Lotta Comunista
Rosa Luxemburg. Scritti scelti 1893-1919
Rosa Luxemburg
Libro
editore: Lotta Comunista
anno edizione: 2026
pagine: 914
Il presente volume propone al lettore italiano numerosi testi inediti (70 su 103), in massima parte relativi al contributo del
Spagna 1936. Le premesse storiche, l'insurrezione, Barcellona 1937
Gian Giacomo Cavicchioli
Libro
editore: Lotta Comunista
anno edizione: 2026
pagine: 234
La guerra civile fu una violentissima repressione di classe e terminò con il massacro dei rivoluzionari perpetrato dai due lat
L'origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato
Friedrich Engels
Libro
editore: Lotta Comunista
anno edizione: 2026
pagine: 234
A partire dagli appunti di Marx sull'opera di Lewis Morgan, Engels integra e sviluppa alla luce della concezione materialistic
La Bomba. Industrializzazione della scienza e sterminio atomico
Franco Palumberi
Libro: Libro in brossura
editore: Lotta Comunista
anno edizione: 2026
pagine: 372
Ciò che tiene assieme le due prospettive con cui è affrontata la questione della bomba – il ruolo strategico e politico dei deterrenti atomici nella contesa imperialista e l’industrializzazione della scienza che li ha resi possibili – è la dimostrazione di quanto questa società del capitale sia stretta in un’insolubile contraddizione. Scienza e forze produttive hanno trasformato il mondo, ma per l’intrinseca natura del capitale e dell’imperialismo lo hanno diviso nella lotta di potenza sino alla catastrofe della guerra e dell’olocausto atomico. Il capitale distrugge ciò che costruisce. Hiroshima e Nagasaki sancirono il culmine della rottura dell’ordine nella Seconda guerra mondiale imperialista. Si dice che, nell’ordine postbellico, nessuna potenza nucleare ha mai davvero inteso l’impiego della bomba; il suo uso è stato, appunto, quello della minaccia e della deterrenza. La crisi dell’ordine va però muovendo le forze tettoniche del confronto di potenza, e accumula anche le forze distruttive del riarmo. Chi può dire se nel moltiplicarsi delle tensioni e nella proliferazione degli attori nucleari, negli affrontamenti tra piccole, medie e grandi potenze, nelle piccole guerre della crisi dell’ordine o in una grande guerra della rottura dell’ordine la barbarie sarà trattenuta dai calcoli razionali della deterrenza? Solo la strategia rivoluzionaria può scongiurare la minaccia di altre Hiroshima e altre Nagasaki.
Sovranisti eurosolubili. Squilibrio italiano e vincolo europeo dalla pandemia al governo Meloni
Giulio Conti
Libro: Libro in brossura
editore: Lotta Comunista
anno edizione: 2025
pagine: 512
In questo libro analizziamo gli ultimi sette anni di politica italiana, che si aprono con il Conte I, il governo di avventurieri e dilettanti, e si chiudono con il governo Meloni, nel segno dell'eurosolubilità dei sovranisti all'italiana: la minaccia sovranista, giunta al governo a Roma, si è dunque sciolta nel campo di forze europeo. Nel mezzo, prima il Conte II, un parziale riequilibrio europeista, poi lo spartiacque rappresentato dall'esecutivo di Mario Draghi, un governo d'eccezione del partito europeo, chiamato a presidiare l'avvio del Next Generation EU e ad instradare l'Italia sulla via del riarmo europeo. Nelle scelte fondamentali, il governo Meloni non ha derogato dal quadro europeo ed euroatlantico. Con le scelte sull'Ucraina, sulla coalizione dei Volenterosi e sul riarmo europeo, incluse decisioni politiche sul terreno dell'industria della difesa, Roma ha risposto "presente" all'euromobilitazione. Le fragilità strutturali italiane non sono scomparse e l'inedita fase di stabilità politica italiana potrà rivelarsi una breve parentesi. Anche l’eurosolubilità non è un destino ineluttabile e la crisi politica rimane nel novero degli scenari futuri. Ma è un fatto che, finora, sul terreno decisivo del riarmo, il sovranismo all'italiana si è rivelato europeista. «Facilmente – scrivevamo nel gennaio del 2019 – il sovranismo diverrà il cane da guardia dell’europeismo, presidio delle frontiere dell’Europa potenza o avanguardista delle sue guerre nella nuova fase strategica».
