BEAT
Alma Mahler. O l'arte di essere amata
Françoise Giroud
Libro: Libro in brossura
editore: BEAT
anno edizione: 2022
pagine: 192
All’inizio del Novecento, Vienna è una città unica in cui l’arte in ogni sua forma illumina la vita dei suoi abitanti. Tra i fermenti della Secessione e la scoperta dell’inconscio, i viennesi scelgono di diluire le angosce politiche in una diffusa frenesia creativa. In quest’atmosfera irripetibile, si muove una giovane donna con l’incedere di una regina, lo spirito acuto e occhi come un mare profondo. Figlia di una cantante e di un pittore, Alma Schindler a soli diciassette anni diventa la Giuditta di Klimt, a venti si nutre di Nietzsche, Wagner, Platone, studia il greco, traduce i Padri della Chiesa, ma soprattutto compone: la musica è il suo elemento naturale. È una ragazza eccezionale, anche per via dell’idea elevatissima che ha di sé, fatto insolito nelle donne del suo tempo. Non la posizione, non il denaro: ciò che più l’affascina in un uomo è il talento, e la capitale ribolle di uomini di genio, che sono attratti da Alma come da una calamita. Perdono la testa per lei, che li investe della propria luce, ne esalta le capacità, ne moltiplica le energie, si fa dea per trasformarli in divinità. Perciò quando lei li lascia, la caduta è tanto grave. Klimt, Mahler, Gropius, Kokoschka, Werfel l’hanno amata, le hanno scritto lettere appassionate, le hanno dedicato opere, e da lei sono stati traditi, tormentati, abbandonati. Come se il desiderio inappagato di una carriera artistica autonoma potesse sublimarsi solo in ciò in cui la leonessa divorata da fantasmi di gloria non ha rivali: l’arte di essere amata. Ma mentre al suo fianco i suoi geniali mariti e amanti creano meraviglie immortali, Alma comporrà pochissimo e non dirigerà mai un’orchestra, marchierà a fondo le loro personalità seppellendo per sempre le proprie aspirazioni. «D’ora in poi il tuo compito è solo rendermi felice» le scrive Mahler in una lettera che è l’inizio di tutto, del compimento di un destino, questo sí, comune alle donne del suo tempo. Françoise Giroud, figura eminente della scena culturale e politica francese, in questa biografia non si limita a narrare la lunga parabola della «vedova delle quattro arti», ma restituisce un ritratto straordinario di quella Felix Austria, con i suoi evidenti splendori e le sue contraddizioni dolorose, che verrà di lì a poco spazzata via dal secolo breve.
Sabbie arabe
Wilfred Thesiger
Libro: Libro in brossura
editore: BEAT
anno edizione: 2022
pagine: 422
Il Rub al Khali, l’Empty Quarter in inglese, il Quarto Vuoto, è il deserto più grande del mondo, il solo luogo in cui, secondo Thesiger, «si può trovare la pace della vera solitudine». Il primo europeo ad attraversare l’Empty Quarter fu Bertram Thomas, un funzionario dell’Indian Civil Service trasformatosi in esploratore nell’inverno del 1931. Il secondo fu Harry St John Philby, il padre di Kim, la spia. Il terzo fu Wilfred Thesiger. La sua impresa, però, cominciata nel novembre del 1945, è stata davvero memorabile: una traversata proibita dal Dhaufar fino all’Oman, nel Golfo Persico, passando per le dune ritenute invalicabili dell’Uruq al Shaiba e costeggiando sabbie mobili assai temibili. Scritto dieci anni dopo l’avventura dell’Empty Quarter in una stanzetta del Park Hotel di Copenhagen, circondato dal plumbeo cielo nordico in modo che la nostalgia del deserto arabo si facesse più lancinante, Sabbie arabe è innanzitutto un’appassionata celebrazione, composta con immediatezza ed eleganza, dei beduini e della loro esistenza. In un tempo fuori dal tempo, tra carovane e soste, silenzi e animate conversazioni, riviviamo in queste pagine la vita di un popolo fiero e generoso, religioso e violento, fatalista e solidale: una vita aspra e affascinante che, una volta conosciuta, non concede a «nessun uomo di restare lo stesso».
