Ilisso
Il regno segreto. Sardegna-Piemonte: una visione post-coloniale
Libro: Copertina morbida
editore: Ilisso
anno edizione: 2020
pagine: 192
In questo volume viene guardato e raccontato il rapporto fra il governo di Casa Savoia e la Sardegna. Il libro non è un trattato di storia ma l'apripista inedito alla conoscenza degli aspetti che hanno caratterizzato il rapporto fra il Regno Sabaudo, con Torino capitale, e i suoi sudditi isolani. In questo viaggio narrativo, pieno di spunti a volte tragici, altre esilaranti, altre ancora sorprendenti e inattesi, passano in rassegna figure chiave del panorama nazionale legate agli ambiti dell'illustrazione, della grafica, dell'architettura, dell'arte, del cinema, della musica, della politica, della letteratura, delle imprese minerarie e agricole senza nemmeno tralasciare l'immateriale universo esoterico.
Nuraghe Santu Antine
Franco Campus
Libro: Libro rilegato
editore: Ilisso
anno edizione: 2019
pagine: 135
Noto e menzionato fin dall'800, il complesso monumentale del nuraghe Santu Antine costituisce la sintesi e l'apogeo dell'architettura di età nuragica. La costante regolarità di misure, di moduli costruttivi e aggregativi, gli allineamenti, le simmetrie che lo caratterizzano fanno ipotizzare l'esistenza di un disegno unitario, e dunque di un progetto vero e proprio, per la sua costruzione. Lunghi corridoi, accessi monumentali disposti simmetricamente, scale semplici ed elicoidali per raggiungere gli ambienti superiori, silos per conservare le derrate e un sistema di pozzi alimentati dalla falda su cui è edificato il nuraghe, manifestano una straordinaria perizia costruttiva e di ingegneria idraulica. Di fronte a un'opera architettonica tanto articolata e unica, che ha richiesto l'impiego di molta forza-lavoro, possiamo ragionevolmente pensare che il Santu Antine rappresentasse la sede privilegiata di attività connesse con l'esercizio del potere politico, amministrativo, militare e religioso, manifestazione evidente della potenza e della ricchezza della comunità.
Indagine sul paesaggio minerario sardo
Carlo Vigni
Libro: Libro in brossura
editore: Ilisso
anno edizione: 2019
pagine: 152
Un'indagine fotografica, iniziata nel 2014, nel sud-ovest della Sardegna, tra Sulcis-Iglesiente e Medio Campidano, incentrata sul paesaggio industriale sorto a cavallo fra Ottocento e Novecento in relazione all'alto livello di sfruttamento della zona da parte dell'industria mineraria multinazionale. Un viaggio nella stratificazione di archeologie industriali di epoche diverse indissolubilmente legate allo straordinario paesaggio naturale sardo. Contributi di Giampaolo Atzei, Francesco Faeta, Giacomo Daniele Fragapane, Fabio Granitzio, Massimiliano Manis.
Montagne e foreste della Sardegna
Libro: Libro rilegato
editore: Ilisso
anno edizione: 2019
pagine: 400
Nei rilievi della Sardegna, tra i gioielli montani più antichi d’Europa, il lento lavorio dell’acqua e del vento ha modellato ogni roccia, dando vita a scenari straordinari di una bellezza rara e selvaggia. In questa grande varietà di paesaggi sono custodite specie uniche al mondo: piante e animali esclusivi di questi luoghi impervi. Dalle alture costiere del grifone alle terre del cervo sardo e del muflone lo sguardo del fotografo racconta l’anima delle montagne sarde, accompagnando il lettore alla conoscenza di uno scrigno di biodiversità unico e irripetibile.
Il tempo dei fenici. Incontri in Sardegna dall'VIII al III secolo a.C.
Libro: Libro rilegato
editore: Ilisso
anno edizione: 2019
pagine: 439
La vita in Sardegna tra l’VIII e il III secolo a.C., un periodo fondante per la cultura isolana. Quest’epoca straordinaria – che ha visto i sardi protagonisti nell’ampio scenario mediterraneo – rivive sulle pagine del libro attraverso i manufatti preziosi e gli oggetti quotidiani, le città e le rotte di navigazione, i rapporti con le altre popolazioni, la politica e la religiosità. L'apparato iconografico e le tavole illustrate guidano il lettore nella grande avventura del “viaggio nel tempo dei fenici”.
