Ombre Corte: Cartografie
Un femminismo decoloniale
Françoise Vergès
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2020
pagine: 115
Nella sua analisi Françoise Vergès parte dall'assunto innegabile che a partire dal XVIII secolo la storia del femminismo occidentale sia stato un fruttuoso susseguirsi di vittorie nel campo della rivendicazione dei diritti individuali delle donne. L'autrice precisa tuttavia che queste vittorie, fondate sullo cancellazione delle disparità uomo-donna, hanno sottovalutato e in certi contesti ignorato le esperienze di dominazione che esistono tra le donne stesse. A fronte di un femminismo portatore della "missione civilizzatrice" del Nord colonizzatore, Vergès mostra gli aspetti dirompenti di un posizionamento "decoloniale" in grado di opporsi a quel patriarcato profondamente connesso al sistema capitalista (a sua volta storicamente connesso allo schiavismo) e al neoliberismo. Il femminismo decoloniale è necessariamente anticapitalista e collega le disuguaglianze di genere e razziali al sistema capitalista. Secondo Vergès non ci si dovrebbe definire femministe senza interessarsi alle questioni ambientali, allo sfruttamento, alla vulnerabilità di classe e al razzismo; senza agire in modo condiviso con altri movimenti politici e sociali favorevoli alla decostruzione di questo sistema. Essere femministe decoloniali significa allora combattere contro il femminicidio ma anche per il diritto dei popoli indigeni alla terra, significa trovare delle connessioni tra le esperienze radicate in diverse parti del mondo e riscrivere le strutture in cui i nostri mondi sono pensati.
Narcocapitalismo. La vita nell'era dell'anestesia
Laurent De Sutter
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2018
pagine: 120
Cosa hanno in comune l'invenzione degli anestetici nella metà del XIX secolo, l'uso della cocaina da parte dei nazisti e il diffondersi del Prozac? La risposta è che sono tutti prodotti della stessa logica, che definisce la nostra era contemporanea come "l'era dell'anestesia". Laurent de Sutter mostra come gran parte delle nostre vite siano ora caratterizzate dalla gestione dei nostri sentimenti attraverso i farmaci, dalle pillole per dormire ai narcotici pesanti. La chimica è diventata così parte di noi che non riusciamo nemmeno a vedere quanto ci abbia cambiato. In questa era, essere un soggetto non significa semplicemente essere sottoposti ai poteri che decidono delle nostre vite: significa che i nostri stessi affetti ed emozioni sono stati demandati alla stimolazione chimica. Eppure non capiamo perché le sostanze che assumiamo non siano in grado di liberarci dalla fatica e dalla depressione, e dalla mancanza di desiderio che ora caratterizza la nostra condizione psicopolitica. Abbiamo dimenticato cosa significa essere eccitati perché le sole eccitazioni che conosciamo sono indotte da farmaci e droghe. Dobbiamo abbandonare la stimolazione narcotica cui siamo arrivati ad affidarci e trovare un modo per tornare all'eccitazione collettiva, che è la più grande paura del narcocapitalismo.
Genealogie queer. Teorie critiche delle identità sessuali e di genere
Federica Valentini
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2018
pagine: 118
In un contesto politico e culturale in cui la normalizzazione delle identità sessuali e di genere sembra prevalere, anche all'interno di alcuni ambiti del mondo gay e lesbico, il pensiero queer costituisce un potente elemento di critica di quel sogno liberale di uguaglianza ed emancipazione fondato sul principio identitario. Qual è il prezzo di questa normalità a cui le "minoranze" anelano? La libertà passa davvero attraverso di essa? Oppure è necessario mettere in discussione lo stesso concetto di normalità per poter immaginare un'esistenza veramente libera? Il queer appare oggi come uno degli strumenti teorici e politici necessari non solo per difendersi dalle insidie retoriche dei discorsi normalizzanti, che riguardano in particolare il genere e la sessualità, ma anche per immaginare un nuovo orizzonte di vita comunitaria. Tracciare le genealogie del pensiero queer, ripercorrerne le diverse diramazioni teoriche che ne hanno costituito lo sviluppo - come qui si propone l'autrice - consente di apprezzare la potenza critica di questo strumento e la sua capacità di perturbare concezioni e categorie dalle pretese universalizzanti. Porsi nella prospettiva del queer significa fare propria una visione della realtà complessa e aperta, accogliendo senza timore e smania di definizione la problematicità, l'imprevedibilità e l'indefinitezza dell'esistenza umana.
