Fermarsi all'esordio. È ciò che accomuna l'esperienza vissuta da una serie di personaggi illustri e popolari, che, dopo aver diretto un primo film, hanno abbandonato da tempo l'attività di regista, rinunciando a ripetere l'avventura. Il gruppo, che comprende scrittori, autori teatrali e televisivi, tecnici del cinema, sceneggiatori, attori, si è progressivamente ampliato, dando vita ad un curioso fenomeno. Non che in passato qualcosa del genere non fosse accaduta: si pensi a Curzio Malaparte che si era cimentato nella regia cinematografica una sola volta con "Il Cristo proibito"; a Indro Montanelli che ha diretto un unico film "I sogni muoiono all'alba" o alle invasioni sul set, per un irripetibile test, di critici cinematografici. È stato il caso di Adriano Aprà con "Olimpia agli amici", di Edoardo Bruno con" La sua giornata di gloria" e, più recentemente, di Enrico Ghezzi con "Gli ultimi giorni dell'umanità" e di Mario Sesti con "Altri padri". Ma, in definitiva, si è trattato di esperienze isolate ed anomale: in altre parole di autentiche eccezioni. Fabrizio Bentivoglio, Diego Bianchi, Enrico Brignano, Piero Chiambretti, Luigi Lo Cascio, Carlo Lucarelli, Antonio Monda, Edoardo Nesi, Fausto Paravidino, Angelo Pasquini, Giannandrea Pecorelli, Riccardo Rossi, Paolo Sassanelli, Susanna Tamaro, Alberto Taraglio e Luciano Tovoli raccontano in questo libro la loro prima (e ultima) volta dietro la macchina da presa.
Solo una volta
in uscita
| Titolo | Solo una volta |
| Autore | Franco Montini |
| Collana | Fai cinema |
| Editore | Edizioni Falsopiano |
| Formato |
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| Pagine | 170 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788893043137 |

