Scienze umane
Mussolini il capobanda. Perché dovremmo vergognarci del fascismo
Aldo Cazzullo
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 360
Di Mussolini la maggioranza degli italiani si è fatta un'idea sbagliata: uno statista che fino al '38 le aveva azzeccate quasi tutte; peccato l'alleanza con Hitler, le leggi razziali, la guerra. Cazzullo ricorda invece che prima del '38 Mussolini aveva provocato la morte dei principali oppositori: Matteotti, Gobetti, Gramsci, Amendola, don Minzoni, Carlo e Nello Rosselli. Aveva conquistato il potere con la violenza – non solo manganelli e olio di ricino ma bombe e mitragliatrici –, facendo centinaia di vittime. Fin dal 1922 si era preso la rivincita sulle città che gli avevano resistito, con avversari gettati dalle finestre di San Lorenzo a Roma, o legati ai camion e trascinati nelle vie di Torino. Aveva imposto una cappa di piombo: Tribunale speciale, polizia segreta, confino, tassa sul celibato, esclusione delle donne da molti posti di lavoro. Aveva commesso crimini in Libia – 40.000 morti tra i civili –, in Etiopia – dall'iprite al massacro dei monaci cristiani –, in Spagna. Aveva usato gli italiani come cavie per cure sbagliate contro la malaria e per vaccini letali. Era stato crudele con tanti: a cominciare da Ida Dalser e dal loro figlio Benitino. La guerra non fu un impazzimento del Duce, ma lo sbocco logico del fascismo, che sostiene la sopraffazione di uno Stato sull'altro e di una razza sull'altra. Idee che purtroppo non sono morte con Mussolini.
La rivoluzione inglese del 1688-89
George M. Trevelyan
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2025
pagine: 172
Il regime rivoluzionario della Chiesa e dello Stato, che dobbiamo esaminare adesso, durò, con pochissimi mutamenti statutari, sino all’epoca della Riforma nel secolo XIX, e i suoi principi fondamentali fanno ancora da base alle istituzioni democratiche e burocratiche sorte su di esso. Questo saggio di George Macaulay Trevelyan è stato definito “un piccolo capolavoro”. L’opera ci viene riproposta oggi nella traduzione d’eccezione di Cesare Pavese. Trevelyan lo scrisse nel 1938, in occasione del duecentocinquantesimo anniversario della Glorious Revolution. Questa circostanza, e il suo intento celebrativo, sono indizi che ci aiutano a comprenderne il significato più rilevante e duraturo. Il testo, a tutti gli effetti, deve infatti considerarsi un pilastro della Whig interpretation of English history. Come tale, evidenzia le radici profonde del sistema politico inglese, così come esso si è tramandato fino ai nostri giorni. In particolare, spiega perché l’Inghilterra, nel passaggio dalle società oligarchiche a quella di massa, riuscì a preservare la persistente centralità del Parlamento, senza che la nascita dei moderni partiti potesse metterla in discussione.
A proposito del senso della vita
Vito Mancuso
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2025
pagine: 112
Sappiamo alla perfezione cosa vogliamo avere - ricchezza, piacere, potere - ma non sappiamo più chi vogliamo essere . Nella grave crisi in cui siamo immersi, necessitiamo continuamente di avversari per definire le nostre identità, e spesso ci scopriamo nemici addirittura di noi stessi, in una sorta di permanente guerra interiore. La filosofia di Vito Mancuso è un'àncora preziosa in questi tempi difficili: rinnovando in noi il desiderio di antiche riflessioni, ci indica la strada per risalire alle radici profonde della nostra coscienza, e ci insegna come il senso e la direzione della nostra vita su questa Terra vadano ricostruiti a piccoli passi, giorno dopo giorno, nella consapevolezza di trovarci al cospetto di qualcosa di più importante di noi stessi. Solo così sapremo entrare in armonia con la logica che determina il nostro cammino e amare quella semplicità naturale dentro di noi che è il vero segreto per una vita degna, una vita che vale la pena vivere, una vita autentica.
