Edizioni La Meridiana
La via del cerchio. Il dialogo e la democrazia della comunità
Manitonquat (Medicine Story)
Libro
editore: Edizioni La Meridiana
anno edizione: 2011
"La Creazione è un cerchio. Un cerchio formato da tanti cerchi. Sfere, spirali, ellissi, anelli. Lo spazio si curva, le galassie girano, le stelle e i pianeti ruotano seguendo delle orbite. Dalla nostra Terra che ruota guardiamo un universo che gira. Giriamo e giriamo, nella nostra danza circolare senza fine. I nostri anziani ci hanno insegnato che per essere in armonia con la Creazione dobbiamo pensare e agire in modo circolare. Quando ci ritroviamo insieme in un cerchio ci sentiamo nel posto giusto e in armonia con la nostra natura. Quando invece ci ritroviamo in un auditorio e tutta la nostra attenzione è rivolta verso un punto di fronte a noi, un palco, una piattaforma o una tribuna, si percepisce un senso di costrizione, di artificio. Si ha la sensazione che viene richiesta la nostra attenzione ma che non siamo veramente presenti. A parte quelli che stanno sul palco, non vediamo nessun volto ma solo le spalle delle altre persone e nessuno vede noi. Quando siamo in cerchio è come tornare a casa e quando cominciamo a farne esperienza, a relazionarci in cerchio, condividendo i pensieri, le emozioni, i sogni, le decisioni, il lavoro, il gioco e la creatività, ci rendiamo conto che rende la nostra vita più ricca, appagante, piena. L'essenza di un cerchio è l'eguaglianza, non c'è alto e basso, nessuna gerarchia di potere o ricchezza. Le azioni di un cerchio non sono coercitive, ma prese di comune accordo, la modalità è la cooperazione, non il dominio.
Voltalacarta. Manuale per imparare a narrare e a narrarsi con le carte
Libro
editore: Edizioni La Meridiana
anno edizione: 2011
pagine: 64
Questo non è solo un libro. Ma anche un mazzo di carte, anzi due. Si legge e si gioca in modi sempre differenti. Molteplici sono i livelli di lettura e gli strati di senso dei due mazzi. Dal mandala al mondo della narrazione circolare, il libro prende per mano e guida alla costruzione dei percorsi didattici, non tralasciando le istruzioni per l'uso dei giochi con le carte. Le carte sono speciali, eppure semplici. Non sono tarocchi, non predicono il futuro, ma aiutano a tirare fuori quello che già c'è nelle persone. Ogni carta può evocare in chi la guarda pensieri, suggestioni, emozioni, riflessioni sul mondo, sulle cose, sulla vita in generale e sulla propria vita. Sono state immaginate come uno strumento per educatori, insegnanti, formatori, capi scout, animatori nelle parrocchie e nei contesti di aggregazione giovanile, ma anche per l'auto-ascolto e l'auto-conoscenza. Le attività che si possono organizzare e progettare sono molte e in buona parte dipendono anche dalla fantasia e dalla voglia di sperimentare di chi le utilizzerà. Si possono usare come rompighiaccio all'inizio di un percorso o come occasione di saluto. Giocate in modo spensierato, ma anche preziose per facilitare confronti più complessi e profondi. Racchiudono in sé significati archetipici, ma possono anche essere lette semplicemente per quello che l'immagine suggerisce ad una prima visione. Insomma, oltre a stimolare giochi, narrazioni e creatività le carte offrono l'opportunità di rinnovare riti di appartenenza...
Il piccolo audace Frrr. Storia di un pesce fuor d'acqua
Giuliano Parenti, Torquato A. Lo Mele
Libro
editore: Edizioni La Meridiana
anno edizione: 2011
pagine: 68
Il piccolo audace Frrr è una storia popolata di animali parlanti, pesci, rane, cicale, topi, formiche, cani, uccelli. Frrr è un pesce che vive nel lago Balestra, estraneo agli abitudinari abitanti quotidianamente impegnati a sottrarsi all'amo travestito da verme dei pescatori e soprattutto all'inevitabile padella d'olio bollente della frittura. Così, dopo qualche timido e inutile tentativo di cordiale convivenza con gli abitanti che guardano "intrapaniti" le sue festose, mirabolanti esibizioni natatorie, decide di abbandonare quel tetro, melmoso fondolago. Inizia così un lungo percorso di scoperte, un viaggio di avventure in nuovi mondi. Fino all'ultimo mondo, quello dell'aria, il cielo popolato da straordinarie creature bianche che volano lassù riservandogli "un'ultima meraviglia". Si mette all'opera per l'ultima fatica, moltiplica gli sforzi. Riesce, riesce di sghembo a sollevarsi da terra, prende il volo. Si fa un puntolino bianco nell'azzurro. Frrr... Età di lettura: da 6 anni.
