Neri Pozza
Eredità bretone. Catena di delitti a Concarneau. Un caso per il commissario Dupin
Jean-Luc Bannalec
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2025
pagine: 256
Concarneau, vigilia di Pentecoste. L'estate bretone – vele colorate che penzolano pigre sul mare, cieli vibranti d'azzurro, una brezza mite che porta con sé l'odore del sale – sta per iniziare. La famosa "città blu" della Bretagna è pronta a tuffarsi nelle lunghe giornate di sole. Il commissario Georges Dupin vorrebbe fare altrettanto, e in particolare cenare finalmente da solo con la sua compagna Claire, ma una telefonata inattesa rompe quell'idillio. Non è il commissariato, e nemmeno uno dei suoi collaboratori, ma la signora Chaboseau, moglie dello stimato cardiologo locale. Il dottor Chaboseau è morto, precipitato dalla grande vetrata panoramica della sua mansarda, e ora giace nel cortile circondato da schegge di vetro che brillano come gioielli. Questa volta però alla vecchia Citroën XM di Dupin vengono quantomeno risparmiati i consueti chilometri, perché i coniugi Chaboseau abitano nel medesimo palazzo in cui ha sede l'Amiral, il ristorante dove il commissario ama recarsi per il suo piatto preferito, l'entrecôte. La violenta fine del medico scuote la buona società cittadina: Chabouseau apparteneva a una delle famiglie più influenti della zona, e né la moglie né i suoi più cari amici riescono a dare un senso a quel crimine. Perché di crimine si tratta, di questo Dupin è certo.
La felicità silenziosa di Akiko
Jan-Philipp Sendker
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2025
pagine: 304
Akiko Nakamura ha ventinove anni e un lavoro stabile come amministrativa in un’agenzia pubblicitaria di Tokyo. Ha perso da poco sua madre, una donna forte, solida, che l’ha cresciuta da sola. Akiko ha imparato ad affrontare la vita un giorno per volta, in una routine che per lei è fonte di serenità: si alza molto presto, svolge con dedizione le sue mansioni in ufficio, anche le più ripetitive, va a lezione di francese, e nel weekend si riposa, mette in ordine e pulisce casa. Ma quella bolla di quiete, che chiude fuori la città col suo ritmo incalzante e caotico, non è fatta per resistere agli imprevisti della vita: una sera uscendo dal supermercato, Akiko incrocia lo sguardo di un uomo. Lo riconoscerebbe tra mille. È il suo vecchio compagno di liceo, il primo ragazzo per cui ha provato qualcosa di simile all’amore. Kento. Tredici anni sono passati dal loro ultimo incontro, anni in cui Akiko non ha smesso di chiedersi se stesse bene, se avesse una moglie, dei figli. Anni in cui gli ha riservato un posto speciale nel suo cuore. Tutto poteva immaginare, tranne la realtà: Kento ora vive staccato dal mondo, esce pochissimo e soltanto di notte, è un hikikomori. Akiko sente il desiderio, e il dovere, di strappare l’amico dal suo isolamento, ma uno sconvolgente segreto di famiglia arriverà dal passato a intralciare i suoi piani. Forse è lei ad aver bisogno di aiuto, dell’aiuto di Kento: perché lei non è la persona che credeva di essere. E quelle prove di serenità organizzata, che sono state la sua vita finora, non servono più. La solennità di un rito, la purezza di un sentimento, l’incanto del silenzio potrebbero essere i nuovi luoghi della felicità.
