Libri di M. Belpoliti
Romanzi, cronache e racconti
Gianni Celati
Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2016
pagine: CXXVII-1850
Il Meridiano, curato da Marco Belpoliti e Nunzia Palmieri, percorre l'intera produzione narrativa di Celati. Si apre con i romanzi nati nel solco dello sperimentalismo: "Comiche" (1971) - accompagnato da una parziale riscrittura e la trilogia dei "Parlamenti buffi, viaggio nei generi del romanzo e nelle potenzialità espressive della lingua italiana. Seguono le novelle, da "Narratori delle pianure" a "Quattro novelle sulle apparenze", le prose di viaggio, i racconti usciti di recente nei "Costumi degli italiani". La cronologia ricostruisce la vita di questo irregolare delle lettere; le note ai testi spalancano al lettore il laboratorio dello scrittore.
Steinberg A-Z. Catalogo della mostra (Milano, 15 ottobre 2021-13 marzo 2022)
Libro: Copertina morbida
editore: Electa
anno edizione: 2021
pagine: 584
Pubblicato in occasione della mostra "Saul Steinberg Milano New York" (Triennale Milano, 15 ottobre 2021 - 13 marzo 2022), "Steinberg A-Z" si presenta come una raccolta enciclopedica contemporanea che analizza l'opera di Saul Steinberg nei suoi molteplici aspetti, dall'architettura al disegno, dal rapporto con Milano a quello con New York, alle mappe, all'epistolario con Aldo Buzzi, agli artisti che gli furono amici e compagni come Costantino Nivola e Alexander Calder, ma anche Alberto Giacometti e Le Corbusier. Il volume restituisce uno spaccato dell'universo di Steinberg, ricostruito attraverso un racconto plurale che coinvolge 31 autori coordinati da Marco Belpoliti. Gli scritti sono raccolti in una struttura composta da 22 voci -che spaziano da "Architettura" a "Cartoons", da "Ghirigori" a "Labirinto", da "Milano" a "Romania" - suddivise in sottovoci per un totale di 139 lemmi. Il desiderio è quello di restituire una visione sfaccettata ed inedita della personalità artistica e poliedrica di Saul Steinberg, il quale ha coltivato una molteplicità di dimensioni espressive, talvolta non ancora indagate, sempre caratterizzate da una capacità comunicativa davvero straordinaria. Saul Steinberg nasce in Romania nel 1914 e studia per un anno filosofia presso l'università di Bucarest. Negli anni trenta pubblica i suoi disegni satirici nella rivista milanese "Bertoldo" e, poco dopo, i suoi lavori appaiono sulle riviste internazionali come "Life" e "Harper's Bazar". Le leggi razziali italiane contro gli ebrei lo costringono a emigrare negli Stati Uniti e, dal 1941, comincia a pubblicare su "The New Yorker", avviando una collaborazione destinata a durare sessant'anni e firmando novanta copertine. Fin da subito il suo lavoro grafico è riconosciuto come vera e propria forma d'arte, protagonista di mostre in importanti musei accanto ad artisti del calibro di Arshile Gorki, Isamu Noguchi e Robert Motherwell. Questo periodo costituisce l'inizio di un intenso susseguirsi di esposizioni in gallerie e nei musei più prestigiosi, mostre americane ed internazionali. La straordinaria immaginazione di Steinberg gli permette di esplorare i sistemi sociali e politici, le debolezze umane, la geografia, l'architettura, la lingua e, naturalmente, l'arte stessa. Saul Steinberg si spegne nel 1999 a New York.
Saul Steinberg
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2021
pagine: 536
Saul Steinberg (1914-1999) rimane uno degli artisti più noti e insieme sconosciuti dell'arte del XX secolo. È stato un cartoonist, un disegnatore, un aforista grafico: eppure il suo nome rimane ai margini, fuori dai manuali di Storia dell'arte. Questo numero di "Riga" rinnova e ripensa il volume edito nel 2005, ampliandolo con nuovi materiali. Fra questi spiccano ventuno interviste, per la maggior parte inedite in italiano, rilasciate da Steinberg fra il 1952 e il 1993; due importanti saggi, che gettano nuova luce sulla sua vicenda artistica e biografica; una serie di scritti e disegni con cui illustratori e artisti hanno voluto rendergli omaggio. Senza voler stabilire graduatorie o classifiche, si può - si deve - parlare di Steinberg con la stessa attenzione riservata a Picasso, a Giacometti, a Warhol. Altrettanto complessa e ricca, la sua arte parla tante lingue contemporaneamente: disegno e parola, retorica e letteratura, filosofia e percezione. Steinberg è disegnatore e scrittore, sociologo e filosofo, psicologo e persino moralista. E tuttavia Steinberg è solo Steinberg: ovvero uno degli artisti più imitati, citati, riprodotti, perché all'unicità del suo segno corrisponde un'universalità di significati e di messaggi.
