Alpine Studio: Oltre confine
Un giorno da leoni. Alex MacIntyre e la nascita dell'alpinismo leggero e veloce
John Porter
Libro: Libro in brossura
editore: Alpine Studio
anno edizione: 2015
pagine: 293
Su una pietra commemorativa al campo base dell'Annapurna sta scritto "One day as a tiger". È il titolo originale di questa biografia di Alex Macintyre che John Porter ha scritto per ricordare il suo amico e compagno di ascensioni e di avventure in ogni parte del mondo, della cui tragica fine è stato testimone quando, nell'autunno del 1982, una pietra solitaria precipitata lungo la parete sud dell'Annapurna colpì alla testa Alex Macintyre uccidendolo all'istante e privando il mondo alpinistico di uno dei suoi massimi talenti. Alex aveva solo ventotto anni, ma era già una delle figure leader in quella che fu un'epoca d'oro per l'alpinismo. Per le sue numerose ascensioni di grande rilievo, come le prime alle pareti est del Dhaulagiri e sud del Changabang, ma soprattutto per la tecnica e lo spirito con i quali le portava a compimento, Alex Macintyre può essere considerato un profeta dell'alpinismo moderno insieme a pochi altri. Superleggero e superveloce, Alex aveva pronosticato e realizzato un ritorno all'alpinismo puro, da applicare anche sulle grandi montagne del mondo. "Un giorno da leoni" è anche il racconto autobiografico di John Porter, da quando dal natio Massachussets arrivò all'Università di Leeds e si legò alla corda dei più appassionati scalatori di quell'epoca ed è anche la storia dell'alpinismo britannico degli anni settanta quando i Figli dei fiori "assaltavano" le grandi vie delle Alpi e del mondo arrampicando al suono della musica rock, citata nel titolo di ogni capitolo...
Cime inafferrabili
Victor Saunders
Libro: Libro in brossura
editore: Alpine Studio
anno edizione: 2015
pagine: 170
Se siete convinti che "alpinismo estremo" sia uguale a sofferenza, preparatevi ad una sorpresa. Saunders ci conduce nella più felice tradizione del super-alpinismo dilettantesco e anti eroico. Dove le montagne (magari impossibili) sono molto spesso l'occasione per una vacanza sopra le righe, e dove l'alpinismo, sempre ai massimi livelli tecnici, è il più delle volte il mezzo e non il fine. Non si parla di salite agli Ottomila, ma di montagne selvagge e pareti impressionanti, tra le più difficili della Terra, affrontate con lo stile e l'ilarità tipica del migliore alpinismo inglese. Ghiacciai misteriosi da esplorare, vallate mai percorse da occidentali, grandi spazi bianchi sulle mappe, pareti immense e montagne sconosciute: queste sono le condizioni alla base dell'esplorazione verticale compiuta da Victor Saunders nel corso della sua vita da alpinista.
Il settimo senso
Kurt Diemberger
Libro
editore: Alpine Studio
anno edizione: 2015
pagine: 300
Kurt Diemberger è uno dei grandi dell'alpinismo mondiale. Giunto al suo 80° compleanno, lo vediamo guardarsi indietro e contemplare con sorridente distacco la sua lunga carriera alpinistica. Dagli inizi quando, negli anni '50, affrontò le più difficili vie di roccia e ghiaccio delle Alpi, per proseguire in Himalaya e nel Karakorum, dove realizzò le prime ascensioni assolute del Broad Peak e del Dhaulagiri, senza ossigeno e senza portatori d'alta quota. Diemberger ha poi salito altri quattro "ottomila" (Makalu, Everest, Gasherbrum II e K2) e per anni si è dilettato a documentare le montagne più spettacolari e i paesaggi più affascinanti del mondo. In questo libro, Kurt non si limita a raccontare e descrivere le sue avventure, ma tratteggia con passione e maestria le emozioni che lo hanno accompagnato in alcune situazioni al limite, con le quali ha dovuto confrontarsi e sulle quali nei suoi precedenti scritti non si era ancora soffermato. Fra queste la discesa dal Chogolisa, da solo e nella tormenta, dopo la scomparsa di Hermann Buhl. Nel libro, Diemberger si chiede: è tutto casuale ciò che avviene? C'è qualcuno o qualcosa che guida gli eventi? E poi, che cosa ti porta al successo nelle nuove avventure (il settimo senso - lo stimolo a fare), o ti spinge a rinunciare in tempo (il sesto senso, cioè la voce che ti mette in guardia)?