Il sale dei morti
Salvatore Falzone
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2025
pagine: 224
Ernesto Vassallo ha sempre amato la valle del sale, chiamata così per via della miniera dismessa, ormai solo un groviglio di ferraglia arrugginita e calce sbrecciata che il sole del tramonto infiamma sul fianco della collina bianca. Nei tanti anni trascorsi lontano dalla Sicilia, lontano dal paese di T., era questo uno dei luoghi, con i suoi boschi di eucalipti odorosi, a cui sognava di tornare. Eppure adesso, accanto alla recinzione rugginosa, a terra, c’è il corpo di un uomo, sul volto l’espressione da soldato caduto in battaglia. Un uomo cui Ernesto era legato e che ora ha trasformato per sempre la sua miniera in un sepolcro muto. Appena una manciata di giorni prima, nel centro per immigrati dove presta servizio come medico volontario, il suo sguardo aveva incrociato gli occhi verdi di Youssef. Il giovane gli aveva raccontato con nostalgia della sua vita in Marocco, lui che era giardiniere ma anche poeta. E così al medico era parso naturale affidargli la cura delle sue piante, per quel senso di sfrontata intimità malgrado le evidenti differenze tra loro. Una mattina Youssef non si era presentato, ed Ernesto aveva ripensato subito, con un brutto presentimento, alle due parole sussurrate dal giovane il giorno prima. Ho paura. Se solo avesse chiesto, cercato di capire, forse Youssef sarebbe ancora vivo. Ma la morte di un immigrato non è certo la priorità per nessuno a T., non per il commissariato, non per la stampa, non per politici e politicanti. Ernesto è solo a cercare la verità, a muoversi su un percorso a ostacoli di corruzione e omertà. L’ossessione di rendere giustizia a chi non pensava di averne diritto riapre ferite del passato, diventa una questione di sopravvivenza. Come il colibrì che porta una goccia d’acqua nel becco verso l’incendio, sarà una rivoluzione, piccola ma straordinaria.
La fortuna dei Kérambrun
Hélène Gestern
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2025
pagine: 512
Bretagna, oggi. Dalla stazione dei treni di Saint-Malo, cittadina fortificata sulla Manica, il mare non si vede. S’intuisce soltanto, dalla sabbia che il vento getta sulle strade, dal modo in cui il cielo s’appesantisce assorbendo il riverbero della luce. Eppure basta poco, ed ecco che davanti agli occhi di Yann de Kérambrun si spalanca la distesa tonante, l’azzurro profondo striato di grigio, l’orizzonte senza fine. La piccola isola di Cézembre, proprio dirimpetto. È guardando quell’orizzonte, quell’isola, che gli avi di Yann hanno immaginato e poi costruito la loro fortuna. Ed è lì che, in fuga da una Parigi aggressiva e opprimente, Yann torna, riprendendo possesso dell’antica villa di famiglia. Yann è l’ultimo di una stirpe di armatori, erede riluttante della Kérambrun & Figli: una compagnia che non ha alcun desiderio di possedere, che non è stato cresciuto per amministrare. Quella compagnia ha divorato l’esistenza di suo padre e ingoiato metà della breve vita di suo fratello. Ora però Yann non può più sottrarsi. Nel rimettere ordine fra le carte, si imbatte nei taccuini del bisnonno Octave, il fondatore, brillante capitano d’industria che in quelle pagine si rivela uomo inquieto, segnato dalla tragedia. Yann si è sempre rifiutato di conoscere la storia dei suoi avi ma ora – con tutta la solitudine del mondo sulle spalle – non può fare a meno di chiedersi quali altri dolori si siano inabissati nella vita di Octave, quali ferite possano riverberare nel tempo, fino a lui. Romanzo sui segreti e i ricordi che la natura custodisce nel silenzio, "La fortuna dei Kérambrun" è la storia straordinaria di una famiglia cui il mare ha dispensato e sottratto le sue fortune, ma anche un’ode alla bellezza della costa bretone, alle profondità del cuore umano.
