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Booklet Milano

Redistribuzione o riconoscimento? Una controversia politico-filosofica

Redistribuzione o riconoscimento? Una controversia politico-filosofica

Nancy Fraser, Axel Honneth

Libro: Copertina morbida

editore: Booklet Milano

anno edizione: 2007

pagine: 333

Categoria venerabile della filosofia hegeliana, resuscitata dai teorici della politica, il riconoscimento è fondamentale per concettualizzare le lotte contemporanee sull'identità e la differenza. I filosofi morali sempre più utilizzano il termine per ricostruire le basi normative delle rivendicazioni politiche. Se la rilevanza del riconoscimento è oggi indiscutibile, molto meno investigato rimane il suo rapporto con il paradigma della giustizia distributiva, che rivestiva un ruolo centrale tanto nelle filosofie morali quanto nelle battaglie sociali dell'era fordista. Le lotte intorno alla religione, alla nazionalità e al genere e le disuguaglianze economiche impongono ai filosofi della politica di affrontare tale relazione. Ed è questo lo scopo del volume, scritto da due filosofi, una nordamericana e l'altro europeo. Entrambi concordano sull'inadeguatezza del tradizionale modo di intendere tale rapporto e rifiutano la concezione economicistica che riduce il riconoscimento a un mero epifenomeno della distribuzione. Honneth concepisce il riconoscimento come la categoria morale sovraordinata e tratta la distribuzione come derivata, mentre Fraser nega che la distribuzione possa essere sussunta sotto il riconoscimento. Trattano temi centrali della filosofia morale, della teoria sociale e dell'analisi politica, evidenziando non solo le differenze che li separano, ma anche la comune ambizione di collegare le tre discipline...
24,00

La democrazia al cinema. I dilemmi del costituzionalismo in cinque film

La democrazia al cinema. I dilemmi del costituzionalismo in cinque film

Giovanni Rizzoni

Libro: Copertina morbida

editore: Booklet Milano

anno edizione: 2007

pagine: 77

Gli antichi greci erano soliti affrontare questioni difficili come la violenza, la verità, i valori morali attraverso la tragedia. Oggi è il cinema a rispondere in gran parte al bisogno di rielaborare sul piano dell'immaginario collettivo le istanze fondamentali che stanno alla base della convivenza civile. Per questo il cinema non solo oggi è la più politica delle arti, ma anche quella che più si presta alla trattazione di temi costituzionali. È da questa prospettiva che il libro affronta alcuni classici, recenti e meno recenti, del cinema contemporaneo. Il percorso si articola in tre momenti, ciascuno incentrato su alcuni grandi temi del diritto costituzionale: nel primo si discutono le vicende della nascita dello Stato e della sovranità; nel secondo il problema etico e filosofico della verità; il terzo è infine dedicato alla questione dei difficili rapporti fra principio democratico e principio rappresentativo.
8,00

Scritture della catastrofe

Scritture della catastrofe

Francesco Muzzioli

Libro: Copertina morbida

editore: Booklet Milano

anno edizione: 2007

pagine: 286

La letteratura fantastica ha un suo versante particolarmente cupo e crudele, quando immagina la possibilità di un mondo peggiore di quello reale, disegnando il quadro senza speranza di società dominate da regimi violentemente oppressivi e totalmente alienati, oppure toccando l'estremo limite di un'umanità ridotta a pochi superstiti, in fuga da spaventose catastrofi definitive. Queste genere, chiamato "distopia" in opposizione alle rosee prefigurazioni dell'utopia, è oggi molto frequentato: questo libro esplora in largo e in lungo il continente-distopia.
20,00

Ágalma

Ágalma

Libro: Copertina morbida

editore: Booklet Milano

anno edizione: 2007

pagine: 126

Questo nuovo numero di "Ágalma", la rivista di studi culturali e di estetica diretta da Mario Perniola, raccoglie gli articoli di Paul Philippot, Giuseppe Patella, Riccardo De Mambro Santos, Alfonso M. Iacano, Sarah F. Maclaren, Roberto Terrosi, Fabrizio Patriarca, Fulvio Carmagnola, Sergio Benvenuto, Milo De Angelis.
14,00

Ágalma

Ágalma

Libro: Copertina morbida

editore: Booklet Milano

anno edizione: 2007

pagine: 121

Questo nuovo numero di "Ágalma", la rivista di studi culturali e di estetica diretta da Mario Perniola, raccoglie gli articoli di Emanuele Cavazzoni, Raul Mordenti, Mario Perniola, Amalia Verzola, Carine Fol, Sarah F. Maclaren, Silvana Cirillo, René Capovin, Guido Zingari, Nathalie Heinich, Aldo Marroni, Annie Reniers.
14,00

L'altra critica. La nuova critica della letteratura fra studi culturali, didattica e informatica