Su ghiaccio sottile
Mick Fowler
Libro: Libro in brossura
editore: Alpine Studio
anno edizione: 2014
pagine: 282
Mick Fowler è sicuramente uno degli alpinista più stimati di tutto il mondo. Le sue grandi imprese sono oggi conosciute per come sono state realizzate, cioè un puro stile alpino che spesso mal si concilia col suo limitatissimo tempo libero. Una condizione che ha portato molti a chiedersi se Fowler sia veramente così bravo, oppure che sia così maledettamente fortunato da non aver sbagliato un colpo (o quasi). Ma la sua attività parla da sé, dando un'inequivocabile risposta alla domanda. Alcune tra le sue imprese più conosciute sono il leggendario Golden Pillar sullo Spantik, l'ascensione all'inviolata parete Nord del Changabang, l'Arwa Tower, lo Siguniang (che gli valse il Piolet d'Or 2003) e il più recente Prow of Shiva (Piolet d'Or 2013). Ecco dunque l'idolo degli alpinisti-lavoratori, che conferma candidamente che unire conquiste extraeuropee con una costante vita lavorativa è cosa possibile. Prefazione di Chris Bonington.
Appigli sfuggenti
Maurizio Giordani
Libro: Libro in brossura
editore: Alpine Studio
anno edizione: 2014
pagine: 311
In questo libro si parla di montagne, di difficili scalate, di ardite mete da raggiungere, di avventura e di esplorazione, di viaggi in luoghi remoti, di amicizia, di condivisione... di amore. Ma non solo. Se si cerca fra le righe si può estrapolare anche un messaggio importante, non certo banale né scontato. Succede a tutti, prima o poi, di trovarsi davanti a quello che sembra un vicolo cieco; una malattia invalidante, una importante perdita, un ostacolo che sembra insormontabile. E l'indicazione che ne esce è chiara. L'alpinismo non fine a se stesso ma importante scuola di vita, maestro severo ed efficace, che aiuta a non perdere il filo, che insegna a non mollare, che può mostrare la via giusta da seguire e che indica come fare per non perderla. Una passione forte, inesauribile, che non sfuma dopo l'appagamento ma che si rinnova con costanza, perché solida, concreta, vera.
Dove la parete strapiomba
Riccardo Cassin
Libro: Libro in brossura
editore: Alpine Studio
anno edizione: 2014
pagine: 239
"Dove la parete strapiomba" è il primo libro di Riccardo Cassin, scritto nel 1958, al termine delle prime grandi imprese che lo hanno portato nell'Olimpo dell'alpinismo mondiale. E come tutte le opere prime, questo ha la fama di essere il più avvincente, il più emozionante e travolgente dei libri di e su Riccardo Cassin. Esaurito da oltre trent'anni e materia esclusiva per i bibliofili più accaniti, il libro viene riproposto dopo 55 anni come il libro più ambito e ricercato nella storia dell'alpinismo mondiale. Un libro in cui appare il travolgente spirito di conquista degli anni d'oro del sesto grado e l'incontenibile passione che spinge gli uomini all'avventura.
Alpinismo d'inverno. Storie all'ombra di grandi pareti
Libro: Libro in brossura
editore: Alpine Studio
anno edizione: 2014
pagine: 243
Un libro dedicato alle grandi imprese invernali della storia dell'alpinismo italiano, curato da un autore d'eccezione, il quale è egli stesso assiduo frequentatore di pareti ricoperte di gelo: Ivo Ferrari. Alpinismo in inverno, le grandi pareti delle Alpi corazzate di ghiaccio e neve... Su queste montagne ricoperte di gelo si sono scritte pagine importanti dell'alpinismo, che l'autore ha pazientemente raccolto con l'intervento diretto dei protagonisti. Una scelta oculata di ascensioni che insieme tracciano un quadro eroico e grandioso di un secolo di alpinismo nella stagione fredda. Grandi nomi, tra i quali Renato Casarotto, Gianni Rusconi, Nives Meroi, Lorenzo Massarotto, Marco Anghileri, Nicola Tondini, Rolando Larcher e tanti altri. E assieme ai nomi, altrettanto grandi le pareti, come l'Agner, il Civetta, il Pizzo Cengalo, il Monte Bianco, la Marmolada, le verticali pareti del Gran Sasso, l'Eiger, il Sass Maor, e tante altre pareti, sempre corazzate d'inverno. Mischiate a questi scritti di vero alpinismo, per la prima volta anche l'autore concede i racconti delle sue salite invernali e solitarie; a volte col contagocce, per non disturbare i racconti che lui stesso hanno fatto sognare. Salite che per anni hanno fatto fantasticare intere generazioni di alpinisti, tutte distinte da regole severe e termini precisi da rispettare, quelli della neve, del freddo, delle giornate brevi e dei tre soli mesi concessi dal calendario.