Il teatro degli oppressi. Teoria e tecnica del teatro
Augusto Boal
Libro
editore: Edizioni La Meridiana
anno edizione: 2011
pagine: 200
Perché leggere questo testo tanto fondamentale e fondativo del Teatro degli Oppressi a distanza di decenni? Per tre buoni motivi. Innanzitutto per ritrovare le origini e le radici storiche del Teatro degli Oppressi nella lotta politico-teatrale per liberare dall'oppressione. Ritrovare le radici vuole dire recuperare l'attenzione agli aspetti politici ed etici, non lasciarsi sopraffare dall'agire quotidiano e dalle lusinghe del mercato, avere antenne sensibili per prevedere le trappole possibili. Il secondo motivo è che contiene parti tecniche fresche e ancora attuali come il teatro-mito, il teatro-feuilleton, il teatro-giornale, e poi, ancora, strumenti usati alle origini, tecniche più antiche e meno pregnanti del teatro-forum, in cui è chiara la scelta poetica di attivare lo spettattore, di dialogare col pubblico. In ultimo, questa edizione cancella l'immagine, molto alimentata nel mondo accademico, di un Boal militante politico di un teatro ridotto a insieme di "giochini divertenti", ben lontani dalla serietà della sperimentazione teatrale. Queste pagine oggi come allora vanno lette e sperimentate con lo stesso scopo: analizzare e trasformare il mondo presente, alla luce di quello passato, così da creare il mondo futuro che vogliamo, un altro mondo possibile. Scelte coraggiose in un'Italia che sembra aver smarrito il livello etico prima che politico.
Philosophia ludens. 240 attività per giocare in classe con la storia della filosofia
Annalisa Caputo
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Edizioni La Meridiana
anno edizione: 2011
pagine: 192
Cos’è un “gioco filosofico"? È innanzitutto un gioco delle parti, dove pensare col pensiero di Talete, Anassimandro, Platone ecc., e vedere il mondo con i loro occhi, con le loro categorie, si trasforma in partecipazione alla loro filosofia. Perché un conto è sapere che un certo giorno Talete disse qualcosa intorno alla natura del mondo e, magari, saper spiegare con intelligenza perché Talete pensò in quel modo. Un altro conto è provare a mettersi nei panni di Talete e chiedersi "com'è fatto il mondo"? Giocare a pensare con la propria testa, questa è una rivoluzione. Piccola o grande, lo stabilirà il lettore dopo aver percorso questo itinerario filosofico sorprendente, concepito come supporto creativo ma concreto, per sperimentare in classe una didattica ludico-creativa. Una sola avvertenza: questo testo va usato insieme, e non in alternativa, agli strumenti tradizionali (lezione frontale, interrogazione, studio del manuale, lettura di classici, ecc.), per creare percorsi curricolari di filosofia. Infatti, giochi, ampiamente sperimentati, sono presentati come dinamiche a squadre, pensate per vivere in maniera divertente (ma anche rigorosa) il dialogo con i pensatori del passato, con le loro proposte e letture della vita, con i loro scritti: finestre aperte sulla realtà, squarci di mondo, visioni del possibile. Nella consapevolezza che ogni filosofia ha qualcosa da insegnarci e che nessuna può avere la pretesa di esaurire la visione del tutto.
Gedda e lo sport. Il Centro Sportivo Italiano: un contributo alla storia dell'educazione in Italia
Libro
editore: Edizioni La Meridiana
anno edizione: 2011
pagine: 176
Luigi Gedda (1902-2000) costituisce una pietra miliare nella storia dello "sport cattolico". A lui si deve il merito della rifondazione dell'associazionismo sportivo, dopo il secondo conflitto mondiale, non come un mondo isolato e impermeabile ma come azione per contagiare l'intero mondo dello sport con i valori cristiani, al cui centro è persona umana. Queste pagine rappresentano un primo prezioso ed essenziale sforzo di ricostruzione del lungo intreccio con cui la storia dello sport di ispirazione cattolica e la vicenda nazionale si sono intersecati ma anche reciprocamente influenzati. Dall'unità d'Italia al trauma delle due guerre mondiali, ma soprattutto dalla lunga cesura del ventennio fascista e del suo modello sportivo totalitario, emerge un filo di lettura che, attraverso i molteplici contributi di ricostruzione storiografica, conduce fino alla lettura del fenomeno sportivo dei giorni d'oggi. Oggi, sul solco delle intuizioni di Gedda, il Centro Sportivo Italiano considera lo sport un fattore di educazione e promozione umana, strumento di crescita civile, aperto a tutti i cittadini senza confini di censo, in massima parte rivolto ai bambini e ai giovani come supporto alla loro crescita personale. È sport sociale, il cui fine principale non è primariamente il conseguimento di record o prestazioni, ma la promozione della persona umana.