Il fuggitivo. Sulle tracce di un prigioniero di guerra fra l'India di ieri e di oggi
Carlo Pizzati
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2025
pagine: 320
Nel dicembre 1940, un giovane ufficiale degli Alpini, Ottone Menato, viene catturato in Egitto durante la sanguinosa battaglia di Nibeiwa. La sua incredibile odissea inizia con una fuga attraverso il deserto del Sinai al fianco di beduini. Dopo l’arresto nello Yemen, viene trasferito nei campi di prigionia britannici in India. Ma Ottone non si rassegna: evade dai reticolati di Bangalore con tre commilitoni. Braccato nella giungla infestata da pantere, serpenti e altri animali feroci, è aiutato da pastori e contadini indiani. Riacciuffato, questa volta viene internato nel campo di Yol, alle pendici dell’Himalaya, dove pianifica subito l’ennesima evasione e dove scopre un microcosmo inaspettato: teatri con attori che recitano in abiti femminili, cinema sotto le stelle, dibattiti culturali e una comunità che, dopo l’8 settembre 1943, si spacca tra antifascisti, con più possibilità di movimento, e la cosiddetta Repubblica fascista dell’Himalaya, i non-collaboranti rinchiusi nel campo 25. Ottant’anni dopo, Carlo Pizzati, discendente di Ottone e scrittore che vive in India da quindici anni, si mette sulle tracce del prozio seguendo un romanzo dello stesso Ottone sulla sua ricerca di libertà. Tra Mumbai, Bangalore e Dharamsala, tra archivi segreti e ricostruzioni dei piani dell’intelligence britannica per “rieducare” i prigionieri italiani, emerge un dialogo intimo con il passato che intreccia l’India di oggi, proiettata verso un futuro sempre più potente, con quella degli anni Quaranta, in bilico tra colonialismo e indipendenza.
La donna senza memoria. Le indagini di Madame le commissaire
Pierre Martin
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2025
pagine: 352
L’amato sindaco Thierry non c’è più. La sua tragica scomparsa ha lasciato un vuoto enorme nella comunità di Fragolin, che solo con grande fatica e impegno sta lentamente tornando alla normalità. O almeno così sembra. Chissà se il tempo rimargina davvero tutte le ferite, si chiede Isabelle Bonnet, per tutti Madame le commissaire, che di ferite se ne intende e sa bene che al loro posto rimangono sempre e soltanto cicatrici. E proprio quando Isabelle comincia a ricostruire una sembianza di quotidianità – le corsette mattutine tra i campi di lavanda, le nuotate nel mare blu, i café au lait con l’amica Clodine – ecco che la routine appena riconquistata va di nuovo in frantumi. Il suo fedele assistente Apollinaire si è scontrato, letteralmente, con un nuovo caso, rischiando di investire con la sua auto una donna che gli ha tagliato la strada sbucando all’improvviso dal bosco. È in stato di shock, non riesce a parlare, non ricorda cosa le è accaduto e nemmeno il suo nome. Ha la testa fasciata per nascondere un taglio che però sembra medicato da un professionista. Isabelle non riesce a trovare indizi per risalire all’identità della donna e quando le domande che si accavallano diventano troppe, si decide a lanciare un appello sui social. Peccato che in quel momento la donna senza memoria svanisce nel nulla. Con il suo settimo caso da risolvere, torna in libreria una delle detective più amate della narrativa contemporanea, che, tra il sole della costiera provenzale e le oscurità della natura, ci porta con sé in una nuova, appassionante avventura.
Nel nome di Allah. Origine e storia dell'islamismo radicale
Boualem Sansal
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2025
pagine: 144
Questo libro tratta dell’ascesa dell’islamismo nel mondo arabo. Non è, però, un trattato accademico né un’inchiesta giornalistica, ma una ricostruzione narrativa basata sulla testimonianza di uno scrittore il cui paese, l’Algeria, già dai primi anni Sessanta si è dovuto misurare con tale fenomeno. L’Algeria era allora «la Mecca dei rivoluzionari», un paese socialista, profondamente laico, guardato con ammirazione in tutto il mondo progressista. Algeri era una città dove accorrevano Che Guevara, Castro, Mandela, il generale Giap e altri celebrati protagonisti delle guerre di liberazione dell’epoca. Agli occhi della società algerina i primi predicatori islamisti apparivano perciò come individui bizzarri dall’abbigliamento e dal vocabolario così stravaganti da suscitare simpatia. Anni dopo quella stessa società avrebbe scoperto, dapprima con stupore e poi con impotenza, che quell’islamismo così insignificante si era talmente diffuso in tutto il paese che mobilitava folle immense, organizzava milizie capaci di imporre l’ordine islamista nelle strade, sviluppava un’economia cosiddetta islamica, si accaparrava in modo massiccio le attività caritatevoli, si infiltrava nelle rivolte popolari, sfidava ogni giorno lo Stato e infine si installava in Occidente e attaccava la democrazia utilizzando la democrazia stessa con abilità e astuzia. Nel nome di Allah è un’agile storia delle varie correnti, scuole e movimenti dell’islamismo, e del suo rapporto con la cultura araba, che getta luce su un fenomeno che, benché abbia offuscato l’immagine dell’Islam trasformandosi in un fascismo assassino che obbedisce solo alla volontà di potenza, continua a piantare radici nel mondo musulmano.
