Rubbettino: Le riviste
Formiche. Volume Vol. 187
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2023
pagine: 86
Formiche è un progetto culturale ed editoriale fondato da Paolo Messa nel 2004 ed animato da un gruppo di trentenni con passione civile e curiosità per tutto ciò che è politica, economia, geografia, ambiente e cultura. Nato come rivista cartacea, oggi l'iniziativa Formiche è articolata attraverso il mensile (disponibile anche in versione elettronica), la testata quotidiana on-line formiche.net, un sito di informazione europea in lingua inglese anthill.eu, una collana di libri, un programma di seminari a porte chiuse Landscapes ed una Fondazione onlus.
Res publica. Volume 31
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2022
pagine: 169
Rivista quadrimestrale diretta da Giuseppe Ignesti e Rocco Pezzimenti che si occupa di studi storico-politici internazionali.
Formiche. Volume 186
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2022
pagine: 80
«Sull'orlo di una guerra globale. Il 24 febbraio 2022 resterà una data bene impressa nei libri di scuola. È il giorno in cui la Federazione Russa ha avviato quella "operazione speciale" che si sarebbe dovuta concludere rapidamente con la sostanziale annessione dell'Ucraina. Nel 2014 la presa della Crimea riuscì facilmente. Il bis però non c'è stato. La reazione di Kiev e dell'occidente è stata ben diversa da quella che il Cremlino aveva immaginato. Si è entrati così in un conflitto militare imponente e costosissimo in termini di vite umane e sofferenze. Nel cuore dell'Europa. E proprio l'Ue si è trovata ad affrontare una crisi imprevista, per quanto fosse stata annunciata esplicitamente dall'alleato oltreoceano. Eppure, il Vecchio continente ha saputo reagire all'affronto di Putin. Nonostante tante diverse sfumature, il filo transatlantico ha retto bene. La guerra tuttavia non è finita, prosegue. L'Ucraina ha riconquistato molti territori che erano caduti nelle violente mani russe. Eppure Mosca non molla e continua a bombardare, letteralmente, senza alcun rispetto per la popolazione civile, anzi. Nonostante la brutalità del conflitto causato da un preciso aggressore che porta il nome di Vladimir Putin, la diplomazia non è tramontata e tesse la sua trama. L'arte del compromesso è l'unica che può portare a una pace duratura (non eterna, ma duratura). E non deve sorprendere che in campo ci siano attori che vanno dalla Santa Sede al direttore della Cia (già ambasciatore americano a Mosca). La questione evidentemente non è di trattare alle spalle dell'aggredito - il popolo ucraino - o di negoziare una resa. Al contrario, lo sforzo è di mettere la parola fine al martirio e creare condizioni di stabilità nell'area. Peraltro evitando che una Russia sconfitta diventi una grande base militare della Cina in Europa (guardare cosa già accade nell'Artico). Già, perché non ci sono solo Russia e Ucraina. Sullo sfondo c'è la competizione con Pechino e lo spettro di una guerra potenzialmente più larga innescata dal tentativo cinese di annettere Taiwan. Non è uno scenario fantasioso, per quanto sia un incubo. Ecco perché l'incontro fra Biden e Xi può essere salutato come un fatto positivo, così come la missione che nelle prossime settimane vedrà impegnato il segretario di Stato, Anthony Blinken. L'altro fronte "caldo" è certamente quello che vede protagonista l'Iran ora scosso dalle proteste di cui si sono rese estamplarmente protagoniste le donne. Qui, a differenza delle manifestazioni in Cina, l'occidente ha saputo prendere posizione. Giustamente. Basta però? È immaginabile un regime change? "Mai mettere limiti alla Divina provvidenza", suggerirebbe qualcuno. Però intanto occorre fare i conti con la realtà cercando di ottenere ragionevolmente i migliori risultati possibili per la popolazione iraniana e per la stabilità della regione. Ecco perché, se il ministro degli Esteri di Teheran viene a Roma per partecipare alla Conferenza Med, non dovrebbe vergognarsi. La diplomazia fa questo di mestiere e se abdica per imbracciare gli argomenti - anche legittimi - della politica commette un tradimento dei propri principi. Si vide pacem, para bellum. Ma nel mezzo mai dismettere la tela diplomatica. Bisogna riconoscere di essere sul baratro per saper fare un passo indietro. PS: Diplomazia non significa cedere sui propri valori o disconoscere la propria identità o quella degli avversari (talvolta persino nemici). È esattamente il contrario».