Io rido perché ho paura. Architettura sarda tra ruralità e modernità. Catalogo della mostra (Milano, 10-24 maggio 2019)
Vico Mossa
Libro: Libro in brossura
editore: Ilisso
anno edizione: 2019
pagine: 119
Architetto, storico, intellettuale, fotografo, uomo curioso e assetato di conoscenza, educatore, divulgatore. Il percorso labirintico, matrice dei molteplici linguaggi di Vico Mossa, in un volume che ne racconta le inclinazioni culturali, le sue sperimentazioni e il significato della sua adesione all’architettura organica quale paradigma di qualsiasi scelta ambientale e di tutela.
Viaggio in Sardegna
Valery
Libro: Libro rilegato
editore: Ilisso
anno edizione: 2019
pagine: 290
Arrivato in Sardegna nella primavera del 1834, durante il soggiorno tra la fine del mese di aprile e gli inizi di giugno, Valery sperimenta la solida pienezza e il leggiadro splendore di un'isola incontaminata e fino ad allora ignorata dagli adepti del Grand Tour. Una folla di personaggi, un'ampia esposizione di quadri d'ambiente con vivide rappresentazioni di colore locale vivacizzano la trama di quest'opera magistrale, che, ancora oggi, consente al lettore un utile approccio all'originalità della storia e degli ancestrali costumi della Sardegna. «Ho cercato di descrivere le premure, la grazia dell'ospitalità corsa...; ma c'è in questa ospitalità qualcosa della vanità francese. L'ospitalità sarda ha tutto un altro carattere: essa è, se si può dirlo, più primitiva, più antica, più semplice, più universale».
Raffaele Ciceri. Fotografie di Nuoro e della Sardegna nel primo Novecento
Paolo Piquereddu, Agostino Murgia, Salvatore Novellu
Libro: Libro rilegato
editore: Ilisso
anno edizione: 2019
pagine: 220
Il volume offre l’intero corpus di immagini stereoscopiche – assoluta novità tecnica per l’epoca e oggi in piena riscoperta grazie al cinema 3D – prodotte nel primo ventennio del Novecento dal farmacista nuorese Raffaele Ciceri, il “Boele Zicheri” del racconto sattiano Il giorno del giudizio. L’opera fornisce un contributo determinante al repertorio iconografico nuorese dell’epoca, estendendo lo sguardo anche ai principali centri isolani e continentali, con una cospicua digressione esotica su Tunisi. L’occhio curioso e raffinato di Ciceri non si limita alla documentazione degli aspetti più usuali del quotidiano nuorese ma con acume non trascura momenti quali la commemorazione del poeta Sebastiano Satta, la Festa degli alberi, le elezioni per la Camera dei Deputati, il carnevale di Orani, la prima Esposizione Ippica della Sardegna a Macomer e l’Esposizione Internazionale di Roma nel 1911.
Il tempo dei nuraghi. La Sardegna dal XVIII al VIII secolo a.C.
Libro: Copertina rigida
editore: Ilisso
anno edizione: 2019
pagine: 456
Il contesto quotidiano, paesaggistico, economico e religioso dei Nuragici, analizzato e raccontato attraverso le più aggiornate indagini di settore, le fotografie di reperti e monumenti e soprattutto l'ausilio di grandi tavole illustrate. Un volume in cui prende vita un mondo straordinario che mostra la grandezza di una civiltà mediterranea in gran parte sconosciuta, descritta non solo attraverso il coro multidisciplinare dei contributi di 28 studiosi, ma resa viva dalle grandi tavole che ricostruiscono la società, il lavoro, gli scambi, le tecnologie e le modalità costruttive delle torri: i nuraghi, le più imponenti costruzioni del Mediterraneo occidentale nel secondo millennio a.C.
Piante bulbose in Sardegna
Mauro Ballero
Libro: Libro rilegato
editore: Ilisso
anno edizione: 2019
pagine: 415
La collana di monografie sulla flora sarda prosegue con il variopinto gruppo ecologico delle piante bulbose tanto apprezzate dagli amanti dei giardini. Bulbi, rizomi e tuberi danno origine a una numerosa e complessa varietà di specie documentate dal ricco e inedito corredo fotografico che permette al lettore di riconoscere le geofite più diffuse e note dell’Isola, come l’asfodelo e la canna, con le quali si realizzano ancora oggi i cesti e i canestri dell’artigianato locale, ma anche le più vistose ed esuberanti, come gigli, iris e peonie, o i coloratissimi gladioli e anemoni che richiamano l’attenzione anche dei più distratti. L’autore, pur seguendo i canoni di un’attenta e imprescindibile scientificità, descrive tutte le bulbose presenti in Sardegna con un linguaggio chiaro e comprensibile arricchendo le descrizioni botaniche con richiami alla storia, alla medicina tradizionale, alla farmacologia e con qualche curiosità sugli aspetti più originali e interessanti.
