Longo Angelo
I versi e le regole. Esperienze metriche nel Rinascimento italiano
Libro: Copertina morbida
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2020
pagine: 248
Non c'è dubbio che il Cinquecento rappresenti, dal punto di vista metrico e stilistico, uno dei momenti più sperimentali e al contempo più teoricamente consapevoli della nostra tradizione letteraria. Inquieta deferenza al modello petrarchesco, tensione verso la norma e insofferenza delle regole, riesumazione archeologica dell'antico e costante riflessione sugli strumenti e gli istituti della scrittura in versi si intrecciano in una stagione irripetibile, che i contributi raccolti in questo volume - dovuti in buona parte a giovani ricercatrici e ricercatori - esaminano originalmente da diverse angolazioni. Vengono così osservati da vicino non solo autori a vario titolo canonici come Sannazzaro, Bembo, Tolomei e Bernardo Tasso, ma anche sperimentatori più vivaci del tipo di Catti, Firenzuola e Tesauro, oltre che un genere per eccellenza oltranzistico come quello della sestina lirica. La luce viene quindi puntata sui grandi nodi teorici, oggetto della seconda sezione del libro, nella quale si discute tra gli altri di Trissino, Ruscelli e Speroni, immergendosi nella selva di programmi, manifesti e trattati che costellano dall'inizio alla fine il lungo secolo delle regole e delle dispute, che fu anche il secolo di alcuni dei nostri massimi capolavori.
Locus amoenus. Nuovi strumenti di analisi della Commedia
Simone Bregni
Libro: Libro in brossura
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2020
pagine: 248
Nel suo articolo Against Intertestuality del 2004, pubblicato in Philosophy & Literature, William Irwin sostiene che l’intertestualità dovrebbe essere «cancellata dal lessico degli umanisti sinceri e intelligenti». Secondo l’autore, invece, applicazioni corrette delle teorie dell’intertestualità possono rivelarsi particolarmente fruttuose, in particolare se applicate alla letteratura premoderna, prodotto di epoche in cui le relazioni tra testi e il processo di trasmissione della cultura erano radicalmente diversi da quella moderna. Un approccio al concetto classico e medievale di imitatio e æmulatio alla luce delle teorie dell’intertestualità può fornire nuovi elementi sulle modalità (intertestuali, interdiscorsive) del processo dantesco di imitatio nella Commedia. Analizzando un particolare topos della tradizione classica che è presente e ricorrente nella Commedia, quello del locus amoenus, l’autore mostra come l’analisi intertestuale faccia luce non solo sulle modalità di trasmissione della tradizione classica attraverso il tardoantico e il Medioevo, ma anche sulla cultura medievale in toto, inquadrandosi perfettamente nella specifica visione del mondo e della vita umana che il Medioevo possedeva. Secondo l’autore, il topos del locus amoenus è impiegato nella Commedia allo scopo di riassumere e condensare, e in ultima analisi alludere a, i valori e l’intera visione del mondo dell’antichità pagana, un referente-chiave alla tradizione classica nel suo insieme. L’autore propone di usare, al posto del termine «intertestualità», per certi versi datato, ma soprattutto limitato, l’espressione «imitatio intertestuale/interdiscorsiva», che coglie meglio la complessità dell’uso dell’antico strumento retorico nel poema dantesco. Recenti strumenti digitali come Digital Dante (digitaldante.columbia.edu), mostrano il perdurare della rilevanza della ricerca sull’imitatio intertestuale/interdiscorsiva nella Commedia al giorno d’oggi, aprendo nuove prospettive di ricerca.
Punte Alberete. Magia del bosco allagato
Giorgio Lazzari
Libro: Libro rilegato
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2020
pagine: 168
La splendida foresta allagata delle Punte Alberete si estende su una superficie di poco meno di 200 ettari, posta a circa 10 km a nord di Ravenna. L'elevato valore paesaggistico e naturalistico del sito e il crescente livello di tutela ambientale lo hanno reso uno degli ambienti più ricchi di biodiversità del territorio padano e non solo. Questa gemma naturalistica ospita popolazioni e presenze floristiche e faunistiche estremamente importanti. Le fotografie di Luciano Piazza e di Roberto Zaffi offrono al lettore il risultato di anni di frequentazione appassionata del luogo, di cui riescono a condensare la bellezza e la magia.
