Libri di Immanuel Kant
Critica della ragion pratica. Fondazione della metafisica dei costumi
Immanuel Kant
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2024
pagine: 280
«L’essere umano… deve essere trattato sempre, in ogni sua azione, come fine in se stesso». La “Critica della ragion pratica” (1788) costituisce il nucleo del pensiero morale di Kant ed è un’opera fondamentale per il suo sistema filosofico, un classico che intrattiene un dialogo sempre rinnovato con la contemporaneità. I contenuti della seconda “Critica” erano stati già in parte anticipati dallo stesso Kant nella “Fondazione della metafisica dei costumi” (1785), e per questo motivo il presente volume propone la traduzione di entrambi i testi. Oltre ad aver avviato un intenso dibattito filosofico che è stato all’origine dell’idealismo tedesco, l’etica di Kant è stata ed è tuttora un fondamentale punto di riferimento per la filosofia morale, la filosofia politica, l’antropologia, la sociologia.
Critica della facoltà di giudizio
Immanuel Kant
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2011
pagine: LXXXV-317
Accanto alla "Critica della ragione pura" e alla "Critica della ragione pratica", la "Critica della facoltà di giudizio" è il terzo capolavoro dell'impresa critica di Immanuel Kant: non solo il suo compimento, ma anche e soprattutto il suo ripensamento e insieme la sua fondazione. È una rigorosa "critica del gusto" che ha il suo centro nell'universale comunicabilità di esseri razionali e finiti quali sono gli uomini, ed è come tale premessa essenziale dell'intero svolgimento dell'estetica successiva. Ma la riflessione che essa svolge è estetica e mediatamente anche logica, e coinvolge molti altri temi strettamente interconnessi. Sempre su base estetica, vi si delinea infatti, innanzi tutto, una modernissima epistemologia, un esame critico del finalismo che sarebbe proprio della cosiddetta "materia vivente" (del quale Kant dà una versione singolarmente avanzata per i suoi tempi e forse oggi ancora insuperata) e infine una giustificazione e delimitazione del pensare filosofico. Nell'estetica kantiana è quindi ricompreso il problema che la filosofia critica pone a se stessa, in quanto questa non è giustificata dalle condizioni del conoscere che si sforza di esplicitare ed è tuttavia indispensabile per la comprensione dell'esperienza in genere e di quella universale comunicabilità che è il lascito prezioso (e tutt'altro che assimilabile a una "metafisica della ragione") dell'illuminismo kantiano.
Antropologia dal punto di vista pragmatico
Immanuel Kant
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2010
pagine: IX-365
Nell'"Antropologia" Immanuel Kant riordina la mole immensa di materiali di carattere storico e antropologico raccolti nell'arco di un'intera vita. Opera a lungo trascurata, si tratta in realtà di una tappa decisiva di un'epoca che stava per convertire le domande fondamentali della storia della metafisica, della gnoseologia, della morale e della religione in quella che per Kant era ormai diventata la domanda essenziale: Che cos'è l'uomo? Si inaugurava cosi la nostra modernità filosofica, che vedrà nell'uomo non solo l'origine e il fondamento di ogni sapere, ma anche la ragion d'essere e il principio di ogni trasformazione del mondo e di ogni intervento su di esso. L'antropologia kantiana indaga infatti l'uomo come essere sociale trasformato dalle istituzioni, al fine di svilupparne le attitudini, dotarlo di costumi, rafforzarne le facoltà, disciplinarne la volontà, orientarne i desideri e governarne la libertà. Michel Foucault incontra I''Antropologia" di Kant verso la fine degli anni cinquanta, facendone l'oggetto della sua tesi complementare, costituita dalla traduzione del testo kantiano, accompagnata da un lavoro di annotazione e dal testo che funge da introduzione.
Antropologia pragmatica
Immanuel Kant
Libro: Libro in brossura
editore: Armando Editore
anno edizione: 2025
pagine: 426
"L’Antropologia pragmatica" (1798), l’ultima opera pubblicata da Kant, può essere considerata come il suo testamento spirituale, oltre che come un vero e proprio manifesto dell’Illuminismo europeo. Essa risponde alla domanda «che cos’è l’uomo?», ma con un approccio diverso da quello seguito nelle tre Critiche. In essa infatti Kant considera l’uomo non dal punto di vista critico-trascendentale o metafisico, ma da un punto di vista pragmatico, cioè pratico-empirico, avendo come oggetto d’indagine la conoscenza «di ciò che l’uomo fa di sé stesso o di ciò che egli può o deve fare di sé stesso». Scopo della presente edizione è di riproporre, in una nuova traduzione e con un commento dettagliato del testo, quest’opera di Kant, che, pur non avendo avuto la fortuna delle altre opere kantiane, contiene una quantità enorme di osservazioni e di conoscenze (come quelle sull’immaginazione, sul sogno, sulle malattie della mente, sulle passioni e sui comportamenti umani, sul carattere dei popoli) che ancora oggi sono per noi di grande interesse e di grande attualità.
Critica della capacità di giudizio
Immanuel Kant
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Rizzoli
anno edizione: 1995
pagine: 912
Critica della ragione pura
Immanuel Kant
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1995
pagine: 910
Il battesimo dell'estetica
Alexander Gottlieb Baumgarten, Immanuel Kant
Libro
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 1993
pagine: 59
Che cosa significa orientarsi nel pensiero?
Immanuel Kant
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1996
pagine: 122
Critica della ragion pratica
Immanuel Kant
Libro
editore: La Scuola SEI
anno edizione: 1962
pagine: XLIV-148
La metafisica dei costumi
Immanuel Kant
Libro: Copertina morbida
editore: Laterza
anno edizione: 1996
pagine: 406
Progettata nel 1785, ma pubblicata solo nel 1797 dopo lunga elaborazione, "La metafisica dei costumi" fornisce la trattazione più sistematica e definitiva del pensiero politico e giuridico di Kant. Il ritardo con cui il «sistema della metafisica tanto della natura quanto dei costumi», condotto secondo 'esigenze critiche', andò alle stampe, fu dovuto da un lato all'insoddisfazione dell'autore per alcune parti dell'opera e dall'altro alle difficoltà frapposte dalla censura prussiana. Le due parti dell'opera comparvero dapprima separatamente: i 'Princìpi metafisici della Dottrina del diritto', nel gennaio del 1797; i 'Princìpi metafisici della Dottrina della virtù'.

