Il Ponte Vecchio
Oderzo Castagnoli sindaco
Libro: Libro rilegato
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2024
pagine: 56
In questo libro, voluto dall'amministrazione comunale e dalla sindaca Luciana Garbuglia che la guida, si è cercato di mettere assieme una serie di testimonianze che ricordassero degnamente Oderzo Castagnoli, l'amministratore, il sindaco, ma anche, per quanto possibile, l'uomo. Chiamando persone che l'avevano conosciuto. Il primo intervento è della sindaca Garbuglia, unica donna a ricoprire questo incarico a San Mauro e unica ad aver insidiato il record di longevità amministrativa di Oderzo. Segue il testo di Gianfranco Miro Gori che fu vicesindaco con lui e molti anni dopo sindaco di San Mauro. Poi l'intervento ampio e articolato di Piero Maroni, autorevole dirigente del Partito comunista locale oltre che presidente della fondazione Domus Pascoli ai tempi di Oderzo. Quindi Giorgio Campana, sindaco che gli è succeduto per due legislature e mezzo, Felice Alberto Colonna che con lui è stato assessore alla cultura e Renzo Casadei, una volta suo vicesindaco e più volte suo assessore.
Uno storico «incongruo»: omaggio a Mauro Bovoli (1947-2022) uomo e studioso
Libro: Libro rilegato
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2024
pagine: 112
Per oltre un ventennio i nomi di Mauro Bovoli e di Romandiola sono stati un binomio inscindibile. Lui, infatti, fu il fondatore e l'animatore di questa società storiografica lughese-bagnacavallese che fa della ricerca a più livelli tematici e cronologici sul territorio della Romagna "bassa" o "estense" il suo scopo. Ma Mauro Bovoli fu anche altro: un padre partecipe, un insegnante, un animatore culturale, uno sperimentatore, un difensore dell'ambiente, un cultore di cinema. Questo agile libro, che raccoglie gli atti di un convegno a lui dedicato, ne ripercorre gli itinerari umani, culturali e scientifici dalla prima giovinezza fino alla piena maturità. Il giovane in formazione, le amicizie liceali, il marito e il padre, il cinèfilo, il militante ambientalista e il fondatore di Romandiola vengono tratteggiati con calda partecipazione dalla famiglia, dai compagni di classe e dagli amici; così i contributi dei congiunti e di Giovannini, Casadio, Ravaglia, Galletti e Veggi. Sull'insegnante che fece della scuola quasi una seconda casa si sofferma il collega Rimondi; infine, i suoi radicati interessi storiografici che culminarono nella fondazione e nella gestione appassionata di Romandiola si ritrovano negli interventi di Mascanzoni, Bortoluzzi, Angiolini, Galetti, Cazzola e Cavalazzi. Ciò è il giusto tributo che Lugo, la sua città di origine, Ferrara, la città di adozione, e l'Università di Bologna, con cui collaborò a lungo, non potevano non rendergli.
I lumini del 9 febbraio
Sauro Mattarelli
Libro: Libro rilegato
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2024
pagine: 120
Nei suoi Ringraziamenti irrituali, ad apertura del libro, Sauro Mattarelli stende una cordiale captatio benevolentiae dichiarando di non poter immaginare quale potrà essere la chiave interpretativa dei suoi lettori: che potranno riflettere sul tempo storico che legittimò l'accendersi dei lumini qui evocati o recuperare pagine della loro stessa vita, o indugiare sulla visione politica e sociale degli avvenimenti che muovono dal 9 febbraio 1849. E, infine, annota che la sua riconoscenza andrà soprattutto a quanti tenteranno di «entrare nell'intimo di questo incostante e singhiozzante diario, abbandonandosi alle reminiscenze senza troppi calcoli, o semplicemente seguendo la scia delle emozioni; insomma a quelli che sapranno scrivere il proprio libro interiore partendo dalle note di questi fogli sparsi». Ma quale che possa essere il gusto o l'istinto del lettore o la forma del suo aderire, a noi pare certo che I lumini del 9 febbraio sia un libro intenso e coinvolgente: una singolare riscrittura intorno a molte pagine della nostra storia e delle sue idealità e passioni e a molti dei suoi protagonisti e testimoni (Roberto Casalini).