Il lettore di provincia. Volume Vol. 153
Libro: Libro in brossura
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2020
pagine: 124
All'interno: Cosetta Seno, Introduzione - Roberto Risso, "Che cos'è mai il cuor della donna". Niccolò Tommaseo e la trattatistica ottocentesca sull'educazione delle donne - Elena Musiani, "La fanciulla italiana educata e istruita". Modelli educativi per le "novelle" italiane nella fase della costruzione nazionale - Chiara Fabbian-Emanuela Zanotti Carney , Lettura, scrittura, educazione femminile. Ho una Casa mia! di Tommasina Guidi - Ombretta Frau, Le Memorie di Collegio di Mantea: un Cuore ribelle nella Torino fin de siècle - Morena Corradi, La donna nella letteratura e nella pubblicistica italiana del secondo ottocento: la peculiare figura di Laura Tardy Tighe - Loredana Magazzeni, Per una storia dei plutarchi femminili nell'educazione delle ragazze. Uno sguardo ai Racconti e ai Profili femminili di Cordula (Irene Verasis Di Castiglione) nel panorama letterario dell'Italia post-risorgimentale - Angela Articoni, Corpo di bambola, cuore di donna: Contessa Lara tra fantastico e reale.
Linguaggi, esperienze e tracce sonore sulla scena
Libro: Copertina morbida
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2020
pagine: 244
In quanto evento performativo, il teatro nasce come esperienza multimediale, in cui le diverse componenti verbali, visive, uditive e coreutiche acuiscono la percezione polisensoriale dello spettatore e lo rendono fruitore di una molteplicità di linguaggi che si intrecciano tra loro, contaminando e ampliando campi semantici di diversa natura. In particolare, l'elemento sonoro risulta imprescindibile dall'azione scenica in quanto tale: sia esso presente o del tutto assente, articolato in partiture musicali o declinato in rumori o performance vocali, è in grado di suscitare emozioni e reazioni emotive per via alogica e intuitiva. Sulla scia di queste suggestioni, si analizzano le relazioni che intercorrono tra la sfera sonora della performance teatrale, intesa come somma organizzata dei messaggi sonori che pervengono all'orecchio dello spettatore, e tutte le altre componenti dell'evento scenico: testo drammaturgico, elementi visuali, spazi e tempi della resa scenica, corporeità dell'attore. L'indagine è condotta in una prospettiva comparata tra rappresentazioni teatrali tra loro distanti nel tempo e nello spazio: dal teatro classico al melodramma o all'opera lirica, dal teatro moderno a quello contemporaneo, dal teatro occidentale a quello orientale, al fine di rintracciare gli esiti diversi di dinamiche relazionali tra l'elemento sonoro e quello performativo, che mutano nel tempo e si adattano a culture e ad esigenze comunicative differenti.
Quarantuno di noi. Storia e storie degli ebrei di Cotignola
Cristina Tassi
Libro: Libro in brossura
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2020
pagine: 368
Le vicende che si svolsero a Cotignola (RA), durante l'occupazione nazifascista, quando gli abitanti intrecciarono la storia del loro paese con quelle di tante famiglie di ebrei che qui trovarono un rifugio sicuro, sono da ritenersi affatto straordinarie, poiché tutti furono salvi. Ciononostante, anche se diverse generazioni hanno potuto srotolare la loro memoria intorno a questi eventi, essi sono rimasti patrimonio di pochi, quando, invece, almeno tutti i cotignolesi, e in modo particolare i ragazzi e i giovani, dovrebbero esserne resi partecipi. Perché non ignorino di appartenere a una comunità coraggiosa, che seppe rispondere alle richieste di aiuto di una minoranza follemente perseguitata, grazie a tanti anonimi, che cooperarono "passivamente" e non denunciarono. Il volume, che attinge a svariate e differenti pubblicazioni miscellanee, raccogliendo lacerti su cui sono state innestate nuove fonti orali e scritte, si apre con una sintesi, che inquadra la storia di Cotignola nella più generale situazione italiana, mettendo in rilievo gli effetti della legislazione razziale e fornendo uno sguardo di insieme su quei mesi, durante i quali si concretizzò l'accoglienza alle famiglie di origine ebraica. Seguono i capitoli monografici sui Giusti cotignolesi, Vittorio Zanzi e Luigi Varoli, il profilo dei quali è fortemente inserito nel contesto in cui vissero e operarono, mentre nella seconda parte, tenendo fede ai nomi riportati sulla stele del Giardino dei Giusti e seguendo l'ordine cronologico di arrivo in paese, conosciamo le persone ospitate, di cui, grazie alle notizie e alle testimonianze, anche precedenti e seguenti il periodo cotignolese, è possibile accompagnare le vicissitudini e il dipanarsi delle loro vite, "rivedere" i volti, condividere le emozioni. Prefazione di Guido Ottolenghi
Letture classensi. Studi danteschi. Volume 48
Libro: Copertina morbida
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2020
pagine: 192
All'interno: Introduzione di Alberto Casadei - Alberto Casadei, Dante, la guerra e la pace nel poema sacro - Diego Quaglioni, Fra teologia e diritto. Pace e guerra giusta nella Monarchia - Alessandro Barbero, Dante a Campaldino, fra vecchi e nuovi fraintendimenti - Martina Mengoni, Dante, Primo Levi, Auschwitz - Paola Scrolavezza, Dall'orrore del reale all'incubo della distopia: gli inferni di Dante in Giappone tra romanzi e manga - Dante: le sue parole e le nostre guerre. Helena Janeczek in dialogo con Alberto Casadei - 697° Annuale della Morte di Dante: Luca Azzetta, Dante alle soglie dell'eterno:visioni bibliche e poesia tra l'Epistola a Cangrande e la Commedia - 698° Annuale della Morte di Dante: Lucia Battaglia Ricci, La Commedia nello specchio delle immagini.
