Zip: Mezzogiorno medievale
L'Abbazia di San Giovanni in Venere. Un laboratorio per la scultura tra XI e XIII secolo in Abruzzo
Maria Cristina Rossi
Libro: Copertina morbida
editore: Zip
anno edizione: 2017
pagine: 112
Vera e propria icona dell'Abruzzo medievale, San Giovanni in Venere, è da sempre una presenza fissa della letteratura periegetica e delle pubblicazioni specialistiche, nonché di tutto il materiale promozionale sulla regione. Nonostante questa lunga tradizione, il monumento si rivela fonte inesauribile di spunti di discussione e prospettive di ricerca. Nella sua opera monografica, Maria Cristina Rossi, ha deciso di focalizzarsi sulla scultura medievale, tema estremamente coinvolgente per le sfaccettate testimonianze, conservate nel complesso, tutte di alta qualità e soprattutto connotate da diversi tratti di originalità.
Atri e la sua cattedrale prima degli Acquaviva
Libro: Copertina morbida
editore: Zip
anno edizione: 2015
pagine: 148
Giunge a compimento con la pubblicazione degli Atti il percorso di una bella iniziativa di ricerca e confronto, coordinata da Pio Francesco Pistilli, che ha visto impegnati giovani studiosi formatisi nelle Università "Sapienza-Università di Roma" e "G. d'Annunzio" di Chieti-Pescara. Atri e la sua cattedrale - è questo il tema, importante, del convegno - costituisce un punto fermo di notevole interesse per la conoscenza di uno dei più affascinanti monumenti dell'Abruzzo medievale, solitamente ricordato per il famoso affresco raffigurante l'Incontro dei tre vivi e dei tre morti, ma ricco di altre rilevanti testimonianze di pittura e scultura, oltre naturalmente alla straordinaria architettura dell'edificio in quanto tale.
Le monete della Rocca di Cittareale. Materiali per lo studio della circolazione
Samuele Ranucci
Libro: Libro in brossura
editore: Zip
anno edizione: 2015
pagine: 79
La rocca di Cittareale, la cui realizzazione nelle imponenti forme attuali è stata recentemente ricondotta all'opera di Antonio da Settignano - tra i più celebri architetti rinascimentali - fu fondata nella prima epoca angioina, come baluardo del Regno di Napoli in difesa del confine settentrionale con lo Stato Pontificio. Il monumento è stato oggetto di recenti studi e restauri che hanno permesso il recupero di un complesso monetale che copre l'intero arco cronologico di frequentazione del sito. La consistente documentazione numismatica ha permesso di richiamare le presenze di epoca romana, provenienti dal territorio che diede i natali a Vespasiano nel vicusmodicus di Falacrinae, e di analizzare i rinvenimenti relativi alle fasi d'uso della rocca. Le attestazioni sono abbondanti per i periodi angioino e aragonese e si protraggono, senza importanti soluzioni di continuità, fino alle monete dei secoli XVIII-XIX che documentano la frequentazione della rocca ormai avviata alla dismissione e alla spoliazione. I rinvenimenti monetali, di cui si presenta il catalogo suddiviso in sezioni cronologiche, mostrano la vivacità del centro.
La Castiglia in maritima. L'oratorio dell'Annunziata nella Cori del quattrocento
Libro: Copertina morbida
editore: Zip
anno edizione: 2014
pagine: 276
Rispetto soltanto ad alcuni anni fa, quando per la prima volta ci si avvicinò all'oratorio dell'Annunziata e alle sue pitture a fresco (fig. 1) con una condotta scevra dai condizionamenti della tradizione storiografica, l'indagine ha compiuto concreti passi in avanti. Sta di fatto che oggi appare manifesto il perché l'oratorio fu innalzato in quel settore del contado di Cori fuori porta Romana, dalle fonti moderne noto con il toponimo di Insido2. Al pari, si è via via delineato l'apporto dell'evergetismo curiale di marca castigliana che ha sostenuto vuoi la fondazione dell'Annunziata poco dopo il maggio del 1411 (fig. 2) e durante il governo dell'antipapa Giovanni XXIII, vuoi l'esecuzione dei più famosi murali avvenuta almeno in due riprese, la seconda delle quali - a parziale conferma di quanto riportava Sante Laurienti nella Historia corana - nel 1426 e al tempo di Martino V. Altrettanto vale sul diretto contributo della comunità locale, che in seguitosi fece carico di portare a compimento l'affrescatura, a partire dal Giudizio finale in controfacciata, servendosi di Pietro Coleberti e della sua bottega.
Federico II e la riedizione dell'Iconavetere a Foggia
Libro: Copertina morbida
editore: Zip
anno edizione: 2014
pagine: 74
È quasi mezzo secolo che la collegiata medievale dell'Iconavetre, oggi elevata a cattedrale di Foggia, attendeva una nuova monografia; tanto tempo è infatti trascorso dalla dissertazione dottorale di Fritz Jacobs, discussa ad Amburgo nel 1968. Da allora, il quadro delle conoscenze si è allargato e la storia di Foggia nel medioevo risulta più chiara, nelle sue pur incerte origini, nel rapporto teso con la sede episcopale di Troia e nel difficile passaggio dall'età normanna al regno di Federico II.
Devozione per immagini al tempo di Martino V. I murali dell'oratorio dell'Annunziata a Riofreddo
Laura Di Calisto
Libro: Copertina morbida
editore: Zip
anno edizione: 2012
pagine: 200
Già dal XII secolo il borgo di Riofreddo occupava un luogo strategico perché a ridosso del confine con l'Abruzzo. Sotto il governo di Antonio Colonna e durante il pontificato di Martino V, il feudo acquisì notevole credito diventando un'indispensabile postazione da cui ribadire l'egemonia territoriale della Chiesa. Grazie all'indispensabile protezione papale, Antonio Colonna esercitò la sua influenza oltre il ristretto ambito locale. In sostanza egli si trovava a presidiare due centri nevralgici posti a breve distanza dalla via Flaminia, lungo la linea che separava il patrimonio di San Pietro dall'Umbria, allora dominata da Braccio da Montone. In concomitanza con questa stagione politica vennero a crearsi i presupposti che portarono alle committenze artistiche più significative per il feudo di Riofreddo.