Alberto Arbasino
Libro
editore: Marcos y Marcos
anno edizione: 2001
pagine: 405
Nella sua sua lunga esperienza di scrittore, saggista, narratore, commentatore, recensore, intervistatore, Alberto Arbasino ha praticato la fusione dei generi e degli stili, dando vita a un proprio genere e stile che finisce, non a caso, per coincidere con la sua stessa persona: un "journal ininterrotto", per usare una definizione di Italo Calvino. Inventivo, curioso, leggero, Arbasino possiede la frivolezza dei moralisti: scrivere come vivere, vivere come scrivere, viaggiare, ascoltare, visitare, parlare, leggere, partecipare.
Mammifero italiano
Giorgio Manganelli
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2007
pagine: 160
L'aborto, l'amor di patria, Carosello e l'insegnamento del latino, le raccomandazioni e il caso Tortora: su temi come questi Manganelli è intervenuto, nel corso degli anni Settanta e Ottanta, usando un'arma che gli era massimamente congeniale - il "corsivo fulminante". E da quei corsivi sbiechi e solitari emerge un ritratto dell'Italia che oggi più che mai lascia ammirati e scossi per la sua precisione.
Constantin Brancusi
Libro: Libro in brossura
editore: Marcos y Marcos
anno edizione: 2013
pagine: 302
Constantin Brancusi è uno degli artisti più famosi del XX secolo e tuttavia per molti versi ancora poco noto, ridotto a questo o a quello schema concettuale o a una serie di immagini di comodo. Segnato dalla tensione all'astrazione progressiva delle forme, di pari passo con il culto della perfezione nella lavorazione dei materiali come della precisione della forma, Brancusi ha in realtà inventato e sperimentato molto e aperto molti problemi nell'arte seguente. E dunque: quanta importanza ha la tradizione nel suo lavoro? Si può correttamente leggere nei suoi manufatti modernissimi l'impronta di archetipi lontanissimi? Quanta innovazione è presente nelle forme delle sue sculture? Perché i dadaisti lo apprezzavano?
Primo Levi
Libro: Copertina morbida
editore: Marcos y Marcos
anno edizione: 2017
pagine: 573
Settanta anni fa usciva a Torino presso un piccolo editore "Se questo è un uomo". Era l'opera di uno sconosciuto aspirante scrittore, che raccontava agli italiani la vicenda dei campi di sterminio nazisti. In questi sette decenni questo libro si è trasformato in un classico della nostra letteratura. Com'è potuto accadere che questo volume, riprodotto su una carta povera del dopoguerra - era il 1947 - sia divenuto così importante? Lo racconta qui «Riga» ripubblicando le più importanti recensioni uscite dal 1947 al 1988, testi che ci aiutano anche a entrare nei libri di Primo Levi, testimone e scrittore poliedrico e complesso. Il volume si apre con un contributo narrativo inedito dello scrittore ebreo Aldo Zargani, seguono due testi dispersi e poco noti di Levi stesso, tredici interviste apparse su giornali o registrate dal 1963 al 1986 e sue brevi dichiarazioni su argomenti vari. La parte centrale riproduce la maggior parte dei saggi inclusi nel volume di «Riga» del 1997 a lui dedicato: una sorta di dizionario redatto da alcuni dei più importanti studiosi dello scrittore, cui si aggiunge un testo sul rapporto tra l'ebreo torinese e Israele e un racconto della sua ricezione in America. Un'ultima sezione riguarda i testi del convegno Primo Levi antropologo ed etologo, tenutosi nel 2016 all'Università di Bergamo e all'Università Milano-Bicocca, in cui i testi di Levi vengono considerati sotto questa duplice prospettiva. I disegni e gli schizzi di Pietro Scarnera accompagnano il numero a partire dalla copertina, fornendone una lettura ulteriore per brevi tratti. Siamo convinti che l'importanza di questo scrittore, saggista, poeta, testimone, intellettuale, sia destinata ad aumentare; questo volume fornisce un fondamentale contributo alla scoperta e riscoperta di uno scrittore decisivo per la nostra epoca, consentendo di conoscere meglio la sua attività poliedrica e illuminando aspetti ancora in ombra della sua personalità letteraria e umana. Leggere Levi per capirlo meglio, ma anche per capire il suo e il nostro tempo: uno scrittore per il XXI secolo, e oltre.
