Monte Università Parma
Saluti da Mantova. Cartoline d'epoca dalla collezione Sergio Simonazzi. Volume Vol. 1
Luigi Sguaitzer
Libro: Libro in brossura
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2010
pagine: 80
Il libro è una raccolta di cartoline d'epoca che hanno ritratto Mantova negli anni con i suoi luoghi simbolo, la tradizione dei carri e dei carretti, le zone militari, i luoghi di culto, il complesso ducale e molti altri. L'attenzione maggiore è rivolta alle strade, ai monumenti, alle piazze senza però dimenticare le persone come nelle immagini dedicate ai momenti dell'alluvione o in quelle che ritraggono le bugandere, le lavandaie, che svolgono il proprio lavoro sulle rive del Mincio. L'orgoglio di appartenere a una città storica che "è stata la capitale di un ducato tanto piccolo quanto ricco di beni materiali, culturali e spirituali" rivive nella volontà di regalare ai lettori un pezzo di questa storia e della città, ben lontani dall'alterigia gli autori vedono il proprio lavoro più come un regalo per i mantovani e per i "foresti". Un percorso tutto fotografico che accompagna il lettore-spettatore in un viaggio per le strade e le piazze di Mantova e che gli permette di vedere com'era la città, cosa è andato perduto nel tempo, cosa è cambiato e cosa resiste immutato da anni. Ogni categoria della collezione, sono sette, è accompagnata da un testo, che illustra ulteriormente e completa il senso delle foto, e dalla spiegazione di quasi tutte le cartoline riprodotte, non mancano aneddoti, curiosità e dichiarazioni legate alla città. Un compendio di storia mantovana scritto prima dalle immagini e poi dalle parole.
Saluti da Mantova. Cartoline d'epoca dalla collezione Sergio Simonazzi. Volume Vol. 2
Luigi Sguaitzer
Libro: Libro in brossura
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2010
pagine: 80
Il volume ritrae nelle sue pagine alcuni aspetti e luoghi tipici della città, divisi in sette categorie: piazze, porte, porto catena, il rio, i tram, palazzo Te e la periferia. Ognuno di questi itinerari è introdotto da un testo che ne spiega la storia, ne svela le curiosità e ne mette in risalto i particolari, le immagini invece sono accompagnate da didascalie che si soffermano sui particolari delle cartoline ritratte o da testi in dialetto mantovano. Pagine che contestualizzano le foto legandole al tessuto cittadino e fornendo al lettore una storia, oltre che dei monumenti, di Mantova stessa. L'attenzione è rivolta perlopiù ai luoghi, e in questo volume in particolare alle strade, ai porti e alle piazze, più che alle persone che nelle istantanee ritratte sembrano essere un accessorio del luogo fotografato, ne completano il senso, ma i protagonisti sono gli scorci dei ponti, le rotaie dei tram, le barche nel porto, le porte di accesso alla città. A dimostrazione di questo particolare interesse per il territorio, la sezione sulla periferia che ritrae i luoghi fuori della città dove l'attenzione è tutta per la natura, per un campo, un parco, una villa immersa nel verde. In questo volume c'è anche un'ottava sezione fotografica dal titolo "Saluti da Mantova", una raccolta di cartoline che, oltre a ritrarre scorci di Mantova e dei suoi luoghi caratteristici, riportano l'intestazione "Saluti da Mantova".