La pietra lunare di Satapur. Le inchieste di Perveen Mistry
Sujata Massey
Libro: Copertina morbida
editore: BEAT
anno edizione: 2022
pagine: 384
India, 1922. È appena finita la stagione delle piogge a Satapur, un minuscolo stato fra i monti del Sahyadri. Circondato da una lussuriosa vegetazione, il palazzo di Satapur ambisce a essere un luogo paradisiaco, ma da qualche tempo una strana maledizione sembra gravare sulla famiglia reale: sua maestà Mahendra Rao è morto di colera poco prima che suo figlio, il principe Pratap Rao, venisse ferito mortalmente nel bel mezzo di una battuta di caccia. L'ultimo erede maschio ancora in vita, il maharaja Jiva Rao, ha solo dieci anni, motivo per cui le decisioni di Stato vengono prese dal primo ministro e da un agente politico britannico, Colin Wythe Sandringham, responsabile del benessere dei figli del defunto maharaja e della sua vedova. Mr Sandringham si trova però dinnanzi a un problema di non poco conto: da qualche tempo è sorto un forte contrasto fra le due maharani, la regina vedova e la suocera, in merito all'istruzione del giovane principe. Una faccenda risolvibile con una semplice visita, se non fosse che il purdah, la regola secondo cui le donne non devono essere viste dagli uomini, glielo impedisce. Mr Sandringham si vede costretto a rivolgersi all'unica persona in grado di aiutarlo: Perveen Mistry, la prima donna avvocato di Bombay. Un anno prima, Perveen si era già distinta sgrovigliando un caso simile a Malabar Hill. Ora è determinata a portare la pace nella casa reale, ma non passerà troppo tempo prima che si renda conto che il palazzo di Satapur è un luogo insidioso, in cui vanno in scena sanguinosi giochi di potere e si consumano atroci vendette. "La pietra lunare di Satapur" è un nuovo giallo con protagonista l'impavida eroina che si batte per la verità e i diritti delle donne.
La guerra di Mattie
Lissa Evans
Libro: Copertina morbida
editore: BEAT
anno edizione: 2022
pagine: 304
Se è vero che «una determinazione invincibile può ottenere qualsiasi cosa», come disse Thomas Fuller, è vero anche che nessuno più di Matilda Simpkin, detta Mattie, incarna alla perfezione queste parole: ex suffragetta indomita, ha sempre lottato per il diritto delle donne a essere trattate da cittadine alla pari, non esitando mai a gettarsi nella mischia, quando necessario. Ora, però, le cose sono cambiate. È il 1928 e Mattie sente di assomigliare ogni giorno di più al veterano di una guerra che nessuno nemmeno ricorda. Certo, è membro della Lega per la Libertà delle Donne, l'ultima coda delle suffragette, e presta le sue capacità oratorie in conferenze che dovrebbero chiamare a raccolta le donne. Tuttavia, anzichè essere uno squillo di tromba, i suoi discorsi si risolvono in un'occasione di divertimento per il pubblico accorso. Un giorno, però, a una di queste conferenze si presenta Jacqueline Fletcher. Anni prima «Jacko» si era battuta al suo fianco nella lotta per l'emancipazione, ma ora, i capelli ingegnosamente ondulati e una stola drappeggiata con cura sull'abito, le rivela che, assieme al marito, sta provvedendo a reclutare giovani donne per l'organizzazione dei Fascisti dell'Impero. Mattie si rende conto che è tempo di ritornare alla guerra. Disgustata dalle parole di Jacko, rindossa i panni della ribelle e fonda il gruppo delle «Amazzoni» per trasmettere alle nuove leve i valori e i metodi del movimento delle suffragette militanti. Attraverso una prosa arguta ed elegante, "La guerra di Mattie" offre il ritratto divertente, affascinante e sorprendentemente attuale di un'attempata ribelle nella Londra del primo dopoguerra.
