5 Continents Editions: Visions of Africa
Bamun. Ediz. inglese
Christraud M. Geary
Libro: Copertina morbida
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2011
pagine: 123
Benin
Barbara Plankensteiner
Libro: Libro in brossura
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2010
pagine: 129
Benin. Ediz. inglese
Barbara Plankensteiner
Libro: Copertina morbida
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2010
pagine: 129
Questo libro è un'un'introduzione alla complessa storia e al simbolismo dell'arte del regno del Benin, dal XV al XIX scolo. Sono molte le ragioni che hanno determinato il ruolo privilegiato di questo regno, situato nell'Africa occidentale, nell'ambito dell'arte africana. Impressiona l'abbondanza di opere di particolare pregio, ma non è solo la quantità di pezzi provenienti dai luoghi reali a suscitare ammirazione: la qualità artistica e a valenza estetica di questi oggetti esercitano infatti un grandissimo fascino. Tra materiali utilizzati, l'ottone, l'avorio e il corallo erano riservati ai sovrani e, seppur in misura minore, alle classi sociali più elevate. I preziosi oggetti in bronzo e le sculture in avorio, erano utilizzati per gli altari, i rituali e le rappresentazioni che si svolgevano nell'ambito della corte. La loro diffusione al di fuori del continente comincia nel 1897 quando, bottino di guerra coloniale, numerose opere giungono in Europa suscitando un vivo interesse presso i circoli intellettuali e amanti dell'arte. Questo libro illustra anche le diverse interpretazioni stilistiche di queste opere e costituisce un documento importante per comprendere uno dei capitoli più affascinanti della storia dell'arte africana.
Kuba. Ediz. inglese
David A. Binkley, Patricia Darish
Libro: Copertina morbida
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2009
pagine: 160
Bamana. Ediz. francese
Jean-Paul Colleyn
Libro
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2009
pagine: 144
Bamana. Ediz. inglese
Jean-Paul Colleyn
Libro: Copertina morbida
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2009
pagine: 137
Punu. Ediz. inglese
Louis Perrois, Charlotte Grand-Dufay
Libro: Copertina morbida
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2008
pagine: 157
I Punu, stanziati nella regione sud-occidentale del Gabon, fanno parte di un gruppo di popolazioni essenzialmente conosciute per le maschere bianche. Questi oggetti non hanno mai cessato di impressionare, dai collezionisti agli appassionati di arte africana, fino agli artisti occidentali dell'inizio del Novecento; Picasso, in particolare, ne possedeva una. Il volto ricoperto di argilla bianca, gli occhi leggermente a mandorla, la bocca dalle labbra rosse finemente contornate e l'acconciatura sofisticata composta di varie ciocche di capelli intrecciati, fanno parte delle caratteristiche stilistiche delle maschere. Gli autori studiano il contesto di uso rituale di questi importanti oggetti, che i Punu e le popolazioni loro collegate utilizzavano in occasione di danze chiamate, tra gli altri nomi, "mukuyi". Le maschere appartenevano al "bwiri", congregazione di soli uomini, e coloro che le portavano erano scelti esclusivamente tra gli iniziati. Costoro eseguivano danze acrobatiche su trampoli, il più delle volte in occasione di riti funerari e in onore degli antenati, incarnati dalle maschere. Questi ultimi assumevano, così, un ruolo di vigilanza allontanando le forze del male. Le danze esistono anche attualmente, ma in un contesto di festeggiamenti, senza rispettare più l'anonimato di chi le indossa. La ricerca delle tradizioni e delle loro correlazioni con il contesto della regione del Gabon meridionale, passa in rassegna altri oggetti, molto meno conosciuti.
Punu. Ediz. francese
Louis Perrois, Charlotte Grand-Dufay
Libro: Copertina morbida
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2008
pagine: 160
Baule. Ediz. inglese
Alain-Michel Boyer
Libro: Copertina morbida
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2008
pagine: 169
I Baule, stanziati nel cuore della Costa d'Avorio, vantano un'arte estremamente diversificata, quasi in tutte le categorie di oggetti, come se ogni elemento utilitario fosse fonte di creazione. Mentre i popoli vicini si limitano spesso a scolpire maschere, e altri soltanto statuette, i Baule avevano un tempo porte, cucchiai, pulegge, tamburi decorati e sono riusciti a sfruttare artisticamente anche gli utensili più normali: sedie, amuleti, lanciapietre. Un fermento artistico che si traduce anche nel modo in cui sono stati utilizzati tutti i materiali: legno, tessuto, metallo, oro.
Lobi. Ediz. inglese
Daniela Bognolo
Libro: Copertina morbida
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2007
pagine: 147
La produzione artistica dell'etnia Lobi, stanziata nella regione sud-occidentale del Burkina Faso, comprende una vasta gamma di manufatti insoliti che, a seconda della loro funzione, si possono attribuire all'uno o all'altro di due ampi gruppi: il primo è caratterizzato dagli oggetti legati al culto degli antenati, l'altro comprende una serie di figure destinate a pratiche private e propiziatrici. Il volume presenta una selezione di capolavori assoluti provenienti dalla più importanti collezioni private mondiali e da istituzioni museali quali il Metropolitan Museum di New York, i parigini Musée Dapper e Musée du quai Branly fino al British Museum di Londra.
Chokwe. Ediz. francese
Boris Wastiau
Libro
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2006
pagine: 144
Chokwe. Ediz. inglese
Boris Wastiau
Libro: Copertina rigida
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2006
pagine: 166
I Chokwe sono una delle più note etnie dell'Angola e della Repubblica Democratica del Congo. Questa monografia ne esamina la scultura a tutto tondo, analizzando le figurette usate nel rito della divinazione, la statuaria collegata ai culti della possessione humba, la statuaria classica antica (del Settecento e dell'Ottocento), i paramenti di corte, privilegio dell'aristocrazia guerriera e le maschere lignee connesse al comando e ai riti iniziatici della circoncisione. Oltre alle tavole a colori, il testo è illustrato da una quindicina di fotografie, per lo più inedite, provenienti dagli archivi del Dipartimento di etnografia del Musée royal de l'Afrique central di Tervuren (Belgio).

