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Lubrina Bramani Editore

Il museo di Vivì

Il museo di Vivì

Bruno Masseroli

Libro: Libro in brossura

editore: Lubrina Bramani Editore

anno edizione: 2021

pagine: 24

Un giorno, un piccolo uccellino di nome Vivì iniziò a volare alla ricerca delle parole più preziose al mondo, e volando qua e là le trovò negli animali che parlano senza aprir bocca... Età di lettura: da 3 anni.
12,00 €

L'ala perduta

L'ala perduta

Nicoletta Freti

Libro: Copertina morbida

editore: Lubrina Bramani Editore

anno edizione: 2021

pagine: 272

La ricerca dell'ala perduta condurrà la protagonista in un viaggio di formazione in cui incontrerà altri viaggiatori che l'aiuteranno a riconoscere le sue potenzialità e a liberare i suoi desideri. Un'ala. È come se ci mancasse un'ala. Alla nascita abbiamo due ali ma presto ne perdiamo una. Dovendoci adattare a un modo di vivere basato sulla mente logica, molti di noi perdono la capacità intuitiva, quella funzione che viene dalla parte più personale e profonda, che ci rende esseri unici e completi. E così, entro i tre anni l'ala della ragione è ben sviluppata ma abbiamo perso l'ala dell'intuito e non riusciamo più a muoverci agevolmente. Abbiamo imparato a camminare ma non riusciamo più a volare, siamo diventati esseri mancanti. Per decollare nella vita dobbiamo cercare l'ala mancante, bisogna presto trovarla altrimenti faremo solo piccoli voli sgraziati. Se si è fortunati può succedere di trovare dei partner che siano effettivamente speculari e abbastanza ben assortiti. Lui ha un'ala di mosca destra, lei un'ala di moscone sinistra. I due si tengono stretti e si accordano per ripiegare le due ali in modo sincrono per poter volare insieme. Capirete che due ali fanno comunque una certa fatica a sorreggere due corpi, e così il volo diventa faticoso e dopo un po' finisce...
14,00 €

Storia in scatola. Eventi, personaggi, economia, ideologia

Storia in scatola. Eventi, personaggi, economia, ideologia

Federica Nurchis, Leonardo Ponti

Libro: Copertina morbida

editore: Lubrina Bramani Editore

anno edizione: 2020

pagine: 244

L'invenzione della latta, sottile foglio d'acciaio rivestito di stagno, ha origini antiche, che affondano le radici nel tardo XIII secolo, in Germania, dove la produzione prese avvio grazie alla presenza di ricchi giacimenti di ferro e stagno; per la capacità di non opacizzarsi e di resistere all'azione degli acidi naturali, senza alterare i sapori, fu ampiamente utilizzata per creare attrezzi e recipienti da cucina. Dalla metà del Settecento, l'Inghilterra investì nello sfruttamento delle miniere stannifere in Cornovaglia, giungendo nell'ultimo quarto del secolo successivo a detenere il primato nel settore. In virtù di un sistema brevettato nel 1810 dal londinese Peter Durand, sviluppato due anni più tardi a livello industriale da John Hall e Bryan Donkin, applicando le tecniche precedentemente sperimentate da Nicolas Appert, la banda stagnata trovò largo impiego nella realizzazione di contenitori ermetici per conserve alimentari. In Italia, solo nell'ultimo decennio del XIX secolo comparvero i primi produttori di latta, fino ad allora importata da Germania e Inghilterra. Di lì a poco, si affacciarono sul mercato italiano anche le prime aziende specializzate nella lavorazione di questo materiale, adatto a salvaguardare i prodotti dall'umidità, avviando la produzione di scatole destinate a una vasta gamma di alimenti, ai tabacchi, ma anche al packaging dell'industria farmaceutica o di altri beni d'uso quotidiano. La tecnica della cromolitografia su metallo consentì di animare i contenitori di illustrazioni pubblicitarie sempre più varie e colorate per attirare l'attenzione del consumatore. In breve tempo, le confezioni di latta entrarono in migliaia di esemplari nelle case degli italiani.
48,00 €

