Centro Studi Piemontesi
Vittorio Amedeo, Prinz Eugen, Pietro Micca: l'assedio di Torino visto dagli scrittori
Pier Massimo Prosio
Libro: Libro in brossura
editore: Centro Studi Piemontesi
anno edizione: 2006
pagine: 81
Nell'ambito delle celebrazioni del terzo centenario dell'assedio e della battaglia di Torino, intenzione di questo libro è mostrare al lettore come gli scrittori "letterari", hanno visto e rappresentato nelle loro opere quel celebre avvenimento. Gli autori di cui qui si parla sono soltanto gli scrittori, diciamo così, creativi: narratori poeti drammaturghi o che comunque hanno avvicinato quelle vicende non nell'ottica prevalente dello studioso o dello storico ma seguendo le più impreviste strade della fantasia e dell'immaginazione: escludendo così la vastissima messe di pur importati studi e di accurate ricerche storiche sull'assedio di Torino.
L'arpa discordata. Dove dà ragguaglio di quanto occorse nell'assedio 1706 della città di Torino
Libro: Libro in brossura
editore: Centro Studi Piemontesi
anno edizione: 2006
pagine: XXVIII-75
Gabriele Capello «Moncalvo». La vita e gli scritti
Libro: Libro in brossura
editore: Centro Studi Piemontesi
anno edizione: 2006
pagine: 127-XLIV
Bandiere e stendardi dell'esercito sardo 1713-1802
Enrico Ricchiardi
Libro: Libro rilegato
editore: Centro Studi Piemontesi
anno edizione: 2006
pagine: 262
Nascosti in archivi, biblioteche, musei e castelli, documenti, drappi, disegni, spesso inediti, ci parlano delle straordinarie bandiere piemontesi del '700. Nel volume, di grande eleganza grafica, l'insieme di questi preziosi reperti è fedelmente ricostruito dall'autore in una narrazione che accompagna il lettore descrivendo l'evoluzione delle bandiere e degli stendardi dell'Esercito Sardo dal 1713 (anno in cui Vittorio Amedeo II divenne re di Sicilia) al 1803, quando Vittorio Emanuele I lasciò la penisola completamente occupata dai francesi per recarsi in Sardegna, dove rimase fino al 1814. A differenza di quanto accade oggigiorno con il tricolore, bandiera unica per tutti, nel '700 ogni reparto di cavalleria e fanteria aveva proprie bandiere, una delle quali indicava l'appartenenza all'esercito sabaudo (la "colonnella"), le altre l'appartenenza alla provincia di reclutamento del reparto stesso. Simbologie che erano presenti anche sulle bandiere dei reggimenti svizzeri, tedeschi, italiani (di regioni non appartenenti al regno) che concorrevano con i sudditi alla difesa dello stato, o come si diceva all'epoca, degli "Stati del Re di Sardegna".