Rogerius. Bollettino dell'Istituto della Biblioteca Calabrese. Volume Vol. 1
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2022
pagine: 164
Rogerius è "Bollettino dell'Istituto della Biblioteca Calabrese onlus. Periodico di cultura e bibliografia", con cadenza semestrale e diretto da Giacinto Namia.
Istituzioni del federalismo. Rivista di studi giuridici e politici. Volume 2
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2022
pagine: 164
«Prendendo in prestito una metafora nautica, possiamo dire che il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) che l'Italia ha concordato con l'Unione Europea per superare gli effetti negativi della crisi pandemica e far ripartire l'economia è già al suo secondo giro di boa. È di fine settembre la valutazione positiva formalizzata dalla Commissione europea sui risultati raggiunti dal nostro Paese nel primo semestre del 2022. Si tratta di ben 44 traguardi e 1 obiettivo rispetto alla road map pianificata, che si aggiungono ad un primo, importante risultato già conseguito nel 2021 e riguardante ben 51 risultati, centrati e riconosciuti dalle istituzioni comunitarie. Un passaggio formale, questo, non di poco conto, dato che, per come risulta essere impostata la dinamica di funzionamento sottesa al PNRR, solo una volta ottenuto dall'UE il riconoscimento dell'effettivo conseguimento degli obiettivi previsti per il singolo step temporale, a seguire può essere poi disposto il pagamento delle singole rate, con le quali è stato frammentato l'imponente impegno finanziario, pari ad oltre 191 miliardi di euro, che la Commissione ha riconosciuto all'Italia come ausilio economico, in parte a fondo perduto e in parte a titolo di prestito agevolato». (dall'editoriale)
GeoTrade. Rivista di geopolitica e commercio estero. Volume 4
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2022
pagine: 158
Rivista di Geopolitica e Commercio Estero.
Sindacalismo. Rivista di studi sull'innovazione e sulla rappresentanza del lavoro nella società globale. Volume 48
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2022
pagine: 118
Rivista trimestrale di studi sulla rappresentanza del lavoro nella società globale diretta da Andrea Ciampani. "Sindacalismo" nasce dall'esigenza di inserire nell'ormai indispensabile e ancora troppo debole dibattito pubblico sui temi relativi al lavoro e alla sua rappresentanza una proposta culturale di ampio respiro per alimentare la riflessione e l'assunzione di responsabilità di una nuova classe dirigente del nostro Paese e, in particolare, del movimento sindacale. Attraverso l'approfondimento e l'elaborazione culturale "Sindacalismo" può, infine, offrire un'occasione di conoscenza, di dialogo e di confronto tra la ricerca scientifica, gli ambienti di studio, l'opinione pubblica, i soggetti sociali, gli operatori economici, i movimenti politici e le istituzioni del Paese. Si intende in questo modo promuovere una maggiore comprensione della realtà socio-economica, favorendo una visione d'insieme dei complessi processi d'interdipendenza che si sviluppano nei differenti livelli d'indirizzo di una società aperta, pluralistica e democratica.
Slovak studies. Rivista dell'Istituto Storico Slovacco di Roma. Volume 1-2
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2022
pagine: 144
Rivista dell'Istituto Storico Slovacco di Roma.
Amica Sofia Magazine. Volume Vol. 2
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2022
pagine: 60
La rivista è uno strumento di ricerca per la filosofia proposta nei contesti dove la filosofia non è ancora arrivata, dalla Scuola Primaria agli Istituti tecnici. Svolge la sua ricerca nella scuola stessa e nell'Università. Si propone sempre di essere la voce di molti maestri che ragionano con i bambini in maniera complessa, sperimentando la strada della filosofia attraverso la domanda, senza per questo stabilirne dei canoni specialistici. La rivista pubblica esperienze di maestri che già attuano la filosofia nelle loro classi e raccolgono i pensieri e le domande dei bambini. Inoltre cerca di essere uno strumento critico in questo settore, dando consigli bibliografici nelle sezioni "Recensioni e Ferri del Mestiere". Un'ampia sezione è dedicata alla filosofia civile, che indaga il pensiero nei luoghi più difficili dell'esistenza: carceri, ospedali… Amica Sofia, lungo la strada delle pratiche filosofiche, mantiene sempre il confronto con la ricerca che in questo settore viene svolta all'estero in una sezione ad essa dedicata.