Ri-svegliare la scuola. Quando la scuola incrocia l'adolescenza
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni La Meridiana
anno edizione: 2011
pagine: 84
È dura. Negli ultimi anni il clima psicologico e culturale nelle scuole medie inferiori e superiori è diventato sempre più difficile. Gli insegnanti appaiono smarriti di fronte alle nuove responsabilità che la società attribuisce loro al di là dell'insegnamento delle materie: prevenzione delle droghe, degli atti di bullismo e più in generale prevenzione di tutto il disagio adolescenziale. A questi problemi, per i docenti si aggiungono poi le difficoltà legate all'inserimento di allievi stranieri che spesso non parlano italiano e il governo degli allievi più trasgressivi e meno abituati alle regole di un tempo. Ma lo sconforto degli insegnanti nasce soprattutto dalla consapevolezza di dover lavorare spesso con ragazzi che non hanno nessuna voglia di imparare. Si può "ri-svegliare" la scuola, cioè ridare vita, emozioni e senso al difficile lavoro quotidiano dei ragazzi e degli insegnanti? Sì, ma solo mettendo in rete tutti gli attori magari con l'aiuto di psicopedagogisti capaci di farli interagire positivamente. Come dimostrano queste pagine nate da una positiva esperienza, la scuola media può interpretare i valori positivi che emergono dalla nuova cultura giovanile e dai cambiamenti sociali in atto. Infatti, dai periodi difficili si esce soltanto con soluzioni innovative. Ed ecco questa proposta creativa per stimolare una strategia di piccoli ma importanti passi per cambiare la scuola e adattarla più velocemente alle nuove generazioni di adolescenti.
La psicantria. Manuale di psicologia cantata
Gaspare Palmieri, Cristian Grassilli
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Edizioni La Meridiana
anno edizione: 2011
pagine: 200
"Ma la vera intuizione, da parte di Palmieri e di Grassilli, è che la musica, meglio, la canzone, sia un mezzo fantastico, a poco prezzo, per creare empatia, per suscitare partecipazione: sono pronto a scommettere che queste canzoni, orecchiabili, a volte persino ballabili, riuscirebbero a muovere emozioni anche in chi non fosse particolarmente interessato ad indagare la condizione esistenziale propria ed altrui e che "Mio fratello" e "Abbi cura di te" non sfigurerebbero in nessuna hit parade. La malattia mentale è ancora oggi, purtroppo, un tabù, e alcune patologie sanno suscitare nient'altro che sospetto, diffidenza, paura, anche se certi vissuti sono solo apparentemente distanti e lontani da quelli dei cosiddetti "normali". E pensare che basterebbe sentir suonare una canzone per ritrovarsi a cantare insieme, a sdrammatizzare, a condividere". (Francesco Guccini) "L'idea di realizzare un 'Manuale di psicopatologia cantata' è nata dall'intenzione di 'trasformare' la nostra professionalità e le nostre conoscenze in canzoni, nel tentativo d'integrare il mondo musicale con la complessità del sistema psichiatria/sofferenza mentale, a cui diamo il nome di 'psicomondo' [...] La canzone, attraverso il testo, la musica e l'interpretazione, ha il pregio dell'immediatezza, della sintesi estrema, e del forte potere comunicativo.
Le due chiese
Fabrizio Mastrofini
Libro
editore: Edizioni La Meridiana
anno edizione: 2011
pagine: 152
A livello sociale la Chiesa è super-presente contro aborto ed eutanasia e per la difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, per il matrimonio indissolubile, contro le sperimentazioni in bioetica. Invece è del tutto assente sui grandi drammi che riempiono le pagine dei giornali e le televisioni: i clandestini, i delitti efferati, la perdita del lavoro, l'ingiustizia sociale. A parte vaghi e generici appelli, la Chiesa in Italia sembra distante e lontana dai problemi del presente. Due spettri gemelli prendono sottobraccio la Chiesa cattolica in Italia. Il primo chiama in causa il rapporto con la politica e la società. Si è sviluppato dopo la dissoluzione del partito cattolico negli anni Novanta e con la scelta dei vescovi di tenere direttamente le fila dei rapporti con la politica e le istituzioni, fino a fornire indicazioni concrete di voto. Rapporti e indicazioni che hanno privilegiato in maniera strumentale l'elettorato cattolico nell'area politica di centro-destra, ma hanno avuto l'effetto di un silenzio fragoroso sulla crisi etica della vita pubblica e sociale del paese. Il secondo spettro soffia potente per cancellare la strada nuova aperta dal Concilio Vaticano II. Nel lontano 1965 si era delineata l'importanza di un diverso e consapevole ruolo dei laici, invece negli ultimi vent'anni è stata ratificata la subalternità dei laici rispetto alle scelte e alle decisioni prese dal vertice dell'episcopato.
