Libri di Lev Trotsky
Le guerre balcaniche (1912-1913)
Lev Trotsky
Libro: Copertina rigida
editore: Lotta Comunista
anno edizione: 1999
pagine: 542
Opere scelte. Volume Vol. 12
Lev Trotsky
Libro
editore: Prospettiva
anno edizione: 2001
pagine: 276
"Le opere scelte" presentano una selezione originale del pensiero di uno dei principali marxisti rivoluzionari di questo secolo. Le sue elaborazioni ci conducono attraverso il movimento operaio internazionale della prima metà del novecento, le vicende in Urss e l'affermarsi dello stalinismo, lo scontro e la formazione di idee nell'ambito del marxismo. Lev Trotsky resta una delle figure più controverse del marxismo, al centro di violenti scontri teorici e pratici, spesso determinanti per la vicenda del movimento operaio moderno.
La rivoluzione tradita
Lev Trotsky
Libro
editore: LEG Edizioni
anno edizione: 2026
pagine: 288
Scritto nel 1936 durante l'esilio, La rivoluzione tradita è un'opera cruciale per comprendere le trasformazioni dell'Unione So
Su Marx. L’approccio dei due protagonisti della Rivoluzione russa
Lenin, Lev Trotsky
Libro: Libro in brossura
editore: goWare
anno edizione: 2017
pagine: 112
Quelle dei due protagonisti della Rivoluzione russa, Lenin e Trotsky, sono due sintesi potenti ed efficaci del pensiero di Marx, il loro condiviso punto di riferimento teorico e politico. Tornare a Marx è la consuetudine di pensatori e rivoluzionari in momenti cruciali della storia. Lenin scrive il suo saggio nel 1913 con la Prima guerra mondiale alle porte, mentre Trotsky lo redige nel 1939, in un esilio amaro, a pochi mesi dallo scoppio della Seconda. Sono due approcci a Marx scritti, entrambi, con uno scopo volutamente divulgativo, ma che mostrano le differenti personalità dei due rivoluzionari. Lenin si rivolge soprattutto ai militanti e alla base del partito bolscevico con l’intento di offrire un approccio fedele e rigoroso della dottrina di Marx (da lui stesso definita così). Quello di Trotsky, invece, è un saggio in inglese sui “principi più validi e attuali contenuti nel Capitale”, destinato soprattutto al pubblico americano. È uno scritto che mira ad attualizzare il pensiero di Marx e a renderlo comprensibile alla gente del più potente sistema economico del mondo. Per Trotsky il marxismo non è una dottrina da applicare, ma uno strumento per agire nel mondo. Agire appunto. Con un saggio di Antonio Moscato e un intervento di Giulio Sapelli.
Storia della rivoluzione russa
Lev Trotsky
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 1140
Composta tra il 1929 e il 1932, durante l'esilio di Trotsky, la Storia della rivoluzione russa è il resoconto di prima mano dei convulsi giorni del febbraio e dell'autunno 1917, quei giorni che, per usare l'ormai classica definizione di John Reed, «sconvolsero il mondo» cambiandone per sempre il volto. Trotsky è stato, assieme a Lenin, uno dei protagonisti assoluti di quegli eventi e ne offre in queste pagine una ricostruzione minuziosa, basata sulla propria esperienza diretta come su tantissime testimonianze di prima mano: racconti (Trotsky è uno dei primi a rivalutare l'uso delle fonti orali anticipando anche gli annalisti francesi), pubblicazioni periodiche, articoli, memoriali di burocrati, documenti amministrativi, testi di discorsi, trascrizioni di interviste a operai, contadini, soldati, tanto che la narrazione prende spesso il tono di una variopinta polifonia. Trotsky è dichiaratamente coinvolto nella materia che racconta, anzi intende la scrittura come una vera e propria continuazione dell'azione politica, ma questa sua adesione non gli impedisce di analizzare i fatti e le condizioni storiche in cui avvennero con sguardo acuto e lucido. Alla chiarezza del pensiero Trotsky unisce le sue doti comunicative e letterarie, utilizza le tecniche narrative popolari insieme a quelle più raffinate, mimando spesso con la penna i movimenti della macchina da presa. Il risultato è un testo monumentale, che a cent'anni dai fatti narrati risulta ancora fondamentale per conoscerli e comprenderli, una lettura avvincente e stimolante.
La loro morale e la nostra. I fondamenti di classe della morale pratica
Lev Trotsky
Libro: Libro in brossura
editore: Associazione Rjazanov
anno edizione: 2023
"Un mezzo può essere giustificato solo dal suo fine. Ma il fine a sua volta ha bisogno di essere giustificato. Dal punto di vista marxista, che esprime gli interessi storici del proletariato, il fine è giustificato se conduce ad aumentare il potere dell'umanità sulla natura e all'abolizione del potere dell'uomo sull'uomo. «Dobbiamo quindi concludere che per raggiungere questo fine tutto è ammissibile?», domanda il filisteo sarcasticamente... Ammissibili e obbligatori sono soltanto quei mezzi, rispondiamo, che uniscono il proletariato rivoluzionario, che riempiono il suo cuore con ostilità inconciliabile verso l'oppressione, che gli insegnano il disprezzo per la morale ufficiale e per i suoi servitori democratici, lo impregna della coscienza della propria missione storica, aumenta il suo coraggio e il suo spirito di abnegazione nella lotta. Proprio da questo discende che non tutti i mezzi sono ammissibili. Quando diciamo che il fine giustifica i mezzi, allora la conclusione che ne consegue è che il grande fine rivoluzionario respinge quei mezzi e metodi infimi che mettono una parte della classe operaia contro l'altra; o che tentano di fare la felicità delle masse senza la loro partecipazione; o che diminuiscono la fiducia delle masse in sé stesse e nella loro organizzazione, sostituendola con il culto dei «capi». Dal testo "La loro morale e la nostra rappresenta" al meglio l'anima del bolscevismo. È esattamente quell'anima che Stalin ha dovuto distruggere affogando il Partito bolscevico nel sangue di tutti i suoi principali dirigenti, accusandoli di essere agenti di Hitler… prima di concludere egli stesso un patto con la Germania nazista." (dalla prefazione di Matteo Bavassano)