L'altra critica. La nuova critica della letteratura fra studi culturali, didattica e informatica

Raul Mordenti

Libro: Copertina morbida

editore: Booklet Milano

anno edizione: 2007

pagine: 215

La critica letteraria non è sempre esistita e non esisterà per sempre. In queste pagine l'autore ricostruisce le circostanze - culturali, epistemologiche, sociali - che consentirono l'instaurarsi della critica letteraria, e dello stesso concetto moderno di "letteratura'. In quella "fondazione" vivevano già i limiti invalicabili della ragione borghese e quelli della divisione del lavoro e dell'antropologia signorile che su di essa si fonda. Così la crisi attuale (o la fine) della critica deve essere messa in rapporto con una situazione culturale e sociale radicalmente nuova, caratterizzata dal trionfo della globalizzazione capitalistica e dalla nuova retorica dei mass media: un assetto che l'autore (sulla scorta di Steiner) definisce "la cultura del berlusconismo", intrinsecamente opposta al discorso critico. Questa stessa crisi, che comporta il rischio di una "perdita secca" di testualità e di senso, può essere tuttavia giocata anche come un fattore di rottura e di liberazione (grazie all'apporto dei Cultural Studies, qui riletti alla luce di Gramsci): è la proposta di un'"altra critica", non solo impegnata a ricostruire la benjaminiana "tradizione degli oppressi" (contro la storiografia "dei vincitori") ma anche rivolta all'alterità, che appare come il più produttivo dei fattori conoscitivi. Alterità sociale, etnica, culturale, ma anche alterità fra le generazioni, che fanno della scuola e dell'università il luogo cruciale dello scontro.
18,00

Antropologia

Antropologia

Libro: Copertina morbida

editore: Booklet Milano

anno edizione: 2007

pagine: 172

Emerso come uno dei temi centrali dell'antropologia contemporanea, il concetto di sofferenza sociale ha l'obiettivo di dirigere la riflessione sul disagiato rapporto fra soggetto e ordine sociale, nonché sulle modalità in cui tale disagio viene affrontato. Dalla considerazione dell'AIDS e della tubercolosi come incorporazione della violenza strutturale alle forme di cittadinanza terapeutica prodotte dalla diffusione dei farmaci antiretrovirali, dalle inedite modalità di azione politica nate intorno alla politicizzazione della propria condizione medica al genocidio rwandese, fino ai più ampi temi delle diseguaglianze economiche e ella iustizia sociale, i contributi di questo numero invitano a riflettere lungo sentieri diversi, che si incontrano in molteplici punti, ma che si discostano e si scontrano su altri, animando una tensione proficua nell'analisi dei meccanismi sociali dell'oppressione. Un'antropologia della sofferenza sociale è dunque un'antropologia che vuole andare oltre l'esame della costruzione culturale del disagio, cessando di essere esclusivamente un prezioso strumento di critica culturale, per ergersi a strumento di critica politica e di azione trasformativa.
15,00

Antropologia del dolore

Antropologia del dolore

David Le Breton

Libro: Copertina morbida

editore: Booklet Milano

anno edizione: 2007

pagine: 238

Il dolore è un'esperienza forzata e violenta dei limiti della condizione umana. Paralizza l'attività del pensiero e l'esercizio della vita. Pesa sul gioco del desiderio, sul legame sociale. Altera il senso della durata e colonizza i fatti più importanti della giornata, trasformando la persona in uno spettatore che fa fatica a interessarsi all'essenziale. Il dolore isola, costringe l'individuo a una relazione privilegiata con la propria pena. È è una minaccia temibile per il senso d'identità: lacera la coscienza e schiaccia l'uomo su un senso dell'immediato privo di prospettiva, dandogli l'impressione che il suo corpo sia altro da sé. Ma il dolore può anche essere mezzo di espiazione o manifestazione di fede o strumento di affermazione identitaria o sociale. Ci sono poi usi del dolore che si alimentano della disparità delle forze tra gli individui: la punizione personale, la tortura, il supplizio. Il dolore inflitto è lo strumento privilegiato, archetipo stesso del potere sull'altro. Sebbene in queste pagine la pratica medica sia spesso chiamata in causa, lo sguardo dell'autore è diretto piuttosto sull'uomo sofferente. Il proposito di Le Breton è di approcciare il dolore su un piano antropologico, di chiedersi come influisca sulla condotta dell'uomo e sui suoi valori, sulla trama sociale e culturale in cui è immerso...
18,00