Pensieri contagiosi. Ripensare la normalità nell'emergenza pandemica

Pensieri contagiosi. Ripensare la normalità nell'emergenza pandemica

Sandro Spinsanti

Libro: Copertina morbida

editore: Lubrina Bramani Editore

anno edizione: 2020

pagine: 128

"Pensavamo che tutto fosse alle spalle: e invece non era così. Non era così, non solo per le decine di migliaia di morti e il dolore di molti che non potevano essere un evento del passato (né mai lo diventeranno), e che non potevano essere solo un dolore privato. Non era così non solo perché la pandemia è tornata a farsi sentire, nei numeri dei ricoveri, negli ospedali - che significano morte e malattia, e non solo statistica -, nelle restrizioni alla nostra vita, nella percezione e nelle urla - costantemente strumentali - dei media. Non solo per questo, nulla era alle spalle: non lo era perché la pandemia ha imposto una serie di riflessioni che non possono essere eluse, e che ci vietano di pensare, per sempre potremmo dire, che sia, o sia stata, solo storia. Vivere la paura e la malattia, vivere un ricovero che diventava un distacco, senza più parole e comunicazione; comprendere cosa abbia significato affrontare la cura e la sofferenza, per pazienti, medici e infermieri, in condizioni mai viste; pensare a cosa sia stata la ricerca di fronte a una malattia che non aveva risposte - quando non c'era il tempo per fare ricerca e si dovevano dare risposte; pensare ai diritti venuti meno - in nome della vita, certo, ma comunque dentro lo stato di eccezione; ripensare alla normalità nell'eccezionalità; comprendere che le scelte sulla sanità, sulle risorse, sulla loro distribuzione, non sono un grafico da lasciare agli economisti ma la misura di quanto sia reale il principio dell'uguaglianza." Dalla prefazione di Mauro Angarano e Claudia Zilioli.
14,00 €

Una fiaba bergamasca. Volume 4

Una fiaba bergamasca. Volume 4

Nicola Crippa, Giulia Diani

Libro: Copertina morbida

editore: Lubrina Bramani Editore

anno edizione: 2020

pagine: 48

«A volte il mondo decide cosa fare e noi restiamo a guardare. Non possiamo che stare a guardare, ad assistere, agli avvenimenti del mondo. E così, quelle volte, noi esseri viventi ci rendiamo conto che non siamo padroni del mondo, ma che siamo solo suoi ospiti.» Inizia così il quarto, e forse ultimo, volume di "Una fiaba bergamasca", le vicende di Boculina, cucciolo di pastore bergamasco, e delle sua simpatica famiglia, scritto in terra di Sardegna mentre Bergamo combatteva un feroce nemico. Una fiaba bergamasca è una fiaba per bambini, scritta da Rumi Nicola Crippa e illustrata da Giulia Diani, i cui disegni sono tutti da colorare. Età di lettura: da 4 anni.
15,00 €

Sulle tracce di Gianmaria Scotti, nobile patriota del Risorgimento. Inchiesta storica sulla gioventù del Quarantotto: luoghi e ideali

Sulle tracce di Gianmaria Scotti, nobile patriota del Risorgimento. Inchiesta storica sulla gioventù del Quarantotto: luoghi e ideali

