La Scuola di Pitagora
La cultura delle istituzioni nella storia del Mezzogiorno
Vincenzo Caianiello
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2013
pagine: 330
Un cultore di studi umanistici non può non salutare con soddisfazione una così consapevole e chiara visione dell'unità dell'indagine storica, che appunto considera le istituzioni giuridiche come una delle forme in cui la civiltà si esprime nel suo corso. Deriva da ciò la necessità, pienamente avvertita dall'autore del libro, di studiare quelle istituzioni al lume di altre fondamentali esperienze politiche e culturali [...]. Aver tenuto presenti queste radici non mai recise ha consentito al dotto giurista di scorgere i segni della continuità tra la cultura antica e la moderna e contemporanea, e di riconoscere la persistente ispirazione 'platonica' di politici e filosofi quali Gaetano Filangieri e Silvio Spaventa e per converso di segnalare le contraddizioni o le connesse deviazioni da cui è turbata quell'area che in antico fu illuminata da pensatori come Pitagora e Parmenide e da vati come Empedocle.
Lo Stato e le ferrovie. Scritti e discorsi sulle ferrovie come pubblico servizio (marzo-giugno 1876)
Silvio Spaventa
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2013
pagine: 376
Raggiunta finalmente l'Unità, stabilita la capitale a Roma, il problema principale del nostro Paese diventava quello della costruzione dello Stato: di quello Stato moderno che Spaventa intendeva come l'unica istituzione etica che potesse realizzare l'interesse generale e far partecipare tutti i cittadini al benessere comune. Si determinò allora un grave conflitto tra i particolarismi privati e gli interessi pubblici. Uno dei momenti decisivi di tale conflitto fu segnato dal contrasto tra lo Stato e il 'nuovo feudalesimo' delle società concessionarie dei lavori pubblici, per la realizzazione della rete ferroviaria. Il progetto 'rivoluzionario' di Spaventa, Sella e Minghetti, di dotare l'intero territorio italiano di una rete moderna ed efficiente di strade ferrate esercitate dallo Stato trovò l'opposizione più ferma e determinata nell'intreccio di interessi privati costituito dalle oligarchie, dalle concentrazioni finanziarie e dalle società private.
Ruggiero Bonghi nella politica dell'Italia unita
Sandro Rogari
Libro: Copertina morbida
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2013
pagine: 114
Già semplicemente dalla riflessione sugli scritti e discorsi raccolti nella parziale edizione nazionale curata da Giovanni Gentile, Giorgio Candeloro, Walter Maturi ed altri fra gli anni trenta e gli anni cinquanta - di per sé poderosa anche se con molte lacune - emergono spunti di grande attualità su temi la cui semplice denominazione è indicativa della contemporaneità, nel senso crociano del termine, di Bonghi: le relazioni fra rappresentanza politica e società civile; i rapporti fra ceto politico e amministrazione; le autonomie; il trasformismo. Poi ancora, la questione della libertà scolastica e dell'istruzione religiosa; i limiti della politica estera di una media potenza come l'Italia; il tema del centralismo e delle autonomie nel sistema universitario.
Etica e deontologia giudiziaria
Libro: Copertina morbida
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2013
pagine: 446
Il volume raccoglie gli atti del convegno internazionale svoltosi a Roma presso la sede dell'Accademia Nazionale dei Lincei nel gennaio del 1999, che ha visto la partecipazione di numerosi relatori appartenenti al mondo accademico e a quello forense e giudiziario. Nonostante i quattro anni trascorsi dai lavori del convegno, gli scritti raccolti nel volume mantengono intatta l'attualità del loro significato e soprattutto mantengono vivo il loro interesse in un momento in cui se, da una parte, si stanno per produrre i primi risultati dei cambiamenti intervenuti nella formazione dei giuristi sia in seguito alla riforma dell'insegnamento universitario sia per l'introduzione delle Scuole di specializzazione per le professioni forensi -, dall'altra, ferve un serrato dibattito sui progetti di riforma della magistratura e soprattutto sulla proposta di introduzione della separazione delle carriere tra pubblici ministeri e magistrati giudicanti.
Silvio Spaventa tra Risorgimento e Stato unitario
Carlo Ghisalberti
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2013
pagine: 160
Silvio Spaventa ha affrontato nel corso della sua lunga esperienza politica tutti i principali temi del dibattito pubblico del suo tempo: i problemi dell'unità e dell'indivisibilità della patria fortemente sentiti dopo secoli di divisioni politiche e di particolarismo territoriale; dell'accentramento amministrativo, considerato strumento per l'unificazione della nazione, di un sistema di giustizia nell'amministrazione modernissimo per i tempi e concepito in funzione della tutela dei singoli contro gli abusi di quella; dell'intervento pubblico nell'economia contro il prepotere ricorrente del capitalismo privato; di un rapporto tra lo Stato e la Chiesa che garantisse la loro totale indipendenza dopo l'abbattimento del temporalismo e la fine delle reciproche ingerenze; della definizione del ruolo dei partiti in un sistema realmente bipartitico.
La corte penale internazionale. Problemi e prospettive
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2013
pagine: 638
"Due vicende, in particolare, richiedono una meditazione approfondita, anche perché, seppur apparentemente slegate l'una dall'altra, in realtà non sono prive di reciproci condizionamenti, magari causali, con aspetti in qualche modo addirittura contraddittori. Si tratta di vicende attinenti, l'una, alla posizione degli Stati Uniti nei confronti dell'istituenda Corte penale internazionale e, l'altra, all'avvio del processo Milosevic di fronte al già da tempo (1994) operante Tribunale all'Aja per crimini commessi nei territori della ex-Jugoslavia, quella meglio nota come la Jugoslavia di Tito". (Dalle conclusioni di Giovanni Conso) Ma a parte quello che i tribunali penali internazionali, e in particolare la Corte, hanno la potenzialità di realizzare nella repressione diretta dei crimini [...] È un fatto che essi sono inevitabilmente destinati a svolgere una funzione di stimolo, di impulso per le giurisdizioni statali, perché è l'esistenza in sé di tribunali penali internazionali che mette in luce la non collaborazione degli Stati, la mancanza di una normativa statale sostanziale e processuale adeguata, l'inerzia delle giurisdizioni nazionali, l'esistenza stessa di crimini gravissimi.
