Accademia University Press
«Sicut scriptum est». La parola scritta e i suoi molteplici valori nel millennio medievale
Libro
editore: Accademia University Press
anno edizione: 2020
pagine: 176
Da sempre gli storici si sono interrogati sugli svariati valori della parola scritta, evidenziando le funzioni sacrali, economico-contabili, giuridiche, politiche, che questa forma di comunicazione ha assunto nel corso delle diverse epoche.Il convegno «Sicut scriptum est» si è proposto di indagare alcune di queste piste di ricerca, limitando il "campo da gioco" al millennio medievale: un tempo di decisive (e spesso sottovalutate) trasformazioni nella fruizione e nella ricezione dei testi scritti. L'attenzione si è rivolta in particolare a tre filoni di indagine: parola scritta e realtà; parola scritta e oralità; la riflessione sulla parola. Gli interventi dei nove autori (tutti giovani ricercatori provenienti dalle varie Università italiane) declinano queste tematiche su un ampio ventaglio cronologico, territoriale e documentario. Si spazia dalle epigrafi (Nastasi) alle fonti epistolari (Cò, Camesasca), dai diplomi e dai registri (Manarini, Paganelli, Serci) alle fonti narrative (Tasca, Pacia); dalla penisola italiana alle aree francese e iberica; al VI secolo agli albori del Rinascimento.Ne scaturisce un mosaico vivace e composito, rappresentativo di alcune delle principali piste di ricerca su cui i giovani medievisti italiani si stanno avviando rispetto al tema della «parola scritta».
Altreitalie. Rivista internazionale di studi sulle popolazioni di origine italiana nel mondo. Volume 60
Libro: Copertina morbida
editore: Accademia University Press
anno edizione: 2020
Altreitalie. Rivista internazionale di studi sulle popolazioni di origine italiana nel mondo. Volume 61
Libro: Copertina morbida
editore: Accademia University Press
anno edizione: 2020
Le porte dell'anno: cerimonie stagionali e mascherate animali
Enrico Comba, Margherita Amateis
Libro
editore: Accademia University Press
anno edizione: 2019
pagine: 560
Cinquecento anni fa le persone vivevano in un mondo popolato di spiriti, sia buoni che malvagi: demoni e spiriti della foresta e del deserto, ma anche entità che minacciavano la vita quotidiana. Numerose erano anche le entità presenti sul fronte opposto, dominato da Dio, ma popolato da un'infinità di santi, spiriti benevoli, esseri protettori, e così via, che mescolavano disinvoltamente, soprattutto nel mondo popolare delle campagne, temi della religione cristiana dominante con elementi che traevano la loro origine dalle forme religiose pre-cristiane. I carnevali nascono in questo mondo e ne costituiscono parte integrante. Essi rivelano una concezione secondo la quale l'ordine sociale tiene a bada un caos primordiale, che costituisce sia il suo avversario sia la fonte di ogni energia. Lo sforzo necessario per tenere a bada il disordine e mantenere l'ordine della società umana era destinato ad estenuarsi, qualora tale ordine non venisse periodicamente immerso nuovamente nelle energie primordiali del caos per riemergere con forza rinnovata. I carnevali esprimevano tale concezione di un equilibrio precario che doveva essere periodicamente sconvolto e al tempo stesso ritemprato dall'irrompere delle forze del disordine.Nasce così il progetto che sta alla base di questo lavoro: il tentativo di costruire un percorso a ritroso, che porta ad attraversare tempi e civiltà del passato, alla ricerca di una genealogia dei motivi mitici e simbolici che sono identificabili nel sistema delle feste carnevalesche, ma che rivelano una serie di connessioni con molteplici aspetti del passato. Un esercizio di regressione attraverso il tempo, osservando come quei motivi si sono trasformati nel corso delle epoche e delle civiltà, che rivela trasformazioni e continuità, un intreccio complesso di somiglianze e di differenze.
La rifondazione degli studi teatrali in Italia dagli anni Sessanta al 1985
Roberta Ferraresi
Libro
editore: Accademia University Press
anno edizione: 2019
pagine: 384
La storia dello spettacolo in Italia è una materia piuttosto nuova, che si forma accademicamente nella temperie politica, culturale e artistica che si snoda fra gli anni Sessanta e gli Ottanta. Ma la sua vicenda è molto più lunga e complessa. Anzitutto, perché poggia su di una tensione storiografica preesistente: per questo, più che di "nascita", nel nostro Paese si parla di rifondazione degli studi di teatro. E poi in quanto alcune delle domande alla base del nuovo paradigma scientifico - a partire dalla definizione stessa dell'oggetto d'indagine - continuano a riverberare anche in seguito.Incastonato com'è fra passato e futuro, il processo di istituzione della disciplina non rappresenta esclusivamente uno snodo-chiave nella nostra cultura teatrale novecentesca. È anche una tappa, certo dirompente, di una storia di più lunga durata, da un lato in larga misura già in atto rispetto al momento che si è soliti considerare il suo innesco e dall'altro lato per certi versi tuttora ben viva e attiva. Questo libro ha il proposito di ricostruire i primi passi di tale progetto, alla ricerca tanto delle ragioni che a un certo punto, intorno alla metà del XX secolo, hanno spinto una serie di giovani ricercatori a perimetrare il nuovo campo di studio; quanto degli esiti di quei percorsi, che hanno portato a immaginare - e poi a concretizzare - un altro, nuovo modo di pensare e studiare il teatro all'interno dell'università, che a tutt'oggi pone questioni ancora estremamente attuali.