Vivere. Il conto alla rovescia
Boualem Sansal
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2025
pagine: 240
«La Terra sta per scomparire, punto, e l’umanità sarà evacuata da un’astronave inviata in suo soccorso da un’entità sconosciuta». Poche parole per andare al cuore di questo romanzo di Boualem Sansal, “il Voltaire algerino”, che affida a una distopia caustica e disperata il tentativo di decifrare i fallimenti della nostra epoca ma anche un’intensa riflessione sulla natura umana. Paolo ha quarant’anni, e da diciotto giorni nella sua testa si svolge un conto alla rovescia: fra l’una e le due di notte ha sperimentato una visita aliena, o forse uno stato di premorte. Ricorda solo l’ultimatum: il mondo finirà fra 780 giorni. Paolo fa parte di un piccolo gruppo di uomini e donne, i Chiamati, che hanno ricevuto la medesima visione e dovranno approfittare di quella finestra temporale per decidere chi potrà partecipare, molto lontano dalla Terra, alla creazione di una nuova società. Come e chi scegliere, tuttavia, è il problema che si spalanca subito loro di fronte; come sbarazzarsi di dittatori, usurpatori, mafiosi, mascalzoni e contemporaneamente costituire un gruppo che risponda ancora alla definizione misteriosa e labile di “umanità”? Con la prosa vertiginosa che gli appartiene, Sansal ci regala un romanzo abbagliante – parte racconto filosofico, parte favola onirica –, un inno insolente e generoso a indipendenza e libertà. Non c’è niente di più eccitante per l’uomo dell’odore della guerra, che fa rima con tante cose che hanno reso grande la storia: la gloria, l’eroismo, la virilità, la vendetta, il bottino, i generali e i marescialli leggendari, le rimpatriate all’insegna dello spirito dei bei tempi eroici, i grandi amori disperati.
Essere umani. L'impatto dell'intelligenza artificiale sulle nostre vite
Madhumita Murgia
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2025
pagine: 320
Una poetessa britannica, un rider di Pittsburgh, un’attivista cinese in esilio, una rifugiata irachena a Sofia, un frate francescano a Roma apparentemente non avrebbero nulla in comune se le loro storie non fossero raccontate qui nel momento in cui l’intelligenza artificiale è entrata nelle loro vite. Inveterata tecno-ottimista, Madhumita Murgia si è occupata di IA fin dai suoi albori, quando la tecnologia era neonata, fortunata erede del business dei big data. Ora, però, dopo un decennio di studi approfonditi, sente il dovere di raccontare le tante facce dell’entità che nel frattempo ha fagocitato un’immane quantità di dati dal comportamento digitale di miliardi di individui, incessantemente alimentata da lavoratori (umani) sottopagati. Se non ci fa più alcun effetto interagire con un chatbot, dovrebbe invece scuoterci sapere che non c’è più ambito umano che non sia colonizzato da sistemi automatizzati – dall’istruzione al lavoro, dal bene pubblico ai diritti, dall’economia alla salute – e che il libero arbitrio forse non esiste più. Dando voce a tante persone comuni, fuori dalla privilegiata Silicon Valley, Murgia smaschera la silenziosa violenza quotidiana di potentissime tecnologie imperfette su individui, comunità, società. Come verranno governati negli anni a venire gli algoritmi e i loro effetti sarà decisivo per il nostro futuro, eppure all’orizzonte non si vedono decisioni condivise su come esercitare una qualunque forma di controllo, su come non consegnare la nostra autorità morale alle macchine. L’autrice tuttavia non si limita, per così dire, a buttare la bomba, ma indica un percorso di resistenza. Se l’IA sta già modificando, nel piccolo e nel grande, ciò che significa essere umani, cosa accadrebbe se, tutti insieme, rivendicassimo la nostra umanità? "Ognuna delle storie che racconterò potrebbe essere la vostra. I sistemi di IA avranno un impatto sulla vostra salute, sul vostro lavoro, sulle vostre finanze, sui vostri figli, sui vostri genitori, sui vostri servizi pubblici e sui vostri diritti umani. Se non l’hanno già avuto".