Chiesa multipolare nella crisi dell'ordine
Guido La Barbera, Giulio Conti, Carlo Avalli
Libro: Libro in brossura
editore: Lotta Comunista
anno edizione: 2025
pagine: 474
Quali sono le ragioni dell’attenzione della scienza marxista non solo e non tanto alla religione in generale, dal punto di vista della concezione materialista, ma nello specifico alla Chiesa cattolica sul piano della sua azione politica e della sua visione strategica? La risposta più ovvia è che si tratta di studiare la maggiore forza politica della classe dominante, e l’unica con insediamento mondiale. Nel corso degli ultimi decenni si è trattato di studiare l’organizzazione cattolica per una battaglia politica che ne mostrasse, certo, il tratto di garante della conservazione sociale, sfuggendo però alla malattia infantile massimalista dell’anticlericalismo. Oggi si aggiunge un ulteriore compito specifico, nella nuova congiuntura segnata dal “declino atlantico” e dall’irruzione dell’Asia. Si tratta di studiare la “Chiesa multipolare” come forza e riserva ideologica dell’imperialismo unitario, nella “crisi dell’ordine” e nelle sue guerre. Agostino scrisse “La Città di Dio” nella fase terminale dell’Impero, dopo che Roma, nel 410, era stata messa a sacco dai visigoti di Alarico; i pagani davano al cristianesimo e all’abbandono degli antichi dèi la responsabilità per quella catastrofe. Quella teologia politica è anche una teologia del declino. Oggi Leone XIV, papa del multipolarismo, è anche Agostino papa americano, giacché l’America non è più superpotenza garante dell’ordine. È così acuta la percezione in Vaticano del declino USA, e delle sue conseguenze – anche belliche – nella “crisi dell’ordine”? Ed è per questo che si consultano le carte d’archivio sul “Vaticano e la guerra”?
Cronache della Via della Seta. La proiezione del nuovo imperialismo cinese
Giulio Motosi
Libro: Libro in brossura
editore: Lotta Comunista
anno edizione: 2024
pagine: 410
Vent'anni fa, l'ingresso di Pechino nel WTO, la svolta dell'euro in Europa e le guerre del declino americano erano i "fatti politici" che avviavano una "nuova fase strategica" perché la Cina, una potenza emersa dalle aree arretrate, spartite e sviluppate dall'imperialismo, arrivava a sfidare l'ordine postbellico e a chiedere una nuova spartizione del mondo. Il passaggio chiedeva un'attenzione specifica per le varianti e le sfumature della politica estera cinese, per il pluralismo delle scuole di pensiero, per gli adeguamenti e le variazioni nel tempo dei loro orientamenti. In assenza di un lavoro sistematico serio tra le fonti occidentali, abbiamo recensito alcune delle filiere principali dalla vasta pubblicistica in cinese. Per la prima volta un rivolgimento mondiale di enormi proporzioni scaturisce dalla "collisione imperialista" della potenza cinese. Solo il marxismo poteva prevedere con larghissimo anticipo una tale dialettica della "collisione storica" e mantenere l'attenzione, per due secoli, sul "curioso spettacolo [...] della Cina che esporta disordine nel mondo occidentale". Sarà una collisione mai vista prima nell'ordine delle classi dominanti.
Stato e rivoluzione
Lenin
Libro: Libro in brossura
editore: Lotta Comunista
anno edizione: 2024
pagine: 162
Il travolgente succedersi degli eventi tra il febbraio e l'ottobre del 1917 pone la teoria dello Stato come vitale questione pratica al movimento rivoluzionario russo che deve operare, dopo la caduta dell'autocrazia, nella cornice della repubblica più democratica che la storia abbia prodotto. Enorme era la confusione delle idee. Nel divampare della lotta Lenin scrive "Stato e rivoluzione": prima ancora che sia possibile pubblicarlo, la sua chiarezza strategica diviene un'arma decisiva per il successo dell'Ottobre. Sarà una delle colonne portanti su cui si ergerà la Terza Internazionale. In seguito, nelle mani dello stalinismo "Stato e rivoluzione" diviene una natura morta, un addobbo di un dibattito surreale sui tempi dell'"estinzione" dello Stato russo. In alternativa esso veniva presentato come monumento di una realtà storica non più ripetibile. Tutt'altro: oggi, l'erosione dell'ordine procede e arriverà inevitabilmente alla sua catastrofica rottura. E nuovamente la storia porrà l'alternativa tra la barbarie della guerra mondiale della dittatura borghese o la possibilità di liberazione della dittatura del proletariato. L'esperienza della Comune di Parigi e della Comune russa tornerà all'ordine del giorno.