Analogia e «natura della cosa». Un contributo alla dottrina del tipo
Arthur Kaufmann
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2013
pagine: 180
Analogia e "natura della cosa" rinnova l'arte della filosofia del diritto tedesca di miniaturizzare sconfinati universi di pensiero, esibendo un'originalità ricostruttiva non offuscata dai - pur numerosi - "debiti culturali" contratti nella sua stesura. Essa riveste un'importanza decisiva nell'itinerario speculativo di Arthur Kaufmann, in quanto prima compiuta esposizione della dottrina dell'essenza del diritto, e della conoscenza che ne fonda la realizzazione, alla quale il giusfilosofo tedesco si manterrà fedele in avvenire, apportandovi mutamenti tutto sommato marginali.
Sartre et la morale. La réflextion sartrienne sur la morale de 1939 à 1952
Fabrizio Scanzio
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2013
pagine: 374
Quintino Sella e la cultura napoletana. I lincei nell'archivio della Fonfazione Sella
Pietro Ziliani
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2013
pagine: 172
Questo lavoro è il frutto di una ricerca condotta presso gli archivi della Fondazione Sella ed ha come oggetto le relazioni intercorse fra alcuni scienziati e filosofi napoletani - di nascita o di formazione - e Quintino Sella nel periodo in cui questi fu presidente dell'Accademia dei Lincei (1874-1884). Per Silvio e Rertrando Spaventa, Francesco De Sanctis, Pasquale Villari, Ruggiero Ronghi, Pasquale Stanislao Mancini, Augusto Vera, Francesco Fiorentino, Arcangelo Scacchi, Anton Dohm, il periodo di presidenza Sella inaugurò una serie di corrispondenze con lo statista biellese: per alcuni favorì la ripresa di un dialogo interrotto, per tutti costituì un'esperienza in cui lo scambio di idee arricchì il complesso intreccio di relazioni umane e scientifiche relativo alla riorganizzazione della cultura italiana dopo l'Unità.
Presupporre e interpretare. Heidegger, il problema dei presupposti e la storicità del sapere scientifico
Vincenzo Crupi
Libro: Copertina morbida
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2013
pagine: 240
Le possibili implicazioni relativistiche e irrazionalistiche di una teoria heideggeriana dei presupposti - così come con rigore e chiarezza la presenta Crupi in questo libro - si evitano, da parte di Heidegger, soltanto con il richiamo alla storia dell'essere. Che certo sembra voler risolvere un problema aprendone solo un altro più ampio. Gli epistemologi anche più aperti al riconoscimento del carattere interpretativo della scienza hanno cercato soluzioni meno estreme, più ragionevoli e per lo più in una direzione "pragmatistica". Ma, per quanto lodevoli, questi sforzi non sembrano davvero capaci di esorcizzare la tendenza allo "sfondamento" dell'orizzonte di rilevanza che Heidegger ha sentito tanto acutamente e alla quale anche un libro come questo non può che invitarci a prestare di nuovo la dovuta attenzione.
La piramide capovolta. Crisi dello Stato e filosofia tra Risorgimento e fascismo
Francesco Ciarleglio
Libro: Copertina morbida
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2013
pagine: 234
Nel tempo della crisi del liberalismo, dopo il 1870, le idee furono invase da "fatti" potenti, pervasivi, che condussero il sistema politico italiano non verso distinzioni "costituenti", quanto verso compromessi e trasformismi nei quali progressivamente si spense lo spirito della politica liberale, ed emerse, fuori di essa, una prepotente volontà "etica" di rinnovamento che diventò progressivamente e sull'onda di fatti drammatici come la guerra, volontà di decisione immediata e plebiscitaria, oltre ogni mediazione, giudicata corruttiva. Si pretese di fare l'unità della nazione di là da ogni articolato sistema di mediazione rappresentativa che vedesse crescere insieme liberalismo e democrazia. La riflessione su filosofia e politica tra antigiolittismo e fascismo rappresenta un abbozzo di ricostruzione di quel nodo che vide Croce e Gentile affermare visioni politiche che affondavano in differenti interpretazioni della storia profonda del paese e dell'insieme del suo rapporto con la storia moderna d'Europa.
Libertà per la ragione. Riflessioni critiche sui problemi e sugli indirizzi della filosofia contemporanea
Siro Lombardini
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2013
pagine: 286
I pensatori si possono dividere in due categorie: i tecnici e i pensatori liberi. Non voglio, con questa classificazione dire che non ci sono tecnici liberi di pensare; ma solo affermare che il tecnico è condizionato dai problemi che deve risolvere per arrivare a risultati "pratici" suscettibili di essere utilizzati da lui o da altri. Il pensatore libero ricerca, spinto dalla curiosità, stimolato da intuizioni, orientato all'innovazione. I tecnici operano guidati da regole procedurali, secondo schemi, paradigmi, ottiche che non si discutono, per risolvere i problemi che si presentano nelle varie situazioni, tutti logicamente configurabili a priori. I secondi sono alla ricerca di problemi nuovi, adattano le regole, modificano i paradigmi, scoprono nuove ottiche e nuovi schemi. Nella realtà non vi è il pensatore tecnico puro, né quello totalmente impegnato nella critica e nell'innovazione.