La pietra infuocata
Francek Knez
Libro: Copertina morbida
editore: Alpine Studio
anno edizione: 2014
pagine: 187
Francek Knez, alpinista sloveno celebre per le sue ascensioni in tutto il mondo e per il suo carattere introverso, umile e risoluto. La sua attività ha inizio nel 1973 e da quel momento inizia ad arrampicare con una costanza sorprendente, collezionando più di 700 prime ascensioni, disseminate nell'intero arco alpino. Poi viene per lui il tempo delle grandi pareti del Sud America e dell'Himalaya. L'ambiente alpinistico internazionale, nel quale da sempre gode di grandissimo rispetto, parla di lui come del guru dell'alpinismo moderno, riconoscendogli il merito di aver introdotto i principi dell'arrampicata libera e dello stile alpino nelle salite alpinistiche. Poco propenso a concedersi alla folla e alla stampa, ha sorpreso tutti regalando questa autobiografia, dimostrando una capacità di osservare, di narrare e di giocare con la scrittura non inferiore a quella da lui mostrata sulle più ardite pareti del mondo. In una continua altalena tra racconti di vita alpinistica e di richiami autobiografici, l'autore ci porta dalle pareti delle Alpi alle grandi montagne del mondo. Uno spaccato di vita potente, ma con un tono inatteso: quello di un'umiltà disarmante e di un tale poeticismo che non ci si aspetta da colui che può essere considerato un semidio dell'alpinismo. Ma questo è anche un effetto voluto dal suo autore, cioè l'essere considerato un semplice appassionato del mondo verticale che non ha mai perso un istante per tornare, a piedi nudi nell'erba, tra le montagne.
Un grande tra i giganti della terra
Jerzy Kukuczka
Libro
editore: Alpine Studio
anno edizione: 2014
Jerzy Kukuczka, conosciuto affettuosamente come "Jurek", è stato il secondo uomo al mondo ad aver conquistato le vette dei 14 Ottomila, finendo la sua "corsa" solo un mese dopo Reinhold Messner, nel 1987. Jurek fu uno dei più grandi alpinisti del mondo e un accanito sostenitore delle salite in stile alpino in Himalaya, senza Fuso di ossigeno e disdegnando le imponenti e goffe spedizioni che erano tipiche di quegli anni in Himalaya. Nel breve tempo di otto anni, Kukuczka salì gli Ottomila della Terra rispettando le regole di un gioco che ancor oggi è poco conosciuto e compreso. Un confronto che gli impose di salire quelle vette con l'umiltà e il rispetto di non rincorrere una triste collezione di vie normali, ma vie nuove e prime invernali. Seguendo questo suo modo di essere, sui giganti di 8000 metri ha aperto sette vie nuove e compiuto ben quattro prime salite invernali! Dotato di una perseveranza senza eguali e di una capacità di adattamento unica, in molte di queste incredibili imprese ha avuto come compagni alcuni tra i più grandi nomi dell'alpinismo mondiale come Wojtek Kurtyka, Krzysztof Wielicki e Carlos Carsolio. Per una decina di volte costretto a bivacchi di fortuna oltre la zona della morte - alcune perfino nell'inverno Himalayano - Kukuczka ha vissuto la sua esistenza nella "gabbia" del sistema politico sovietico, che mandava in spedizione i propri alpinisti con mezzi tecnici e abbigliamento quasi primitivi, e con riserve alimentari molto scarse e razionate.
