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Ist. Poligrafico dello Stato: Bollettino di numismatica. Materiali

La zecca di Camerino (1502-1527). Collezione di Vittorio Emanuele III

La zecca di Camerino (1502-1527). Collezione di Vittorio Emanuele III

Lorenzo Bellesia

Libro: Libro in brossura

editore: Ist. Poligrafico dello Stato

anno edizione: 2019

pagine: 134

Camerino, oggi piccolo centro in provincia di Macerata, nel Medioevo e fino alla prima metà del Cinquecento inserito nei territori della Chiesa, fu sotto la Signoria della famiglia da Varano fino al ritorno effettivo al Papato con il pontificato di Paolo III (1534-1549). La pubblicazione del cospicuo gruppo di monete di Camerino facente parte della Collezione Reale ha permesso di rivederne la cronologia e i nominali alla luce dei nuovi studi sulla monetazione marchigiana e pontificia del Quattro e Cinquecento, in quanto sono pochissimi i documenti noti su questa Zecca. In questa sede verranno prese in esame le monete della Collezione Reale battute a Camerino durante la Signoria di Giovanni Borgia, seguita al massacro della famiglia da Varano nel 1502, e di Giovanni Maria da Varano ritornato in città dopo la morte di Alessandro VI (1492-1503) e la caduta in disgrazia del figlio Cesare Borgia. Sulla base di confronti stilistici, sono state assegnate a Giovanni Maria anche alcune emissioni anonime datate nel Corpus Nummorum Italicorum al Duecento.
16,00

Regno di Napoli. Le zecche minori. Parte I. Collezione di Vittorio Emanuele III

Regno di Napoli. Le zecche minori. Parte I. Collezione di Vittorio Emanuele III

Davide Fabrizi, Achille Giuliani

Libro: Libro in brossura

editore: Ist. Poligrafico dello Stato

anno edizione: 2019

pagine: 282

Dopo l'indipendenza della Sicilia, nel Regno di Napoli, rimasto in potere di Carlo I d'Angiò (1266-1285), veniva ridelineato l'assetto amministrativo territoriale, che nel periodo di attività (secoli XIV-XV) delle zecche trattate in questa sede contava 12 province: Terra di Lavoro, Principato Citra, Principato Ultra, Basilicata, Calabria Citra, Calabria Ultra, Terra di Otranto, Terra di Bari, Abruzzo Citra, Abruzzo Ultra, Contado di Molise e Capitanata. Pochissimi anni prima, a seguito della riforma monetaria avviata nel 1278, era cambiata anche la geografia delle zecche, con l'istituzione di una zecca "centrale" nella capitale (Napoli), coadiuvata sporadicamente dalla zecca di Brindisi. Da qui l'esigenza, per i regnanti, di aprire una serie di zecche "minori" per ausilio nei periodi di guerra. Le zecche minori dislocate nelle province settentrionali, confinanti con lo Stato della Chiesa, che oggi comprende parte del basso Lazio, l'Abruzzo e il Molise, sono la maggioranza di quelle attive nell'età angioino-aragonese (secoli XIII-XVI), ma in questa sede non verranno comprese le zecche attive in forma più stabile, Aquila (Abruzzo Ultra) e Gaeta (Terra di Lavoro), oggetto di separata pubblicazione, e Sulmona (Abruzzo Citra), già trattata singolarmente; Tagliacozzo (Abruzzo Ultra), invece, rientrando nello Stato della Chiesa viene inserita in Appendice.
33,00

La zecca di Piacenza. Collezione di Vittorio Emanuele III

La zecca di Piacenza. Collezione di Vittorio Emanuele III

Giorgio Fusconi

Libro: Libro in brossura

editore: Ist. Poligrafico dello Stato

anno edizione: 2019

pagine: 166

In questo volume continua lo studio delle monete coniate dalla zecca di Piacenza presenti nella Collezione di Vittorio Emanuele III. L'esame è iniziato con il Bollettino di Numismatica-Materiali n. 44, che ha riguardato il periodo dalle prime emissioni (metà sec. VIII ca.) a Clemente VII (1523-1534). La zecca di Piacenza, chiusa il 23 dicembre 1528 in seguito all'emissione di monete con caratteristiche intrinseche non conformi a quanto previsto, fu nuovamente riaperta nel 1537 sotto il pontificato di Paolo III (1534-1549).
20,00