Mimma Forlani

Libro: Libro in brossura

editore: Lubrina Bramani Editore

anno edizione: 2020

pagine: 432

Partendo dall'osservazione dei ritratti di Gianmaria Scotti e della sua famiglia, Mimma Forlani ha ricostruito, grazie a interviste e ricerche in archivio e sul campo, la vita del nobile patriota, colto nei luoghi in cui ha vissuto (Ponte San Pietro, Bergamo, Pavia, Milano, La val di Non, Mozzo) negli incontri che lo hanno segnato, nella cultura letteraria e musicale ricevuta e fatta propria. Le idee, frutto dello spirito dei tempi e dei luoghi, si sono trasformate in ideali per i quali mettere in gioco la propria vita, come avvenne nel marzo-aprile del 1848 durante la sua spedizione in Trentino nel ruolo di capitano della terza compagnia della legione civica di Bergamo e nel novembre 1853 allorché venne incarcerato e condotto nella prigione di San Giorgio a Mantova. La storia di Gianmaria Scotti è raccontata non come un assolo solitario ma come una voce nel coro della generazione del Quarantotto che con baldanza ed entusiasmo giovanile ha impugnato le armi, combattuto, gioito e cantato per le vittorie e sofferto per le sconfitte fino a giungere alla realizzazione del proprio sogno: la liberazione e l'unità d'Italia. Conclusa la fase eroica lo Scotti, con alcuni altri, operò con entusiasmo e sagacia come amministratore nelle istituzioni comunali e provinciali dello stato nascente. Prefazione Carlo Salvioni. Introduzione Duccio Balestracci.
20,00 €

Di male in peggio

Di male in peggio

Paolo Boggi

Libro: Copertina morbida

editore: Lubrina Bramani Editore

anno edizione: 2020

pagine: 92

"In attesa che il Sommo gli si manifesti per una resa dei conti, siccome per Paolo Boggi arrendersi non è un'opzione contemplabile e bisogna combattere fino all'ultimo, ecco che dà alle stampe questa nuova operetta morale dal titolo luminoso e intensamente positivista: "Di male in peggio". Che nessuno osi prenderlo sul serio per carità, lui risponderà che non è «mica Tolstòj» e che se solo il garagista o la guardarobiera o il venditore di castagne dovessero incrociare il libretto e avere un lieve stimolo cerebrale lui si sentirebbe l'uomo più felice del mondo. Che poi con i libri non si sa come va a finire. Tra settant'anni con gli uomini smistati in una colonia su Marte (tutto made in Cina ovviamente) qualche studioso potrebbe interessarsi a questa testimonianza, una voce proveniente dall'«epoca Umana», nella quale Umano voleva ancora dire qualcosa". (dalla prefazione di Alessandro Di Lecce)
12,00 €

Il papà non è un cretino... è solo molto sfortunato

Il papà non è un cretino... è solo molto sfortunato

Alberto Mazzoleni

Libro: Libro in brossura

editore: Lubrina Bramani Editore

anno edizione: 2020

pagine: 196

In questa divertente raccolta Alberto Mazzoleni narra con sincerità e autoironia il suo personale punto di vista su tanti episodi che lo hanno visto protagonista alla guida di mezzi di trasporto "su gomma". A partire dai primi anni di età, a cavallo di biciclette, fino a giorni più recenti, al volante di automobili, i suoi racconti esprimono tutta la "rombante" passione e talvolta la "calcolata" incoscienza nell'affrontare situazioni che fortunatamente non hanno causato alcun danno a persone terze. La simpatia va subito ai genitori dell'autore, che spesso hanno raccolto i "rottami" ma che non hanno mai smesso di credere in lui, consegnandoci ora "un utente della strada attento, prudente e, finalmente, fortunato".
12,00 €