Un antropologo nel pallone

Un antropologo nel pallone

Bruno Barba

Libro: Copertina morbida

editore: Booklet Milano

anno edizione: 2007

pagine: 167

Di calcio si parla tanto, eccome. Quotidiani, riviste, saggi, romanzi. Tutto è calcio. L'antropologia non se n'è mai occupata. Ma perché escludere dall'analisi un "fatto sociale totale" - come diceva Mauss - qual è il calcio? Negli studi antropologici, grazie alle proposte di Clifford Geertz, si è cominciato a valorizzare "il punto di vista del nativo". Nel calcio questo sembra accadere da tempo. Gli addetti ai lavori provengono sempre e comunque dal mondo del calcio anche se spesso non sembrano possedere una conoscenza "totale" del fenomeno. Ma per restare in tema antropologico, dove si situa quella linea di confine che presso tante società è tutt'altro che labile e che viene definita "rito di passaggio"? Perché non esiste il senso dell'auctoritas e tutti si sentono legittimi esperti dell'ambito calcistico? Non sfugge una coincidenza terminologica, sorprendente e allo stesso tempo illuminante. Esiste un luogo, metaforico o meno, che è il teatro di ogni azione calcistica e di ogni azione antropologica: il campo. L'antropologo come il calciatore, prer essere degno di visibilità e credibilità, in altri termini per svolgere il proprio lavoro, deve "stare" sul campo. Quindi l'antropologo, per parlare di calcio, non può che essere anche un calciatore dilettante.
15,00

Architetture dello shopping. Modelli del consumo a Roma

Architetture dello shopping. Modelli del consumo a Roma

Libro: Copertina morbida

editore: Booklet Milano

anno edizione: 2007

pagine: 262

Possiamo immaginare Roma come l'archetipo di un nuovo e paradossale modello urbano euromediterraneo del consumo? Dopo anni di ritardo, la capitale si è finalmente attrezzata per stare al passo con le altre metropoli e si prende la sua rivincita postmoderna: lo shopping si fa invasivo e agisce sullo spazio. Cresce allora la città satellitare dei centri commerciali e dei megastore intorno al Grande Raccordo Anulare, il centro storico acquista le fattezze di un pittoresco archeolandia-market, nuove Porta Portese e nuovi mercatini della domenica si diffondono nelle aree vuote, mentre Chinatown conquista definitivamente il quartiere dell'Esquilino. L'esperienza innovativa dello shopping ha assunto le forme di una cultura dell'ibridazione e della convivenza capace di mettere a comune denominatore modelli del consumo altrimenti separati che stanno contribuendo a ridefinire l'intera gamma delle relazioni sociali e dei modi d'uso della città.
20,00

Athanor

Athanor

Libro: Copertina morbida

editore: Booklet Milano

anno edizione: 2007

pagine: 489

Quanto e in che modo il bianco influisce nell'organizzazione complessiva della comunicazione globalizzata, nei rapporti tra Nord e Sud del mondo, tra ricchezza e sfruttamento, tra salute e malattia, tra perbenismo e delinquenza, nei rapporti tra i sessi, tra comunitari ed extracomunitari, nelle relazioni internazionali, nella progettazione politico-economica, nei rapporti interpersonali della vita quotidiana, nella distribuzione delle professioni e delle competenze? Quanto e in che modo il bianco fa la differenza? Sono queste le domande che il volume si pone. Ad esso partecipano studiosi italiani e stranieri appartenenti a campi disciplinari diversi, invitati a dare il loro contributo dai più diversi punti di vista e interessi teorici: economici, politologici, giuridici, storico-sociologici, semiotici, filosofici, linguistici, antropologici, artistici e letterari.
15,00

Le banlieues. Immigrazione e conflitti urbani in Europa

Le banlieues. Immigrazione e conflitti urbani in Europa

Libro: Copertina morbida

editore: Booklet Milano

anno edizione: 2007

pagine: 118

L'esplosione dei conflitti nelle banlieues di Parigi e di molte altre città della Francia nel novembre del 2005 ha portato alla luce, in modo eclatante, i nuovi conflitti urbani variamente connessi con l'immigrazione. Questi conflitti, di natura assai complessa (etnica, sociale, generazionale, culturale, religiosa), avevano già cominciato a manifestarsi sin dagli anni Cinquanta in tutti i paesi europei caratterizzati da una significativa immigrazione (Regno Unito, Francia, Germania) e ora si affacciano anche in Italia, ormai diventata il quarto paese d'immigrazione dell'Unione Europea. Il libro affronta la questione da varie angolature, grazie ai contributi di tre noti sociologi da tempo attenti ai problemi dell'immigrazione. Umberto Melotti ne analizza i rapporti con le politiche relative all'integrazione sociale degli immigrati, a loro volta correlate alle culture politiche prevalenti nei diversi paesi europei. Pio Marconi svolge un confronto con i movimenti sociali emersi negli Stati Uniti e in Argentina e ne sottolinea il rapporto con la crisi urbana e la crisi del welfare collegate con il processo di globalizzazione. Maurizio Ambrosini ne approfondisce la componente più propriamente generazionale, dovuta alla crescente presenza fra gli immigrati di giovani dalle aspettative spesso deluse o frustrate.
12,00

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