La morte nera. La teoria del fascismo di Walter Benjamin
Fabrizio Denunzio
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2016
pagine: 119
Il rapporto di Walter Benjamin con il fascismo è solitamente ricondotto ad alcuni episodi frammentari: l'intervista al fascista francese Georges Valois, la recensione a un libro curato da Ernst Jünger, alcuni riferimenti contenuti nell'"Opera d'arte" e nelle tesi "Sul concetto di storia". In realtà, dal viaggio in Italia agli ultimi giorni della sua vita, il filosofo tedesco non ha mai smesso di lavorare segretamente a una teoria del fascismo con la quale dare un significato razionale al fenomeno politico più sconvolgente della prima metà del XX secolo. Nel momento stesso in cui si impegna a correggere i fondamenti dogmatici del marxismo volgare e a fornire una propria versione del materialismo storico in funzione dell'avvento di grandi media di massa come cinema e radio, Benjamin elabora una teoria del fascismo nella quale nulla viene trascurato: dai fattori storici (le conseguenze del processo di modernizzazione e il problematico progetto dei Lumi) e strutturali (la crisi economica europea nel Primo dopoguerra), a quelli sovrastrutturali (l'estetica fascista con il suo culto della personalità creatrice e la sua prassi monumentalistica) e intrapsichici (il Duce come padre degenere desideroso di durare in un'eternità di crimini). Alla fine della sua ricostruzione, l'autore dimostra che se c'è un punto in cui questa teoria di Benjamin concorda con alcune riflessioni prodotte dal pensiero della seconda metà del XX secolo (almeno quello più sperimentale) sulle nuove forme di fascismo...
Resistenze. Pratiche e margini del conflitto quotidiano
Pietro Saitta
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2015
pagine: 116
Quali sono oggi le forme individuali e collettive con le quali si esprimono le resistenze, passive o attive, nelle relazioni di potere che attraversano lo spazio pubblico e privato delle nostre esistenze quotidiane? Utilizzando un vasto panorama di dati e studi etnografici, urbanistici e sociologici, in questo suo lavoro Saitta introduce il lettore al controverso problema delle "resistenze", nel quale confluiscono temi come l'estetizzazione della subalternità, le emozioni legate alla rivolta o al silenzio, l'ideologia di chi osserva, il rapporto delle scienze sociali con il potere e il problema della scrittura e della creazione di mondi fatti a immagine e desiderio degli studiosi e della loro platea. Vengono così indagate le pratiche e le rivendicazioni organizzate o meno, individuali o collettive, occulte o visibili, semi-legali o criminali, di natura economica o postmaterialiste che si affacciano nello spazio delle relazioni economiche e in quello della città, producendo conflitto, evitandolo o negoziando margini silenziosi di autonomia.
Contro l'infelicità. L'internazionale situazionista e la sua attualità
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2014
pagine: 119
L'Internazionale Situazionista costituisce sicuramente uno dei più rilevanti e significativi quanto complessi e controversi capitoli della vicenda delle avanguardie. La sua parabola colpisce per il desiderio di radicalità e coerenza assolute, per l'incrollabile determinazione dei suoi protagonisti nel procedere convinti di rappresentare il "grado più alto della coscienza rivoluzionaria internazionale", per il rifiuto di ogni mediazione o adattamento e la tendenza a infrangere qualunque separazione, a cominciare da quella tra arte e vita. Concetti quali "costruzione di situazioni", "deriva", "détournement", "psicogeografia", "urbanismo unitario", e la centralità di tematiche come il superamento dell'arte, la critica della società dello spettacolo e la reinvenzione della rivoluzione testimoniano il fascino e la ricchezza delle riflessioni e delle intuizioni di quel movimento, otre a costituire le fondamenta di una fortuna sopravvissuta ben oltre la sua fine ufficiale. Da gennaio a maggio del 2013 il BAD Museum di Napoli ha realizzato il progetto "Far retrocedere dappertutto l'infelicità", curato da Stefano Taccone. Costituito da una mostra documentaria e da un ciclo di conferenze, ha coinvolto alcuni tra i maggiori studiosi del movimento situazionista a livello internazionale.