Pina Inferrera. Fragile, maneggiare con cura

Pina Inferrera. Fragile, maneggiare con cura

Cristina Gilda Artese, Gabriele Rinaldi, Paola Suardi

Libro: Libro in brossura

editore: Lubrina Bramani Editore

anno edizione: 2020

pagine: 68

"Pina Inferrera da sempre dedica la propria indagine artistica alla Natura. Partendo da riflessioni sull'impatto della antropizzazione e dell'industrializzazione sull'ambiente e sulle conseguenze a volte disastrose ed irreversibili causate negli ecosistemi dalla diffusione dell'utilizzo delle plastiche in molti comparti industriali, la Inferrera ha voluto con diverse modalità proporre attraverso le sue creazioni degli spunti di riflessione sulla responsabilità collettiva dei danneggiamenti all'ambiente. Lo ha fatto per esempio con i riusi di scarti industriali, con l'installazione Gocce realizzata con relitti di cabine del telefono e led, con le macro installazioni dedicate al mondo animale e vegetale, quali le sue Crisalidi artificiali, o con i pomodori giganti di Natura Altera per parlare di ogm. La sua vuole essere una intelligente provocazione visiva che non rinuncia in ogni caso a creare bellezza. Anche trattando temi ostici, l'estetica di Inferrera non cede mai allo strumento di un incontrollato utilizzo del trash per provocare la riflessione ed il dibattito, lo dimostra il fatto che riesca persino ad utilizzare quelli che sono degli scarti, degli avanzi destinati alla discarica, per creare forme e strutture che sono inni estetici alle bellezze naturali. La sua ricerca negli anni, ed in particolare da quando ha iniziato a prediligere la fotografia come media espressivo principale, è sfociata in immagini sempre più rarefatte e delicate, raggiungendo in ogni caso efficacia simbolica. Proprio a dimostrazione del fatto di come non vi sia bisogno di gridare per farsi ascoltare. Inferrera racconta nei suoi paesaggi intimistici la comunione degli elementi naturali: dell'aria, della terra, dell'acqua, sui quali regna regista assoluta la luce. La rarefazione della messa a fuoco, la tecnica della sovraesposizione, il gioco dei riflessi, hanno reso nel tempo le sue opere sempre più delle mappe di codici dell'animo da decifrare, perdendo la connotazione del racconto di un luogo e di un tempo, e casomai rappresentando uno stato emotivo. Sono diventati racconti di uno stato dell'essere, di un sentire individuale, che come avviene in letteratura con la migliore poesia, si tramuta in sentimento universale. […] La materia raffigurata da Inferrera si è trasformata ed aleggia in quello stadio delicato e provvisorio dello stato di passaggio. Dell'essere per non essere. Un vegetale che è spirito e pensiero. Questa la fragilità cui allude l'Inferrera: la delicatezza dell'essere che sta mutando, che è in transizione. Nella mutazione tutti gli esseri viventi vivono un preciso momento di fragilità: abbandonano uno stato per ritrovarsi in un altro. Da lì il "maneggiare con cura", il rispettare i tempi e la condizione, per non perderne l'intima ed assoluta bellezza. Tutti gli esseri viventi, sia del mondo vegetale, sia del mondo animale, non sono mai uguali a se stessi: attimo dopo attimo mutano, si trasformano, muoiono e si rigenerano. Sopravvivono e resistono a qualcosa e si lasciano morire dinnanzi a ad una altra forza o energia. Abbandonano uno stato per ritrovarsi in un altro. Una mutazione chimica, biologica, alchemica continua ed incessabile, che è sintomo talvolta di caducità ma in molti altri casi è prova di resistenza adattiva nel tempo. Ogni opera di Fragile, maneggiare con cura rappresenta una sorta di haiku visivo: evanescente, allusivo ma incisivo". (Dalla prefazione di Cristina Gilda Artese).
30,00 €

Il trombetta. Il mezzopoeta. L'aspirante secretario. Tra Bergamo e l'Europa del XVI secolo

Il trombetta. Il mezzopoeta. L'aspirante secretario. Tra Bergamo e l'Europa del XVI secolo