Il richiamo dei sogni. La montagna in punta di piedi
Elio Orlandi
Libro
editore: Alpine Studio
anno edizione: 2014
Elio Orlandi è uno degli alpinisti italiani più affermati a livello internazionale. Lontano dai clamori che non mancano nel settore alpinistico, è considerato oggi un "veterano" delle vette patagoniche, dal gruppo del Paine al gruppo del Cerro Torre e del Fitz Roy. Fin dalla sua prima esperienza extraeuropea, nel 1982, ha mostrato una particolare attenzione per l'estetica, la difficoltà, l'arditezza e la bellezza dei picchi patagonici. Le sue imprese lo hanno portato dalle terre desolate della Patagonia agli orizzonti sconfinati del Karakorum, a volte con compagni di eccezione come Rolando Larcher, Fabio Leoni e Maurizio Giarolli. In Patagonia ha aperto importanti vie come "Linea d'Eleganza" al Fitz Roy, "Otra vez" al Cerro Standhardt, "Cristalli nel vento" e "Sogno Infranto" al Cerro Torre, "Spirito Libero" e "El Flaco, El Gordo y l'Abuelito" alle Torri del Paine, sulle quali ha anche effettuato la prima solitaria della parete Sud della Torre Nord. In Karakorum ha compiuto la prima ascensione del Gran Pilastro Ovest del K7, mentre nelle sue amate Dolomiti ha aperto un centinaio di itinerari di alta difficoltà nel gruppo del Brenta - dove tuttora vive - e anche molte ripetizioni solitarie. Durante i suoi numerosi viaggi in Patagonia ha filmato vari documentari coi quali trasmette la grande passione per la montagna, l'alpinismo e l'arrampicata.
Marzio Nardi is dead. Libero tra le pietre
Elena Corriero
Libro: Libro in brossura
editore: Alpine Studio
anno edizione: 2013
pagine: 243
"Quarantatre anni a dicembre vogliono dire venticinque anni nel mondo dell'arrampicata, inventando ogni possibile declinazione di un mestiere che Marzio si era creato quando nessuno ancora ci credeva. A quarantatre anni qualcuno inizia a fare un bilancio, cercando il bandolo per raccontare la propria storia. Non è facile capire quali siano state le scelte senza appello, quali affinità istantanee abbiano dato una brusca svolta a un percorso indirizzato verso un altro luogo, quando le proprie debolezze si siano tramutate in una forza e, viceversa, quando le proprie doti non abbiano dato i frutti sperati." 'Marzio Nardi is Dead' dipinge il ritratto di un uomo talentuoso e carismatico, ma anche inquieto, le cui vicende sono intrecciate con quelle dei personaggi che hanno fatto la storia dell'arrampicata in Italia, e non solo. Da Marco Bernardi e Andrea Mellano ad Andrea Gallo, da Alberto Gnerro e Cristian Brenna, al fuoriclasse francese J. B. Tribout, e ancora Christian Core e Mauro Calibani. Un ritratto a tutto tondo, che porta alla luce l'umanità del personaggio pubblico, le sue debolezze e le sue ossessioni, le scelte più radicali e i compromessi. La passione per la roccia è il filo rosso di una vita, il cui senso si rivela solo nel momento in cui ci si ferma e si guarda indietro, agli anni che hanno costruito il mondo dell'arrampicata così come lo conosciamo adesso.
Il richiamo dei sogni. La montagna in punta di piedi
Elio Orlandi
Libro: Libro rilegato
editore: Alpine Studio
anno edizione: 2013
pagine: 201
Elio Orlandi è uno degli alpinisti italiani più affermati a livello internazionale. Lontano dai clamori che non mancano nel settore alpinistico, è considerato oggi un "veterano" delle vette patagoniche, dal gruppo del Paine al gruppo del Cerro Torre e del Fitz Roy. Fin dalla sua prima esperienza extraeuropea, nel 1982, ha mostrato una particolare attenzione per l'estetica, la difficoltà, l'arditezza e la bellezza dei picchi patagonici. Le sue imprese lo hanno portato dalle terre desolate della Patagonia agli orizzonti sconfinati del Karakorum, a volte con compagni di eccezione come Rolando Larcher, Fabio Leoni e Maurizio Giarolli. In Patagonia ha aperto importanti vie come "Linea d'Eleganza" al Fitz Roy, "Otra vez" al Cerro Standhardt, "Cristalli nel vento" e "Sogno Infranto" al Cerro Torre, "Spirito Libero" e "El Flaco, El Gordo y l'Abuelito" alle Torri del Paine, sulle quali ha anche effettuato la prima solitaria della parete Sud della Torre Nord. In Karakorum ha compiuto la prima ascensione del Gran Pilastro Ovest del K7, mentre nelle sue amate Dolomiti ha aperto un centinaio di itinerari di alta difficoltà nel gruppo del Brenta - dove tuttora vive - e anche molte ripetizioni solitarie. Durante i suoi numerosi viaggi in Patagonia ha filmato vari documentari coi quali trasmette la grande passione per la montagna, l'alpinismo e l'arrampicata.

