Astrolabio Ubaldini
Enneagramma e personalità. Tipi e sottotipi nei personaggi dei film
Franco Fabbro, Marco D'Agostini
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2012
pagine: 244
La conturbante Lolita di Kubrick, il cinico Monsieur Verdoux di Chaplin, l'indifferente Victor Sjöstrom del Posto delle fragole, l'arrogante Al Pacino dello Scarface di De Palma, l'ipocondriaco Woody Allen di Hollywood Ending. Spesso scaturiti da romanzi, altre volte da episodi realmente accaduti e comunque sempre, in qualche modo, dal mondo profondo del regista, dello sceneggiatore e soprattutto dell'attore: i personaggi dei film sono rappresentazioni a tutto tondo dei tipi umani. In tal senso si prestano perfettamente a diventare istanze esemplari delle tipologie di personalità descritte dall'enneagramma. Questa figura geometrica ormai piuttosto diffusa nella cultura occidentale sembra in realtà avere origini antichissime ed essere scrigno di conoscenze profonde sulla psicologia umana. Introdotta in Occidente da G. I. Gurdjieff, ha ricevuto i contributi fondamentali di Oscar Ichazo e di Claudio Naranjo, ed è soprattutto sulla 'psicologia degli enneatipi' da quest'ultimo elaborata che si basa il presente studio. Nove punti inscritti all'interno di un cerchio rappresentano le nove tipologie di personalità fondamentali che a loro volta, intersecandosi con le tre grandi aree delle personalità (istintuale, emotiva e mentale), generano ventisette sottotipi. Dopo un'ampia trattazione delle ventisette tipologie, gli autori portano ad esempio due film per ogni sottotipo, esaminando i tratti caratteriali dei personaggi corrispondenti.
Genjõkõan. Una chiave per la comprensione dello «Shõbõgenzõ» di Dõgen
Shohaku Okomura
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2012
pagine: 228
Opera imprescindibile per la comprensione del pensiero di Dõgen Zenji, il grande maestro giapponese del XIII secolo a cui va il merito di aver trasmesso e diffuso in Giappone la scuola zen Sõtõ, il Genjõkõan è stato scritto nel 1233, pochi anni dopo il ritorno del maestro dalla Cina, e rivisto nel 1252, un anno prima della morte, quando fu incluso nello Shõbõgenzõ come primo capitolo. Nato come una lettera a un discepolo laico, il Genjõkõan esprime l'essenza della pratica e della realizzazione zen della realtà in poche pagine illuminanti, che basterebbero da sole ad attestare il rango superiore di Dõgen come filosofo e poeta. La traduzione e il commento minuzioso di Shohaku Okumura, frutto di trentacinque anni di studio, riflessione e pratica, gettano una luce inedita sul testo, spiegandolo sia dal punto di vista linguistico (se necessario con l'ausilio degli ideogrammi per spiegare il significato esatto di un termine usato da Dõgen), sia dal punto di vista della pratica, con ampi riferimenti ad altri capitoli dello Shõbõgenzõ e ad altri scritti di Dõgen, come Hõkyõki, il diario dei suoi dialoghi con il maestro cinese Rujing, o il Fukanzazengi. Di grandissimo interesse per tutti i praticanti e gli studiosi di zen è inoltre l'ampia descrizione del contesto storico e religioso del Giappone agli inizi del periodo Kamakura: dalle lotte tra i monasteri ai grandi fermenti religiosi da cui ebbe origine la ricerca spirituale del giovane Dõgen, in patria e quindi in Cina.
Schubert. Musica e lirica. Il Lied e la struttura della musica di Schubert
Thrasybulos G. Georgiades
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2012
pagine: 334
Questo libro è come un diario, ora per ora, di un'esplorazione di nuovi territori incogniti, in cui il viaggio comporta un metter da parte, in quanto inutilizzabile, ogni conoscenza o aspettativa già acquisita, per forgiarsi via via gli strumenti inediti che meglio consentono di avanzare e prender dimestichezza col terreno, con tutta la sua peculiare novità, con le sue qualità finora ignorate. In quest'azione di scandaglio del corpus schubertiano, in primo luogo quello liederistico, ma anche di quello strumentale, in cui ogni intento sistematico, ogni velleità totalizzante è lasciata subito dietro le spalle in favore di una pratica puramente esplorativa, tutte le prospettive storiografiche consolidate, le concezioni teoriche e critiche già elaborate restano per forza tagliate fuori (beninteso, non ignorate!) di fronte all'urgenza di registrare, esaminare, capire il materiale, testare ipotesi, farsi guidare da ciò che via via viene alla luce. Tutto questo comporta una radicale messa in questione di categorie fondamentali dello sviluppo umano (filosofia, lingua, teatro, poesia, l'essere stesso dell'uomo, e ovviamente la musica), delle loro interazioni, dei nessi che le legano, della loro evoluzione storica in reciproco rapporto. Schubert si ritrova, allora, al centro di uno snodo epocale dell'evoluzione dello spirito nel mondo Occidentale, dai Greci al Novecento.
