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Il Prato

La Chiesa e il Convento di Santa Maria del Carmelo a Venezia

La Chiesa e il Convento di Santa Maria del Carmelo a Venezia

Libro

editore: Il Prato

anno edizione: 2017

pagine: 256

Questo libro affronta in modo approfondito e articolato diversi aspetti della chiesa e del convento di Santa Maria dei Carmini: la forma edilizia della chiesa, profondamente modificata nel tempo, l'analisi delle sue principali fasi di evoluzione fra il Trecento e il Seicento e l'individuazione dei modelli architettonici di riferimento che consentono di ricostruire le idee carmelitane sullo spazio sacro e sui suoi significati culturali e simbolici. I documenti d'archivio ove si leggono manifestazioni di devozione viste attraverso le testimonianze dei frati e delle confraternite e di personaggi significativi per i Carmini. La bellezza e il significato delle vesti liturgiche e originali del XVIII secolo conservate in chiesa. La documentazione epigrafica per la storia del complesso monumentale dei Carmini. Una lettura che aiuta a ricostruire i rapporti fra le istituzioni, la società veneziana e l'Ordine del Carmelo prima, la parrocchia poi. I manufatti destinati alla contemplazione-conservazione di reliquie e alla celebrazione liturgica come significativo esempio della maestria degli orafi veneziani tra il XVII e XIX secolo: urne, calici, pissidi e ostensori che "illustrano" con grande efficacia il mistero della Passione e l'opera di santi e martiri, testimoni di Cristo.
50,00 €

Cipriano Cipriani. Abate olivetano veronese del Rinascimento

Cipriano Cipriani. Abate olivetano veronese del Rinascimento

Libro: Libro in brossura

editore: Il Prato

anno edizione: 2017

pagine: 256

La lettura della presente pubblicazione, dedicata a Cipriano Cipriani (1482-1548), ci immerge da subito – grazie al rigoroso lavoro di ricerca e all’esposizione appassionante dei suoi autori e curatori – nella vita e l’opera dell’abate di Santa Maria in Organo e dell’effervescente ambiente culturale e artistico della Verona sul finire del xv secolo, un periodo che a ragione sarà denominato il “Rinascimento veronese”. Committenti, artisti e abili artigiani hanno concorso nel produrre il bello e cose belle, che ancora oggi conquistano i visitatori ed esaltano l’unicità della città di Verona. Vale la pena di soffermarsi sulla chiesa di Santa Maria in Organo, affidata nel 1444 all’Ordine olivetano. L’abate Cipriani la resse per cinque mandati, a partire dal 1515, fino alla sua morte, profondendovi passione e dimostrando di saper coniugare decoro artistico e qualità della vita spirituale dei suoi monaci. Durante questo periodo, l’abbazia fu cantiere di lavoro, tra gli altri, di fra Giovanni da Verona, che vi realizzò le uniche e preziose tarsie del coro e quelle sulla spalliera della sacrestia.
40,00 €

Un approccio innovativo alla pulitura di superfici dipinte sensibili: la combinazione simultanea di erogazione controllata di liquido e micro-aspirazione. Ediz. multilingue

Un approccio innovativo alla pulitura di superfici dipinte sensibili: la combinazione simultanea di erogazione controllata di liquido e micro-aspirazione. Ediz. multilingue

Paolo Cremonesi, Pierre-Antoine Héritier

Libro: Libro in brossura

editore: Il Prato

anno edizione: 2017

pagine: 144

Dipinti antichi e contemporanei, e più in generale le superfici pittoriche di manufatti artistici di varia natura, possono spesso mostrare alta suscettibilità all’acqua per una varietà di cause. Come conseguenza di questa interazione, possono insorgere questi fenomeni su scala sia micro- che macro-scopica: ‘leaching’ dei componenti, sbiancamento, deformazione e craquelure, rigonfiamento fino a disgregazione dello strato, parziale solubilizzazione. Ulteriori fattori di suscettibilità possono essere presenti in strati diversi da quello pittorico: in particolare lo strato preparatorio, per il suo carattere fortemente idrofilo, o il supporto stesso (carta, tela, legno). Si verifica allora un problema di compatibilità, quando la pulitura a secco non sia sufficientemente efficace, o non sia fattibile per fragilità meccanica, e diventi inevitabile ricorrere all’ambiente acquoso. Molti ricercatori e conservatori nel mondo si sono focalizzati su questo problema, alcuni affrontando più la definizione delle condizioni appropriate dell’ambiente acquoso (pH, tipo e concentrazione degli ioni, ‘additivi’ come tensioattivi, chelanti ed enzimi) ed altri invece il modo più sicuro di applicare quest’ambiente acquoso ben definito ad una superficie specifica (materiali gelificanti, gel rigidi, macro- e micro-emulsioni, tecniche di idrofobizzazione temporanea). Anche noi ci siamo focalizzati su questo secondo aspetto. Il nostro approccio deriva da questa considerazione, basata su informazioni ben documentate acquisite per la pittura acrilica: l’acqua diffonde velocemente attraverso lo strato, sostanzialmente attraverso diffusione in senso verticale. Per questo, qualunque mezzo capace di ridurre il tempo di contatto dell’acqua con la superficie da trattare, garantirà un’applicazione più sicura, con meno interazioni. In altri casi i solventi organici possono essere utilizzati per la pulitura superficiale in presenza di materiale di deposito idrofobo, come alternativa alle soluzioni acquose contenenti tensioattivi, o per più complessi interventi di rimozione di sostanze filmogene. Un approccio simile, applicazione del solvente e micro-aspirazione, potrebbe funzionare altrettanto efficacemente a minimizzare il rischio di diffusione, rigonfiamento e ‘leaching’. Per questa ragione si discute anche come il sistema possa essere modificato per diventare idoneo all’uso coi solventi.
20,00 €