La giustizia di Selb
Bernhard Schlink, Walter Popp
Libro: Libro in brossura
editore: BEAT
anno edizione: 2022
pagine: 272
È di vecchia data l'amicizia fra Gerhard Selb e Ferdinand Korten; risale ai tempi del liceo che entrambi hanno frequentato a Berlino. Korten, che Selb ha chiamato sempre solo per cognome, è di buona famiglia, con una casa elegante nel quartiere di Wannsee: il classico tipo vincente, a scuola, con le ragazze, nella vita. È, per inciso, anche suo cognato, dopo che Gerhard ha sposato la sorella Klara. Ma alla morte prematura di Klara i due hanno amichevolmente cessato ogni contatto, se non per qualche casuale incontro a teatro o a un concerto. Ora, a sessantotto anni, lasciato da tempo l'incarico di pubblico ministero per lavorare come investigatore privato a Mannheim, Selb vive un'esistenza di moderato edonismo, fra colazioni al sole, sigarette irlandesi e cocktail da intenditori. Fino al giorno in cui Korten, ora direttore generale Korten, riemerge dal passato per chiedergli di investigare su un hacker che si è introdotto nei sistemi delle Industrie Chimiche Renane, l'azienda che dirige. Un'indagine all'apparenza non particolarmente impegnativa, visto che il crimine informatico sembra più che altro una burla: buste paga alterate, turni scambiati ai campi da tennis, ordini di materiali con un'aggiunta di zeri e altri accidenti affini. Ma quando il principale indiziato muore in circostanze poco chiare, ecco che quell'indagine si tra - sforma in qualcosa di molto più oscuro, che riporta a galla ricordi dei vecchi tempi. A Selb i vecchi tempi non piacciono, li ha impacchettati e messi da parte. Ora è costretto a riviverli per pareggiare i conti una volta per tutte… In una Germania caliginosa, fortemente industrializzata, ancora ostaggio dei fantasmi del passato, La giustizia di Selb, pubblicato per la prima volta nel 1987, mette in scena un detective ruvido e disincantato, esponente di quella generazione che fu coinvolta in un'indicibile colpa nazionale, e che si chiedeva se fosse ancora possibile aspirare a qualche forma di giustizia.
Jane Austen book club
Karen Joy Fowler
Libro: Libro in brossura
editore: BEAT
anno edizione: 2022
pagine: 304
Jocelyn ha passato i cinquanta, ma non smette di partorire un'idea bizzarra dietro l'altra. Un giorno Sylvia, la sua migliore amica, le confida che suo marito le ha chiesto il divorzio, dopo trentadue anni di matrimonio. Trentadue anni di gioie e soddisfazioni svaniti improvvisamente nel nulla, le dice tra i singhiozzi. E Jocelyn che cosa fa? Decide di fondare un club del libro, il Jane Austen Book Club, poiché, citando Kipling, «non c'è niente di meglio di Jane quando sei nei pasticci». Del resto, Jane Austen ha scritto meravigliosi romanzi sull'amore e, proprio come Jocelyn che si prende cura solo delle passioni altrui, non si è mai sposata. Sylvia si mostra entusiasta: Jane Austen è sempre stata per lei come una sorella o una zia che scriveva i suoi libri in un salottino affollato e li leggeva ad alta voce ai parenti. La vera sorpresa è però la pronta adesione al club di Bernadette, Allegra, Prudie e, soprattutto, di Grigg, il bel quarantenne con i capelli scuri e le ciglia lunghe e folte. Ciascun membro dell'esclusivo circolo ha una sua Austen preferita. Bernadette, sessanta - sette anni, dopo aver ufficialmente detto addio allo specchio, ama immensamente Orgoglio e pregiudizio e lo propone a battesimo del club. Allegra, la figlia di Sylvia che non si lascia sfuggire occasione per ricordare a tutti che è lesbica, pensa solo che i romanzi di Austen siano un monito riguardo alle terribili conseguenze delle ristrettezze economiche sulla vita delle donne. Prudie, ventotto anni, sposata da poco, pelle diafana e guance scavate, sussurra che la sua Austen preferita è la scrittrice cupa di Persuasione. E poi c'è Grigg che non sa scegliere e si presenta alla prima riunione con l'opera completa della Austen sotto braccio… Romanzo in cui cinque donne e un uomo si intrattengono sul «significato del matrimonio, dello status sociale e dell'amore in Jane Austen» (Publishers Weekly), Jane Austen Book Club mette in scena orgogli e pregiudizi del nostro mondo svelando l'eterno legame tra letteratura e vita.
