LEG Edizioni
Guerra senza fine 422-554
Federico Moro
Libro: Libro in brossura
editore: LEG Edizioni
anno edizione: 2021
pagine: 120
Il dissolversi della parte occidentale dell’impero di Roma, che non riesce a uscire dalla spirale di guerre civili in cui si dibatte da tempo, coincide con l’affermarsi di necessari contropoteri territoriali locali. Il fenomeno non può venir contrastato dagli eredi dello Stato romano, i cosiddetti regni romano-barbarici, per intrinseca debolezza e deficit culturale, in materia di arte di governo, delle aristocrazie guerriere al loro vertice. La costa veneta accentua il separatismo, sempre più attraente per quanti scelgono un’altra vita rispetto alla travagliata esistenza sulla Terraferma. Si rinforza anche la dimensione militare, grazie a una superiorità marittima alimentata da capacità nautiche scomparse altrove e dal crescente peso demografico. È il secondo, indispensabile, passo verso la nascita di una nuova nazione.
Alla ricerca di un’identità 555-697
Federico Moro
Libro: Libro in brossura
editore: LEG Edizioni
anno edizione: 2021
pagine: 120
Nel secolo e mezzo che, secondo il Mito, trascorre tra l’invasione longobarda e l’elezione del primo doge si assiste a un cambiamento radicale nella Penisola. Per la prima volta dall’unificazione romana, l’Italia risulta divisa in realtà diverse e conflittuali. Occorreranno milletrecento anni perché tale frattura venga ricomposta. Può prendere così forma la nuova realtà politica dei Veneti della costa. A spingere alla sua definizione è, ancora una volta, la guerra a causa delle ripetute offensive longobarde, che restringono l’area sottratta al controllo dei sovrani di Pavia. Nessun aiuto arriva dall’esterno e l’unica speranza di salvezza, di nuovo, risiede nell’exercitus Venetiarum: fornirà i quadri, l’infrastruttura di base e la cultura del nascente Stato marittimo.
Una nuova nazione 698-811
Federico Moro
Libro: Libro in brossura
editore: LEG Edizioni
anno edizione: 2021
pagine: 120
La Venetia maritima dell’VIII secolo è ormai uno Stato formato, con propria dimensione politica e ideologica. La completa indipendenza si misura sulla capacità di elaborare un’autonoma geo-strategia, basata sul disinvolto impiego dei punti di forza disponibili. Esercito e flotta ne rappresentano i cardini, oltre a esserne le radici istituzionali. Hanno permesso la nascita di una nuova nazione, comunità dai molti e diversificati apporti, che ha prodotto una propria cultura in uno spazio condiviso: la matrice dell’inesauribile vocazione imperialista presente nel carattere nazionale dei Veneziani, che trova ulteriore alimento nella consapevole scelta marittima. Venezia non nasce romana, neppure bizantina, longobarda o franca, bensì veneziana. Lo Stato prima, la città poi, vennero fondati dai soldati e i marinai che impedirono a chiunque d’impadronirsi della linea di costa da Chioggia a Grado. Conservandola libera per oltre tredici secoli.