Trasparenze
Maria Rosa Montini
Libro: Libro in brossura
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2024
pagine: 80
Trasparenze dichiara fin dal titolo la sua chiarità, la negazione dell'oscuro cui non di rado si nasconde la poesia dei nostri giorni. Maria Rosa, infatti, affida alle parole della sua poesia, in primo luogo, il compito di rappresentare la bellezza della natura e il miracolo della vita. Non si tratta tuttavia delle confessioni di un "cuor contento", ignaro della complessa e contraddittoria realtà del vivere. Maria Rosa è del tutto consapevole che l'avventura della vita - ilare talora e persin festosa - è anche sofferente attesa e disillusione, tormento e dolore. Ma anche in questa contraddizione - origine di un'ansia inemendabile, che è soprattutto per Maria Rosa «fame di essere» (Io e l'infinito) - i giorni sono soprattutto un dono, persino per chi «attraversa una tempesta / senza rifugio» (Piccole gioie). Non a caso, data questa disposizione dell'animo, il libro è in gran parte una celebrazione della natura, del suo fascino, dei suoi segreti, della sua inestimabile bellezza. Infine, non si può tacere la presenza, in questa poesia, di una larga e sorprendente immaginazione sinestetica che rivela l'attrazione, tra loro, di tutte le presenze universali: una immaginazione sinestetica segno del simbiotico legame con tutte le cose della natura, una piena e commovente disposizione empatica con le creature del mondo, persino con quelle che consideriamo prive di coscienza, come le foglie che cadono d'autunno nel loro pur inconsapevole morire (dalla presentazione di Roberto Casalini).
Nella Romagna del Novecento
Elena Carmen Serra
Libro: Libro rilegato
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2024
pagine: 136
«Elena Carmen Serra ci offre un suggestivo esempio di come le memorie personali possano trasformarsi in storia della civiltà, saggio di antropologia culturale, ricostruzione analitica, attenta e ricca di notizie, di un tempo e di un luogo: in questo caso, in particolare, gli anni centrali del Novecento e la Romagna contadina delle colline e della pianura nel tempo delle sue arretratezze e del suo fiorire. L'autrice ricostruisce gli ambienti, delinea i personaggi, evoca le speranze e le attese così degli adulti come le sue stesse nel cimento in cui consiste il passaggio dall'infanzia all'adolescenza e oltre, aperta alle stupefazioni del mondo con una ricchezza e una precisione che è il segno della sua memoria prodigiosa e del suo interesse al progetto che la guida, quello di darci sia il quadro di una umanità della quale abbiamo forse perduto la memoria sia le linee del suo personale divenire, per chiarire a se stessa per quali vie le confuse attese dell'infanzia si facciano consapevolezza» (Roberto Casalini).
Limes. Terre di pianura e di confine: Malalbergo e Baricella dal XVI al XVIII secolo
Simona Contro
Libro: Libro rilegato
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2024
pagine: 160
XVI secolo Porto di Malalbergo. Chi erano i mercanti che popolavano il porto di Bologna sul confine tra la Legazione e il ducato estense, tra le vie commerciali con Venezia, Ferrara e Cervia? Quali erano i mestieri e com'era la vita in questi luoghi ritenuti pericolosi e malsani? XVII secolo Dogana e villaggio di Baricella. Tra paludi e valli, mulini e chiuse, mercati e fiere, sagre e processioni; tra "piantate" e orti, argini elevati e inondazioni, interramenti e canalizzazioni, come si delinea lo sfondo delle lotte e delle sconfitte, delle speranze e delle rinunce di quelle vite di frontiera? XVIII secolo Chi uccise il mercante di Pegola per dodici ducati veneziani nel 1693? Il Bargello come combatteva il contrabbando e proteggeva gli abitanti di queste lande dal brigantaggio? Frutto di una tesi di laurea Triennale in Storia, nelle pagine pubblicate si traccia la traiettoria delle due comunità di Baricella e di Malalbergo durante l'epoca moderna sul Limes tra Emilia e Romagna. Un viaggio nel tempo in un passato che appare assai lontano ma ha lasciato tracce indelebili geografiche e sociali su un confine provvisorio che a distanza di cinque secoli è ancora vivo nei luoghi e nella mentalità delle donne e degli uomini che li abitano.