Beni mobili: la movimentazione delle opere d'arte

Beni mobili: la movimentazione delle opere d'arte

Libro: Libro in brossura

editore: Il Prato

anno edizione: 2017

pagine: 364

Questo libro è la storia di un viaggio dentro la movimentazione delle opere d’arte a partire dalle ragioni, dalle condizioni e dalla legislazione che la consente, per passare al sistema degli imballi e dei trasporti, per arrivare attraverso la lettura della materia delle opere alle modalità della loro descrizione, fino alla dotazione di un repertorio bibliografico per chi intenda documentarsi prima di partire. È un’esperienza nata dentro al museo perché è luogo della partenza e del ritorno, per i beni mobili e per noi che, consapevoli di un privilegio, ci lavoriamo.
25,00 €

Tracce della guerra alpina tra i ghiacci dell’Ortles e dell’Adamello

Tracce della guerra alpina tra i ghiacci dell’Ortles e dell’Adamello

Giuseppe Magrin, Mauro Novello

Libro: Libro in brossura

editore: Il Prato

anno edizione: 2017

pagine: 160

In questo libro, nella ricorrenza dei 100 anni dallo scoppio della Grande Guerra, vengono proposte, accanto ad una sommaria descrizione dei luoghi e degli avvenimenti bellici, le testimonianze fotografiche riferite ai vari ritrovamenti, consapevoli che le rapide trasformazioni del terreno glaciale e di alta montagna che intervengono coi mutamenti climatici, cancelleranno presto anche le ultime tracce di quella tragica guerra, per restituire alla natura dei monti l’antica verginale integrità. L’apparato fotografico è composto da 125 immagini a colori che raffigurano in grande formato reperti bellici, resti di baraccamenti, di postazioni belliche, ruderi di costruzioni e diverse altre “tracce” della guerra alpina.
25,00 €

Brigata Avellino. La valanga che sale (rist. anastatica 1938)

Brigata Avellino. La valanga che sale (rist. anastatica 1938)

Libro: Libro in brossura

editore: Il Prato

anno edizione: 2017

pagine: 144

In questo libro si ripropongono (in anastatica) gli introvabili e preziosi scritti del Col. D’Avanzo sulla storia bellica dei due Reggimenti (231° e 232°) della Brigata Avellino, pubblicati solo nel 1938 e mai più ripresi. La pubblicazione originale viene integrata da alcune foto reperite dal curatore che riguardano le vicende della brigata stessa e la fanteria in guerra. La Brigata Avellino fu costituita nel 1916 e destinata a far parte della 47ª Divisione di nuova formazione. Così anche Avellino, come molte altre città del sud, ebbe la sua Brigata, ricordando nel contempo con il nome la forte e fedele Irpinia. Al comando del valoroso col. Antonio Cascino, che proveniva dall’Arma di Artiglieria, la Brigata si formò il 6 giugno 1916 su due Reggimenti a Camposampiero (PD) e quindi a Camisano (VI), dove avvenne il solenne giuramento. In seguito la Brigata non fu impiegata per lunghi periodi di trincea, bensì destinata a partecipare a grandi operazioni offensive: Gorizia, San Marco, Vodice, Monte Santo, Bainsizza, Piave e Vittorio Veneto. In pratica i reparti della Avellino erano impiegati come Reparti d’Assalto. Infatti la Brigata, ben tenace nella resistenza, si dimostrò soprattutto travolgente nell’assalto, impetuosa e accanita nei contrattacchi, guadagnando la massima onorificenza militare ovvero la Medaglia d’Oro. Episodi come la conquista del Monte Santo (convento), restano memorabili: quella sera, sotto la bandiera italiana che finalmente sventolava sul monte tanto conteso, fu nientemeno che il maestro Toscanini che, tra inni e canti di vittoria e nell’intensa commozione dei presenti, diresse la musica divisionale.
30,00 €