La casa dalle finestre sempre accese
Anna Folli
Libro: Copertina morbida
editore: BEAT
anno edizione: 2022
pagine: 256
A Torino, tra corso San Maurizio e il Lungo Po Cadorna, c'è un edificio color sabbia con le finestre che guardano il fiume e la collina: in questo palazzo sobrio, in un appartamento al secondo piano, vivono, «con il passo dell'illusione e con la generosità della speranza», Giacomo e Renata Debenedetti. Si sono incontrati una sera d'inverno del 1919, al Teatro Regio di Torino. Renata Orengo ha solo dodici anni quando il suo sguardo incrocia quello di Giacomo Debenedetti, di cui si innamora sin dal primo istante. Lei è una ragazza di buona famiglia, lui uno studente del politecnico dalla vivace intelligenza, le cui intime amicizie comprendono personaggi come Piero Gobetti, Mario Soldati, Umberto Saba e Eugenio Montale. Intellettuale ebreo perso nei suoi sogni, fondatore della rivista Primo Tempo, che in pochi mesi annovera tra i suoi collaboratori i futuri grandi nomi della letteratura italiana, per molto tempo Giacomo non si vede nei panni del critico letterario: vuole diventare uno scrittore, ma sarà solo dopo aver letto La Recherche di Proust che andrà incontro al suo destino. Il matrimonio con Renata si tiene il 4 dicembre 1930, in casa dei marchesi Orengo. Da quel giorno, nell'appartamento affacciato sul Lungo Po, nasce un mondo nuovo, popolato da artisti e da scrittori, da giovani intellettuali e grandi poeti. Prima a Torino e poi a Roma, in casa Debenedetti non è difficile incontrare Alberto Moravia, Elsa Morante, Alberto Savinio, Bobi Bazlen, Sibilla Aleramo, Maria Bellonci, Aldo Palazzeschi... Ma se l'inizio sembra felicemente trascorrere all'insegna dell'arte e della letteratura, la vita del più grande critico italiano del Novecento e della sua bella moglie, è destinata a un repentino mutamento. In breve tempo la loro esistenza viene sconvolta dalle leggi razziali, conoscono la desolazione della guerra, la fuga a Cortona, l'entusiasmo della ricostruzione, le disillusioni di una carriera professionale disseminata di grandi riconoscimenti e atroci delusioni. Già autrice di MoranteMoravia, Anna Folli racconta la vita di Giacomo Debenedetti, l'intellettuale ammalato di troppa intelligenza, e di sua moglie Renata, che non ha mai rinunciato a seguire quel marito inquieto e inafferrabile, trasformando in un romanzo la vita di una famiglia colta, difficile, unica, che per molti anni ha intrecciato la propria esistenza con quella degli artisti e dei letterati che hanno fatto la storia del Novecento.
L'artista delle donne. Vita di Niki de Saint Phalle
Pia Rosenberger
Libro: Libro in brossura
editore: BEAT
anno edizione: 2022
pagine: 304
New York, 1947. Niki de Saint Phalle, diciassette anni, è radiosa nel suo vestito di tulle bianco per il ricevimento del Waldorf Astoria che sancirà il suo ingresso nel mondo degli adulti dell’Upper East Side. Tutto deve essere perfetto, per questa figlia dell’aristocrazia francese trapiantata in America: il corpetto stretto al punto giusto, l’auto in attesa alle sette e mezzo, i guanti candidi. Ma quello splendore è solo effimero, perché l’adolescente Niki cova dentro di sé un desiderio insopprimibile di libertà, di evasione dalla gabbia dorata in cui è rinchiusa. In testa, Niki ha sempre il pensiero dell’arte: che siano il teatro e la drammaturgia, dove ha già mosso i suoi primi passi, la pittura o la scultura. L’arte è il suo rifugio, il solo luogo dove trovare l’indipendenza e il potere da sempre negati alle donne. Toscana, 1998. Nel verde-argento dell’uliveto si innalzano ventidue sculture monumentali, una macchia di colore fra lo scintillio del sole e la striscia azzurra del Tirreno. È il Giardino dei Tarocchi, l’opera a cui Niki, ormai artista affermata, ha dedicato vent’anni: un desiderio covato a lungo e finalmente realizzato. È fra queste due diapositive che corre l’intera esistenza di Niki de Saint Phalle, scultrice geniale, enfant terrible del Nouveau Réalisme; un’esistenza appassionata e rocambolesca, che Niki