Federico Frezzi e il «Quadriregio» nel sesto centenario della sua morte (1416-2016)
Libro: Copertina morbida
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2020
pagine: 808
Nel 2016 è stato ricordato con diverse iniziative il sesto centenario della morte di Federico Frezzi: al termine delle celebrazioni di tale anniversario e come loro momento culminante, si è tenuto nel 2017 tra Foligno e Perugia un convegno internazionale dedicato alla figura del Frezzi e alla sua opera letteraria, i cui esiti sono consegnati al presente volume. La fama del Frezzi, nato a Foligno intorno alla metà del Trecento, domenicano, maestro di teologia, vescovo della città umbra tra il 1403 e il 1416, è legata in primo luogo al poema in terzine intitolato Quadriregio (o Libro dei Regni): opera poetica che racconta un viaggio attraverso i regni dell'Amore, di Satana, dei Vizi e delle Virtù, coronato da una finale visione di Dio. Sebbene ispirato al grande edificio della Commedia dantesca, il poema di Frezzi è anche un'opera che continua e riprende altri modelli, di carattere prevalentemente allegorico e didascalico. Lettore dell'Amorosa visione e del Ninfale fiesolano di Boccaccio e inoltre dei Trionfi di Petrarca, il Frezzi sembra comporre il proprio poema con l'attenzione rivolta prima di tutto alla predicazione e dunque all'efficace esemplificazione dei vizi e delle virtù.
Nei giorni
Caterina Felici
Libro: Libro in brossura
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2020
pagine: 96
Tutti i libri di Caterina Felici sono stati molto apprezzati dai critici e dai lettori. Sono stati recensiti su giornali e noti periodici culturali. Sulla poesia dell'autrice hanno scritto bei giudizi, fra gli altri, Giacinto Spagnoletti, Cesare Segre, Giuliano Gramigna, Giorgio Barberi Squarotti, Walter Mauro, Paolo Ruffilli, Claudio Toscani, Lucio Felici, Antonio Piromalli e i poeti Carlo Betocchi, Maria Luisa Spaziani, Mario Luzi.
Opere. Letteratura, teatro, cinema, arte, società
Giordano Falzoni
Libro: Libro in brossura
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2020
pagine: 272
Giordano Falzoni (Zagabria, 1925 — Milano, 1998), pittore, scrittore e autore teatrale legato alla frazione romana del Gruppo 63, è stato fino a oggi senz'altro più apprezzato per le qualità di pittore surrealista che per il suo engagement di scrittore. Attraverso un difficoltoso lavoro di recensione del poco materiale ancora consultabile, tutto di arduo reperimento, trattandosi in massima parte di pubblicazioni tirate in un numero limitato di esemplari, in occasione, ad esempio, di mostre pittoriche, e procedendo al recupero dei molti articoli apparsi in rivista, è stato possibile stilare una consistente bibliografia degli scritti letterari dell'autore. Il corpus delle opere, pubblicato adesso in questo volume, testimonia interessi che spaziano dalla letteratura al teatro, dal cinema all'arte, senza disdegnare interventi su politica, costume e società, consegnandoci il profilo di uno scrittore che forse è stato per troppo tempo, e a torto, dimenticato. Quasi un eclettico funambolo, in programmatico equilibrio tra le più diverse forme d'espressione artistica del proprio tempo, Giordano Falzoni si ritaglia uno spazio caratterizzato da numerose tangenze all'interno del panorama letterario dell'ultimo quarantennio del Novecento. Non riconoscendo un limite per l'estro creativo nelle difformità che separano i prodotti dell'arte da quelli della letteratura, i contenuti del cinema da quelli del teatro, Falzoni sembra privilegiare, quale espediente comunicativo, la vertiginosa contaminazione tra espressione letteraria e rappresentazione artistica, tra performance teatrale e racconto filmico, raggiungendo un'ibridazione delle forme che lo caratterizza come uno dei più vivaci protagonisti della scena culturale italiana degli anni Sessanta e Settanta.
