Società, scienze sociali e politica
L'Italia che non arriva a fine mese
Domenico Carrieri
Libro: Libro in brossura
editore: Fondazione Giangiacomo Feltrinelli
pagine: 128
Aprile è una strana stagione
Gabriella Ambrosio
Libro: Libro in brossura
editore: Gramma Feltrinelli
pagine: 176
L'angoscia e la politica
Franz Neumann
Libro: Libro in brossura
editore: Scholé
anno edizione: 2026
pagine: 96
Franz Neumann – esponente della Scuola di Francoforte – scrisse negli Stati Uniti, dove era emigrato, questo celebre saggio su L'angoscia e la politica, nel quale analizza il costante ritorno, in caso di crisi economiche protratte nel tempo, di una angoscia esistenziale. Un sentimento che minaccia l'identità di sé e dei gruppi sociali e porta, insieme, alla delegittimazione delle autorità e alla ricerca di nuovi leader in grado di sedare queste minacce, magari incolpando qualcuno come capro espiatorio. Un testo ormai classico che – spaziando dalla sociologia alla psicologia sociale, dalla filosofia alla politologia – si dimostra oggi attualissimo nella crisi delle democrazie liberali, quando la politica, non solo populista, alimenta l'angoscia e svolte autoritarie.
Limes. Rivista italiana di geopolitica. Volume Vol. 12
Libro: Libro in brossura
editore: Gedi (Gruppo Editoriale)
anno edizione: 2025
Sovranisti eurosolubili. Squilibrio italiano e vincolo europeo dalla pandemia al governo Meloni
Giulio Conti
Libro: Libro in brossura
editore: Lotta Comunista
anno edizione: 2025
pagine: 512
In questo libro analizziamo gli ultimi sette anni di politica italiana, che si aprono con il Conte I, il governo di avventurieri e dilettanti, e si chiudono con il governo Meloni, nel segno dell'eurosolubilità dei sovranisti all'italiana: la minaccia sovranista, giunta al governo a Roma, si è dunque sciolta nel campo di forze europeo. Nel mezzo, prima il Conte II, un parziale riequilibrio europeista, poi lo spartiacque rappresentato dall'esecutivo di Mario Draghi, un governo d'eccezione del partito europeo, chiamato a presidiare l'avvio del Next Generation EU e ad instradare l'Italia sulla via del riarmo europeo. Nelle scelte fondamentali, il governo Meloni non ha derogato dal quadro europeo ed euroatlantico. Con le scelte sull'Ucraina, sulla coalizione dei Volenterosi e sul riarmo europeo, incluse decisioni politiche sul terreno dell'industria della difesa, Roma ha risposto "presente" all'euromobilitazione. Le fragilità strutturali italiane non sono scomparse e l'inedita fase di stabilità politica italiana potrà rivelarsi una breve parentesi. Anche l’eurosolubilità non è un destino ineluttabile e la crisi politica rimane nel novero degli scenari futuri. Ma è un fatto che, finora, sul terreno decisivo del riarmo, il sovranismo all'italiana si è rivelato europeista. «Facilmente – scrivevamo nel gennaio del 2019 – il sovranismo diverrà il cane da guardia dell’europeismo, presidio delle frontiere dell’Europa potenza o avanguardista delle sue guerre nella nuova fase strategica».
Il metodo autoetnografico in pedagogia
Lavinia Bianchi
Libro: Libro in brossura
editore: Scholé
anno edizione: 2025
pagine: 208
Etimologicamente radicata nei termini greci autós (sé), éthnos (contesto culturale) e graphé (scrittura/narrazione), l'autoetnografia è un lavoro di ricostruzione del passato influenzata dal presente, dalle emozioni e dai significati che attribuiamo agli eventi. Deve quindi interrogarsi non solo su ciò che racconta, ma anche sulle parole che sceglie e sui loro effetti, per “decolonializzare” l'impianto descrittivo, sapendo che la memoria è sempre un atto di indagine e resistenza che ci lega agli altri e permette di trasformare il vissuto in conoscenza condivisa. Anche in campo pedagogico l'autoetnografia rappresenta una opportunità per le pratiche epistemologiche eticamente rispettose e trasparenti, che giustificano il crescente interesse del panorama accademico contemporaneo verso tale approccio. Questo manuale, una novità nel nostro panorama editoriale, ne ricostruisce gli sviluppi a partire dalla sua genesi, negli anni Settanta del secolo scorso – attraverso autrici e autori come bell hooks, Angela Davis, Galit Atlas e Catalina Montenegro González – e propone modelli operativi, con particolare riguardo alle prospettive interculturale e di genere. L'autoetnografia non è solo un metodo per una ricerca incarnata, situata e trasformativa, ma anche un modo di essere nel mondo, per un sapere in grado di interrogare criticamente le relazioni tra sé, cultura, storia e società.