Calma empatia e visione profonda. Tre pratiche per scoprire la gioia e la saggezza della mente
Yongey Mingyur (Rinpoche), Eric Swanson
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2012
pagine: 228
"Dalla prospettiva del buddhismo, l'angoscia che sentiamo oggi fa parte della condizione umana da secoli. In genere reagiamo a questa insicurezza di fondo in due modi distinti: cerchiamo di scappare oppure ci facciamo travolgere. Entrambe le vie spesso finiscono per creare ancora più complicazioni. "Il buddhismo offre una terza opzione. Possiamo guardare direttamente le emozioni disturbanti e gli altri problemi che incontriamo nella vita come se fossero trampolini verso la libertà. Questo libro è una guida per applicare le intuizioni e le pratiche del buddhismo alle sfide della vita quotidiana. "Ho ritenuto che l'approccio migliore fosse quello di suddividere il materiale in tre parti, seguendo il modello dei testi buddhisti classici. "La prima parte esplora la nostra condizione fondamentale: le varie forme di disagio che condizionano la vita. La seconda parte presenta una guida graduale a tre pratiche meditative fondamentali, finalizzate rispettivamente a calmare la mente, aprire il cuore e coltivare la saggezza. La terza parte è dedicata ad applicare ai comuni problemi emotivi e fisici la comprensione ottenuta", (Y. M.).
La rivoluzione comincia da noi
Jiddu Krishnamurti
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2012
pagine: 249
Siete davvero convinti di voler cambiare? Siete davvero interessati a una rivoluzione, a una trasformazione profonda nell'essere? Sapete cosa significhi veramente, cambiare? Nel suo stile sempre sferzante e destabilizzante, Krishnamurti squarcia subito il velo sulle reali intenzioni di chi lo interroga, di chi lo ascolta, di chi - oggi - lo legge. Il tema del cambiamento è il filo rosso che lega questi discorsi tenuti in tutto il mondo tra il 1952 e il 1959. Da Bombay ad Amburgo, da Londra a Nuova Delhi, da Bruxelles a Madras, Krishnamurti parla all'essere umano e alla sua incapacità di fermarsi a osservare il funzionamento della propria mente. Il cambiamento non può mai essere frutto di autodisciplina, controllo o desiderio; non può essere provocato da un atto di volontà né dall'ambizione di diventare qualcosa di diverso da ciò che si è: al contrario, la via per il cambiamento comincia proprio dal polo opposto: vedere, accettare, osservare ciò che si è. Quando si osserva il funzionamento della mente come se fosse un meccanismo complesso finché essa non divenga profondamente silenziosa, la mente cessa di far parte del tempo, e si manifesta uno stato capace di provocare una rivoluzione nell'essere e nell'atteggiamento interiore. Non è qualcosa che si può spiegare e comprendere a parole o a livello razionale, è qualcosa attraverso cui bisogna passare con la propria esperienza. L'unica chiave che Krishnamurti può suggerire è infatti quella della consapevolezza.
La religione della Cina. La tradizione vivente
Kristofer Schipper
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2011
pagine: 380
"Che ne è stato della religione cinese?". Questa domanda, che si ripresenta oggi ancora più attuale, è immediatamente seguita da un'altra: "La Cina ha una vera religione autoctona?". Furono i gesuiti, nei primi anni del XVII secolo, a dare inizio al dibattito, sostenendo in tutta fretta che la vera religione della Cina era il confucianesimo. Quella 'setta venerabile' era, a loro parere, perfettamente compatibile con la fede cristiana. La sinologia, grazie ai contributi straordinari di Édouard Chavannes (1865-1918), Henri Maspero (1883-1945) e Marcel Granet (1884-1940), doveva screditare le teorie dei gesuiti e dimostrare il ruolo fondamentale del taoismo. Le trasformazioni della società cinese e la sua attuale espansione nel mondo possono essere comprese solo in riferimento a questa 'tradizione vivente', una tradizione che, nonostante le distruzioni e le persecuzioni sistematiche, è sopravvissuta fino a oggi in seno alla società cinese e che, grazie a strutture liturgiche assolutamente democratiche, ha saputo rimanere fedele alla sua missione civilizzatrice e diffondere la sua immensa eredità spirituale nel mondo intero. Lungi dall'essere una dottrina morale dualista e austera, la fede della Cina consiste nel seguire la natura nella sua creazione spontanea in armonia con il Tao, e nell'alternarsi dinamico di due forze complementari, lo yin e lo yang. Autentica religione universale dell'uomo, il taoismo vede il mondo come un tutto, felice di trovare in ogni cosa, nessuna esclusa, l'unità.