L'anti-Edipo. Capitalismo e schizofrenia
Gilles Deleuze, Félix Guattari
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: XL-456
Il punto di partenza di questo volume, che suscitò già al suo apparire in Francia nel 1972 un dibattito vivacissimo, è una critica della psicoanalisi di ogni scuola, ma soprattutto freudiana, accusata di prevaricazione autoritaria in difesa del capitalismo. Gli autori ritengono di poter identificare le ragioni e il momento di quella involuzione, indagando il meccanismo che portò Freud dalla scoperta del complesso di Edipo alla sua formulazione teorica. Dopo aver descritto il funzionamento del desiderio come produzione e «macchina desiderante», analogo al lavoro, gli autori attribuiscono la sua rimozione originaria alla repressione sociale, timorosa del carattere rivoluzionario e sovversivo del desiderio. L’inconscio non sarà piú il luogo del desiderio reale ma un insieme di credenze e di rappresentazioni indotte (dalla struttura sociale, dagli agenti familiari, dallo psicoanalista). Deleuze e Guattari passano poi a studiare il modo di formazione della struttura edipica nella società primitiva, in quella barbarica e nel capitalismo; e giungono a definire il processo schizofrenico come limite del capitalismo. Affrontando il rapporto tra psicoanalisi e marxismo, l’opera ha come obiettivo polemico i limiti del freudo-marxismo tradizionale (Reich, Marcuse, Fromm) e del lacanismo, ma anche quelli di alcune tendenze dell’antipsichiatria contemporanea. Questo classico del pensiero contemporaneo propone, forse per la prima volta, una premessa epistemologica per una critica materialistica della psicoanalisi, mettendone in luce l'insieme delle connotazioni ideologiche e idealistiche, a partire dalla dimostrazione del carattere secondario dell'inconscio freudiano, e dalla sua concreta articolazione con le forze sociali e produttive del capitalismo.
I balilla andarono a Salò
Carlo Mazzantini
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2025
pagine: 192
«Non so se i giovani di oggi riescano a immaginare quanto condizionante fu l’influenza che l’educazione ricevuta e la pressione dell’ambiente avevano esercitato sulla formazione delle coscienze e sulla visione del mondo dei ragazzi che, come chi scrive, risposero all’appello della RSI, o che volontari accorsero nelle sue formazioni armate. Credo indispensabile, per capire le nostre motivazioni, ripercorrere le tappe della nostra storia interiore». In questo pamphlet, Carlo Mazzantini torna a «quel momento in cui, nell’estate-autunno del 1943, le strade degli italiani si divaricano» e del quale «la cultura ufficiale ha consegnato alle giovani generazioni una rappresentazione di maniera, dove tutto sembra essersi svolto in modo chiaro e lineare».
Il «machiavellismo di società». L'antropologia politica di Leopardi
Gennaro Maria Barbuto
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2025
pagine: 108
Negli ultimi decenni, gli studi su Leopardi si sono arricchiti di contributi decisivi, tra i quali non mancano notevoli monografie, studi e convegni concentrati sugli aspetti più propriamente politici della sua opera. In questo filone si inserisce il presente volume, che indaga la portata e l'attualità di una riflessione tanto lucida quanto inquieta. Leopardi è un abissale indagatore dei mali della politica, dell'odio che domina nelle società e dell'impossibilità del bene comune. Il suo sguardo è straordinariamente profondo e radicale perché, come confessa, è di un osservatore absent. Ma questa “assenza” non significa affatto indifferenza nei confronti della società e della politica, esprime piuttosto quel distanziamento critico che gli consente di svelare le contraddizioni, le imposture e i traviamenti delle compagini umane, che lui definisce «machiavellismo di società», evidenziando così uno stretto legame con il Segretario fiorentino. Profeta disincantato dei mali dell'Europa moderna, Leopardi ne denuncia l'illusoria fede nel progresso, la brama di potere e di ricchezza, la razionalità geometrica e strumentale e il dominio della tecnica privo di coscienza del limite. E tuttavia, consapevole ed esperto della sua acutissima antropologia politica, egli non rinuncia a un ultimo, disperato gesto di fiducia: l'invocazione di una solidarietà universale.
Sul potere
Bertrand Russell
Libro: Libro in brossura
editore: Longanesi
anno edizione: 2025
pagine: 288
In questo saggio dal tema sempre attuale, Bertrand Russell svela i meccanismi nascosti che guidano la sete di dominio nella storia umana. Attraverso un viaggio affascinante tra filosofia, storia, psicologia e politica, il grande pensatore smaschera miti radicati e illusioni collettive: il vero motore dell'umanità non è l'interesse economico, ma il desiderio, illimitato e insaziabile. Diversamente dagli animali, gli uomini non si accontentano della sopravvivenza: aspirano a dominare, a influenzare, a plasmare il mondo che li circonda. Il potere, ci mostra Russell, non si riduce a ricchezza o forza bruta: è una forza pervasiva, capace di modellare società, religioni, rivoluzioni e persino la morale. Con un'analisi brillante e profonda, il filosofo mette a nudo i meccanismi psicologici che muovono leader e seguaci, denuncia i pericoli dei totalitarismi ed esamina il ruolo delle ideologie, del fanatismo e della propaganda che modellano la nostra vita. Ma Russell non si limita a una diagnosi impietosa, offre anche una via d'uscita, che aiuti a fondare una società più libera, critica e consapevole. Un saggio per chi vuole comprendere le forze invisibili che plasmano la nostra civiltà e il nostro destino.