Maria Mencaroni Zoppetti

Libro: Copertina morbida

editore: Lubrina Bramani Editore

anno edizione: 2020

pagine: 388

Quando anni fa mi sono imbattuta nel manoscritto MAB6 (già Delta 2.3), conservato nella Biblioteca Civica A. Mai di Bergamo, schedato come Libro/viaggio, non immaginavo che mi sarei trovata di fronte a una sorta di giallo letterario del XVI secolo, né che mi sarei dovuta destreggiare tra episodi della storia dell'Europa del Cinquecento e vicende minori in cui furono coinvolti tre bergamaschi. Sin dall'inizio la lettura del manoscritto mi ha coinvolto facendomi sentire dentro un gioco di scatole cinesi, ricco di fughe in avanti e di ripiegamenti. Dalle carte di quel piccolo codice affiorano i grandi protagonisti del secolo, ma non emerge alcun legame tra loro e un autore, perché il manoscritto di Bergamo è anonimo. Il lungo titolo alla carta 1 che apre il testo, quasi fosse un indice, recita tutti gli argomenti narrati. Stupisce, e sembra impossibile, che un 'libretto' di modeste dimensioni riesca a contenere una storia intensa, drammatica, violenta e nello stesso tempo frivola e festosa, attraversata dai suoi interpreti in soli quindici anni (1548-1563). Tanta ricchezza di contenuti, tante narrazioni mi affascinano, inevitabilmente mi incuriosiscono e spingono a cercare informazioni, innanzitutto sul manoscritto: come e quando è arrivato in Biblioteca? A chi apparteneva? Queste domande a tutt'oggi non trovano risposta. Significa che nessuno si è mai imbattuto in esso? Da una parte questo silenzio può scoraggiare, dall'altra aumenta il desiderio di saperne di più. Se non conosco chi l'abbia scritto, posso cercare di sapere chi faccia parte della storia in esso narrata. Per prima cosa (e ci metto molto tempo) trascrivo il codice. Quando, infine, leggo di fila la trascrizione è come se iniziasse un mio personale viaggio per conoscere quei grandi nominati nel Libro, quelle vicende che hanno arroventato gli anni in questione, quelle storie minute, ma non marginali, di gente comune, quella visione delle città europee, quei paesaggi attraversati, le montagne, i mari, i fiumi... Sin dalle prime carte compare un personaggio che nel titolo del manoscritto non è nominato, ma che nella storia narrata riveste un ruolo straordinario, il Principe Vescovo di Trento. Per caso, cercando la bibliografia su di lui, mi imbatto nello studio "Il viaggio in Spagna del Cardinale Cristoforo Madruzzo (1548) nella Cronaca di Cerbonio Besozzi", studio pubblicato a Trento nel 1962. Quale viaggio? Indago presso la Biblioteca trentina, mi dicono esserci altri studi, pubblicati alla fine del XIX secolo e durante il Novecento, tutti basati su un manoscritto che è conservato nella Hof und Staatsbibliothek di Monaco di Baviera. Quale manoscritto? La mia ricerca incontra le "Fontes Rerum Austriacarum, Österreichische Geschichts-Quellen" e lo studio pubblicato nel 1904 su un manoscritto conservato in Germania e conosciuto come Die Chronik des Cerbonio Besozzi. Cosa è, cosa racconta quella "cronaca"? Chi è l'autore? Riesco a farmi inviare la copia digitale del manoscritto di Monaco, il 330 it, schedato come codice cartaceo del XVI secolo. Dal confronto mi rendo conto che l'esemplare (più elegante dal punto di vista formale) è identico nel contenuto a quello di Bergamo, ma con una differenza sostanziale: in apertura alcuni versi attribuiti a Achille Muzio assegnano la paternità dell'opera a Cerbonio Besozzi. Ma se i due esemplari sono identici, perché in quello di Bergamo non c'è traccia dell'autore? Uno di seguito all'altro nascono molti interrogativi: cosa unisce i bergamaschi Muzio e Besozzi, semisconosciuti in patria, con una storia che attraversa l'Europa del Cinquecento? E poi: esistono solo due esemplari della medesima storia? Vedremo che probabilmente non è così. (M.M.Z.)
20,00 €

