Il Prato
Nel segno della croce
Dino Marangon
Libro
editore: Il Prato
anno edizione: 2026
pagine: 36
Il segno della croce è un paradosso: allo stesso tempo rappresenta scandalo e stoltezza, potenza e sapienza
Il regime del calcolo
Nicolò Tomaini
Libro
editore: Il Prato
anno edizione: 2026
pagine: 72
"Il regime del calcolo" analizza la trasformazione profonda che attraversa la società contemporanea nell'epoca degli algoritmi
Venezia, ogni dipinto racconta una storia
Rosella Bagarotto
Libro
editore: Il Prato
anno edizione: 2026
pagine: 100
Venezia, ogni dipinto racconta una storia conduce il lettore in un viaggio unico nel cuore della pittura veneziana, visto attr
Marziano che saldava le poltrone
Ivano Dovico
Libro
editore: Il Prato
anno edizione: 2026
pagine: 80
Ci sono uomini che non scrivono romanzi, non occupano le prime pagine dei giornali, ma la loro vita è una storia intensa, dens
Chiocciole
Alberto Sbrogiò
Libro
editore: Il Prato
anno edizione: 2026
pagine: 98
"Chiocciole" raccoglie undici storie di vita ordinaria e, al tempo stesso, straordinaria
L'arte regina. L'oreficeria e gli artigiani di Padova tra Medioevo e Rinascimento. Raccolta di studi con tre inediti
Giovanna Baldissin Molli
Libro: Libro in brossura
editore: Il Prato
anno edizione: 2025
pagine: 336
Tra sacrestie, musei, archivi e biblioteche: in queste sedi ha trovato luogo il filone di ricerca che qui è raccolto, relativo prevalentemente all'individuazione dei protagonisti e della storia dell'oreficeria padovana e veneta nel Trecento e nel Quattrocento soprattutto. Da ricerche settoriali e specialistiche possono dischiudersi spaziose angolature di riflessione, che cercano innanzi tutto il collegamento con altre forme d'arte, di materiali e tecniche diversi, in rapporto alle vicende storiche, artistiche, sociali, i cambiamenti del gusto e degli usi liturgici, le grandi scoperte e i fatti che hanno cambiato le vicende umane: l'invenzione della stampa, l'industria della seta in Occidente, la scoperta, così tarda, ancora nel nostro settore di Europa, del segreto della porcellana, la disponibilità inusitata dell'argento spagnolo posteriore alla colonizzazione delle Americhe, che si tradusse in una produzione vastissima di manufatti di uso liturgico, disseminati in grandi chiese di importanti città e minori e periferici luoghi di culto, solo per citare qualche esempio. L'oro, l'argento, le gemme, le pietre preziose e i materiali di pregio dischiudono un mondo di interrogativi inerenti alla ricerca del bello, del raro, del prezioso e quindi del costoso, del lusso, nel suo complesso significato e nelle sue declinazioni, le celebrazioni del potere, il gusto, la volontà di apparire, il culto della forma, l'ossessione dell'autorappresentatività.
Venezia. Storia di una caduta. Ediz. italiana e inglese
Tito Mion
Libro: Libro in brossura
editore: Il Prato
anno edizione: 2025
pagine: 102
Venezia storia di una caduta è l'ultimo saluto di un veneziano alla sua città. Con uno sguardo disincantato e nostalgico racconta, attraverso fotografie scattate nel corso degli anni, la sua Venezia, fatta di persone che ci vivono e ci lavorano, una Venezia ancora viva. Attraverso l'obiettivo della sua macchina fotografica, ci mostra bambini che giocano e vecchiette che chiacchierano nei campi, artigiani che lavorano e maestri d'ascia che costruiscono gondole negli squeri, venditori al mercato del pesce e nei mercati cittadini, pescatori alle prese con le reti da pesca, regatanti durante le regate, vagabondi che bivaccano per strada. È il racconto di una Venezia che ormai non esiste più, schiacciata dall'overtourism e abbandonata dai suoi abitanti, costretti a vivere altrove, per lavoro, per problemi legati alla residenzialità, per mancanza di opportunità. Chi non vive con il turismo, purtroppo se ne va. Questo libro è un grido disperato, il richiamo di una città che non vuole morire, che vuole essere salvata.