Istituzioni del federalismo. Rivista di studi giuridici e politici. Volume Vol. 1
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2022
pagine: 300
La pubblicazione, a carattere trimestrale, ospita contributi sulle autonomie territoriali di taglio multidisciplinare, seppure con una naturale preferenza per l'ambito giuridico-politico.
Lune elettriche. Volume Vol. 2
Libro: Opuscolo
editore: Rubbettino
anno edizione: 2022
pagine: 32
«Lo strisciante, maleodorante e fervente sentimento anti-industriale che attanaglia una consistente parte del nostro Paese è conseguenza di un capovolgimento dello sguardo che tarda ad avverarsi, In un mondo sempre più visuale in cui ciò che non si mostra non esiste diventa complesso imparare a leggere la pluralità nella sua sacrosanta complessità e apparente disarmonia. Vi spingeremo a farlo tra le pagine di questo secondo numero che abbiamo voluto interamente dedicare al tema "immagine': Abbandonate fin dal principio ogni idea fuorviante di una immagine estetizzante della "bella impresa italiana" e cercate di focalizzare la sua variazione più immanente e pervasivi colta nell'etimologia mistica di "visione',' "rappresentazione'; "sogno'; "alterità" Se è vero che la verità non risiede solo in quello che si vede, allora l'impresa italiana e la sua conoscenza più profonda non potranno certo essere liquidate attraverso alcune sporadiche incursioni multi-mediali. Capovolgeremo insieme lo sguardo perché andremo a vedere l'incredibile, il non detto, il non bello, il non immediato. Alle fotografie di fabbriche abbiamo preferito le illusioni ottiche, le sparizioni e le conseguenti cancellazioni: l'industriale c'è anche là dove non si vede, il racconto continua ad esistere in assenza dí evidenze palesi. Abbiamo fiutato alcune sacche di tabù che inizieremo a scalfire perché, a prescindere dal prodotto, dal fatturato e dal blasone del marchio - come ci eravamo promessi fin dal primo numero - l'impresa italiana tutta merita scintille di attenzione. Che il nostro sia un monito: andare oltre il visibile! Riconoscendo che le immagini sono anche le idee nasciture, le visioni abortite, i mondi che ci siamo costruiti e che abbiamo deciso di demolire, i dubbi che hanno preso corpo, i futuri che stiamo indovinando, le città che abiteremo. Perché, soprattutto - in termini di leggibilità - ci sono orde dí persone che quel visibile non lo interpretano e non sono ancora pronte a decodificarlo. Chiediamoci inoltre: dopotutto, l'immagine è sempre visibile? E, ammesso che lo sia, dice tutto? Prendiamo ad esempio la copertina di questo numero. Cos'è? Cosa dice? E perché racchiude proprio quell'immagine? Ad un primo sguardo, sembra un disegno di un bambino e infatti lo è, fautrice è Sara, una bambina che abbiamo conosciuto a giugno a Carrara durante una presentazione di Lune Elettriche. In quell'occasione abbiamo chiesto ai bambini presenti in piazza di immaginarsi la copertina del prossimo numero, Ognuno aveva a disposizione dei pennarelli colorati e un foglio bianco. L'unica domanda a cui dovevano sforzarsi di rispondere era: "Se ti dico fabbrica, industria, impresa cosa ti viene in mente? Disegnalo!" Sara ha disegnato quella che agli occhi di tutti noi sembra più una casa che una fabbrica. E di fianco ci ha messo il suo papà, operaio, riconoscibile dal berrettino. Per lei, mentre la disegnava, quella era la sua rappresentazione migliore del concetto "fabbrica': Che per noi sia ambiguo è solo questione di interpretazione. Ci potremmo chiedere: "Il papà sta uscendo di casa? O sta entrando in fabbrica? Oppure, Sara ha idea di cosa sia una fabbrica? E se no, ha disegnato l'azione del padre che esce ogni mattina per andare al lavoro? E questa non è comunque l'immagine di impresa che avevamo chiesto?" In questa rete infinita di interrogativi che ci potremmo porre sta incastonata la potenza dell'immagine e cioè la sua interpretabilità, E perché proprio il disegno di Sara è finito in copertina e non gli altri? Perché il numero sull'immagine si meritava una copertina realizzata da una bambina che rappresenta la sua idea di impresa e lo fa contenta di andare fuori dalle righe. E noi, con lei.» (Dall'editoriale di Valentina Barbieri)