Britannia 43 d.C. L’invasione di Claudio
Nic Fields
Libro: Libro in brossura
editore: LEG Edizioni
anno edizione: 2021
pagine: 160
Per i romani, l’area conosciuta con il nome di “Britannia” si estendeva ben al di là dei confini del Mediterraneo, il bacino entro il quale era fiorita la civiltà classica. Pertanto, la Britannia era vista come un luogo ai confini estremi del mondo e sul quale aleggiava un’atmosfera di mistero e pericolo. Agli occhi dei soldati che si accingevano ad attraversare l’Oceanus Britannicus per invadere l’isola, alla fine dell’estate del 43 d.C., la prospettiva di raggiungere la periferia del mondo conosciuto corrispondeva, dunque, a un misto di emozioni, tra paura e speranza. Questi uomini appartenevano a un esercito di quattro legioni di veterani (II Augusta, VIIII Hispana, XIIII Gemina, XX Valeria), che, insieme alle truppe ausiliarie, contava circa quarantamila uomini, uniti sotto il comando di Aulus Plautius Silvanus (Aulo Plauzio). Tra questi uomini vi erano anche comandanti di primo rango, come il futuro imperatore Tito Flavio Vespasiano. Tuttavia, radunatisi al porto di Gessoriacum (l’attuale Boulogne-sur-Mer), in un primo momento, molti di questi soldati si rifiutarono di imbarcarsi. Fortunatamente, però, il rischio di un ammutinamento collettivo venne evitato e le imbarcazioni poterono salpare. Così, a novantasette anni di distanza dall’ultima spedizione di Gaio Giulio Cesare, l’esercito romano approdò nella zona sud-occidentale della Britannia, dove venne stabilita una nuova provincia, alle spalle della linea di frontiera che correva dall’attuale Lyme Bay, sulla Dorset Coast, fino all’estuario del fiume Humber. Un territorio inizialmente poco esteso, ma che permise ai romani di porre le basi per la conquista che presto avrebbe coinvolto l’intera Britannia. In questo volume preziosamente illustrato da Steve Noon e curato in ogni dettaglio, Nic Fields racconta l’intera storia dell’invasione che portò i romani a stabilirsi nella Britannia, fornendo ai lettori una dettagliata analisi delle ragioni del successo della prima impresa guidata dall’imperatore Claudio e delle conseguenze che ne derivarono per i britanni.
I carri armati di Hitler. I Panzer tedeschi della Seconda guerra mondiale
Chris McNab
Libro: Libro in brossura
editore: LEG Edizioni
anno edizione: 2021
pagine: 431
I Panzer dispiegati in tutta Europa erano le forze più famose dell’esercito tedesco, e costituiscono tuttora un simbolo indimenticato della Seconda guerra mondiale. Tuttavia, agli albori della guerra, i carri armati tedeschi non avevano ancora acquisito la loro forza eccezionale e fu solo dopo le prime operazioni, quando si ritrovarono davanti ai T-34 sovietici durante l’operazione Barbarossa, che si decise di potenziarne lo sviluppo. Le innovazioni tattiche sul campo diedero ai tedeschi un vantaggio che permise loro di sopperire alle lacune dello sviluppo tecnologico, rendendo i carri armati di Hitler un formidabile e implacabile nemico. Ne I carri armati di Hitler. I Panzer tedeschi della Seconda guerra mondiale Chris McNab descrive in maniera puntuale lo sviluppo e la storia delle operazioni dei primi carri armati leggeri – il Panzer I e il Panzer II, prodotti a partire dagli anni ’30 –, dei carri medi, che costituivano la colonna portante della Divisione Panzer – la prima divisione corazzata tedesca –, dei carri pesanti Tiger e del formidabile King Tiger, il più pesante dei carri armati che abbiano combattuto nella Seconda guerra mondiale. Lavorando sui ricchissimi archivi sui mezzi corazzati della Osprey Publishing, Chris McNab descrive abilmente la storia dei temibili Panzer che hanno trasformato l’arte della guerra corazzata, rivoluzionando per sempre il metodo dei combattimenti via terra.
Gli eserciti di Roma. Dalla repubblica alla tarda antichità
Michel Feugère
Libro: Libro in brossura
editore: LEG Edizioni
anno edizione: 2021
pagine: 327
Nel corso dei secoli, l’equipaggiamento militare e gli armamenti romani sono sempre stati strettamente associati al destino dell’impero. Le armi dei romani erano il frutto di scelte tecniche, ma anche di contaminazioni culturali: spesso, infatti, la legione adottava le armi dei popoli vinti di cui riscontrava l’efficacia. Contemporaneamente a questi prestiti, non mancavano, però, le innovazioni, come la creazione di nuovi pettorali o il perfezionamento dell’artiglieria ellenistica. Adattate al contesto militare di ogni epoca, le armi diventano per gli storici strumenti di conoscenza, testimoni di un’arte che ha continuato ad evolversi secondo molteplici criteri: dalla tecnica di fabbricazione all’organizzazione delle officine, dai metodi di utilizzo alle esperienze sul campo di battaglia. Beneficiando degli studi più recenti degli specialisti che, in tutta Europa, studiano le armi e le tecniche degli eserciti romani, quest’opera racchiude l’insieme delle conoscenze attualmente acquisite sugli armamenti legionari e ausiliari: le loro origini e il loro sviluppo, l’artiglieria, la cavalleria, ecc. Per ogni categoria di armamento, l’Autore analizza le principali caratteristiche e le variazioni subìte nel corso della storia: aspetto, adattamento alle modalità di combattimento, tipologia di utilizzo, cause del suo abbandono. Michel Feugère, archeologo di professione, mette la sua conoscenza al servizio dei lettori in questo suo minuzioso e quanto più aggiornato studio sull’arte militare di Roma, che consente di comprenderne l’evoluzione, i successi e le innovazioni.