Ai quattro angoli del mondo. Viaggio nelle direzioni inaspettate della storia
Jerry Brotton
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2025
pagine: 192
Nord, sud, est e ovest: le direzioni cardinali sembrano dati oggettivi e universali, ma sono in realtà costruzioni culturali e storiche che hanno plasmato la nostra percezione del mondo. Jerry Brotton, tra i massimi esperti di storia della cartografia, esplora l’evoluzione del concetto di orientamento – dalla più antica mappa sumera ai moderni Gps – rivelando come ogni epoca e ogni civiltà abbiano dato significati diversi alle direzioni. Le mappe medievali europee collocavano Gerusalemme al centro e l’est in alto, mentre la Cina imperiale considerava il sud la direzione principale. Il concetto stesso di “Oriente” e “Occidente” è nato dalla geopolitica della colonizzazione, mentre la proiezione di Mercatore ha consolidato l’idea di un mondo dominato dal nord. Con la precisione dello storico e la passione del narratore, Brotton ci guida in un viaggio tra scoperte geografiche, simbologie religiose e manipolazioni politiche, fino a interrogarsi sul presente: nell’era del digitale e dei navigatori satellitari, stiamo perdendo la capacità di orientarci? Ai quattro angoli del mondo ci accompagna in un racconto affascinante sul modo in cui abbiamo imparato a guardare il mondo e dimostra come le mappe non siano mai semplici rappresentazioni, ma strumenti di potere e di interpretazione della realtà. Un viaggio attraverso mappe, scoperte geografiche e sistemi di orientamento dal passato più remoto fino a oggi. Un libro per chi ama la storia, la geografia e il piacere della scoperta. Perché ogni direzione è una scelta e ogni mappa è una narrazione.
Gli dei e gli eroi dei greci. Una civiltà in 30 miti
Giulio Guidorizzi
Libro: Libro in brossura
editore: Raffaello Cortina Editore
anno edizione: 2025
pagine: 288
“Queste storie non avvennero mai, ma sono sempre.” Le parole di Sallustio, forse la più bella definizione del mito, ci ricordano che da quasi tre millenni le storie degli dei e degli eroi greci fanno parte della nostra civiltà, un vivaio inesauribile di simboli e racconti. Il mito riguarda davvero ogni essere umano perché il suo mondo simbolico è uno specchio dell’esperienza psichica e ne svela i meccanismi: la gelosia di Medea, la pietà di Antigone, la passione distruttiva di Fedra, la generosità di Ettore, non c’è emozione umana di cui il mito greco non parli attraverso i suoi personaggi. “È vero solo ciò che è mitico”, ha scritto James Hillman. Se è così, il mito greco può essere guardato come una specie di stanza del tesoro in cui sono conservati i fondamenti della struttura psichica dell’umanità e le sfide principali che si incontrano durante l’esistenza. La mitologia greca è un labirinto di storie che narrano fatti diventati esemplari, racconti nati in luoghi e tempi diversi, leggende locali: un organismo vivente che continua a riprodursi, fili che si intrecciano in mille varianti e ancora sanno suscitare emozioni, perché nessun uomo è insensibile al fascino di un bel racconto.
