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Cesati: Lo stile della sirena. Studi

Parole del cibo in Campania. Cento voci del lessico gastronomico regionale

Parole del cibo in Campania. Cento voci del lessico gastronomico regionale

Lucia Buccheri

Libro: Libro in brossura

editore: Cesati

anno edizione: 2023

pagine: 342

Il volume si propone di illustrare l’origine e la storia di cento parole appartenenti al lessico della gastronomia campana. Accanto a termini afferenti all’importante tradizione culinaria napoletana, il lemmario raccoglie voci meno note, le cui vicende permettono talora di ricostruire i rapporti instaurati nel tempo tra l’entroterra e la città, nonché gli usi alimentari di aree scarsamente rappresentate nella trattatistica d’argomento gastronomico. Le parole, selezionate attraverso criteri linguistici, geografici e cronologici, sono corredate di una scheda lessicografica che presenta puntuali riscontri nella letteratura napoletana e nei vocabolari. Il volume intende presentare, inoltre, un breve profilo storico della gastronomia campana, elaborato attraverso l’uso di fonti storico-artistiche, archivistiche e letterarie e attraverso la ricostruzione delle vicende delle parole scelte.
29,00

Voci dal DESN «Dizionario etimologico e storico del napoletano»

Voci dal DESN «Dizionario etimologico e storico del napoletano»

Libro: Libro in brossura

editore: Cesati

anno edizione: 2023

pagine: 686

La storia del napoletano è lunga e ampia: le opere disponibili vanno dalla fine del XIII secolo fino a oggi e coprono diverse tipologie testuali, dai poemi alle canzoni, dalle fiabe ai proverbi. Dopo aver radunato quasi duemila fonti e oltre cento vocabolari del napoletano e dei dialetti campani, un gruppo di studiosi ha iniziato a compilare il Dizionario Etimologico e Storico del Napoletano (DESN) per cogliere e rappresentare, attraverso la storia del lessico dialettale, gli intrecci di lingua e di cultura che hanno caratterizzato la vita della città nel corso del tempo. Il volume contiene le prime 152 voci del DESN (da taballo ‘strumento a percussione’ a taluorno ‘lamento prolungato’) e raccoglie preliminarmente alcuni saggi nati durante il lavoro redazionale: essi danno l’idea dell’opera di scavo e di sistemazione che è necessario fare ogni volta per un serio studio lessicografico, per mettere insieme la documentazione, definire la datazione, vagliare le ipotesi etimologiche e individuare la più plausibile. In questi frammenti della storia del lessico del napoletano, ricostruiti con cura, attenzione e studio, il lettore troverà la memoria delle parole della città e dei suoi abitanti, raccontata nel quadro delle lingue dell’Europa romanza e del Mediterraneo.
46,00

Pagine di storia della lingua teatrale tra Otto e Novecento

Pagine di storia della lingua teatrale tra Otto e Novecento

Patricia Bianchi

Libro: Libro in brossura

editore: Cesati

anno edizione: 2021

pagine: 266

Napoli città-sirena ha tra le sue voci più ammalianti quella del teatro: per gli storici della lingua italiana i testi teatrali di quest’area sono un osservatorio doppiamente privilegiato sia per la varietà di lingue che rispecchiano sia per la storia di sperimentazione linguistica. In questo libro si riflette sulla complessità della lingua teatrale a Napoli tra Ottocento e Novecento, che avrà ricezioni e ricadute nazionali e internazionali. Tale complessità è osservata attraverso le considerazioni linguistiche degli autori e nella composizione linguistica dei testi. Gli ultimi decenni dell’Ottocento napoletano sono un grande laboratorio di vivace discussione e risistemazione degli usi teatrali della lingua. È questa la radice dei testi di Peppino e Eduardo De Filippo, di quelli molto famosi ma anche dei copioni giovanili meno noti di cui alcuni sono qui commentati per la prima volta. Nel corso del Novecento, dal nostro osservatorio napoletano e al contempo nazionale ed europeo, notiamo l’intensificarsi dell’intreccio tra la componente verbale e quella non verbale, con un risultato di riformulazione e simulazione del parlato contemporaneo e una rivisitazione dei sensi profondi del linguaggio teatrale che si manifesta nella stagione della Nuova drammaturgia. Come è avvenuto nella poesia del Novecento, il dialetto è ripensato come lingua del profondo, affiancandosi all’italiano e ad altre lingue europee in una rinnovata manifestazione di plurilinguismo teatrale.
29,00

