Hacca
Non avere paura dei libri
Christian Mascheroni
Libro: Libro in brossura
editore: Hacca
anno edizione: 2013
pagine: 256
"Sono qui per raccontarvi la storia della meravigliosa metamorfosi del libro che avete tra le mani. Questo è un libro speciale, per numerose ragioni. Inizio a dirvene tre. Perché al suo interno contiene innumerevoli libri. Perché è il memoir di un lettore incantato che, sogno dopo sogno, ferita dopo ferita, da bambino si trasforma in uomo adulto. Perché ha il potere di ricordarci - ridendo di gioia, piangendo di commozione, gridando con forza che noi non siamo solo ciò che mangiamo: siamo anche quello che leggiamo (e quindi bisognerebbe fare attenzione a ciò che si legge come si fa per il cibo che si mette in bocca). Siamo tutte le vite dei personaggi che abbiamo amato. Nel nostro sangue scorrono brani di libri." (Chicca Gagliardo)
Esc. Quando tutto finisce
Libro: Copertina morbida
editore: Hacca
anno edizione: 2013
pagine: 218
"Una rassegna di avvenimenti raccontati da punti di vista diversissimi tra loro, ma stranamente coerenti, perché unificati da una sorta di malinconico senso di caducità. Una raccolta intelligente, intelligente nella selezione degli autori, tutti pronti ad esiti straordinari. Intanto perché ci dice che la cosa migliore della Fine del mondo è che se puoi raccontarla evidentemente non è ancora avvenuta." (Marcello Fois) "Se facendo un passo indietro dovessimo spiegare il perché del tema, risponderemmo che la fine del mondo è un argomento vastissimo, dalle potenzialità drammaturgiche enormi. Che la chiusura definitiva del sipario costringe, in maniera ineluttabile, a confrontarsi non solo con il senso della fine, ma anche con ciò che la nostra vita ha significato davvero fino a quel punto. Che l'esito narrativo di una resa dei conti con se stessi rappresenta per noi motivo di profondo interesse. E risponderemmo anche che, sul versante metaforico, la fine del mondo è una raffigurazione ideale della condizione umana - rischiando però di incappare in parole e concetti oggi abusati come "precarietà", "perdita dei valori" e "sradicamento". Il paesaggio della nostra antologia è multiforme e imprevedibile. La visione generale non reca tracce di allarmismo, non sfiora i Maya e, addirittura, non è davvero disperata. Quasi tutti i personaggi affrontano la fine con una certa freddezza, chi con dignità chi con il gusto per la provocazione." (Rossano Astremo, Mauro Maraschi)
La città degli uomini d'oggi
Edoardo Persico
Libro: Copertina morbida
editore: Hacca
anno edizione: 2012
pagine: 94
"Negli anni dei miei studi universitari, in quei vituperati anni '80, al Politecnico di Milano, di Edoardo Persico non parlava più nessuno. La facoltà d'architettura era salda nelle mani di allievi opachi di Aldo Rossi. Analisti urbani col piglio scientifico, intellettuali coltissimi e freddi, progettisti noiosi. Persico lo ritrovavo, di sponda, nelle pagine di Bruno Zevi, nei suoi articoli per "l'Espresso", nei suoi saggi sull'architettura moderna in Italia: devo insomma a un critico romano la curiosità per un pensatore napoletano che, dopo aver vissuto a Torino, decise di abitare proprio nella mia città, a Milano, dove lasciò le sue opere più importanti: dall'installazione in Galleria per il Plebiscito del 1934 all'allestimento del negozio Parker, fino - il suo vero capolavoro - alla costituzione di una rete di relazioni con artisti, scrittori, architetti, che avevano come luogo cartaceo la rivista "Casabella", della quale era, dal 1931, direttore assieme a Giuseppe Pagano." (Gianni Biondillo)
Gli ultimi eretici dell'impero
Vasile Ernu
Libro: Libro in brossura
editore: Hacca
anno edizione: 2012
pagine: 438
"Nel 'Times' ho letto con stupore che un giornalista proponeva, quale strumento di lotta alla nostra eterna 'transizione' e alle sofferenze di tale eterno 'stordimento', di bere sei bottiglie di Coca Cola. Lo ammetto, ho visto rimedi e varianti anche poco umani, o forse troppo umani, per contrastare questa condizione "politica". Ma a soluzioni del genere ho reagito in maniera radicale: mi spiace, ma sono persuaso che l'organismo torturato del cittadino che abbia vissuto l'"alcolismo" del comunismo e viva oggi lo "stordimento" capitalista della transizione non possa sopportare un livello tanto elevato di ideologia in corpo. Un'overdose di ideologia può ucciderti. Tutto sommato nella vita ci sono cose che non si possono mischiare." (Vasilij Andreevic)
Viaggio nella notte
Massimiliano Santarossa
Libro: Libro in brossura
editore: Hacca
anno edizione: 2012
pagine: 139
"Viaggio nella notte" narra in maniera visionaria ma assolutamente reale lo scandire dei minuti e delle ore che danno vita all'ultima terrificante giornata d'un giovane protagonista del dolore assoluto. Un viaggio esistenziale nei luoghi dell'estrema periferia italiana, deturpata e divorata da capannoni industriali, grattacieli fatiscenti e semi abbandonati, campi colmi di schiuma oleosa e alberi che sembrano lanciare un urlo muto verso un cielo metallico, strade divelte dove nemmeno l'asfalto pare avere più consistenza. Il giovane protagonista del romanzo, camminando tra i luoghi della propria vita, affronta senza mai indietreggiare la memoria che ritorna, il ricordo di ciò che erano i suoi luoghi, le visioni dei tanti amici perduti, la fatica del lavoro in fabbrica, e in ultimo gli istanti d'una scelta definitiva. Un viaggio assoluto e senza ritorno dentro le periferie dell'anima, luogo simbolo del disfacimento territoriale e morale dell'Italia dei giorni nostri.