Quasi sapiens. Dalla scimmia a Trump. Come l'umanità se l'è cavata in 100 cenni storici
Guido Damini
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2025
pagine: 432
Diciamoci la verità: per la maggior parte di noi, la Storia è fatta di alcuni capisaldi persi in una melma indistinta di ricordi annebbiati. Si stagliano magari le idi di marzo, la scoperta dell'America o l'impresa dei Mille, e intorno galleggiano imperatori romani dai nomi bizzarri (Caracalla, chi era costui?), oscure guerre franco-prussiane, date cruciali mandate a memoria ma ormai mute e insondabili come la Sfinge. Se appena ci sforziamo di ricordare meglio, nel caos della mente appaiono a lampi le invasioni di ostrogoti e visigoti, le litanie di vassalli, valvassori e valvassini, le paci di Versailles, di Augusta, di Westfalia... Ma niente paura, Guido Damini è qui per salvarci, con lo sprezzo del pericolo di un autoproclamato "storico da bar". Forte del successo del podcast Cenni storici per fare lo splendido, Damini ha infatti deciso di alzare il tiro: e se fosse possibile raccontare l'intera avventura dell'umanità in cento cenni di poche pagine l'uno? Il risultato dell'esperimento è "Quasi sapiens", una cavalcata folle nella storia mondiale, sulle tracce del buffo e forse circolare percorso che va dalla scimmia a Trump. Con l'ambizione di mescolare risate caustiche e rigore scientifico, si alternano piccole vicende di grandi statisti e incredibili avventure di personaggi ignoti ai più; illuminanti bignami sui sistemi di prestito delle banche rinascimentali (più divertenti di quello che si crede!) e feroci processi storici all'Illuminismo o alla Rivoluzione industriale, alimentati dal sacro fuoco della satira e del lol. Costruito come il podcast sulla misura brevissima del "cenno storico", "Quasi sapiens" è in grado di rivelarci una trama nascosta che intreccia spigolature e massimi sistemi - una controstoria minuscola che però rivela molto del Mondo e della Storia con le maiuscole.
L'invenzione della preistoria. L’ossessione per l’origine dell’uomo e della civiltà
Stefanos Geroulanos
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 512
Non c’è forse storia più grandiosa di quella del modo in cui l’umanità è emersa dalla confusione della natura. Non è un caso che tanti libri ne parlino. Spesso però ne parlano in maniera superficiale e insieme altisonante; e spesso lo fanno nascondendo dei secondi fini. A molti piace infatti pensare che essere umani, oggi, significhi partecipare a una grande avventura che accomuna tutti fin dalle nostre umili origini e che punta verso un futuro radioso. È una prospettiva rassicurante, certo, ma, purtroppo o per fortuna, le cose non stanno così. Diamo per scontato che la preistoria, che l’idea di preistoria, sia sempre esistita. Invece è un’invenzione relativamente recente. E lungi dall’essere un neutro settore della scienza, è invece una narrazione sempre mutevole in cui la scoperta si mescola con la rappresentazione. Fino a una trentina di anni fa, per esempio, quando a scuola si parlava degli uomini di Neanderthal venivano descritti come dei bruti: esseri ingobbiti, violenti e dai tratti scimmieschi, troppo stupidi per sopravvivere all’irresistibile ascesa dell’“Homo sapiens”. Oggi invece hanno cambiato aspetto, si sottolinea la loro enorme scatola cranica, più grande di quella di un “Sapiens”, e sono spesso mostrati con tratti somatici più gentili: hanno i capelli rossicci tendenti al biondo e gli occhi chiari. Ciò è dovuto certo a nuove scoperte, almeno in parte. Ma il fatto che somiglino così tanto a chi queste scoperte le ha fatte non è un caso, e ci dice molto su quanto le nostre origini siano un campo di battaglia che riguarda più il presente del passato. Questo discorso può valere per ogni periodo storico, ma vale molto di più per un periodo di cui ci sono poche testimonianze, nessuna delle quali è in grado di parlarci senza essere interpretata. Ma le origini umane non sono una mera astrazione, né un semplice spunto per condurre degli esperimenti di pensiero o un’indagine scientifica pura. E nel nome di queste origini, dal XIX secolo ai giorni nostri, sono state formulate teorie della razza, si sono consolidati imperi fondati sulla violenza e sulla sopraffazione e sono stati compiuti orribili massacri.
Il senso del dono. Alla ricerca del Natale perduto
Enzo Bianchi
Libro: Libro in brossura
editore: Interlinea
anno edizione: 2025
pagine: 148
Una lettura per «entrare di più nel mistero dei misteri, quello del Dio che si fa uomo»: così Enzo Bianchi, monaco laico e scrittore seguitissimo, presenta i testi qui raccolti, tra ricordi d'infanzia in campagna, prime esperienze spirituali e riflessioni sulla crisi contemporanea di tutti noi e della Chiesa stessa. Sono pagine di speranza, fede e solidarietà, grazie alla capacità della festa più amata di adattarsi e rielaborare tradizioni diverse. «La festa del Natale ha assunto un significato antropologico universale, è la festa della nascita e della novità, della fragilità della vita umana e della sua vocazione all'eternità». Una lettura che conforta e sorprende.