Io Renato Albonetti. Un'autobiografia
Renato Albonetti
Libro: Libro rilegato
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2024
pagine: 144
La geografia che segna la vita e le vicissitudini di Renato Albonetti è la configurazione stessa del suo modo di affrontare le difficili prove che ne hanno segnato l'evolvere. Nato a Casola Valsenio, il suo peregrinare ha assunto i contorni dello scendere dalle albe incontaminate delle colline romagnole fino al giungere all'approdo faentino, realtà nella quale Albonetti si realizza come pittore e insegnante. I suoi lavori caratterizzati dalle strutture di sovrapposizioni affascina soprattutto per la luce che vibra in ogni sua tela. Un talento la cui genesi ci racconta lui stesso in questa autobiografia che si intreccia, nella ricomposizione della memoria, al viaggio della acquisita maturità emotiva regalandoci il ritratto di un uomo e di un artista.
Pro Rubicone. Storie di un fiume e della sua gente
Libro: Libro rilegato
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2024
pagine: 192
Siamo certi che l'associazione Pro Rubicone abbia dato tanto alla nostra città contribuendo alla definizione di una memoria storica collettiva ma anche alla valorizzazione della lingua cesenate, con tutte le sue forme dialettali. Il presente volume, che si conclude con una piccola antologia poetica, raccoglie alla perfezione questo stesso spirito. Ricordare il passaggio del fiume da parte del condottiero romano, raccontare come fosse stato possibile che si perdesse memoria del fiume, celebrare la millenaria pieve di San Martino a Calisese, valorizzare il mondo delle campagne, umile ma forte: questi sono i temi da cui i nostri "Urgonauti" sono partiti e che, ci auguriamo, possano essere sviluppati in modo appassionato e innovativo anche nei prossimi trent'anni (dalla Premessa di Enzo Lattuca).
Il pieno di gioia. Giuseppe, mio fratello spastico
Antonio Pacchierini
Libro: Libro rilegato
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2024
pagine: 112
Mio fratello Giuseppe, affetto da tetraparesi spastica, abita con noi da quindici anni. Si muove su una sedia a rotelle e presenta un ritardo mentale per cui il suo eloquio è difficile da comprendere ed il suo vocabolario limitato. È affetto da ipoacusia acuta per cui coglie parzialmente i suoni grazie a due apparecchi acustici. Porta gli occhiali perché anche la sua vista non è perfetta. Sommando tutti i deficit che presenta si potrebbe pensare che trascorra le sue giornate in maniera triste e monotona. Tutt'altro. La sua vita è stata ricca di vicende e di affetti. Ha un carattere allegro ed ogni volta che si incrocia il suo sguardo accenna ad un sorriso. Gli basta un nonnulla per scatenarsi in grida di gioia; direi che è felice oltremisura. Una qualsiasi novità, una persona che viene a trovarlo, un passante che incespica, un cibo che gli ricorda la cucina della mamma, un insignificante evento che per noi tutti è routine basta a scatenare la sua gioia. Ho pensato spesso a quanto sia inappropriata la definizione con cui lo bollavano, quando eravamo bambini, molti estranei che lo incontravano: "È un infelice". Giuseppe è tutt'altro. Lui è un alto rappresentante della gioia di vivere (Antonio Pacchierini).