Un'utopia «intelligente»: l'economia di Bernard Lonergan S. J.
Alberto Schena, Gilberto Seravalli
Libro
editore: Accademia University Press
anno edizione: 2019
pagine: 184
Bernard J.F. Lonergan S.J. (1904-1984) fu un grande teologo che si occupò anche di economia allo scopo di ricavare principi morali dalle sue meccaniche, ossia indicazioni scientificamente fondate non solo su «come l'uomo vive ma su come dovrebbe vivere». Il suo contributo in questo campo resta tuttavia oscuro nonostante molte presentazioni, rimaste su un terreno prevalentemente apologetico. In questo lavoro si presenta una lettura delle opere economiche di Lonergan che ne sottolinea l'affinità con moderne analisi di impostazione neokeynesiana, e anche un'applicazione che le chiarisce ulteriormente e ne mette in evidenza il messaggio centrale con riguardo al nesso tra distribuzione del reddito e sviluppo economico. Un'ordinata dinamica economica, per Lonergan non garantita, richiede comportamenti «intelligenti» che in generale tengano insieme creatività e inclusione e, in particolare, profitti e tempestivo aumento dei salari, considerando il potere dei lavoratori un presidio a questo scopo e non una prevaricazione. Il pensiero economico del teologo, elaborato negli anni Quaranta e poi ripreso nei Settanta del secolo scorso, è in tal modo particolarmente utile in epoca di globalizzazione. Esso si colloca tra le voci che oggi per i paesi avanzati prospettano una "via alta" allo sviluppo nonostante la concorrenza dei paesi emergenti, mentre deleteri modi di vedere dominanti continuano a ritenere ineluttabile la riduzione dei salari e dunque una via "bassa", la quale per questo non ottiene la crescita che promette.
Identità e strategie politiche del Pci e del Pcf: una comparazione tra il triangolo industriale e la regione del Rhône-Alpes
Cecilia Bergaglio
Libro
editore: Accademia University Press
anno edizione: 2019
pagine: 240
Georges Lavau definì la comparazione tra il Partito Comunista Italiano e il Partito Comunista Francese «un esercizio classico». Le analogie tra i due maggiori partiti comunisti di Occidente sono infatti tante e tali da far nascere quasi in maniera spontanea la tentazione di ripercorrerne la parabola storica in parallelo. Soprattutto alla ricerca di differenze, come hanno fatto molti studiosi nel passato, ma anche con approcci più complessi capaci di considerare le due vicende come parte di un tutto, il sistema comunista internazionale. La presente ricerca, attraverso un'attenta analisi comparativa, ricostruisce il profilo identitario delle federazioni comuniste del triangolo industriale in Italia e della regione del Rhône-Alpes in Francia, dalla Liberazione fino alla seconda metà degli anni Settanta. L'indagine ha messo in luce identità multiformi e dinamiche, oltre che strategie politiche estremamente diversificate, in ciascuno dei centri oggetto di studio: Milano e l'industria diffusa, Torino e il sistema Fiat, Genova e l'industria di stato, Lione e la meccanica, Grenoble e l'industria tecnologica, Saint Étienne e i suoi bacini carboniferi. La frammentazione, tuttavia, non è affatto sinonimo di disgregazione. Ad unire storie così diverse sono gli individui, quegli uomini e quelle donne che, riuniti sotto la stessa bandiera, hanno cercato di offrire risposte concrete ai problemi della gente, che hanno immaginato, sognato e lottato per costruire una società diversa e migliore, guidati da un'unica ispirazione di fondo: il diffuso ideale di giustizia e uguaglianza sociale.