Opere scelte. Lenin
Lenin
Libro: Libro in brossura
editore: Lotta Comunista
anno edizione: 2024
pagine: 1418
L'azione del dirigente rivoluzionario Lenin, della sua lotta teorica, politica e pratica va collocata nello sviluppo del movimento operaio in una epoca particolare, nell'epoca del sorgere dell'imperialismo, un nuovo stadio dell'evoluzione della società capitalistica, della sua piena maturazione, l'epoca delle guerre mondiali e delle rivoluzioni proletarie. L'assimilazione delle battaglie per la strategia di Lenin dà forza allo sviluppo del partito-scienza, masse sterminate di giovani lavoratori nel mondo hanno bisogno di quella forza, oggi che l'ordine mondiale è entrato in crisi, con una serie di guerre locali che lo stanno sempre più incrinando. Si è aperta una nuova fase della storia mondiale che porterà a una nuova rottura generale dell'ordine. La borghesia con la sua barbarie civilizzata sarà costretta a smuovere e mobilitare miliardi di uomini e la classe dei salariati sarà costretta a prendere coscienza dei suoi interessi storici. La corsa è già iniziata. Le generazioni coscienti devono accelerare il passo per raccogliere la sfida.
La guerra di Gaza. Una risposta internazionalista
Libro: Libro in brossura
editore: Lotta Comunista
anno edizione: 2024
pagine: 322
In Israele "esiste una borghesia e un proletariato", nei paesi arabi "esiste una borghesia e un proletariato"; i lavoratori arabi e israeliani devono unirsi per impedire la guerra e trasformarla in rivoluzione, e non farsi mandare al massacro dalle loro classi dominanti in combutta con l'imperialismo. Nel giugno del 1967, allo scoppio della "guerra dei Sei giorni", fu questo il criterio di classe, fondamento della strategia internazionalista. Non sappiamo quali "guerre della crisi dell'ordine" squasseranno il prossimo decennio, e sino a che punto. Di certo moltissimi giovani e moltissimi proletari, in Europa, in Medio Oriente e nel mondo, saranno posti davanti a interrogativi fondamentali sul futuro di barbarie che questa società promette alle nuove generazioni. È questa la via pratica: radicare il leninismo in Europa e attraverso l'Europa, tra i giovani e i proletari europei e di ogni provenienza. È un sentiero stretto? Guardate quella che si crede la via larga, la via maestra del dominio borghese, quella del nazionalismo o delle spartizioni dell'imperialismo: è un vicolo cieco lastricato di milioni di vittime, e altri milioni ne promette al futuro.
I lavoratori europei tra pandemia e guerra
Donato Bianchi
Libro: Libro in brossura
editore: Lotta Comunista
anno edizione: 2024
pagine: 532
Il 2020 si è annunciato con la pandemia secolare, un colpo di maglio sulla classe, che ha pagato duramente su vari fronti. Appena superato il picco pandemico, la guerra è tornata in Europa, ponendo all'ordine del giorno la battaglia internazionalista. L'accento è andato subito al contenuto di classe di quella come di ogni guerra. Un elemento che accompagna tutte le riflessioni del periodo, e anche il nostro intervento in ambito sindacale, è l'impegno per un vero sindacato europeo, in grado di dare un respiro continentale alle rivendicazioni dei lavoratori. Alla base di questo impegno c'è la consapevolezza del ruolo inderogabile del partito leninista per la difesa degli interessi anche immediati, ma soprattutto storici, della classe. Resta valida l'indicazione di Cervetto del 1980: "Ci organizziamo per realizzare l'unità politica della classe attorno al Partito, e non intorno al sindacato, perché questo porta avanti gli interessi delle categorie". E ancora: "Occorre fare il doppio lavoro. Non siamo sindacalisti, siamo attivisti in campo sindacale. [...] Noi di professione siamo rivoluzionari".
Guerre della crisi dell'ordine
Guido La Barbera
Libro: Libro in brossura
editore: Lotta Comunista
anno edizione: 2024
pagine: 378
Perché distinguiamo la guerra d'Ucraina e anche la guerra di Gaza come "guerre della crisi dell'ordine"? La differenza è nella "nuova fase strategica" che si è aperta col nuovo secolo, e nella condizione della bilancia di potenza globale trasformata e scossa dall'ineguale sviluppo. Pechino oggi è rivale effettiva per gli Stati Uniti, in grado di rivendicare la revisione del vecchio ordine e di istituzioni i cui assetti risalgono alla fine del secondo conflitto mondiale. È la "crisi dell'ordine", appunto. Su questa base, valutando i piani di riarmo cinese di qui al 2035 e vagliando le stesse previsioni delle centrali strategiche della classe dominante, abbiamo ipotizzato due possibili sviluppi: una serie di conflitti parziali, concatenati a segnare anni di "inedite tensioni", oppure il deflagrare di una grande guerra tra grandi potenze. Il primo corno della nostra ipotesi strategica è confermato, le "guerre della crisi dell'ordine" sono in corso. Se ciò non esclude affatto per il futuro il secondo sviluppo, la rottura dell'ordine in una grande guerra, si tratta di valutare con attenzione e precisione scientifica, oggi, le nuove ideologie della guerra che vanno montando, scovandone obiettivi politici e finalità strategiche. Non è ancora il punto d'arrivo della rottura dell'ordine. Ma è il colpo d'inizio della sua crisi.