Pro memoria. Intonaci e stucchi da Altinum Località Campo Rialto. Note dal cantiere di restauro
Chiara Tomaini
Libro: Libro in brossura
editore: Il Prato
anno edizione: 2025
pagine: 150
Questo volume racconta una storia di materia e memoria. Al centro, un vasto insieme di reperti romani – intonaco dipinto e stucco, oltre 2100 frammenti rinvenuti ad Altino tra il I e il III secolo d.C. – restituiti alla luce da due campagne di restauro condotte dall'Istituto Veneto per i Beni Culturali. Il progetto nasce da uno spunto triplice: l'esperienza virtuosa dell'IVBC nella formazione e nella pratica del restauro, il patrimonio degli studi scientifici maturati sull'area di Altino e, infine, il dialogo costante con le fonti antiche, che accompagnano l'interpretazione della materia con la voce di Vitruvio, Plinio il Vecchio e della tradizione tecnica romana. Il libro non si limita a descrivere oggetti: segue il percorso del restauro come strumento di conoscenza, intrecciando ricerca storica, tecnica e critica. La prima sezione esplora il mondo dei materiali e delle tecniche artistiche romane – pigmenti, affresco, stucco, malte – illuminati dal confronto con i testi antichi, qui tradotti e restituiti in tutta la loro lucidità e attualità interpretativa. La seconda sezione documenta il lavoro di laboratorio: dall'analisi dello stato di fatto alla definizione delle strategie conservative, dalla distinzione tra conservazione preventiva e restauro alle ricostruzioni digitali di lacerti particolarmente significativi. Ogni intervento diventa occasione per riflettere sul senso del restauro, sulla responsabilità nei confronti dell'opera e sul rapporto tra materia, tempo e trasmissione della memoria. Tabelle analitiche, fotografie e restituzioni grafiche completano il volume, dando corpo a una narrazione che è al tempo stesso documentaria e interpretativa. Così, il restauro emerge non solo come pratica di tutela, ma come vera indagine: un metodo per restituire ai materiali – e al loro contesto storico – una voce, uno spazio e un significato.
Lorenzo Garatti. Diario di guerra
Libro: Libro in brossura
editore: Il Prato
anno edizione: 2025
pagine: 128
Da un'estremità all'altra del fronte italiano, dalle vette dolomitiche alle coste albanesi, dai campi di battaglia a quelli di prigionia. Lorenzo Garatti, fante della “Brigata Marche”, ci racconta la sua Odissea di guerra. Una storia che non poteva essere dimenticata, la sua come quella di molti soldati italiani nella Prima Guerra Mondiale.
All'ombra del Caregon di Dio
Gadi Luzzatto Voghera
Libro: Libro in brossura
editore: Il Prato
anno edizione: 2025
pagine: 112
Un giorno ho detto basta. Non molto tempo fa. È accaduto per me in maniera naturale. Semplicemente non sono più attratto dall'idea di avere ai piedi degli attrezzi, di costringere i miei arti inferiori in scarponi da sci. L'abbandono dell'attrezzatura, credo abbia a che vedere con la necessità di stabilire un contatto fisico con la montagna anche in inverno. Le camminate estive, con la loro capacità di sorprendermi con paesaggi inattesi, facendo percepire suoni e silenzi, sensazioni di intima connessione all'ambiente in cui mi inoltro, si possono tentare anche in inverno. Sono diverse, i percorsi in parte mutano, ma le sensazioni sono ugualmente forti e mi restituiscono al mondo. Sto bene nei miei scarponi da montagna e con le ghette. Con loro posso inoltrarmi lungo un sentiero silenzioso che mi offre una montagna che sento più mia. Ascolto i miei passi, il metallo dei ramponcini che morde il ghiaccio e mi lega al terreno. Mentre cammino ho i piedi saldi a terra, ho il mio tempo, non ho bisogno della velocità che – anzi – mi è in qualche modo nemica perché mi impedisce di godere di ogni aspetto della natura che sto attraversando. Quell'albero innevato, quella traccia di lepre, la pigna rosicata che è una traccia dello scoiattolo che cerco con il naso all'insù. È questa la sostanza del mio rinnovato rapporto con la montagna d'inverno, ci sto bene. Sono io. Ora.