attraversa guardando sempre alle donne, alla loro libertà, ai loro desideri. È per questo che, giovanissima, accetta un lavoro di fotomodella e fugge da New York con Harry Mathews, soldato di Marina. Ed è sempre per questo che, quando viene raggiunta dall’ombra di un terribile segreto del passato, dà vita alle celebri Nana, sculture trionfanti di grandi ballerine colorate, il paradigma stesso della gioia di vivere. A suo agio fra gli artisti del suo tempo – Max Ernst e Constantin Brâncuși, ma soprattutto lo svizzero Jean Tinguely – Niki osa finalmente sognare le sculture del suo giardino incantato. Ma per esaudire quel sogno molta è la strada da fare, e altrettanti i sacrifici da consumare... Dopo "La scultrice. Vita di Camille Claudel", Pia Rosenberger torna a raccontarci una vita spregiudicata, in un romanzo dove finzione e realtà si mescolano per restituirci il ritratto a colori accesi di una grande artista del Novecento.
L'albatro
Simona Lo Iacono
Libro: Libro in brossura
editore: BEAT
anno edizione: 2022
pagine: 224
Palermo, 1903. Giuseppe Tomasi di Lampedusa è un bambino solitario e contemplativo, uno di quelli che preferiscono «la stranezza delle cose alle persone», avendo «per compagnia solo il silenzio». Figlio unico di una nobile famiglia siciliana, vive in uno sfarzoso palazzo, circondato unicamente dai discorsi degli adulti. Un giorno, nella sua vita arriva Antonno: nessuno si prende la briga di presentarli, e i due bambini si ritrovano all’improvviso l’uno dinnanzi all’altro. È un bambino «tutto al contrario», Antonno: se sfoglia un libro comincia dall’ultima pagina, se vuole andare avanti cammina all’indietro e non c’è verso di fargli iniziare la settimana di lunedì o di togliergli dalla testa che si nasce morendo. Giuseppe non sa nulla del suo passato, però sa che Antonno non è come gli altri bambini e che la fedeltà che dimostra nei suoi confronti è pari solo a quella dell’albatro: tenacissimo, l’albatro non abbandona il capitano nemmeno nella disgrazia, seguendolo nella buona e nella cattiva sorte. Da quel momento, infatti, non c’è avventura in cui Antonno non affianchi Giuseppe, almeno fino al giorno in cui, così come è arrivato, Antonno svanisce. Divenuto adulto, Giuseppe partecipa ai due conflitti mondiali; dopodiché si ritira a vita privata, viaggiando per il mondo e infine cimentandosi nella stesura di un romanzo che avrà per protagonista un personaggio fugace, un nobiluomo colto e malinconico che perde il suo sguardo nel cielo per fuggire la terra: un romanzo che, dopo lunghi anni, ricondurrà da lui Antonno e la sua visione rovesciata del mondo. Facendo propria l’idea che il destino di ogni adulto vada cercato nei suoi sogni di bambino, Simona Lo Iacono tratteggia, con sontuosa eleganza, il ritratto di una delle più importanti figure della letteratura italiana, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, e del suo celeberrimo Il Gattopardo.
Amy Snow
Tracy Rees
Libro: Copertina morbida
editore: BEAT
anno edizione: 2022
pagine: 464
Hertfordshire, 1848. La brina ricopre i campi e le strade quando Amy Snow, la mantella stretta per difendersi dal gelo, si allontana da Hatville Court, la casa in cui ha vissuto per ben diciassette anni. L'unica persona che lei abbia mai amato, Aurelia Vennaway, figlia unica di Lord Charles e Lady Celestina Vennaway, una delle famiglie più in vista della contea, giace sotto sei piedi di terra in un angolo silenzioso del camposanto. Era stata proprio Aurelia a trovarla, diciassette anni prima, abbandonata al limitare della proprietà in una tersa mattina di gennaio in cui l'aria era tagliente come vetro. Erano cresciute insieme, Aurelia e Amy, come due sorelle inseparabili. Ma ora, con la scomparsa di Aurelia, ad Amy non resta che mettere da parte il dolore e rivolgersi con determinazione al compito che Aurelia le ha affidato poco prima di morire: decifrare una serie di lettere contenute in un pacchetto occultato con cura, lettere che contengono un segreto cui Aurelia non ha mai fatto cenno quando era in vita.
