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Nostalgia della bellezza. Perché l'arte contemporanea ama il brutto e il mercato ci specula sopra

Nostalgia della bellezza. Perché l'arte contemporanea ama il brutto e il mercato ci specula sopra
Titolo Nostalgia della bellezza. Perché l'arte contemporanea ama il brutto e il mercato ci specula sopra
Autore
Argomento Arti, cinema e spettacolo Storia dell'arte: stili artistici
Collana Saggistica
Editore Giubilei Regnani
Formato
Formato Libro Libro: Libro in brossura
Pagine 150
Pubblicazione 03/2021
ISBN 9788898620876
 
14,00

 
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Perché il pezzo più acclamato e iconico dell’arte contemporanea è una banana appesa con lo scotch? Bandita la bellezza e il fatto bene, si è consolidato il sistema delle brutte arti e, assecondando l’idea per cui basta l’idea, prevalgono opere orrende e insensate, giochini che soddisfano solo gli addetti ai lavori. Un mondo autoreferenziale quello dell’art system, in cui le opere non hanno più un valore bensì un prezzo, i musei e i curator lavorano per aumentarlo, i collezionisti ci speculano sopra, immaginando di trarre profitti dalle azioni che circolano e che devono essere scambiate velocemente. Da Banksy a Jeff Koons, passando per Cattelan, vizi e tic e trucchi di un mercato che fno all’anno scorso valeva 60 miliardi di dollari e che oggi risente del prolungato lockdown. Come sarà l’arte dopo la peste? Alla fine, ci salverà la pittura che è l’unica vera avanguardia, ci salveranno quegli artisti che dipingono e scolpiscono, fdandosi delle loro mani, mirando alla perfezione, credendo di poter ancora produrre capolavori che diano senso al mondo.
 

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