Paulo Freire oggi. Alleanze popolari, femministe e decoloniali
Mariateresa Muraca
Libro: Libro in brossura
editore: Ledizioni
anno edizione: 2025
pagine: 150
Il libro offre uno sguardo originale sulla pedagogia di Paulo Freire, mettendo a fuoco aspetti ancora poco valorizzati dalla letteratura scientifica italiana e internazionale. Dopo una contestualizzazione biograficoteorica, si sofferma sulla ricezione italiana della sua opera e sul confronto con due protagonisti di spicco della pedagogia popolare italiana: Danilo Dolci e don Lorenzo Milani. Quindi sviluppa i tre nuclei più innovativi: la reinvenzione del pensiero freiriano da parte dei movimenti sociali – e in particolare del Movimento di Donne Contadine – le sue convergenze con il femminismo e la sua dimensione decoloniale. Coerentemente con l'epistemologia freiriana, l'autrice assume un posizionamento situato e riflessivo. Scrive dal punto di vista di chi pratica l'educazione popolare e la ricerca partecipativa, problematizzando la separazione tra impegno scientifico e politico. La sua lettura, inoltre, nasce da un profondo radicamento nel contesto brasiliano e amazzonico, in cui è professoressa presso l'Universidade Federal do Pará. Nelle pagine del libro, dunque, il pensiero di Freire rivela tutta la sua attualità, configurandosi come una piattaforma di alleanze politico-epistemiche, capace di far dialogare e potenziare esperienze del campo popolare, femminista e decoloniale.
Limes. Rivista italiana di geopolitica. Volume Vol. 11
Libro: Libro in brossura
editore: Gedi (Gruppo Editoriale)
anno edizione: 2025
Il numero 11/2025 di Limes, in uscita il 6 dicembre, s’intitola Roma, e s’interroga sul mito e le prospettive della Città Eterna. Nella rivoluzione geopolitica in corso, l’Urbe si presenta infatti come modello d’impero e res publica capace di generare ordine e legame sociale. Esattamente ciò che, nell’attuale contesto, manca. La prima parte – L’importanza di essere Roma – è dedicata ai fondamenti mitici della Città Eterna e alla sua eredità, con particolare attenzione al recupero cultural-strategico del suo mito. Si analizzano dunque i processi che hanno portato Istanbul, Mosca e Washington a pensarsi, rispettivamente, come Seconda, Terza e Nuova Roma, oltre che la centralità dell’Urbe nel percorso di Santa Romana Chiesa. Nella seconda parte – Una certa idea di Roma – il volume s’interroga su come la città, intesa non solo come centro d’irradiazione globale dell’imperialità ma anche come capitale d’Italia, possa essere ripensata per tornare a svolgere un ruolo centrale nell’economia strategica del paese. In particolare, si sottolinea l’importanza di rendere Roma una città a vocazione al contempo culturale, tecnologica e, soprattutto, marittima. In questa sezione si segnala un’intervista al sindaco Roberto Gualtieri, nella quale il primo cittadino della capitale illustra la sua strategia per armonizzare le succitate dimensioni. Nella terza parte – Roma vista da vicino – lo sguardo si sposta sui limites interni alla capitale. Dal Raccordo a Ostia passando per l’Esquilino e i palazzi del potere, il volume analizza le faglie che ancora attraversano l’Urbe, restituendo l’immagine di una città contraddittoria ma dotata di una chiara identità. Infine, il volume dedica un dossier alla AS Roma, intesa non solo come squadra di calcio, ma come potentissimo fattore di legame sociale, integrazione e romanizzazione.
Basta piangere! Storie di un'Italia che non si lamentava
Aldo Cazzullo
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 144
"Non ho nessuna nostalgia del tempo perduto. Non era meglio allora. È meglio adesso. L'Italia in cui siamo cresciuti era più povera, più inquinata, più violenta, più maschilista di quella di oggi. C'erano nubi tossiche come a Seveso, il terrorismo, i sequestri. Era un Paese più semplice, senza tv a colori, computer, videogiochi. Però il futuro non era un problema; era un'opportunità." Aldo Cazzullo racconta ai ragazzi di oggi la storia della sua generazione e quella dei padri e dei nonni, "che non hanno trovato tutto facile; anzi, hanno superato prove che oggi non riusciamo neanche a immaginare. Hanno combattuto guerre, abbattuto dittature, ricostruito macerie. Hanno fatto di ogni piccola gioia un'assoluta felicità anche per conto dei commilitoni caduti nelle trincee di ghiaccio o nel deserto. Mia bisnonna sposò un uomo che non aveva mai visto: non era la persona giusta con cui lamentarmi per le prime pene d'amore. Mio nonno fece la Grande Guerra e vide i suoi amici morire di tifo: non potevo lamentarmi con lui per il morbillo. L'altro nonno da bambino faceva a piedi 15 chilometri per andare al lavoro perché non aveva i soldi per la corriera: come lamentarmi se non mi compravano il motorino?". I nati negli anni Sessanta non hanno vissuto la guerra e la fame; ma sapevano che c'erano state. Hanno assorbito l'energia di un Paese che andava verso il più anziché verso il meno. Hanno letto il libro Cuore, i romanzi di Salgari, Pinocchio, i classici. Non hanno avuto le opportunità dell'era digitale...