Oja, o ma'. Testo sardo
Francesco Abate
Libro: Copertina rigida
editore: Ilisso
anno edizione: 2019
pagine: 138
Traduzione in sardo di "Mia madre e altre catastrofi". Tostorruda, spitzeca, frida e de coru bonu, svanè-sia e trista: sa mamma de Francesco tenit sèmpiri s'ùrtimu fueddu. Pròpiu che a mamma tua. E che a mamma tua lompit dereta a su coru. Custus diàlugus spantosus, spassiosus chi no fait, sterrint su contu de una vida intera, antzis, de duas: cussa de unu fillu e de sa mamma, de s'infàntzia finrms a oi. Cun gràtzia, ma chentza de acuari nudda, Francesco Abate at scritu sa tragicumèdia de s'acàpiu sentimentali prus dilicau e atrobeddau chi nc'est.
Max Leopold Wagner. Fotografie della Sardegna di un linguista antropologo. Catalogo della mostra (Nuoro, 25 maggio-30 settembre 2018)
Felice Tiragallo, Salvatore Novellu
Libro: Libro rilegato
editore: Ilisso
anno edizione: 2018
pagine: 227
Questa esposizione – che più in generale vuole essere un omaggio all’incommensurabile impegno di Max Leopold Wagner verso la Sardegna – individua quattro temi narrativi all’interno di un più vasto corpus documentale: "La donna sarda" e il lavoro "L’uomo sardo e il lavoro. Vita quotidiana in Sardegna", "Villaggi e città della Sardegna". Vi sono presentate oltre 80 fotografie raffiguranti la vita in alcune località nelle quali il linguista antropologo si è maggiormente soffermato; da lui definite come “punti”, le più emblematiche e rappresentative del mondo agro-pastorale sardo. Le immagini sottolineano il suo modo totale di accostarsi alle comunità, compiutosi assecondando dapprima istintivamente una personale inclinazione poi diventata metodo scientifico («un occhio ai libri, due alla vita», J.W. Goethe): immergersi il più a lungo possibile nel sociale più primitivo, fra la gente che non avesse «un certo grado d’istruzione», intercettando nel linguaggio la «struttura sintattica della frase», sentendo con essa il pensiero, arrivando quindi in profondità ai caratteri coi quali entrava in contatto. Dunque non volle essere mero compilatore di «una lista di parole» ma conoscitore dall’interno della cultura che andava esaminando. Spostandosi a cavallo o in bicicletta – soggiornò praticamente sull’intero territorio regionale in ripetuti viaggi dal 1905 al 1927 –, Wagner ebbe a ribaltare tanti luoghi comuni intorno ai sardi, comprendendo e descrivendo gli isolani con tale acutezza (padroneggiava il dialetto cagliaritano ma anche gli altri, e si rivolgeva alle persone nel loro stesso linguaggio) da sentirsene parte. Usò una camera 9 x 12 ma, quantunque si sia avvalso del cavalletto, le sue fotografie sono spesso sfocate e appaiono difformi per qualità se guardate nell’intero corpus. La connotazione tecnico formale in Wagner non è scevra da una certa trascuratezza o imperizia tecnica, cui sono da imputare i numerosi difetti delle immagini, ossia sfocatura, sovra e sottoesposizioni, mossi, impronte digitali sulle emulsioni, graffi e abrasioni dei negativi, non sempre dovuti a una scorretta conservazione. Sembrerebbe quasi che lo studioso, nell’indiscutibile serietà del suo impegno scientifico, dichiari uno scarso interesse per la parte tecnica dell’operazione fotografica. Max Leopold Wagner visiterà e studierà numerose località della Sardegna, per molte delle quali non ci sono rimaste documentazioni fotografiche. Questa mostra, anche rispetto al catalogo, riporta una selezione delle immagini che Wagner dedicò anche ai centri urbani, posto che si evince sia dagli scritti, sia dalla casistica degli scatti, come l’autore avesse una primaria predilezione per i villaggi rurali piuttosto che per le città quali Sassari e Cagliari, le cui dinamiche, condizionate da sempre dalla maggiore frequenza degli scambi con l’esterno, sono stati di minore interesse per il glottologo antropologo. Esisteva probabilmente una tipologia di approccio fotografico documentale da parte del tedesco, arrivata a noi frammentata e con vistosi ammanchi, prassi per di più non dichiarata ma solo intuibile. Il primo livello era quello più ampio possibile: il villaggio veniva fotografato da lontano nel suo insieme, immerso nel paesaggio; successivamente l’immagine si ravvicinava sempre più e, laddove possibile, entrava nelle strade e cercava, passo più difficile, di varcare la soglia delle abitazioni, posandosi infine sugli abitanti e le loro svariate strumentazioni.