«La impresa» (1569) e selezioni da «La impresa» (1567) e «Rime» (1571)
Cesare Trevisani
Libro: Libro in brossura
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2019
pagine: 214
La impresa (1569) del giovane autore Cesare Trevisani è uno dei più originali e complessi 'trattati d'amore' rinascimentali. La sua unicità risiede prima di tutto nel presentarsi come l'interpretazione di un"impresa', termine che indicava un'immagine emblematica che comunicava un desiderio o intenzione privata del suo autore. L'impresa di Trevisani rappresenta quattro animali concatenati simboleggianti quattro forme di amore. La trattatistica sull'amore di stampo neoplatonico e l'emblematica erano due tematiche di grande popolarità nella cultura italiana cinquecentesca. Ma un ulteriore aspetto di novità è la presenza di due versioni profondamente diverse de La impresa. La prima edizione pubblicata nel 1567 è la narrazione di un dialogo privato tra il giovane Trevisani e un suo caro amico che desidera comprendere i sensi nascosti della misteriosa immagine emblematica del Trevisani. In questa versione l'enfasi è su fonti di natura principalmente letteraria, sebbene l'autore già dimostri una conoscenza significativa delle fonti della trattatistica amorosa. La seconda versione, uscita due anni dopo (1569) e significativamente più lunga, è in realtà un'esegesi ed espansione della prima. In questa versione finale Trevisani amplifica notevolmente i riferimenti filosofici e teologici mantenendo la struttura prettamente letteraria del testo, creando in tal modo un unicum in questa fertile tradizione. Semplificando questa complessa tematica, si potrebbe dire che esistevano due tipi di 'trattati d'amore'. I più frequenti erano testi essenzialmente narrativi spesso in forma di dialogo con una conoscenza superficiale delle fonti filosofiche, soprattutto il complesso De amore di Marsilio Ficino, quasi mai citato sebbene fosse l'origine di questa moda letteraria. Più rari erano densi trattati filosofici, come i Dialoghi d'amore di Leone Ebreo o Gli eroici furori di Giordano Bruno, con una profonda conoscenza delle opere neoplatoniche, ermetiche e teologiche che avevano ispirato il libro di Ficino. Con 'trattato d'amore' si suole quindi indicare testi appartenenti a generi fortemente diversi. Con La impresa del 1569 Trevisani tenta di colmare questa separazione, fondendo allusioni letterarie e citazioni dotte dalla teologia cattolica e dal pensiero neoplatonico, che aveva letto nelle traduzioni di Ficino.
Dante e Ravenna
Libro: Libro in brossura
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2019
pagine: 367
Si offrono qui riunite, a un anno dall'evento, le relazioni del Convegno internazionale di studi su "Dante e Ravenna" (27-29 settembre 2018), che ha celebrato il settimo centenario dell'esilio ravennate del sommo poeta, chiamando a raccolta i maggiori specialisti, docenti in Università italiane e straniere, dell'ultimo Dante e della sua coeva produzione, latina e volgare. Di quel convegno, non circoscritto ai soli italianisti, ma aperto al contributo di filologi classici e medievali, di storici dell'arte e della Chiesa, non meno che di codicologi e antropologi fisici, il presente volume, corredato di un'ampia Introduzione e di una ricca appendice iconografica, rispecchia il carattere interdisciplinare, proprio del Dipartimento ravennate di Beni Culturali al cui interno è stato ideato. Vi si alternano interventi di singoli studiosi (Emilio Pasquini, Andrea Battistini, Alberto Casadei, Sonia Chiodo, Paolo De Ventura, Nicolò Maldina, Alessandro Merci, Roberta Morosini, Pantaleo Palmieri, Laura Pasquini, Marco Petoletti, Angelo Piacentini, Luca Carlo Rossi, Raffaele Savigni, Paola Vecchi Galli) ad altri a due voci (di cui sono protagonisti Gabriella Albanese e Paolo Pontari, Giuseppina Brunetti e Paola Degni, Giorgio Gruppioni e Elisabetta Cilli, Alessandro Iannucci e Marco Orlandi, Fiammetta Sabba e Federica Fabbri), a testimonianza di un confronto dialettico tra scuole e generazioni diverse che, collocandosi sulla scia di una plurisecolare tradizioni di studi, ha sondato il ruolo e la presenza, nella vita e nell'opera di Dante, della città che gli avrebbe offerto l'"ultimo rifugio" e che ne custodisce tuttora i resti mortali.