La zecca di Massa di Lunigiana (1568-1829). Collezione di Vittorio Emanuele III

La zecca di Massa di Lunigiana (1568-1829). Collezione di Vittorio Emanuele III

Gianluigi Esposito

Libro: Libro in brossura

editore: Ist. Poligrafico dello Stato

anno edizione: 2019

pagine: 152

La zecca di Massa di Lunigiana fu attiva, sia pure con alcuni periodi di chiusura, dal 1559/1560 al 1667 e, per soli progetti, nella prima metà del Settecento; le monete del 1792 a nome della duchessa Maria Beatrice d'Este Cybo Malaspina furono invece battute nella zecca di Milano. Le 300 monete facenti parte della Collezione di Vittorio Emanuele III di Savoia costituiscono, senza dubbio, il maggior insieme conosciuto di esemplari di questa zecca comprendente un gran numero di tipi e di varianti nonché pezzi di eccezionale bellezza e rarità, talvolta unici, la cui pubblicazione permette di aggiornare e integrare non solo il Corpus Nummorum Italicorum, ma anche la principale letteratura in materia. Il maggior numero di monete che oggi possiamo esaminare, rispetto a quanto pubblicato nel 1929 sul Corpus, è dovuto alle nuove acquisizioni effettuate negli anni seguenti l'uscita del volume XI. In questo volume sede vengono pubblicate le monete da Alberico I Cybo Malaspina (1568-1623) a Maria Beatrice d'Este Cybo Malaspina (1790-1796; 1814-1829). Per mere ragioni editoriali in questa sede trovano spazio le monete di Alberico I Cybo Malaspina senza data emesse durante il periodo del Principato (1568-1623); più in generale, invece, in merito alla monetazione di Alberico I si rimanda a quanto pubblicato nella prima parte di questo studio dedicato alla zecca di Massa di Lunigiana (Bollettino di Numismatica, Materiali 46/2016).
18,00

La zecca di Massa di Lunigiana (1553-1623). Collezione di Vittorio Emanuele III

La zecca di Massa di Lunigiana (1553-1623). Collezione di Vittorio Emanuele III

Gianluigi Esposito

Libro: Libro in brossura

editore: Ist. Poligrafico dello Stato

anno edizione: 2018

pagine: 204

La zecca di Massa di Lunigiana fu attiva, sia pure con alcuni periodi di chiusura, dal 1559/1560 al 1667 e, per soli progetti, nella prima metà del Settecento. Le 300 monete facenti parte della Collezione di Vittorio Emanuele III di Savoia costituiscono, senza dubbio, il maggior insieme conosciuto di esemplari di questa zecca comprendente un gran numero di tipi e di varianti nonché pezzi di eccezionale bellezza e rarità, talvolta unici, la cui pubblicazione permette di aggiornare e integrare non solo il Corpus Nummorum Italicorum, ma anche la principale letteratura in materia. Il maggior numero di monete che oggi possiamo esaminare, rispetto a quanto pubblicato nel 1929 sul Corpus, è dovuto alle nuove acquisizioni effettuate negli anni seguenti l'uscita del volume XI. In questa sede vengono pubblicate le monete coniate da Alberico I Cybo Malaspina, con e senza data, durante il periodo del Marchesato (1553-1568) e, per mere ragioni editoriali, le sole monete con data emesse nel periodo del Principato (1568-1623).
25,00

Monete arabe. Collezione di Vittorio Emanuele III

Monete arabe. Collezione di Vittorio Emanuele III

Libro: Libro in brossura

editore: Ist. Poligrafico dello Stato

anno edizione: 2017

pagine: 152

La catalogazione degli esemplari arabo-islamici della collezione di Vittorio Emanuele III amplia il quadro delle conoscenze sulla monetazione araba di Sicilia e delle zecche ad essa correlate, talora con pezzi assai rari. Gli esemplari della Collezione Reale qui pubblicati concorrono, in particolare, alla conoscenza della cronologia e della tipologia delle emissioni arabe di Sicilia.
16,00

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