Caterina d'Aragona. La vera regina. Le sei regine Tudor
Alison Weir
Libro: Libro in brossura
editore: BEAT
anno edizione: 2022
pagine: 656
Inghilterra, 1501. In piedi sul ponte della nave, con le ciocche di capelli rosso e oro che le sferzano il viso, Caterina d’Aragona, figlia di Ferdinando il Cattolico e di Isabella di Castiglia, scruta con trepidazione la costa inglese, domandandosi cosa le riserverà il futuro. Caterina è promessa sposa dell’erede al trono, il principe Arturo, e sa che sarà suo dovere dimenticare la Spagna e adeguarsi agli usi e costumi del nuovo regno, di cui un giorno sarà regina. Giunta a Londra, tuttavia, la giovane fatica a mascherare lo sgomento quando si trova davanti il promesso sposo: Arturo è gracile e smunto e, alla luce fioca delle candele, le sue gote non sono affatto rosee come nel ritratto che le ha donato, bensì bianche, accese solo da un rossore febbrile. Ben diverso è il fratello minore, il principe Enrico, di stazza robusta e innegabile fascino, capace di suscitare in Caterina un inspiegabile turbamento, quel turbamento che sempre si prova dinnanzi a coloro che ci sono destinati. Otto anni dopo sarà infatti Enrico, salito al trono come Enrico VIII, a sposare Caterina, e con lei regnerà per sedici anni, prima che l’arrivo a corte della seducente Anna Bolena, intenzionata a fare breccia nel cuore del re, muti le sorti del regno, segnando per sempre anche il destino di Caterina. Attraverso pagine capaci di evocare un mondo perduto pieno di splendore e brutalità, e una corte in cui l’amore – o il gioco dell’amore – dominava su tutto, Alison Weir dà vita a un impeccabile romanzo storico sulla tumultuosa vita della regina Caterina d’Aragona, sposa devota fino alla fine e unica «vera» moglie di Enrico VIII.
I custodi del libro
Geraldine Brooks
Libro: Libro in brossura
editore: BEAT
anno edizione: 2022
pagine: 416
È la primavera del 1996 a Sarajevo e Hanna Heath, trentenne restauratrice australiana di libri antichi, giunge nella capitale bosniaca devastata da cinque anni di guerra civile e ancora sotto il fuoco dei cecchini. Qualche giorno prima, Hanna ha ricevuto una telefonata da un insigne studioso di antichi manoscritti ebraici. Con voce eccitata, quell'uomo le ha comunicato che durante il pranzo di Pesach, la Pasqua ebraica, il capo della comunità giudaica di Sarajevo ha tirato fuori la Haggadah, il celebre libro di preghiere che si pensava ridotto in cenere sotto i bombardamenti del '92. Hanna conosce bene la Haggadah di Sarajevo: un manoscritto ebraico prodotto in Spagna in età medievale e ricco di variopinte miniature; un'opera così preziosa e fondamentale nella storia dell'ebraismo e dell'umanità che quando, negli anni Quaranta, i nazisti cercarono di impadronirsene, il bibliotecario del Museo di Sarajevo, un musulmano, si era preoccupato di porla in salvo. Hanna si affretta ad accettare l'incarico di restaurare quel sacro testo raro e di grande bellezza, con le sue miniature e i colori ancora puri e vividi, ed è proprio dalla sua voce che apprendiamo la magnifica storia dell'opera: una vicenda fatta di macchie di vino e di sangue, di splendidi fermagli smarriti, di farfalle di montagna, di storie d'amore e di vigliaccheria, di secoli di splendore e di decadenza, e di gloriose città: la Siviglia e la Tarragona del XV secolo, la Venezia del Seicento, la Vienna di fine Ottocento.