Passioni. La magia nella natura. Amici si raccontano. Volume 5

Passioni. La magia nella natura. Amici si raccontano. Volume 5

Libro: Copertina rigida

editore: Lubrina Bramani Editore

anno edizione: 2020

pagine: 144

Percorrendo un sentiero in un bosco è come entrare in un santuario. La magia della natura ci avvolge, ci conquista, ci sovrasta, ci inonda di felicità all'apparenza ingiustificata, ma motivata da quel sentirsi parte di un universo senza confini, senza barriere, dove tutti siamo uguali perché abbiamo il nostro posto accanto a ogni piccolo altro pezzo di puzzle che compone l'immensità. Allo stesso modo, gli orizzonti che si aprono sugli sconfinati teatri del mondo fino a raggiungere il punto dove il mare si unisce al cielo senza soluzione di continuità, sentire il rumore della risacca, l'acqua che ci lambisce le membra, la voce delle creature che abitano la terra, la musica del vento, il boato di un temporale, tutto ci riporta prepotentemente alla vita. E le sensazioni che proviamo nell'immergerci nella natura, anche quella più vicino a noi, ci restituiscono sempre il senso dell'esistenza. Amare la natura ci dà un senso di sollievo, oggi più che mai perché a volte ce la sentiamo strappata dalle mani e dal cuore. E sempre di più vogliamo proteggerla. Per proteggerci. C'è beatitudine nei boschi inesplorati, c'è incantesimo sulla spiaggia solitaria, c'è vita anche nel più piccolo respiro. Quel che vedo nella natura - diceva Albert Einstein - è una struttura magnifica che possiamo capire solo molto imperfettamente, il che non può non riempire di umiltà qualsiasi persona razionale. È con umiltà, quindi, che occorre avvicinare la natura, la Grande Madre, che inspiegabilmente può essere salvifica e allo stesso tempo matrigna. La sua potenza evocativa è sempre tutto quello che sappiamo senza però avere la capacità di dirlo, perché la nostra sapienza nulla può a confronto della sua apocalittica semplicità. Così, ognuno di noi rimane immobile davanti a questo miracolo che è l'eternità della natura che si rinnova, risorge, ci illumina, ci motiva e ci risolleva. A volte ci colpisce, come il fuoco ha colpito l'Asante Sana Children's Home di Malindi, sostenuto da anni da Pierdomenico Regazzoni attraverso il progetto Passioni, con impegno, motivazione, coinvolgimento e tanto amore. E anche questo nuovo libro è un ulteriore atto d'amore, così come un atto d'amore è il suo contenuto che raccoglie i pensieri e le parole di chi ama profondamente la natura intesa come respiro del mondo. Le storie raccontate in queste pagine rivelano quello che di più profondo è custodito nel cuore degli autori che si scoprono e si rivelano davanti al grande mistero. Le storie narrate in queste pagine sono il contributo di anime generose, che si sono messe a nudo anche per aiutare chi vive davvero nella natura selvaggia e giorno dopo giorno prova a costruirsi un futuro. Non sta a noi giudicare quale sarà il futuro migliore per i bambini dell'Asante Sana Children's Home, ma sta a noi decidere se vogliamo contribuire a offrire loro gli strumenti per aiutarli a comprendere e a scegliere il futuro che più desiderano. Strumenti che per i nostri figli sono scontati, ma che per loro non lo sono: una casa, un'istruzione e soprattutto il sostegno delle persone che quotidianamente hanno accanto. E la natura in questo ci è maestra. Perché terra e cielo, boschi e campi, laghi e fiumi, montagna e mare sono ottimi mentori e ci insegnano ad amare e a rispettare tutto ciò che ci circonda. Perché è nel cuore dell'uomo che la vita dello spettacolo della natura esiste; e solo se riusciamo a sentirla dentro saremo in grado di vederla ovunque. Anche in un piccolo fiore solitario. (dalla prefazione di Viviana Bertocchi)
30,00 €

Fiabe al dritto e al rovescio. Le storie che mi è capitato di vivere, le fiabe che avrei voluto ascoltare

Fiabe al dritto e al rovescio. Le storie che mi è capitato di vivere, le fiabe che avrei voluto ascoltare

