Orthotes: Studia humaniora
Verità e paradosso in Soren Kierkegaard. Una lettura analitica
Diego Giordano
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2011
pagine: 92
Secondo Søren Kierkegaard alla luce del rapporto, intimo e personale, con Dio è possibile accedere alla verità. L'importanza del rapporto è data dal fatto che Dio non solo è la verità in quanto tale, ma la condizione che permette la disponibilità della verità all'uomo. In tale movimento relazionale le solide categorie che strutturano e sorreggono il pensiero devono fare i conti con un'opzione di senso istituita dalla fede che, destabilizzando ogni atto noetico-conoscitivo razionale e culturale, conduce alle porte del paradosso. L'operazione che Kierkegaard riesce a compiere è quella di calare il paradosso, che è il paradosso della fede, nella verità, che è la verità del singolo nel proprio rapporto a Dio. La fede porta alla verità unicamente se è la verità a generare e garantire l'atto di fede. Questo libro è diviso in due sezioni: una prima parte d'introduzione storica alla vita e al contesto in cui Kierkegaard operò, e una seconda parte costituita da un saggio su due nozioni centrali nel pensiero del filosofo, quelle di verità e paradosso, analizzate sia dal punto di vista teoretico-ermeneutico, sia da quello della filosofia analitica.
Martin Heidegger mi ha salvato la vita
Grant Farred
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2026
pagine: 100
In "Martin Heidegger mi ha salvato la vita", Grant Farred combina l'autobiografia con il pensiero filosofico per offrire una peculiare riflessione sul razzismo americano. Nell'autunno del 2013, mentre rastrellava le foglie fuori casa, Farred viene fermato da una donna bianca che gli chiede: «Le interessa un altro lavoro?». La risposta che darà alla donna innescherà un dialogo interiore sulle ragioni non solo di quell’episodio ma del filosofare in sé. In questo saggio Farred – anziché ricorrere alle classiche teorie postcoloniali di W.E.B. Du Bois o Frantz Fanon – medita sul suo incontro “razzista” a partire da quello che, in questo contesto, è probabilmente il più scandaloso dei filosofi, Martin Heidegger, e in particolare sull’affermazione presente in Che cosa significa pensare?: «è solo in quanto parla, che l'uomo pensa: non il contrario».

