Società, scienze sociali e politica
L'Italia che non arriva a fine mese
Domenico Carrieri
Libro: Libro in brossura
editore: Fondazione Giangiacomo Feltrinelli
pagine: 128
Aprile è una strana stagione
Gabriella Ambrosio
Libro: Libro in brossura
editore: Gramma Feltrinelli
pagine: 176
Sovranisti eurosolubili. Squilibrio italiano e vincolo europeo dalla pandemia al governo Meloni
Giulio Conti
Libro: Libro in brossura
editore: Lotta Comunista
anno edizione: 2025
pagine: 512
In questo libro analizziamo gli ultimi sette anni di politica italiana, che si aprono con il Conte I, il governo di avventurieri e dilettanti, e si chiudono con il governo Meloni, nel segno dell'eurosolubilità dei sovranisti all'italiana: la minaccia sovranista, giunta al governo a Roma, si è dunque sciolta nel campo di forze europeo. Nel mezzo, prima il Conte II, un parziale riequilibrio europeista, poi lo spartiacque rappresentato dall'esecutivo di Mario Draghi, un governo d'eccezione del partito europeo, chiamato a presidiare l'avvio del Next Generation EU e ad instradare l'Italia sulla via del riarmo europeo. Nelle scelte fondamentali, il governo Meloni non ha derogato dal quadro europeo ed euroatlantico. Con le scelte sull'Ucraina, sulla coalizione dei Volenterosi e sul riarmo europeo, incluse decisioni politiche sul terreno dell'industria della difesa, Roma ha risposto "presente" all'euromobilitazione. Le fragilità strutturali italiane non sono scomparse e l'inedita fase di stabilità politica italiana potrà rivelarsi una breve parentesi. Anche l’eurosolubilità non è un destino ineluttabile e la crisi politica rimane nel novero degli scenari futuri. Ma è un fatto che, finora, sul terreno decisivo del riarmo, il sovranismo all'italiana si è rivelato europeista. «Facilmente – scrivevamo nel gennaio del 2019 – il sovranismo diverrà il cane da guardia dell’europeismo, presidio delle frontiere dell’Europa potenza o avanguardista delle sue guerre nella nuova fase strategica».
Il metodo autoetnografico in pedagogia
Lavinia Bianchi
Libro: Libro in brossura
editore: Scholé
anno edizione: 2025
pagine: 208
Etimologicamente radicata nei termini greci autós (sé), éthnos (contesto culturale) e graphé (scrittura/narrazione), l'autoetnografia è un lavoro di ricostruzione del passato influenzata dal presente, dalle emozioni e dai significati che attribuiamo agli eventi. Deve quindi interrogarsi non solo su ciò che racconta, ma anche sulle parole che sceglie e sui loro effetti, per “decolonializzare” l'impianto descrittivo, sapendo che la memoria è sempre un atto di indagine e resistenza che ci lega agli altri e permette di trasformare il vissuto in conoscenza condivisa. Anche in campo pedagogico l'autoetnografia rappresenta una opportunità per le pratiche epistemologiche eticamente rispettose e trasparenti, che giustificano il crescente interesse del panorama accademico contemporaneo verso tale approccio. Questo manuale, una novità nel nostro panorama editoriale, ne ricostruisce gli sviluppi a partire dalla sua genesi, negli anni Settanta del secolo scorso – attraverso autrici e autori come bell hooks, Angela Davis, Galit Atlas e Catalina Montenegro González – e propone modelli operativi, con particolare riguardo alle prospettive interculturale e di genere. L'autoetnografia non è solo un metodo per una ricerca incarnata, situata e trasformativa, ma anche un modo di essere nel mondo, per un sapere in grado di interrogare criticamente le relazioni tra sé, cultura, storia e società.
Basta piangere! Storie di un'Italia che non si lamentava
Aldo Cazzullo
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 144
"Non ho nessuna nostalgia del tempo perduto. Non era meglio allora. È meglio adesso. L'Italia in cui siamo cresciuti era più povera, più inquinata, più violenta, più maschilista di quella di oggi. C'erano nubi tossiche come a Seveso, il terrorismo, i sequestri. Era un Paese più semplice, senza tv a colori, computer, videogiochi. Però il futuro non era un problema; era un'opportunità." Aldo Cazzullo racconta ai ragazzi di oggi la storia della sua generazione e quella dei padri e dei nonni, "che non hanno trovato tutto facile; anzi, hanno superato prove che oggi non riusciamo neanche a immaginare. Hanno combattuto guerre, abbattuto dittature, ricostruito macerie. Hanno fatto di ogni piccola gioia un'assoluta felicità anche per conto dei commilitoni caduti nelle trincee di ghiaccio o nel deserto. Mia bisnonna sposò un uomo che non aveva mai visto: non era la persona giusta con cui lamentarmi per le prime pene d'amore. Mio nonno fece la Grande Guerra e vide i suoi amici morire di tifo: non potevo lamentarmi con lui per il morbillo. L'altro nonno da bambino faceva a piedi 15 chilometri per andare al lavoro perché non aveva i soldi per la corriera: come lamentarmi se non mi compravano il motorino?". I nati negli anni Sessanta non hanno vissuto la guerra e la fame; ma sapevano che c'erano state. Hanno assorbito l'energia di un Paese che andava verso il più anziché verso il meno. Hanno letto il libro Cuore, i romanzi di Salgari, Pinocchio, i classici. Non hanno avuto le opportunità dell'era digitale...