Non può esserci poesia dopo Auschwitz. La morte del bello artistico
Domenico Barillaro
Libro: Libro in brossura
editore: Il Prato
anno edizione: 2025
pagine: 70
Come leggere oggi una poesia? Con che occhi guardare un'opera d'arte? Come brandire ancora la penna? Dopo la tragedia di Auschwitz, i cui campi ci rincorrono comeombra di banquo, l'individuo è condannato al gramsciano dramma di Cavalcante (lo stesso che Pasolini cita nelleceneri di Gramsci), imbalsamato vivo senza un presente che trasciniseco possibili letture di sé. Al postutto e gli orribili scenari che, con blandizia e smanceria, la struttura economica trascina (come trascinasse un cadavere) con sé, sono opere d'arte soltanto quelle che non lo sono più. Con il bello infirmato e ghiacciato ai cancelli di Birkenau, si manifestano sempre più sovente i sintomi della dipartita del bello, avvenuta per mano suicida della stessa vita, sotto consiglio bisbigliato all'orecchio dal panoptico esistente, sempre più eterodiretto e “congelato” dai cartelli industriali. Dopo Auschwitz, e ce lo racconta Adorno, non è più possibile scrivere poesie. L'ànankē dell'arte così sprofonda nel Kluft estetico: messaggio nella bottiglia o promessa mancata? Accettazione a-critica o negazione interna? Tale saggio pare riassumibile in tale sintesi icastica: dopo Auschwitz tutto è a posto perché niente lo è davvero. L'ultimo sussulto di puro spirito, l'ultimo balenio di verità coincide col il dissonante, ciò che meglio esprime la nostra reale condizione di esseri divisi, lacerati, abbarbicati alla frammentazione. Quale destino dopo tale barbarie totalitaria? L'amor fatui, nella nostra condizione di nulla, fra un vinile di Tenco e unatash di Picasso, fra un'illuminazione adorniana e un'elucubrazione gramsciana, fra un saggio di Marcuse e un monito di Nuccio Ordine: “dalle ali incenerite dell'angelo novus benjaminiano noi risorgeremo”. Prefazione di Chiara Ortuso.
Giornalismo, editoria e terzo settore. Per riflettere di giornalismo e comunicazione oggi
Lucia Gangale, Tullia Bartolini, Annamaria Gangale, Maria Buonaguro
Libro: Libro in brossura
editore: Il Prato
anno edizione: 2025
pagine: 72
Il volume contiene una serie di brevi saggi sui temi del giornalismo locale e internazionale e sullo stato dell'editoria oggi, con una sezione dedicata agli stili di comunicazione nel Terzo Settore. Scaturito da un tavolo di lavoro ricco e vario, mette assieme voci di donne che, con competenza e passione, riflettono sull'evoluzione della comunicazione in ambiti differenti. Si parte con un resoconto storico sul Congresso delle donne del 1908, nel quale, per la prima volta, si propose di creare un'associazione femminile di giornaliste. Si prosegue esaminando lo stato dell'editoria al tempo dei social, all'interno del quale trova spazio un sodalizio letterario, dove ogni partecipante può guardare alla realtà con occhi diversi. Si dimostra, con dati alla mano, il potere fortificante, culturale e terapeutico della lettura e della scrittura su carta, proprio nell'epoca dell'imponente ed inarrestabile avanzata tecnologica. Si parla, poi, dei cambiamenti in atto nella comunicazione istituzionale e, per chiudere, della forza delle parole nell'ambito della partecipazione alla vita pubblica e della solidarietà. La parola costruisce e sostiene relazioni, comunità, innovazione. Il lavoro presentato in queste pagine è di fondamentale importanza per chi abbia fatto della comunicazione la sua professione.

