglia contro la guerra e il mestiere del soldato e contro le monacazioni forzate, denuncia l'ignoranza da parte del clero di una corretta esegesi biblica fondata su basi filologiche e non risparmia strali polemici alle dottrine di Lutero e Zwingli. Brillanti, argute e sarcastiche fino all'irriverenza, queste conversazioni ripropongono, con la vivacità drammatica della forma dialogica, l'Erasmo lucido e caustico degli Adagia e dell' Elogio della follia che contempla con ironia l'insensatezza dei comportamenti umani dominati dall'abitudine, dalla paura, dalla superstizione.

