Libri di Giuseppe Carracchia
L'olfatto nella lotta dei sensi. Corpo, sensorialità e stili percettivi: per una lettura sociostilistica della generazione di poeti e poetesse esordienti in Italia negli anni '80 del Novecento
Giuseppe Carracchia
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 392
L’analisi che segue indaga – in chiave quantitativa e qualitativa – l’emersione delle sfere sensoriali nella lingua di un corpus di opere prime di poeti e poetesse che esordiscono in Italia negli anni ’80 del Novecento. Si è cercato di inquadrare il problema della sensorialità tanto nel contesto specifico degli studi di italianistica, quanto in quello, ben più ampio, inerente l’evoluzione, la codificazione e l’interpretazione dei sistemi percettivi. Si tratta dunque di un lavoro interdisciplinare nel quale si è tenuto conto di implicazioni socio-antropologiche, storico-filosofiche e linguistiche, utili a comprendere meglio le relazioni e le gerarchizzazioni tra i sensi. Ciò ha permesso di rivalutare, su fondamenta teoriche più solide, l’affiorare del corpo e della sensorialità nei testi poetici analizzati, con un focus specifico sull’olfatto, provando a far dialogare un’osservazione esterna e macroscopica (propria di un certo tipo di approccio sociologico) con un’auscultazione interna e microscopica quale può essere, per esempio, quella della stilistica, ricavandone una prospettiva d’indagine che è stata definita sociostilistica.
Stanze della luce
Giuseppe Carracchia
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2022
pagine: 136
"'Stanze della luce' del giovane Giuseppe Carracchia è un libro spavaldo, fermentante, immaginoso, che sorprende per la sensorialità accesa delle figure che lo animano, così come per la forza lucida e argomentante dei suoi versi. Un libro che affonda nelle correnti scure del mondo, ma che si volge con una sua dizione nitida, perentoria verso i grandi temi della luce, della gioia, della felicità, segnalati anche negli esergo delle varie sezioni, che andranno intesi come vere e proprie chiavi di lettura dei testi. Ci sono dunque le nobili arti del pugilato, sulle quali la raccolta ha inizio, e ci sono i miracoli della luce, la densità fisica dell'estate, l'abbraccio potente dell'acqua, quando il corpo la fende e sposta, il muto ardore di un cielo mediterraneo: ma c'è anche il riparo di una palpebra, ci sono le forze del vuoto, e tutto ciò che in un verso si sottrae alle virtù del pensiero. E una corrente ritmica che affonda nello spessore archetipico del mondo, nei suoi elementi primi, e si tende linearmente, affidandosi al potere formulare della parola, alla ripetizione a distanza di un'immagine, di un pensiero, o anche - semplicemente - di un nome che s'irradia nella luce pura, tutta verticale, del suo frangersi e inabissarsi. Anche i nomi nuotano, nel mare di questo libro pulsante ed erratico che si avvia a poco a poco a una sua «chiarezza leggera» e ventosa: nomi felici, immersi in una lingua di aranci e di melograni, di limoni e di giardini curati ma non troppo, di salsedine e di isole. Come se il libro, avanzando, si disfacesse a poco a poco del proprio sapere, per cedere al «giusto degli occhi» che si perdono nel gran catino del mondo, e lo sentono, e lo vivono. O forse bisognerebbe dire che il poeta, più si disfa del suo sapere, più si fa antico, e retrocede alle correnti elementari e caotiche della vita che pulsa, e arde, ed è solo vita." (Giancarlo Pontiggia). Prefazione di Fabio Pusterla.