Ripoliticizzare il mondo. Studi antropologici sulla vita, il corpo e la moralefre
Didier Fassin
Libro
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2014
pagine: 140
Il soggetto produttivo. Da Foucault a Marx
Pierre Macherey
Libro
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2013
pagine: 100
Il capitalismo contro il diritto alla città. Neoliberalismo, urbanizzazione , resistenze
David Harvey
Libro
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2012
pagine: 100
Che cosa vuol dire "diritto alla città"? Questa domanda sembra inseparabile da una serie di altre questioni, quali ad esempio quelle relative al tipo di città che vogliamo, al tipo di persone che vogliamo essere, ai rapporti sociali cui aspiriamo, al rapporto che intendiamo promuovere con la natura, con le tecnologie che riteniamo convenienti. Il diritto alla città non può essere ridotto a un diritto individuale di accesso alle risorse concentrate nella città stessa: dev'essere piuttosto il diritto a cambiare noi stessi cambiando la città, in modo da renderla conforme ai nostri desideri. È perciò un diritto collettivo più che soggettivo, in quanto, per cambiare la città, è necessario esercitare un potere collettivo sul processo di urbanizzazione. In questa prospettiva, è importante analizzare come, nel corso della storia, siamo stati modellati e rimodellati da un processo di urbanizzazione sempre più frenetico ed esteso, animato da potenti forze sociali e costellato da violenti fasi di ristrutturazione urbanistica, di "distruzioni creative", così come da resistenze e rivolte a cui queste ristrutturazioni hanno dato origine. Si può dunque cogliere l'assoluta attualità della tesi di Henri Lefebvre: il processo urbano è essenziale per la sopravvivenza del capitalismo. Il diritto alla città, ossia il controllo della stretta relazione fra urbanizzazione, produzione e uso delle eccedenze di capitale, deve diventare uno degli obiettivi principali delle lotte politiche e della lotta di classe.
Manifesto telecomunista
Dmytri Kleiner
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2011
pagine: 139
Prove tecniche di una società di liberi e uguali. Il laboratorio scelto è quello della Rete, o meglio del variegato mondo del peer-to-peer, della produzione di software libero e dei conflitti contro il regime della proprietà intellettuale. Ma l'obiettivo è quello di cominciare a pensare come queste esperienze possono uscire dallo schermo e svilupparsi anche nella produzione hard. Dmytri Kleiner è un mediattivista consapevole dei limiti della cultura della Rete. Questo suo manifesto è un atto pienamente politico, perché punta decisamente a superare gli angusti steccati tra produzione materiale e produzione immateriale, invitandoci a guardare senza remore il volto di Medusa del capitalismo cognitivo. E per sfuggire alla possibilità di restarne pietrificati, l'autore fa leva sulle riflessioni provenienti dalla componente sovversiva della cosiddetta Italian theory, mettendola in relazione con il meglio della cultura della rete. Il Manifesto parte così dall'analisi di alcune caratteristiche fondamentali del capitalismo cognitivo - la finanza in quanto strumento di governance del regime di accumulazione, una composizione eterogenea del lavoro vivo, in bilico tra rivolta e subalternità - con l'obiettivo di dimostrare che è possibile sviluppare esperienze che consentano di prendere congedo dal regime del lavoro salariato.
L'ordine del discorso economico. Linguaggio delle ricchezze e pratiche di governo in Michel Foucault
Adelino Zanini
Libro
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2010
pagine: 130
Ai confini dell'umano. Gli animali e la morte
Massimo Filippi
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2010
pagine: 95
Che cosa hanno a che fare gli animali con la morte? Il mondo-ambiente con il cadavere? La condizione animale con la società del controllo? Il corpo con la compassione? La metafisica con il mattatoio? Dialogando con la filosofia, la scienza e la letteratura - e facendole dialogare -, questo saggio prova a mettersi sulle tracce di un percorso che passi dal controllo totalitario della biopolitica all'ospitalità conviviale di una zoopolitica ancora tutta da pensare, prova a raccontare un umano più benigno che, accettando la sua finitezza, l'impotenza della sua vulnerabilità e la corporeità della compassione, si lasci attraversare dall'inumano e si impegni ad attraversarlo. Per liberarsi e per liberarlo.