L'arcobaleno del desiderio
Augusto Boal
Libro: Libro rilegato
editore: Edizioni La Meridiana
anno edizione: 2011
pagine: 160
"L'arcobaleno del desiderio" è la raccolta sistematica delle tecniche del Teatro dell'Oppresso nelle sue applicazioni alla realtà europea. Nel Teatro dell'Oppresso lo spettatore è aiutato a liberarsi dai veti e dalle repressioni frutto di una ingiusta struttura sociale, indicati da Boal con il termine flics (poliziotti). In un contesto come quello europeo, dove i bisogni materiali sembrano essere soddisfatti, l'oppressione assume caratteristiche di tipo psicologico. I poliziotti esercitano la loro funzione di sorveglianza o repressione in modo più persuasivo e sottile, nella testa di ciascuno di noi, e il teatro diviene, nella provocatoria proposta di Boal, tecnica assai efficace per liberarsi dal flics che danzano nella testa. La sua funzione terapeutica trasforma il disagio senza nome degli spett-attori in un "desiderio" incomprensibile di liberazione, che loro stessi organizzano sulla scena. Ancora una volta il teatro si offre come un fecondo strumento di cambiamento sociale assolutamente unico.
Il piano vasca. Aspetti del lavoro del tecnico di nuoto
Graziella Danio, Paolo Tondina
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Edizioni La Meridiana
anno edizione: 2011
pagine: 112
L'importanza che ha il nuoto oggi, per la sua diffusione, la sua intrusività e il potenziale formativo di cui dispone, ricade sul tecnico come responsabilità. Eppure, al tecnico, pressato dalla società dello sport di massa, dello sport omologato e orientato al profitto e all'immagine, forse non chiede più fedeltà all'idea di persona radicata nelle origini del movimento sportivo moderno e della società democratica. La responsabilità sociale non è più di moda perché è troppo difficile nel campo delle relazioni e della formazione ottenere risultati spendibili sul mercato, specie se ci si vuole rivolgere a tutti, se si riconosce il beneficio di ogni tentativo e se si vuole comprendere il risultato dei fallimenti. Più facile è invece offrire il premio della salute e del benessere o del protagonismo, piuttosto che confrontarsi con la responsabilità educativa. Istruire, insegnare, allenare, sono le funzioni ordinarie del tecnico, attraverso le quali si genera il rapporto con l'altro e si concretizza la possibilità di influire sulla sua vita. Per questo il tecnico comunica anche con i gesti, con l'esempio. In questo senso le persone che consapevolmente fanno sport sono anche testimoni culturali, chiamati a incarnare i valori della resistenza attiva contro la deriva della vita. Questo testo, inedito ma completo, si propone di offrire esperienze di questo quotidiano attivo per creare opportunità di conoscenza e di riflessione sul lavoro del "piano vasca"...
Apprendisti neuroni. Formazione attiva degli insegnanti nella scuola e nell'università
Libro
editore: Edizioni La Meridiana
anno edizione: 2011
pagine: 152
I laboratori sono fondamentali nella prassi educativa? Molto spesso, quasi sempre, no. D'altra parte, tra i manuali di didattica e quel che chiamiamo "scuola", soprattutto di questi tempi, la discrepanza è enorme. Sono i contesti a manifestare, a rappresentare concretamente i modelli dominanti: e i contesti esprimono il conflitto con il nuovo, gli resistono, lo boicottano. Il lavoro di gruppo e la cooperazione sono lasciati alla buona volontà di docenti e studenti, in una cornice costruita per andare proprio altrove: individualismo, competizione, separatezza specialistica, dipendenze univoche ed unilaterali, gerarchie immobili e immotivate... Una dimensione distante dall'accoglienza, dall'ascolto, dalla cura, con livelli molto alti di violenza strutturale e culturale, e con situazioni evidenti di violenza diretta (sia a lezione sia, soprattutto, nel chiuso degli studi e durante gli esami...). In tutto questo, un laboratorio che prova a fare "altro", l'opposto, tenta di rappresentare una contraddizione interna, una nicchia ecologica, uno spazio marginale. Come rivela la sorprendete e spiazzante lettura di queste pagine, la visione ecologica dell'educazione è qualcosa di più complesso e di più ampio che "fare educazione ambientale", "insegnare una materia che si chiama ecologia", "creare un ambiente positivo per l'istruzione". Si propone come trasformazione degli atteggiamenti e non solo dei comportamenti (attraverso accorgimenti o aggiunte di tecniche, di nuove materie o attività).