Scacciata dal paradiso
Gianna Manzini
Libro: Libro in brossura
editore: Hacca
anno edizione: 2012
pagine: 228
Raggiungere la piattaforma di bellezza su cui poggia il mondo è l'obiettivo di questi scritti dal tono lieve ma dalla potenza sotterranea, che come uno scandaglio cercano nella vibrazione interiore della scrittrice una risposta alla vita, ma anche un suo precorrimento, una sua anticipazione. Un obiettivo, e un punto di partenza: la bellezza diviene premio delle proprie aspettative verso il mondo, e di una prospettiva aperta e gioiosa nel viverlo. Gli argomenti da analizzare, anzi levigare con la riflessione, usando gli strumenti relativamente rapidi e frivoli delle rubriche cartacee e radiofoniche, sono scelti con libertà. O almeno questo è l'effetto che fanno al lettore di oggi, che da una distanza di più di cinquant'anni si affaccia sull'attività culturale di una scrittrice strutturalmente colta e raffinatissima, ma anche capace di concretezza e comprensione, soprattutto in grado di specchiarsi limpidamente nei gesti, nei movimenti e nei volti delle vite altrui. Le definizioni che ne nascono, dei sentimenti, delle emozioni, dei pensieri umani che guidano le azioni e le scelte sono memorabili: la gratitudine è la "caparra un po' vile sui sentimenti altrui"; la fiducia un'amplificazione del rispetto verso gli altri, una capacità di aprirsi alla relazione che fa onore a chi la coltiva, perché è "meglio sbagliare cento volte per avere immeritatamente accordato fiducia, che una volta sola per aver sottratta a chi ne era degno". Prefazione di Bianca Garavelli.
Essere Bob Lang
Diego Zandel
Libro: Libro in brossura
editore: Hacca
anno edizione: 2012
pagine: 226
C''è molto di più del Diego Zandel che conosciamo, in questo romanzo dalla struttura che ingolosisce, come una torta a strati diversi e bene armonizzati. All'inizio ci troviamo dentro un perfetto meccanismo thriller, con protagonista Bob Lang, giornalista d'assalto, e lo scenario di Cipro dove i servizi segreti, mafia russa e avventurieri assortiti sono a caccia di una preziosa icona greca, combattono una guerra senza quartiere, e dove non manca, come vuole questo genere narrativo, una donna splendida e sensuale. Una donna di sicuro molto diversa da Susy, moglie di Marco, il vero protagonista del romanzo, padre di un bambino (Ernesto, come Hemingway), impiegato di banca, scontento del trantran familiare, nello scenario della Roma di oggi, gran sognatore, capace di trasformare ogni persona e ogni episodio della sua normalità in un particolare del romanzo che sta scrivendo, con la giusta stilizzazione ed "esagerazione", quello con Bob Lang e il suo amico Vasco Carena, anziano scrittore di successo. In questa maniera, Diego Zandel ci racconta due romanzi appassionanti: la vita dell'insoddisfatto bancario Marco e l'avventura dell'eroico Bob.