Gianni Celati
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2019
pagine: 510
Gianni Celati, a cui "Riga" dedica un nuovo numero dopo quello del 2008, è oggi uno degli scrittori italiani più importanti e significativi. Questo volume raccoglie suoi testi narrativi e saggistici, interviste e conversazioni radiofoniche, parti dell'inedito Taccuino Siciliano del 1984, brani delle lezioni bolognesi al DAMS dedicate alla letteratura americana, testi sul cinema e la letteratura, su James Joyce, da lui tradotto, su Giacomo Leopardi e Alberto Giacometti, e poi sulle idee di spazio e di paesaggio. Seguono una scelta di recensioni e commenti alla sua opera, dal 1971 al 2008, da Calvino a Manganelli, da Luigi Ghirri a Stefano Bartezzaghi. Completano il volume un Album di oltre quaranta fotografie, dagli anni Settanta al Duemila, e una serie di saggi scritti per l'occasione che approfondiscono l'opera di uno dei maestri della letteratura del secondo Novecento e oltre.
Kitsch
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2020
pagine: 608
Kitsch: arte degenerata, massificata, inautentica e ripetitiva; pseudo-arte a buon mercato; simulazione della bellezza, esaltazione del sentimentalismo e del dilettantismo; celebrazione sommaria del piacere estetico a detrimento della fattura materiale dell'oggetto artistico; emergenza della volgarità e del male nelle arti; arte a servizio dei regimi politici totalitari e della loro propaganda; uso indiscriminato degli stilemi canonici e degli stereotipi del passato; contraffazione e simulazione; riduzione dell'opera a souvenir turistico e a gadget; diffusione di un gusto medio e massificato; cattivo gusto o totale mancanza di gusto. L'effetto che si ottiene mettendo in fila questi concetti è duplice. Da una parte sembra che il Kitsch abbia vinto, che la cultura contemporanea e la nostra stessa vita quotidiana ne appaiano permeate sin nei più intimi dettagli. La volgarità, la contraffazione, il sentimentalismo, l'autoritarismo, il dilettantismo vanno per la maggiore. Dall'altra tutto ciò sa di passato, polveroso, vintage. Siamo certi che oggi sia possibile continuare a parlare di degenerazione dell'arte e di cattivo gusto, di massificazione e di serializzazione? Che cosa significano oggi questi termini, quale funzione esplicativa conservano questi concetti, che valore hanno questi valori? L'obiettivo del presente numero di "Riga" è quello di usare il Kitsch come specola per riesaminare l'attualità da un punto di vista rovesciato, provando a capire che ne è di oggetti e fenomeni e tendenze come il gusto e le arti, le emozioni e i media, la quotidianità e la comunicazione. In questo senso, il problema del Kitsch ci appare ancor oggi come il nostro problema. Il volume raccoglie oltre trenta saggi, ormai classici sul Kitsch, presentati e commentati da critici, scrittori e filosofi contemporanei; una galleria di testi anticipatori; voci di dizionari enciclopedici, filosofici e artistici dedicate al Kitsch; brani di alcuni libri recenti sul tema appositamente tradotti; un questionario rivolto a filosofi, critici e artisti contemporanei; immagini di cinque artisti; una riflessione sui nani da giardino.
Furio Jesi
Libro: Copertina morbida
editore: Marcos y Marcos
anno edizione: 2010
pagine: 349
"Mitologo, germanista, storico, traduttore, critico militante, Furio Jesi (1941-1980) è stato uno studioso dai molti interessi e insieme uno straordinario scrittore. Scomparso a soli trentanove anni, Jesi si è dedicato in modo originale alla storia delle religioni, all'antropologia, alla filosofia, alla critica letteraria, alla traduzione, con un'intensa attività saggistica sul mito nel mondo antico, sulle sue sopravvivenze moderne e sulla sua "tecnicizzazione" politica nel corso del Novecento. Contro l'ideologica nozione di "mito", ha coniato la definizione di "macchina mitologica": produzione di "materiali mitologici" che legittimano il potere e ne stabilizzano l'identità. Di questa macchina, attiva nel XX secolo e non solo, ha colto la portata estetica e la capacità di generare nel medesimo tempo spazio letterario, immaginario e utopia, e soprattutto esperienze alternative e irrinunciabili che illuminano l'esistenza. A trent'anni dalla scomparsa il suo "girare in cerchio" intorno al nesso tra sacro, potere e letteratura è più che mai attuale e offre strumenti per leggere i nostri anni. Abbiamo immaginato questo volume come un'istantanea del tavolo di lavoro di Jesi dove i suoi scritti si trovano accanto a copertine, fotografie, saggi di suoi lettori, pagine di critica e ricordi a lui dedicati, in una mescolanza ideale, per raccontare la biografia di questo maestro contemporaneo e ricostruirne il pensiero e il lavoro intellettuale."