Tradizione e talento femminile. I Sonnets from the Portuguese di Elizabeth Barrett Browning
Ilaria Rizzato
Libro
editore: Accademia University Press
anno edizione: 2019
pagine: 128
Il volume fornisce un quadro complessivo dei "Sonnets from the Portuguese" di Elizabeth Barrett Browning, canzoniere che raccoglie quarantaquattro sonetti composti tra il 1845 e il 1846 e pubblicati per la prima volta nel 1850. Lo studio presenta un'estesa analisi testuale dell'opera, che ne esamina la ripresa da un lato del canzoniere petrarchesco, dall'altro dei principali modelli inglesi della sonnet sequence Sidney, Spenser e Shakespeare mettendo in luce gli elementi di adesione a tale tradizione e quelli di originalità, identificati in particolare nella dialettica tra soggetto e oggetto poetico, nella ricerca di modelli espressivi femminili, nelle contaminazioni offerte dal linguaggio del teatro e negli schemi narrativi adottati. Grazie a questi ultimi affiorano altresì elementi di parallelismo tra i Sonnets e la fitta corrispondenza epistolare che Elizabeth Barrett e Robert Browning intrattengono negli anni 1845-46 fino al matrimonio e alla fuga in Italia. Da tali epistole, che rappresentano il retroterra del canzoniere, emerge un complesso quadro intertestuale, in cui il dialogo con gli autori del passato e del presente si costruisce sulle citazioni poetiche antiche e moderne e si rispecchia nell'intensa trama dei Sonnets. Attraverso l'analisi condotta in questa sede, tuttavia, le epistole si affermano altresì come opera di assoluta dignità letteraria, espressione di una prosa vibrante in cui Elizabeth Barrett eccelle quanto nella produzione poetica.
Alle origini del «logos». Studi su «La nascita della filosofia» di Giorgio Colli
Libro
editore: Accademia University Press
anno edizione: 2019
pagine: 168
«Le origini della filosofia greca, e quindi dell'intero pensiero occidentale, sono misteriose». Così si apre l'importante libro di Giorgio Colli (Adelphi, Milano 1975), al cui studio integrale il gruppo di ricerca Simposio ha dedicato un seminario all'Università di Torino (23-25 ottobre 2017), nell'ambito delle attività del Centro Studi Giorgio Colli. I nove capitoli del breve ma denso testo colliano forniscono un'interpretazione non convenzionale e stimolante della genesi e della genealogia di quella pratica che, almeno a partire da Platone, porta il nome di "filosofia". Questo primo volume dei Quaderni Colliani, attraverso un'analisi critica che si estende anche alle altre opere del filosofo torinese, si propone d'indagare le origini del logos occidentale che, come insegna Colli, si perdono nei labirinti del mito, albergano nelle parole dell'oracolo e si annidano tra le reti dialettiche della retorica. I contributi qui presentati, seguendo lo sviluppo argomentativo e tematico de La nascita della filosofia, spaziano dagli albori della civiltà greca (Apollo e Dioniso, il mito cretese, la divinazione), al pensiero più maturo dei cosiddetti sapienti e dei sofisti, per giungere infine a Platone, l'inventore della "letteratura" filosofica.
Segni e metafore dell'infinito nell'epoca classicistico-romantica
Libro
editore: Accademia University Press
anno edizione: 2019
pagine: 160
Nel contesto dell'ampio rivolgimento politico e culturale che caratterizza il tardo Settecento europeo, il concetto di infinito, nella sua riconsiderazione in ambito matematico-scientifico, estetico-filosofico e poetologico, emerge come argomento particolarmente significativo all'interno di un dibattito che riguarda più in generale la crisi del principio basilare della filosofia settecentesca, ossia la fiducia nel principio regolativo della ragione. I saggi raccolti nel presente volume affrontano alcuni nodi tematici di questo dibattito, sulla base dell'analisi del concetto di infinito in autori particolarmente rappresentativi della cultura filosofica e letteraria francese, tedesca e italiana.
Il trauma di Caporetto. Storia, letteratura e arti
Libro
editore: Accademia University Press
anno edizione: 2018
pagine: 352
La battaglia di Caporetto (24 ottobre - 9 novembre 1917) ha rappresentato un trauma nella storia italiana del Novecento. Ancor oggi, nel linguaggio comune, la parola Caporetto è sinonimo di disastro. In quella battaglia i soldati della 2a Armata vengono respinti dagli austriaci e dai tedeschi al di qua dell'Isonzo e del Tagliamento fino al Piave, mentre i Comandi militari li accusano di diserzione e tradimento. Cento anni dopo, questo volume affronta, in un'ottica pluridisciplinare e interdisciplinare, e alla luce della nozione di "trauma", gli aspetti storici, politici e militari della disfatta. Esso fa largo spazio anche alle testimonianze dei soldati-scrittori la cui esperienza di quei giorni acquista senso se inserita in una dimensione collettiva e storica. Le stratificazioni temporali - relative tanto alla lettura storiografica, militare e politica quanto agli scritti memoriali e letterari - costituiscono un fattore importante per la riappropriazione di un evento che tocca la storia e l'identità italiane.