Farsi male. Variazioni sul masochismo
Vittorio Lingiardi
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 240
Succede a tutti di farsi male, ma possiamo imparare a riconoscere le sofferenze che ci colpiscono alle spalle da quelle a cui noi stessi, più o meno consapevolmente, ci consegniamo. Vittorio Lingiardi delimita un territorio vastissimo e oscuro: percorre la storia dei nostri dolori e traccia un confine tra convivenza e connivenza. Masochista è un aggettivo che turba, ma qui non si parla di fruste e manette: lo sguardo è sulla personalità e sulle relazioni. Lingiardi ci accompagna in stanze interiori, arredate con gli spigoli aguzzi dell’autocritica, le mensole inaccessibili dell’ideale dell’Io, le casseforti del sabotatore interno, le lavatrici interminabili del senso di colpa. Un racconto sulla vita di tutti i giorni, con un finale sul masochismo politico e il dolore del mondo. Pagine scritte con le parole della psicoanalisi, della poesia, del cinema.
Democrazia ai margini. Disinformazione e manipolazione dell'opinione pubblica nell'era digitale
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2025
pagine: 408
Non più solo in Parlamento, in televisione o sui giornali: oggi la democrazia si gioca nei nostri feed, nei canali paralleli della controinformazione e sulle piattaforme digitali dove il confine tra verità e racconto si assottiglia. YouTube, Telegram, X, Reddit o 4chan sono diventati l’infrastruttura della post-sfera pubblica: spazi ibridi in cui si formano nuove comunità, si costruiscono appartenenze e si decide che cosa merita attenzione. Qui gli algoritmi regolano la visibilità dei contenuti, le metriche di engagement orientano la costruzione del consenso e l’economia dell’attenzione sostituisce quella dell’argomentazione. In questo ecosistema, la post-verità non è una deviazione patologica ma una condizione strutturale: ciò che circola online contribuisce a definire il campo del dicibile, ciò che appare legittimo nella politica e ciò che viene espulso dal discorso pubblico. Dalla storia dei media alla cartografia algoritmica, dalle indagini su Telegram alle teorie del complotto, fino a casi emblematici come il Vajont o Fridays for Future, Immunità democratica analizza, decostruisce e ricontestualizza le trasformazioni della comunicazione pubblica, fornendo strumenti critici per interpretarle e pratiche per contrastarne le derive. Le fringe platforms e le culture partecipative online rivelano oggi nuove forme di potere reticolare, in cui il margine non è più periferia ma laboratorio di innovazione simbolica e politica. L’intelligenza artificiale, automatizzando la selezione e la generazione dei messaggi, ridefinisce ulteriormente i confini tra vero e falso, tra visibile e invisibile. Comprendere cosa accade ai margini non è più un esercizio teorico: è un gesto di cura democratica, necessario per abitare consapevolmente l’ecosistema informativo del presente.
Sfiduciati. Democrazia e disordine comunicativo nella società esposta
Giovanni Boccia Artieri
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2025
pagine: 192
Un ex medico radiato parla in diretta su Telegram di vaccini come strumenti di controllo, di complotti internazionali, di verità che i giornali nascondono. In migliaia lo ascoltano, si riconoscono, condividono la sua posizione. Ma non è un’eccezione: ogni giorno, le piattaforme digitali e il sistema dei media amplificano narrazioni alternative, tensioni virali, comunità polarizzate. Questa è la società esposta: un ambiente in cui la comunicazione e la sfera pubblica sono diventate vulnerabili, attraversate da sfiducia, sovraccarico informativo e conflitti tossici. La democrazia non è minacciata solo da forze illiberali, ma da un ecosistema in cui parole e legami si logorano, e il dissenso perde riconoscimento. Giovanni Boccia Artieri, sociologo dei media, racconta le dinamiche di questa esposizione. Ma il libro va oltre la diagnosi: propone pratiche di cura del discorso pubblico, ecologie della comunicazione, forme di cittadinanza critica capaci di rigenerare il legame tra parola e spazio pubblico. Perché la democrazia è fragile, ma non impotente: può imparare a vivere nella sua vulnerabilità, e da lì ripartire. I social favoriscono ciò che funziona: e ciò che funziona polarizza, semplifica, infiamma. La democrazia ha bisogno di ascolto, mediazione, argomentazione. E se il conflitto algoritmico si consuma in millisecondi, il dissenso democratico richiede tempo.