La realtà dell'essere. La quarta via di Gurdjieff
Jeanne de Salzmann
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2011
pagine: 224
L'insegnamento di Gurdjieff parla all'uomo contemporaneo, a chi nutre un profondo senso di insoddisfazione, si sente isolato e senza direzione. La prima richiesta della Quarta via è 'conosci te stesso' e Gurdjieff ci ricorda che tale principio è molto più antico di Socrate. È una via che non isola gli allievi dalla vita ma, al contrario, li coinvolge in essa, facendo comprendere la necessità di uno sforzo per elevarsi al di sopra della battaglia dell'esistenza e allo stesso tempo prendervi parte. "Gurdjieff ci ha trasmesso una scienza in grado di mostrarci chi siamo e le nostre capacità potenziali, ciò che occorre sviluppare", una conoscenza esoterica che studia la relazione dell'uomo con Dio e con l'universo; il maestro, infatti, "lavorava sulla nostra essenza. Prestava ascolto al nostro bisogno interiore con pazienza e gentilezza instancabili, indicava a ognuno di noi il preciso atto interno che era necessario al momento dato, per liberarsi dai propri automatismi. Dall'altra parte, ci metteva in situazioni orribili, portandoci ai nostri limiti estremi, e lo faceva senza pietà. Potevamo sempre rifiutare e andarcene". Madame de Salzmann lavorò al fianco di Gurdjieff per trent'anni e fu soprattutto lei a diffonderne, in seguito, il messaggio. Dai suoi quaderni di appunti è tratto questo libro, l'unico esistente di questa autrice, che rende conto di quarant'anni dedicati a trasmettere agli altri l'insegnamento del maestro.
Tu sei quello
Gangaji
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2011
pagine: 259
"Il dolore fa parte della trama della vita. Quando lo si affronta per quello che è, si può addirittura sentirne la bellezza. Ma quando lo rifiutiamo diventa sofferenza. Prima di incontrare il mio insegnante, provavo sempre un nodo profondo di desiderio e insicurezza, di paura e odio. Non ero soddisfatta, e cercai aiuto. Non sapevo se l'illuminazione esistesse davvero, ma volevo conoscere la verità. "Ci sono infiniti insegnanti, conosciuti e sconosciuti, umani e non umani, fisici e mentali; ma è il "satguru", il vero insegnante, a indicare la fine definitiva della sofferenza della separazione. Il vero maestro è nel cuore di tutti gli esseri. È più forte e profondo di tutti i pensieri e di tutte le emozioni. "E indispensabile riconoscere il maestro che vive dentro di sé, altrimenti si rimane alla mercé della società, della cultura, della famiglia e di tutti gli altri agenti del condizionamento. "La gente non riesce a vedere la bellezza eterna perché desidera essere altrove, in circostanze che immagina migliori. Tu, fermati dove sei e guarda più in profondità della dimensione fisica, mentale ed emotiva. Elimina il concetto di essere il corpo, chiedendoti sinceramente, profondamente: "chi sono in realtà?". Non sei niente di tutto quello che ti hanno detto, niente di quello che credevi. Non i tuoi bisogni, ciò che non hai o che vorresti. Nell'istante in cui non pensi, la verità è evidente. Se vuoi scoprirla, lascia andare tutte le tecniche per arrivarci."
Genitori e insegnanti. La motivazione e la creatività, bambini disattenti e iperattivi, integrare gli alunni stranieri nella scuola
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2011
pagine: 202
La collana è rivolta a tutti i genitori ed è composta di volumi monotematici dedicati alle tappe che segnano la vita del bambino e dei genitori: dalla gravidanza fino all'adolescenza. Da una prospettiva psicoanalitica, gli autori, tra i maggiori esperti italiani e stranieri degli argomenti trattati e del lavoro con le famiglie, intendono offrire al genitore un nuovo punto di vista per osservare e comprendere il proprio rapporto con i figli, sostenerli nella crescita e affrontare le aree critiche del loro sviluppo. Il quinto volume della collana esplora i diversi aspetti dell'interazione tra scuola e famiglia, con lo sguardo rivolto ai bambini e ai ragazzi e ai nodi complessi della loro crescita. Vengono affrontati i temi della difficoltà di apprendere, della motivazione, della creatività, della disattenzione e dell'iperattività, fino a quello estremamente attuale della multiculturalità delle classi, con un'attenzione particolare al nuovo scenario italiano, cambiato così velocemente nel volgere delle ultime generazioni.