Il moro
Anna Rosa Balducci
Libro: Libro rilegato
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2024
pagine: 72
Accompagnata all'apertura del libro da Maria Clemente Zaghini e Pietro Caruso, due testimonianze amiche, Anna Rosa Balducci ci apre a una Rimini insieme realissima e favolosa, riassunta nelle trame di una numerosa amicizia di ex ragazzi riminesi, ora avanti con gli anni, e tuttavia ancora impegnati nelle loro scoperte del mondo, con lo stupore che sempre desta l'avventura cui abbiamo dato il nome di vita. Anna Rosa li segue nella loro esplorazioni, nelle scoperte che vanno facendo intorno al vivere, alla forza dei sentimenti, alla bellezza misteriosa e coinvolgente del leggendare intorno ad antiche storie di uomini e di navigli, come nel caso della storia, qui fatta leggenda, del Moro. Intanto che così racconta, Anna Rosa ci rivela una dimensione per noi, in buona parte, oscura - per noi che abitiamo città terragne: ci racconta il significato indicibile e persin segreto del ritmo delle stagioni battuto dal mare, tanto che, nel suo raccontare, i mesi sono frequentemente richiamati, perché personaggi dell'intimo, rispecchiamento del vivere. Le stesse tavole a colori di Antonietta Bellini vivono di queste metamorfosi orchestrate dal mutare delle stagioni (Roberto Casalini).
Cestha: primo salvataggio. Il cavalluccio marino
Fabio Cavallari
Libro: Libro rilegato
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2024
pagine: 88
Quella che andrete a leggere è la storia del Cavalluccio Marino, e del Cestha, Centro Sperimentale per la Tutela degli Habitat di Marina di Ravenna. Potevano esserci mille modi per raccontare la vita di questo singolare e affascinante animale del mare, ma noi abbiamo scelto una strada bizzarra, fuori dalle righe. Potevamo dare parola ad un biologo marino, ad un giornalista scientifico, a un comunicatore esperto delle acque e dei suoi abitanti. Invece, abbiamo optato per una soluzione più semplice e al contempo fantastica. A parlare è un cavalluccio marino. Abbiamo dato voce a chi voce non può avere, restituendogli l'onore della leggenda che gli antichi greci celebravano su di lui. Lo abbiamo reso moderno, in qualche maniera pop. Questa però è e rimane una narrazione sui generis, fatta di paradossi, domande inevase e aneddoti reali. Potremmo ritenerla un omaggio letterario al cavalluccio marino ma, allo stesso tempo, una modalità per raccontare l'avventura di questo gruppo di ragazzi che a Marina di Ravenna da dieci anni sta facendo un lavoro straordinario con gli animali marini in difficoltà, in via d'estinzione, per l'inquinamento dei mari e per gli effetti accidentali della pesca. Età di lettura: da 6 anni.
Annoressie securitarie. Considerazioni psicoanalitiche sul trauma pandemico
Patrizia D'Aprile
Libro: Libro rilegato
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2024
pagine: 144
Il «resto» nella logica biblica coincide con chi rimane, con i superstiti, coloro grazie ai quali il popolo può rigenerarsi, oltre la distruzione. Ma nel libro del profeta Geremia, il resto che porta alla salvezza è «dentro la sventura», cioè è attraversando l'esperienza del trauma che si rintraccia l'elemento che conserva il germe della vita. Esistono anoressie che si strutturano per proteggere l'individuo da pulsioni che abitano il suo inconscio e minacciano di togliergli la padronanza, l'equilibrio, la sicurezza. Il sopraggiungere della pandemia nel biennio 2020-2021 ha prodotto una crescente manifestazione del disturbo del comportamento alimentare per la presenza di un reale ingovernabile, sia fuori che dentro il soggetto. La versione securitaria del sintomo alimentare è una chiave di lettura che mostra come il soggetto contemporaneo patisca di fragilità strutturali che gli rendono difficile attraversare e superare il trauma. Il tempo in cui la città si chiude, alzando muri che separano e isolano, attiva traumi interni che rendono assai problematico, specie per il soggetto più fragile, superare la crisi. Su questa base, il saggio sviluppa una vasta analisi, di indubbio interesse per gli specialisti, ma tale, per ricchezza argomentativa e il fascino dei temi, da coinvolgere anche i lettori non specializzati, in un viaggio nei segreti meccanismi del nostro essere.