Vendetta e pace. René Girard e l’ordine sociale anatomia sintetica degli antagonismi che modellano la vita

Vendetta e pace. René Girard e l’ordine sociale anatomia sintetica degli antagonismi che modellano la vita

Alberto Busetto

Libro: Libro in brossura

editore: Il Prato

anno edizione: 2017

pagine: 144

Che cosa permette a una società di esistere e a un ordine sociale di perpetuarsi? Il “linciaggio fondatore”, risponde René Girard. Siamo nella notte dei tempi, lo scenario è quello hobbesiano dello stato di natura, la violenza sta dilagando: emerge, selezionato dal caso, un capro espiatorio che sembra essere il responsabile di tutte le avversità; su di esso, unanime, si scaglierà la folla. La violenza, individuato uno sfogo, si stempera e può tornare la pace. È un “successo”: l’evento mostruoso allora strutturerà le ripetizioni rituali, genererà tabù e divieti, alimenterà la narrazione mitologica. È il circolo vizioso tra la violenza e il sacro quello che si sta attivando e che dominerà gli esseri umani per moltissimo tempo. Fino a quando nella Storia non tuoneranno le parole “Misericordia io voglio e non sacrificio”, e con esse la denuncia della fonte inaspettata della violenza: l’uomo stesso. Una volta riconosciuto che la vittima è incolpevole, diventa sempre più difficile fare ricorso alla violenza contro di lei. La verità misconosciuta del diabolico circolo vizioso viene rivelata e da quel momento inizia il processo di secolarizzazione ancora oggi in atto. L’opera di Girard è un solo lungo ragionamento dall’inizio alla fine, per usare le parole di Charles Darwin che descrisse così il suo L’origine della specie. Riesce a spiegare il cammino culturale dell’uomo e contemporaneamente esige una comprensione esistenziale che cancella ogni separazione tra l’osservatore e ciò che si osserva.
15,00 €

Ernesto Nathan Rogers. La rappresentazione come strumento per la conoscenza dell’architettura. L’architettura come strumento per la rappresentazione della società

Ernesto Nathan Rogers. La rappresentazione come strumento per la conoscenza dell’architettura. L’architettura come strumento per la rappresentazione della società

Gianfranco Guaragna

Libro

editore: Il Prato

anno edizione: 2017

pagine: 40

Sappiamo bene che certi temi sono ormai completamente avulsi dal contesto storico attuale, tuttavia, quello che si è cercato di focalizzare in questo breve scritto sono soltanto alcuni aspetti dell’opera e del pensiero di Ernesto N. Rogers che riguardano fondamentalmente il rapporto tra l’uomo, l’architettura e la società e che rappresentano la base dei suoi insegnamenti. Di conseguenza, a partire dall’idea contenuta nel concetto “rogersiano” di disegno, che è inteso non come semplice tecnica di rappresentazione bensì come studio dell’opera architettonica rivolto alla conoscenza della storia, si è poi cercato di delineare, attraverso una chiave di lettura che potesse essere in grado di eviscerarne tutta la complessità, il tipo d’interesse che egli pone nei riguardi del rapporto tra tradizione e innovazione. Quando Rogers, infatti, alla fine del 1953 assume la direzione di Casabella, oltre alla questione del disegno, fa sì che la rivista si caratterizzi fin dai primi numeri proprio per la volontà di tenere insieme l’archetipo, inteso come tradizione, e l’innovazione tecnologica. Tuttavia, un altro aspetto importante che caratterizza questa prima fase della rivista è proprio la continuità - anche se di breve durata - con quel filone ‘spontaneista’ inaugurato dalla precedente conduzione di Pagano. Pertanto noi crediamo che il concetto dell’architettura come rappresentazione dei valori non solo di una comunità ma dell’intera società, si evinca proprio dai temi trattati in questi primi numeri di Casabella e dai progetti che Rogers realizza negli stessi anni; tra questi, quello per Borgo San Sergio a Trieste.
5,00 €