Il monastero di Shaolin. Storia, religione e arti marziali cinesi
Meir Shahar
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2011
pagine: 314
Sintesi straordinaria tra aspetti militari, terapeutici e religiosi, le arti marziali rappresentano per l'Occidente uno degli elementi di maggiore fascino della cultura cinese. La nascita di tali arti è strettamente legata al Monastero di Shaolin, in una fitta trama che intreccia storia e mito in modo spesso inestricabile. Si tramanda che proprio in questo luogo sacro il centenario patriarca indiano Bodhidharma trasmise il Dharma al suo primo discepolo cinese Huike, che attendeva in piedi nella neve ghiacciata, e nel monastero si conserva una pietra che secondo la leggenda reca impressa l'ombra del patriarca, rimasto seduto in meditazione per nove anni rivolto contro un muro. Nel tempo la figura di Bodhidharma fu progressivamente associata anche alla nascita delle arti marziali. Ma quali sono le vicende politiche, militari, religiose, che hanno portato i monaci di una religione che vieta la violenza a praticare il combattimento, in che misura lo praticarono e quali sono le fonti che lo testimoniano? E che rilevanza hanno tali questioni per i praticanti e gli storici delle arti marziali? L'autore districa, per quanto possibile, la storia dalle leggende e ripercorre in senso cronologico le vicende del Monastero di Shaolin, strettamente connesse al succedersi delle dinastie Tang, Ming e Qing e al modo in cui il potere secolare influenzò o addirittura plasmò quello religioso.
La depersonalizzazione. Una nuova prospettiva
Mauricio Sierra
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2011
pagine: 244
La sindrome oggi classificata come 'disturbo di depersonalizzazione' fu descritta per la prima volta all'inizio del diciannovesimo secolo, circa cinquanta anni prima che le venisse dato un nome. I primi resoconti dei pazienti registrati nella letteratura medica ruotano attorno a un senso di estraneità da se stessi e distacco dal corpo e dalle emozioni, e di conseguenza dal mondo esterno ("è Come se ogni parte del mio sé fosse separata da me", "è come se ci fosse un muro tra me e il mondo esterno", "è come se stessi vivendo in un sogno continuo"). Classificata oggi tra i disturbi dissociativi, la depersonalizzazione è un fenomeno di grande interesse clinico per le sue peculiari manifestazioni fenomenologiche, psicologiche e psicopatologiche, e ancora per molti versi enigmatico. Si caratterizza principalmente per un'alterazione della consapevolezza dei processi mentali e corporei: un intenso ottundimento emotivo e l'inquietante sensazione di osservare i propri pensieri e le proprie azioni dall'esterno. Fenomeni che vengono di frequente riscontrati in diverse sindromi psichiatriche e dunque non caratterizzano esclusivamente i disturbi dissociativi, presentandosi spesso anche all'interno di altri quadri clinici connessi ai disturbi d'ansia, dell'umore, somatoformi, alimentari, e così via. Prefazione all'edizione italiana di Vincenzo Caretti e Adriano Schimmenti.
La saggezza del corpo
Moshe Feldenkrais
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2011
pagine: 202
Moshe Feldenkrais è stato uno dei ricercatori più originali nel campo della 'somatica'. Gli scritti pubblicati in questo volume, comparsi originariamente tra il 1964 e il 1998, hanno rilevanza scientifica nei campi più vari, dalla fisioterapia all'educazione, dalla riabilitazione al teatro, dallo sviluppo infantile alla prestazione atletica. In essi Feldenkrais sostiene che il cervello, anche quando è danneggiato, possiede la capacità di cambiare rapidamente, imparare nuove abilità e recuperare funzioni apparentemente perdute. L'intuizione di Feldenkrais secondo cui nel corso della vita il cervello è in grado di modificare la propria organizzazione e le proprie risposte attraverso l'esperienza e l'apprendimento (ossia la neuro-plasticità) è stata oggi convalidata dalle neuroscienze; e il suo ottimismo si basa sulla prova indiscutibile che normalmente utilizziamo solo una piccolissima percentuale dei neuroni a disposizione. Il lavoro clinico si fonda sull'idea che c'è una relazione inscindibile tra lo sviluppo sociopsicologico e quello motorio: da bambini, i modelli o i comportamenti psicoemotivi non vengono solo imparati simultaneamente a un crescente repertorio di movimenti, ma si concretizzano attraverso la muscolatura, come un tutto integrato. Sul piano dell'applicazione pratica, Feldenkrais elaborò due diverse modalità: una individuale col paziente e una in gruppo; esse facilitano schemi di movimento e postura più salutari ed efficienti...

