Diabasis
Il tempo delle capre
Luan Starova
Libro: Libro in brossura
editore: Diabasis
anno edizione: 2009
pagine: 208
Il libro evoca il periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale, quando il nuovo regime, volendo creare una nuova classe di proletari, impone ai pastori di lasciare le loro montagne e andare ad abitare in città. Così la piazza grande di Skopje, il Plochtad diventa tutta bianca, invasa dalle capre che i pastori rifiutano di abbandonare. Ma la tragedia è dietro l'angolo: il Potere decide lo sterminio delle bestie. Se l'allegoria tracciata dall'autore costituisce per certi aspetti una lezione di speranza, essa è prima di tutto una riflessione sulla pericolosa vanità delle ideologie che aspirano a creare un "uomo nuovo", e rimane una profonda meditazione sulla fragilità delle cose, e sulla precarietà dei Balcani.
Italo marocchina. Storie di immigrati marocchini in Europa
Anna Mahjar-Barducci
Libro: Libro in brossura
editore: Diabasis
anno edizione: 2009
pagine: 160
Ponti sull'Egeo. Sulle tracce delle scambio di popolazioni tra Grecia e Turchia
Claudia Berton
Libro
editore: Diabasis
anno edizione: 2009
pagine: 288
La generazione dell'utopia
Pepetela
Libro: Libro in brossura
editore: Diabasis
anno edizione: 2009
pagine: 392
Le rovine del moderno. Rifiuti, rottami, ruderi e altre eredità
Oliver Broggini
Libro: Copertina morbida
editore: Diabasis
anno edizione: 2009
pagine: 237
Cosa accomuna gli alpeggi abbandonati dell'arco alpino e la piramide di cemento incompiuta che torreggia sulla capitale nordcoreana? Che somiglianze ci sono tra i resti degli esperimenti nucleari su alcuni atolli del Pacifico occidentale e lo stabilimento modenese che avrebbe dovuto produrre la migliore automobile sportiva di lusso degli anni Novanta? Come è possibile mettere nello stesso discorso il relitto del Titanic e i bunker nazisti abbandonati sulle coste settentrionali francesi? La risposta è un itinerario di viaggio ai quattro angoli del globo, alla ricerca delle rovine del Novecento. Un patrimonio del tutto differente dai resti che le civiltà preindustriali avevano lasciato in eredità ai loro posteri. Un'eredità ingombrante, talvolta agghiacciante in quel che ha da raccontare a chi la osserva, e capace soprattutto di inquietare, più che di invitare alla contemplazione. Tracciando un percorso filosofico e concreto - da Heidegger ai videogiochi di ultima generazione, dai teorici postmoderni alla manutenzione dei centri commerciali - il libro sviluppa una teoria delle rovine contemporanee e un ampio catalogo di storie ed esempi, raccolti in tutto il Pianeta.
La polvere del mondo
Nicolas Bouvier
Libro
editore: Diabasis
anno edizione: 2009
pagine: 280
"La polvere del mondo" racconta il primo viaggio condotta da Bouvier in Oriente nel 1953; ma anche l'avventura infaticabile di uno sguardo che si svela alla polvere del mondo e si rende partecipe delle culture dell'"altro". Partito da Ginevra su una Fiat "Topolino", raggiunge a Belgrado il suo amico pittore Thierry Vernet, in compagnia del quale continuerà per un buon tratto il viaggio fino a Samarcanda. Il libro ha conosciuto in Francia un successo continuo, non per il suo fascino esotico, ma per il modo inimitabile in cui si fondono humor e angoscia, l'innocenza dello sguardo e il sapore della conoscenza, la visione cosmica e il "rapimento" di certi piccoli dettagli celati nella singolarità degli esseri e delle cose più ovvie e quotidiane.
Pietro Marazzi un capitano... dei miracoli. Dalla «fabbrica di cartone» all'impero ceramico
Sandro Chesi
Libro
editore: Diabasis
anno edizione: 2009
pagine: 136
Rappresentare la città. Topografie urbane nell'Italia di antico regime
Libro: Libro in brossura
editore: Diabasis
anno edizione: 2008
pagine: 477
Roma, Milano, Napoli, Venezia, Firenze, Torino, Genova, Ferrara... diciotto 'monumenti' della cartografia urbana italiana presentati e commentati dai maggiori specialisti dell'argomento. Negli ultimi anni gli storici della città hanno fatto dell'iconografia urbana una delle loro fonti predilette, interpretando carte e vedute come specchio della storia di un centro urbano, una società cittadina, una stagione culturale. Questo libro è dedicato a un particolare tipo di rappresentazione di città, la pianta, che sin dal tardo medioevo si era andata caratterizzando come insostituibile dispositivo di conoscenza analitica del territorio, affermandosi progressivamente come strumento eminentemente tecnico di controllo e governo dello spazio cittadino (e non solo). Ad acquisire leggibilità attraverso le immagini raccolte nel volume, così, non sono solo le vicende di alcune fra le principali città italiane di antico regime, ma anche le tecniche di rilievo e le strategie di governo, la cultura progettuale e le pratiche politiche di cui quelle stesse città furono teatro.
La bellezza della persona buona
Ágnes Heller
Libro: Libro in brossura
editore: Diabasis
anno edizione: 2008
pagine: 144
I saggi raccolti nel volume documentano una parte significativa della riflessione più recente della filosofa ungherese. L'elemento di continuità è dato da una progressiva apertura all'alterila. La presenza dell'altro e il rapporto con l'altro sono declinati in un primo tempo nel linguaggio della teoria dei bisogni e poi mediante la categoria della responsabilità. Ciò che si delinea nell'etica della personalità proposta da Heller è così una forma di individualismo che, lungi dal ripiegarsi in se stesso, trova un momento essenziale nell'incontro con l'altro.
Stato mondiale o «nomos» della terra. Carl Schmitt tra universo e pluriverso
Caterina Resta
Libro: Libro in brossura
editore: Diabasis
anno edizione: 2008
pagine: 96
A distanza ormai di quasi sessanta anni dalle pagine dedicate da Schmitt al Nomos della terra, la «grande antitesi della politica mondiale» tra pluriverso e universo, lungi dall'aver trovato soluzione, è divenuta, semmai, di ancor più scottante attualità con il sopraggiungere dell'età globale. Pur con tutti i suoi limiti intrinseci, la teoria schmittiana dei grandi spazi ha l'indubbio merito di porre l'accento sulla necessità di pensare a un pluriverso in grado di contrastare le spinte universalistiche della potenza imperiale di turno, oltre a smascherare il carattere ideologico dell'attuale "umanitarismo". Tuttavia, oltre l'antitesi schmittiana tra universo e pluriverso, se davvero si vuole fugare lo spettro di un Impero universale o quello, altrettanto minaccioso, di una guerra civile mondiale, nell'epoca della globalizzazione universo e pluriverso non sono i termini di un'alternativa, ma vanno pensati insieme. Solo una politica dell'ospitalità può ispirare il pluriverso di una confederazione di grandi spazi, i quali si riconoscono nell'universale con-vivenza che consente a ciascuno di scoprire quell'estraneo che è e quell'ospite che è chiamato a diventare.

