Libri di Adriano Fabris
Insegnare con l'intelligenza artificiale
Adriano Fabris, Loredana Perla
Libro: Libro in brossura
editore: Scholé
anno edizione: 2025
pagine: 208
L'intelligenza artificiale non è solo una tecnologia, ma un fattore che incide profondamente sulla mentalità, sui comportamenti e sui riferimenti etici della società contemporanea. Per questo, non può essere subita passivamente: va compresa e governata attraverso una formazione adeguata. La scuola, in quanto agenzia educativa fondamentale, è chiamata a svolgere un ruolo centrale, individuando i nuovi bisogni, le implicazioni per la didattica e le possibilità di personalizzare l'apprendimento, supportare l'attività dei docenti e semplificare la gestione amministrativa. Di fronte all'alternativa tra essere affiancati o sostituiti dall'IA, è necessario compiere scelte consapevoli. Questo libro, frutto della collaborazione tra una pedagogista e un esperto di etica delle nuove tecnologie, vuole essere uno strumento per orientarle.
La scelta del dialogo. Breviario filosofico per comunicare meglio
Adriano Fabris
Libro: Libro in brossura
editore: EMP - Edizioni Messaggero Padova
anno edizione: 2011
pagine: 96
Un vademecum che insegna metodi e pratiche di dialogo e presenta molte buone ragioni per cui è preferibile ricorrere al dialogo piuttosto che al conflitto e all'uso della violenza.
«Essere e tempo» di Heidegger. Introduzione alla lettura
Adriano Fabris
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2010
pagine: 199
"Essere e tempo" di Heidegger è all'origine di alcuni dei più significativi sviluppi della cultura del Novecento. E non solo di quella filosofica, poiché quest'opera ha lasciato tracce profonde nella teologia, nella letteratura, nella psichiatria. Di per sé, tuttavia, "Essere e tempo" si presenta come un'elaborazione originale e innovativa di una delle domande filosofiche fondamentali, la domanda sul senso di ciò che diciamo "essere". A tale interrogativo Heidegger risponde, in esplicita polemica con la tradizione filosofica precedente, mettendo in evidenza quella costitutiva temporalità che è propria dell'essere in generale e individuando il terreno privilegiato dell'indagine in un ente particolare: in noi stessi.
Heidegger
Adriano Fabris, Antonio Cimino
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2009
pagine: 180
"Colui che comprende e apprende deve diventare tanto adeguato alla cosa da far sì che quest'ultima, l'ente stesso, sia compresa, ma compresa in modo da essere pronta, così compresa, per la sua propria essenza, per imporsi in sé stessa e quindi per dominare anche l'uomo".
Filosofia del peccato originale
Adriano Fabris
Libro: Libro in brossura
editore: AlboVersorio
anno edizione: 2008
pagine: 160
Senso e indifferenza. Un clusterbook di filosofia
Adriano Fabris
Libro
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2007
pagine: 144
Il nome di Dio e la teoria cabbalistica del linguaggio
Gershom Scholem
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1998
pagine: 102
Filosofia delle religioni
Adriano Fabris
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2012
pagine: 150
Com'è possibile pensare oggi l'esperienza religiosa? E soprattutto quale utilità può avere questa riflessione per evitare le conseguenze degli atteggiamenti fondamentalistici e dell'indifferenza nei confronti di un possibile interesse religioso? La filosofia delle religioni risponde a queste domande in maniera rigorosa e non ideologicamente prevenuta: come appunto accade in questo libro, che approfondisce la filosofia delle religioni nei suoi vari aspetti e mostra in che modo essa interagisca con le tendenze culturali della propria epoca.
Fiducia e verità
Adriano Fabris
Libro: Copertina rigida
editore: La Compagnia della Stampa
anno edizione: 2014
pagine: 72
I problemi fondamentali della fenomenologia
Martin Heidegger
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 552
Questo volume inaugurò nel 1975 l’edizione definitiva delle opere di Martin Heidegger. A detta dello stesso filosofo, il lavoro rappresenta una nuova rielaborazione della terza sezione della prima parte di Essere e tempo, da Heidegger mai pubblicata. Indicare la fenomenologia come metodo dell’ontologia definisce il quadro e l’obiettivo di questo corso universitario tenuto a Marburgo. In tale direzione, esso rappresenta una testimonianza significativa del confronto di Heidegger con i principali filosofi del passato e della sua reinterpretazione dell’essere in termini temporali, andando oltre quanto scritto nell’opera maggiore.
Comunicazione
Adriano Fabris, Giovanni Manetti
Libro: Libro in brossura
editore: Scholé
anno edizione: 2019
pagine: 320
Perché alcune lingue non hanno il tempo futuro? E in altre i pronomi personali fanno emergere significati non presenti nella nostra? O ancora, quali sono i nessi tra le grammatiche, le modalità logiche e la soggettività? Ogni lingua sviluppa un modo proprio di guardare al mondo. Il volume ci introduce in questo discorso affascinante e complesso affrontando in maniera scientifica e organica il concetto di comunicazione. Uno studio articolato di teorie, strutture, modi del comunicare che parte dalla linguistica, attraversa la semiologia, la cinesica, la prossemica e affronta la comunicazione nella Rete. All'interno di questa analisi, il testo fa un passo ulteriore e si addentra nella dimensione etica: quali sono i principi all'opera nell'agire comunicativo?
La forza della domanda. Ponte inquieto tra filosofia e teologia
Sergio Gaburro
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 510
La forza della domanda, l’incessante interrogarsi sul senso, non è la proprietà esclusiva di qualcuno, ma una caratteristica dell’essere umano: è l’interrogativo più difficile, il solo che può essere davvero straniero. I saperi della filosofia e della teologia, intrecciati con l’esistenza, si nutrono della domanda che onora il dono dell’intelligenza umana. Chiedere ragioni delle affermazioni degli altri, infatti, significa rendere ragione delle proprie. La distinzione tra filosofia e teologia è un’unità così profonda che qualora l’incontro cessasse, il ponte inquieto della domanda venisse meno, l’una e l’altra si troverebbero private addirittura delle caratteristiche che le contraddistinguono. Nel terreno pubblico della domanda i due saperi si connettono e, nutrendosi del miele del visibile, dialogano con l’invisibile, allo scopo di resistere, contraddirsi e accrescere, mossi dalla sete di senso senza la quale la domanda muore. La forza della domanda mette in fuga verso la vita.