Letteratura dialettale a Napoli. Testi, problemi, prospettive

Letteratura dialettale a Napoli. Testi, problemi, prospettive

Libro: Copertina morbida

editore: Cesati

anno edizione: 2021

pagine: 332

Il volume raccoglie nuovi studi dedicati alla letteratura dialettale napoletana, offrendo un quadro articolato e dettagliato dei lavori in corso e rinforzando, mediante un rinnovato dibattito critico, una linea di ricerca più che mai feconda e tutt'altro che localistica. Con un'attenzione costante al nesso tra storia, lingua e testi, gli autori indagano l'ampio periodo cronologico compreso tra i secoli XVII e XX, con prime incursioni nel XXI, attraverso un ventaglio di proposte metodologiche altrettanto vasto: dai cunti di Basile alle vrénzole di Mariano Bàino il tesoro letterario di Napoli viene sondato tramite ricostruzioni dei contesti d'elaborazione e scrittura, ricerche puntuali e (ri)letture di opere più o meno celebri. La partizione cronologica per secoli, proposta e pensata per meglio circoscrivere le diverse fasi della storia del napoletano in letteratura, è inframezzata da due conversazioni con poeti napoletani novecenteschi e una ricostruzione storicoletteraria di più ampio respiro.
30,00

Il teatro di Salvatore Di Giacomo tra dialetto e italiano

Il teatro di Salvatore Di Giacomo tra dialetto e italiano

Cristiana Di Bonito

Libro: Copertina morbida

editore: Cesati

anno edizione: 2021

pagine: 234

Sul finire dell'Ottocento l'esigenza di un nuovo teatro dialettale d'arte, in opposizione al teatro comico di Petito e Scarpetta, provoca a Napoli un dibattito che ha risonanza nazionale e vede tra i principali protagonisti Salvatore Di Giacomo. Negli stessi anni, attraverso opere come 'O voto e Assunta Spina, Di Giacomo concretizza il progetto di un teatro verista destinato a rappresentare 'fotograficamente' la realtà contemporanea. In funzione di questo obiettivo, l'autore punta nei suoi drammi a un calibrato dosaggio linguistico, in cui risalta l'attenta osservazione della variabilità interna al dialetto, che ai diversi livelli diastratici e diafasici si incrocia con l'italiano in maniera sempre consapevole e verosimile. In questo libro, anche grazie al recupero di nuove testimonianze, si ricostruisce la genesi delle opere teatrali di Salvatore Di Giacomo composte parallelamente al dibattito sul nuovo teatro dialettale e in vario modo esposte a processi di revisione e di riscrittura. A partire da uno studio filologico dei testi, si propone quindi un'analisi degli usi del dialetto presentati nei drammi, con l'obiettivo di giungere a un profilo linguistico dell'autore, che integri in una visione d'insieme la scrittura per la scena e la produzione poetica. Presentazione di Nicola De Blasi.
23,00

Luciella Catena. Due atti napoletani e 'A paranza scicca, dramma in due atti

Luciella Catena. Due atti napoletani e 'A paranza scicca, dramma in due atti

Ferdinando Russo

Libro: Libro in brossura

editore: Cesati

anno edizione: 2021

pagine: 196

Amava farsi fotografare Ferdinando Russo, il fascinoso "poeta guappo", ritratto anche da un balcone del Circolo Politecnico di Napoli mentre guarda la multiforme vita cittadina. La rappresentazione della realtà e della lingua guardavano, per Russo, agli ambienti popolari e dei marginali e al napoletano "basso". Osservatore attento del dialetto nei teatri popolari, lo scrittore non ritrovava in quelle maschere antiche l'essenza dello «schietto napoletano». Russo riconosceva in ogni parlata dei quartieri urbani quello che chiama un "gergo", correlato ai gruppi sociali, agli ambienti e alle situazioni comunicative. Con queste convinzioni, Russo scriverà due testi teatrali dialettali, nel 1920 Luciella Catena e nel 1921 'A paranza scicca, mettendo in scena un mondo tangente alla camorra. I due testi teatrali, che qui si propongono al lettore in un'edizione commentata, sono interessanti per gli intarsi di elementi della precedente produzione russiana ma soprattutto per un'idea di scrittura teatrale rispondente alla dimensione di dialettalità che Russo ricercava come sua cifra stilistica e poetica.
23,00

Massimo Troisi, un napoletano moderno

Massimo Troisi, un napoletano moderno

Patricia Bianchi, Nicola De Blasi, Carolina Stromboli

Libro

editore: Cesati

anno edizione: 2021

pagine: 154

Secondo una indovinata definizione di Renzo Arbore, Massimo Troisi era «un napoletano moderno». Moderno è anche il napoletano da lui portato in televisione e poi al cinema. In questo libro la lingua e lo stile di Troisi attore sono visti in correlazione con le modalità comunicative dei suoi anni, mentre si ridimensionano alcuni giudizi critici e stereotipi. "La Smorfia" di Troisi, Lello Arena ed Enzo Decaro irrompe in televisione negli anni Settanta del Novecento, con un uso consistente del dialetto, proprio quando si comincia frettolosamente a parlare di fine dei dialetti. Moderna è anche la soluzione adottata nel cinema, con un parlato recitato apparentemente incontrollato, ma in realtà minutamente dosato in un fluire dialogico che concede ampio spazio al dialetto. Oggi nella comunicazione spontanea i parlanti realizzano spesso frasi e discorsi in cui italiano, dialetto, italiano regionale si susseguono e si accavallano, proprio come accade nei film di Troisi, che sono documenti di modernità linguistica e di una rinnovata vitalità artistica dei dialetti.
18,00

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