Caterina Zanotti, Mariella Bettineschi

Libro: Copertina morbida

editore: Lubrina Bramani Editore

anno edizione: 2020

pagine: 152

Collages di Mariella Bettineschi. Le bellissime fiabe che Caterina Zanotti ha scritto in questo libro sono l'esito di un'elaborata tessitura di pensieri e d'immaginazione in cui sono messe a confronto storie vissute e fiabe cariche di pathos, fiabe che l'autrice avrebbe desiderato ascoltare nell'infanzia. Credo che l'autrice non abbia usufruito di questo ascolto che spetterebbe a qualunque bambino, ma, nonostante la mancanza di narrazioni sospirate, Caterina Zanotti è stata capace, grazie a un talento innato, di creare in modo originale, nuove storie che coinvolgono emotivamente il lettore dall'inizio alla fine. Si tratta di sei fiabe accompagnate da ricordi di vicende centrali nella vita dell'autrice. Consiglio a ogni lettore di dare particolare attenzione al titolo di ogni fiaba poiché, nel profondo, non sono staccate l'una dall'altra ma sono legate da un fil rouge che parte da elementi dolorosi e talora traumatici per raggiungere, attraverso percorsi travagliati e incrociati, la speranza e da qui la possibilità di amare ed essere amati. Ogni fiaba è caratterizzata da una svolta che cambia il destino degli sventurati protagonisti e ciò rispecchia i cambiamenti che l'autrice ha attraversato non solo per destino ma anche per tenacia e desiderio di essere. Non entro nei contenuti delle fiabe per lasciare al lettore la curiosità della scoperta ma credo che gli elementi che maggiormente caratterizzano i protagonisti sono la capacità di attendere, quindi la pazienza, e un desiderio di operare un passaggio dal rischio di una gelida chiusura alla spinta verso un caldo e affettivo accoppiamento. Mirta, (Clo)tilde, Celeste, Carlotta, Costanza sono figure emblematiche di prigioniere rinchiuse in gabbie solitamente dorate impregnate di una sofferenza mortifera, ma sono anche eroine tenaci nella ricerca di "cambiare vita, o meglio, di avere una vita" (p. 100) come dice Carlotta nella fiaba il Mago Alarì. Cinque protagoniste alle prese con il proprio corpo, con i propri sensi, con la propria femminilità, con un materno impietoso, ma dove la presenza di una funzione edipica consente loro di accogliere un maschile favorendo la possibilità di creare una relazione vitale e amorosa. Il sesto protagonista è invece Sisifo, espressione della ripetizione infaticabile ed estenuante, travagliato dalla persecuzione della morte, costretto a "un viaggio sempre uguale che gli serviva per riempire il vuoto che, a volte, saliva dalle viscere e dal cuore" (p. 141). Caterina Zanotti rivisita e rielabora un mito tragico ma, anche in questo caso, si sofferma su una visione creativa e personale in cui "dalla roccia informe compare la testa di un bimbo" (p. 148). Il destino di Sisifo è quello della morte ma, dove l'approdo alla morte si fa dolce, tollerabile, accettabile, come ben si evidenzia alla fine del racconto, a fronte dell'angoscia e del terrore della fine. Mi sono chiesto più volte perché l'autrice abbia introdotto quest'ultimo racconto sull'inevitabile caducità dell'esistenza, che sembra apparentemente molto dissonante rispetto alle altre fiabe. Credo che la ragione sia questa: nelle prime cinque fiabe l'autrice ha potuto trasmettere quanto sia meraviglioso e stupefacente poter approdare alla pienezza della vita, dopo aver attraversato perigliosi e dolorosi travagli. Ed è, grazie a una vita piena, anche se talora costellata da dolori, che si può darne un senso e da qui si può dare anche significato allo scorrere del tempo. Ritengo che queste fiabe, grazie alla loro poesia e alla loro estetica, interpretino in modo profondo la dimensione di Eros e Thanatos con delicatezza e tatto rendendo la lettura adatta agli adulti e ai bambini. (dalla Prefazione di Ronny Jaffè). Età di lettura: da 3 anni.
13,00 €

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