Racconti del giorno e della notte
Giuseppe Bonura
Libro: Libro in brossura
editore: Hacca
anno edizione: 2011
pagine: 276
"Giuseppe Bonura è stato un grande autore di racconti. Per vocazione e per necessità, com'è giusto che sia, perché il Novecento - il secolo al quale Bonura ha voluto conservarsi fedele con furiosa ostinazione - ha metodicamente costretto gli scrittori a misurarsi con i rigori della ferialità e addirittura con le spietatezze del mercato. Altra definizione discutibile, quest'ultima, che tuttavia trova una giustificazione almeno parziale nell'insistenza con cui, negli ultimi anni della sua vita, Bonura ha denunciato lo strapotere del "capitalismo energumeno", in un crescendo di invettive che costituiva in effetti una continua variazione del tema che, fin dall'esordio, gli era parso decisivo: il feroce dissidio che, nell'era industriale e post-industriale, oppone l'individuo alla massa. Era la sua cifra nel tappeto, la sua successione di Fibonacci." (dalla prefazione di Alessandro Zaccuri)
Tempi stretti
Ottiero Ottieri
Libro: Libro in brossura
editore: Hacca
anno edizione: 2011
pagine: 386
"'Ecco, perdo tempo, perdo tempo. Alla fine del mese farò il sessanta per cento'. L'angoscia del tempo ossessiona i personaggi di questo romanzo: operai e operaie che devono battere a una pressa millenovecento pedalate all'ora, cronometristi che li controllano da vicino e capi incaricati di far rispettare le cadenze del lavoro. Anche le pause, come i giorni di riposo, sono schiacciate dall'affanno di ritornare in fabbrica. E persino gli amori, come quello difficile tra Emma e Giovanni, non si sottraggono alla legge martellante delle macchine che non si devono fermare. Sono i ritmi del boom economico vissuto, dal di dentro, nei suoi meccanismi alienanti. Ritmi esterni che si traducono in relazioni sociali frenetiche e si metabolizzano in asmatiche palpitazioni interiori. Pubblicato nel 1957 nella collana dei "Gettoni" diretta da Vittorini, questo romanzo è uno dei primi e più efficaci documenti della cosiddetta letteratura industriale. "Tempi stretti" va alle radici del complesso tentativo dell'uomo di far coincidere il lavoro, se non con i propri sogni, almeno con una vita accettabile che preveda un futuro" (Paolo Di Stefano). Con una prefazione di Giuseppe Lupo e una postfazione di Mattia Fontana.
Gymkhana-Cross
Luigi Davì
Libro: Libro in brossura
editore: Hacca
anno edizione: 2011
pagine: 316
"Davì pubblica i racconti di "Gymkhana-Cross" nel 1957, nella collana dei "Gettoni" di Einaudi diretta da Elio Vittorini. A ventotto anni il giovane collegnese apprendista meccanico da quando ne aveva quattordici, ha attraversato la guerra in calzoni corti e vive le prime scintille di rinascita, e sta per entrare a far parte - per pochi anni - di quella Fiat che già marcia a grandi passi per far crescere Torino e le sue industrie. Ci fu un tempo, dunque, in cui la classe operaia aveva un suo piccolo paradiso. Giornate lunghe in fabbrica - si lavorava anche il sabato, e senza tante recriminazioni - ma anche serate spensierate a caccia di fanciulle assai poco disponibili, bevute all'osteria con gli amici - le memorabili cappe di fumo stagnante appena sopra il mezzo litro di vinaccio allappante - e poi tante chiacchiere, tante illusioni, mentre gioventù passava e le ambizioni si tramutavano in un onesto matrimonio con prole e casetta in periferia. Il mondo raccontato da Luigi Davì in questa raccolta di storie minime - minimaliste, si direbbe adesso - è proprio quello di un ipotetico giovanotto d'altri tempi che, seppure con nomi diversi, sembra rincorrersi attraverso tutte le piccole vicende di vita quotidiana che costituiscono l'antologia ideale di un mondo antico e appartato, appena dietro l'angolo e ancora ben visibile nelle foto in bianco e nero dei nostri genitori. Vita di fabbrica - con scherzi goliardici inclusi e voglia di costruire qualcosa..." (Sergio Pent)
Serafino Tirabasso. Tanto di cappello
Corrado Cammarano
Libro
editore: Hacca
anno edizione: 2011
pagine: 64
Cronache dal big-bang. L'unica gioia al mondo è cominciare
Libro: Copertina morbida
editore: Hacca
anno edizione: 2011
pagine: 222
"Sento l'esaltazione di un inizio al quale potranno seguire svolgimenti molteplici, inesauribili [...]. Vorrei poter scrivere un libro che fosse solo un incipit, che mantenesse per tutta la sua durata la potenzialità dell'inizio, l'attesa ancora senza oggetto." (Italo Calvino, "Se una notte d'inverno un viaggiatore"). Questo è un libro "solo di incipit": i più significativi della letteratura mondiale (da Omero alla letteratura contemporanea) narrati, con "svolgimenti molteplici, inesauribili", da una ventina di scrittori, a cui si aggiungono le testimonianze sulla "potenzialità" e difficoltà dell'inizio" di Raffaele La Capria, Dacia Maraini, Melania Mazzucco e Antonio Tabucchi raccolte dallo scrittore e magnifico "conversatore" Paolo Di Paolo. Giulio Ferroni offre un esempio di commento agli incipit di Marías e la compagna di viaggio Lidia Sirianni una divagante e divertente antologia sulle tecniche di esordio "rivelate" da grandi autori stranieri. Il titolo, "Cronache dal Big Bang", prende spunto dalla suggestiva immagine che appartiene ad uno dei libri più belli dedicato all'arte del raccontare, cui rendo omaggio: Bruno Traversetti e Stefano Andreani "Incipit. Le tecniche dell'esordio del romanzo europeo", edito dalla Eri. Per loro, l'incipit resta il "luogo per eccellenza liturgico dell'arte narrativa, è lo schiudersi di una forma complessa i cui contorni futuri si dilateranno a tutti i territori della nostra esperienza e della nostra sensibilità".