Reggio Emilia com'era. Volume Vol. 1
Giorgio Casamatti
Libro: Libro rilegato
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2010
pagine: 127
"Se non sappiamo da dove veniamo, non sappiamo nemmeno dove andiamo. Conoscere la storia della propria città non è uno sfizio riservato a studiosi da accademia, ma una necessità che ci permette di rispondere a molte domande. Di Reggio Emilia si usa dire che sia un vecchio paesone di campagna trasformatosi con il tempo in una città industriale e artigiana. Un po' di verità c'è, ma non è tutto qui". (dall'Introduzione)
Reggio Emilia com'era. Volume Vol. 2
Giorgio Casamatti
Libro: Libro in brossura
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2010
pagine: 127
"Se non sappiamo da dove veniamo, non sappiamo nemmeno dove andiamo. Conoscere la storia della propria città non è uno sfizio riservato a studiosi da accademia, ma una necessità che ci permette di rispondere a molte domande. Di Reggio Emilia si usa dire che sia un vecchio paesone di campagna trasformatosi con il tempo in una città industriale e artigiana. Un po' di verità c'è, ma non è tutto qui". (dall'Introduzione)
Roberto Longhi, Giuseppe Prezzolini. Lettere 1909-1927. Ediz. numerata
Roberto Longhi, Giuseppe Prezzolini
Libro: Copertina morbida
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2010
pagine: 173
"Ogni aquila ha la sua cima". È con questo magistrale incipit che Cesare Garboli, riprendendo un verso di Simonide, introduce il carteggio tra Roberto Longhi e Bernard Berenson pubblicato da Adelphi nel 1993. E l'incipit ricordato potrebbe ancora valere, se non per introdurre, almeno per far da buon viatico a quest'altro carteggio (pressoché coevo al precedente e intercorso tra gli anni 1909 e 1927) tra lo stesso Longhi e Giuseppe Prezzolini. Si ha infatti a che fare anche in questa occasione con temperamenti di vaglia, con studiosi che alla severa disciplina culturale associano la capacità di voli verso alte cime letterarie. Longhi, studente diciannovenne presso la Facoltà di Lettere torinese, scrive nel maggio del 1909 a Prezzolini, direttore della "Voce", per proporsi come collaboratore alla rivista. Solo tre anni sarebbero trascorsi prima di poter registrare l'invio della prima missiva di Longhi a Berenson (settembre 1912), missiva che apre il richiamato carteggio tra i due grandi storici dell'arte che non solo è, come si è detto, pressoché coevo a quello che presentiamo, ma anche con esso si interseca attraverso il contenuto di alcune interessanti lettere che possiamo qui leggere. Inoltre, come nel caso precedente, un giovane Longhi ci appare ben agguerrito nel manifestare le proprie aspirazioni e indiscusse qualità culturali, associate alla volontà di porsi in quell'inizio di secolo come un profondo innovatore della critica d'arte.
Principi generali e tecniche operative del processo civile romano nei secoli IV-VI d.C. Atti del Convegno (Parma, 18-19 giugno 2009)
Libro
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2010
pagine: 327
Le ricerche raccolte nel presente volume, frutto di un progetto cofinanziato MIUR, si propongono di fornire un contributo significativo allo studio della legislazione imperiale sul processo postclassico-giustinianeo. Le indagini, condotte su di un ampio arco cronologico, hanno perseguito lo scopo di approfondire alcuni temi cardine del processo tardo imperiale, quali quelli relativi alla figura del giudice (competenza, livello di indipendenza e imparzialità), alla parità nel processo civile tra attore e convenuto, al potere di infliggere la tortura, alla necessità di contenere la durata dei processi, al valore documentario della scrittura e alla sua efficacia probatoria. Indubbio motivo di arricchimento è, infine, il fatto che molti dei temi centrali sono considerati da angolature differenti, offrendo al lettore una preziosa pluralità di punti di vista.
La stagione di un recensore. Cinquanta corsivi
Ezio Raimondi
Libro
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2010
pagine: 164
La rondine e la piuma. Scegliere la traiettoria nel governo dell'economia
Franco Mosconi
Libro
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2010
pagine: 232
La fucina dei caratteri. Gli strumenti di lavoro di Giambattista Bodoni
Libro: Copertina rigida
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2010
pagine: 134
Emancipation, liberation and freedom. Romantic drama and theatre in Britain (1760-1830)
Libro: Copertina rigida
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2010
pagine: 208
Dirige Michelotti da Parma. Vita e passioni di un grande arbitro
Claudio Rinaldi
Libro: Copertina rigida
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2010
pagine: 272
Una vita con il fischietto, quella di Alberto Michelotti. Grande arbitro, protagonista per vent'anni negli stadi d'Italia e d'Europa. In campo è un duro: grazie alla stazza da vichingo, alla grinta, "frutto - dice lui - delle privazioni e delle umiliazioni subite negli anni dell'adolescenza". Dalle testimonianze di grandi campioni del passato - Rivera e Mazzola, Corso e Zoff, Boninsegna, Riva, Paolo Rossi - e di colleghi arbitri - Campanati e Gussoni, Agnolin e Prati, i suoi guardalinee storici Sozzi e Battilocchi - il ritratto di un fuoriclasse del fischietto, ma anche di un uomo determinato e coerente. Michelotti racconta anche la sua passione per la musica e per Verdi: il Regio è la sua seconda casa, da quasi quarant'anni è il Don Carlo del mitico Club dei 27. Un libro che non è solo un prezioso omaggio a un grande arbitro ma una rievocazione appassionata e avvincente della vita di un uomo autentico, che ha sempre e con orgoglio sventolato un'unica bandiera: quella della libertà di pensiero e di azione.