I tesori dell’archeologia. Piccole e grandi scoperte
Jean-Paul Demoule
Libro: Libro in brossura
editore: LEG Edizioni
anno edizione: 2021
pagine: 250
Dal monumentale Cratere di Vix al Disco di Nebra – la più antica mappa del cielo a noi pervenuta –, passando per i primi templi dell’umanità in Turchia o per i tunnel sotterranei traboccanti di offerte a Teotihuacan, mai come negli ultimi decenni si erano scoperti tanti tesori. Attraverso quest’opera, Jean-Paul Demoule ci porta alla scoperta di questa immensa e affascinante ricchezza. Ma al di là dell’oro degli Sciti o dei faraoni, dei veri e propri “tesori”, non meno pregevoli, si nascondono proprio sotto ai nostri piedi, e risultano, a volte, all’apparenza di poco conto – come il rametto di cannabis trovato in una tomba cinese – o addirittura invisibili – come la sequenza del DNA ricavata dai resti ritrovati dell’Homo di Denisova. Fervente sostenitore dell’archeologia preventiva, l’autore dimostra quanto sia importante non solo la salvaguardia, ma anche lo studio di questi reperti, perché concetti come “civilizzazione”, “popolo”, “cultura” o “migrazione” non possano essere fraintesi o distorti.
Coloni. Gli uomini e le donne che stanno cambiando Israele e cambieranno il Medio Oriente
Pietro Frenquellucci
Libro: Libro in brossura
editore: LEG Edizioni
anno edizione: 2021
pagine: 272
"Coloni. Gli uomini e le donne che stanno cambiando Israele e cambieranno il Medio Oriente" è il frutto di un lavoro svolto tra il 2018 e il 2021, aggiornato agli eventi legati all’ultimo sanguinoso conflitto di Gaza del maggio 2021. Nel corso di tre lunghi soggiorni in Israele l’autore ha raccolto testimonianze, riflessioni e altro materiale originale e inedito, incontrando direttamente i “Coloni” che vivono nei territori occupati della Cisgiordania e che vengono considerati uno dei principali ostacoli alla pace tra israeliani e palestinesi. L’obiettivo di questo lavoro è quello di far conoscere come vivono e cosa pensano, quali sono le ragioni che spingono uomini, donne, giovani e meno giovani, intere famiglie a trasferirsi negli insediamenti costruiti nei territori conquistati da Israele con la guerra dei sei giorni del 1967 e che vengono chiamati ancora con i nomi biblici di Giudea e Samaria. Il tutto senza filtri e intermediazioni. In questo racconto, i “Coloni” parlano liberamente anche dei rapporti con i palestinesi, della situazione politica attuale, delle prospettive della pace e dell’eventualità della nascita di uno Stato palestinese indipendente. A raccontare le loro storie, i pensieri, le convinzioni e le motivazioni delle loro scelte sono i leader attuali e i padri fondatori dei movimenti dei coloni, imprenditori, intellettuali, uomini e donne che vivono negli insediamenti costruiti nei territori occupati. Dalle loro parole emerge un complesso di convinzioni che parte dal rapporto storico con la terra di Israele, così come definita nella Bibbia, prosegue con il legame millenario con la religione dei padri, si consolida con il prezzo in termini di vite e di sangue pagato oggi da chi vive negli insediamenti ebraici in Cisgiordania. Concludono il lavoro due approfondite interviste all’ex vice sindaco di Gerusalemme David Cassuto, e al professor Sergio Della Pergola, massimo esperto mondiale di demografia ebraica.