Aldo Rossi. Ora questo è perduto

Aldo Rossi. Ora questo è perduto

Gianfranco Guaragna

Libro

editore: Il Prato

anno edizione: 2017

pagine: 32

Il 4 settembre del 1997 Aldo Rossi perdeva la vita in un incidente d'auto nella sua Milano dov'era nato sessantasei anni prima. Con la sua scomparsa lasciava in eredità i frutti del suo lavoro di architetto e di studioso, costituito da numerosi scritti, disegni, e progetti. Un lavoro, il suo, caratterizzato tra l'altro da un rigoroso metodo analitico e analogico che lo portava a un continuo e ostinato ritorno sugli stessi temi per riempirli ogni volta di nuovi significati. La scrittura, come l'architettura, è per definizione indifferente al significato della parola scritta, ed è appunto questo il senso della ricerca sulla tipologia che porterà Aldo Rossi all'elaborazione di una teoria nella quale s'individua proprio nel tipo architettonico il fattore predominante per la persistenza e adattabilità delle costruzioni al modificarsi degli usi. Inoltre, proponendo una teoria della città come locus della memoria collettiva, senza dubbio è stato in grado di apportare un prezioso e fondamentale contributo alla comprensione della stessa e alla ridefinizione della "scienza urbana". Tra tutti i suoi progetti, alcuni riguardano Trieste e dei tre elaborati per la Città, sono proprio i due non realizzati quelli di cui ci occupiamo in questo breve scritto.
5,00 €

La Bibbia miniata della Comunità Ebraica di Venezia-The illuminated Bible of the Jewish Community of Venice

La Bibbia miniata della Comunità Ebraica di Venezia-The illuminated Bible of the Jewish Community of Venice

Libro: Libro rilegato

editore: Il Prato

anno edizione: 2017

pagine: 544

La Bibbia miniata manoscritta conservata dalla Comunità Ebraica di Venezia è molto più che un libro. Nelle sue pagine iniziali viene rappresentato un dibattito interpretativo fra diverse tradizioni di scrittura ebraica. Un confronto che è letterale ma anche figurativo, con l’utilizzo di colori, forme, immagini fantasiose e realistiche. Un oggetto piccolo, che si è salvato dai roghi della controriforma, dalle censure iconoclaste, dalle ruberie e dai massacri del Novecento. Un libro che è figlio di un incontro fra la civiltà ebraica, attenta alla scrittura, e la cultura italiana produttrice di meravigliose forme artistiche. Un intero universo che ci viene restituito da una misteriosa macchina del tempo. Noi oggi abbiamo il compito di valorizzarlo, per fare in modo che la catena della trasmissione non si interrompa con noi ma sia continuata dalle generazioni a venire.
80,00 €

Costruzioni prospettiche, modelli iconografici, intenzionalità narrative: originalità e derivazioni nella Pala di Castelfranco di Giorgione

Costruzioni prospettiche, modelli iconografici, intenzionalità narrative: originalità e derivazioni nella Pala di Castelfranco di Giorgione

Ugo Soragni

Libro: Libro in brossura

editore: Il Prato

anno edizione: 2017

pagine: 88

Le caratteristiche più originali della Pala di Castelfranco risiedono nella sua impaginazione prospetticamente sfuggente, nell’innalzamento della posizione della Vergine, nell’apertura paesaggistica tendenzialmente illimitata del fondale, nella riduzione al minimo del numero dei personaggi. Il presente studio indaga i motivi che avrebbero indotto Giorgione, sempre attento a soppesare qualunque dettaglio delle sue opere, a compiere tali scelte compositive, in gran parte percettivamente ingannevoli, e ad introdurre nella grande tavola elementi architettonici e particolari in grado di catturare l’interesse degli uomini del suo tempo, rivelandone il significato unicamente a coloro che fossero stati in grado di decifrare il proprio ermetico codice comunicativo. Emergono così alcuni dei contenuti racchiusi ed occultati abilmente nella grande tavola, ispirati in gran parte a fatti di storia e di cronaca di stringente attualità. Tra questi spiccano precisi rimandi alle persecuzioni ebraiche innescate dall’accusa di commissione di infanticidi rituali: eventi cruenti e sanguinosi che, a partire dalla fine del XV secolo, suscitano l’interesse dell’artista, scuotendone la coscienza e la sensibilità.
10,00 €

Assassinio a Montecitorio

Assassinio a Montecitorio

Roberto Rampi

Libro: Libro in brossura

editore: Il Prato

anno edizione: 2016

pagine: 64

Nella Roma di inizio secolo un misterioso omicidio avviene proprio nel cuore delle istituzioni, palazzo Montecitorio, sede del Parlamento appena inaugurato. Dalla lontana Inghilterra un anziano ma lucido Sherlock Holmes prova a venire in soccorso delle autorità italiane. “Osservare è al tempo stesso la chiave per capire, e un modo di incidere sul mondo che si osserva. E lo sguardo con cui si osserva, come le lenti di un occhiale, cambierà gli esiti dell’osservazione”.
10,00 €

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