Il giardino delle nebbie notturne
Twan Eng Tan
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2025
pagine: 416
Altipiani di Cameron, Malesia, 1988. La giudice Teoh Yun Ling ha deciso di abbandonare la città e la professione di una vita. Una decisione inaspettata, sorprendente e, secondo il parere di molti, prematura. La ragione, infatti, è oscura a tutti tranne che a lei: una malattia strisciante minaccia di strapparle ogni ricordo, privarla perfino della parola. L’unico luogo in cui Teoh Yun Ling trova riparo è Yugiri, il giardino delle nebbie notturne: un luogo in cui ha vissuto e amato molti anni prima; il luogo delle memorie, del silenzio, della contemplazione. Altipiani di Cameron, Malesia, 1951. Yun Ling ha ventotto anni, l’animo in guerra e una ferita ostinata in fondo al cuore. È una sopravvissuta: alla Seconda guerra mondiale, al campo di prigionia in cui è morta sua sorella, all’odio per gli invasori nipponici che in lei è una brace sempre accesa. È per questo motivo che decide di cercare Aritomo, misterioso giardiniere giapponese che vive isolato su quelle montagne in cui lei è cresciuta. Intende chiedergli di realizzare un giardino in nome della sorella scomparsa: la necessaria riparazione alle torture della guerra. Inaspettatamente, l’uomo rifiuta: non progetterà per lei il giardino, non assumerà su di sé le colpe del suo popolo. Si offre però di prenderla come apprendista fino all’arrivo del monsone, in modo che la ragazza possa imparare la sua arte. Presto Yun Ling scoprirà che, proprio come un giardino, anche l’animo umano sa accomodare molte cose: cose benevole e generose, ma anche contraddittorie e brutali. Cose come la violenza, il tradimento. Cose come l’amore. Dalla penna magistrale di Tan Twan Eng, "Il giardino delle nebbie notturne" è una storia poetica e tragica, in cui guerra, bellezza e memoria si uniscono nel racconto straordinario di una vita.
Green. Da Celentano a Greta. Storia avventurosa degli ecologisti
Mauro Suttora
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2025
pagine: 256
Nel gennaio 1966 Adriano Celentano canta a Sanremo la prima canzone ecologista d’Italia: Il ragazzo della via Gluck. Sei mesi dopo, Fulco Pratesi fonda la sezione italiana del Wwf. Queste date possono essere considerate l’inizio del movimento verde italiano, anche se già dal 1955 Italia Nostra si batte per un’urbanistica rispettosa dell’ambiente. Negli anni Settanta viene pubblicato il rapporto I limiti dello sviluppo del Club di Roma, che denuncia lo sfruttamento delle risorse limitate della Terra. I primi partiti verdi europei approdano nei parlamenti, in Italia nell’87. Il disastro di Černobyl’ ha dato vigore alle lotte antinucleari, che sfociano in Italia nel referendum contro l’energia atomica. Da allora gli ecologisti, in politica, ottengono risultati altalenanti. Mentre in Francia e Germania toccano punte del 20% dei voti, in Italia si fermano al 6% nel 1989. Dopo la conferenza del 1992 a Rio de Janeiro la lotta contro l’inquinamento si amplia: prende di mira tutte le emissioni di CO 2, accusate di provocare riscaldamento globale e cambiamento climatico. La keniota Wangari Maathai, prima ministra ambientalista in Africa, nel 2004 vince il Nobel per la Pace. Che tre anni dopo va all’ex vicepresidente Usa Al Gore, anch’egli ecologista. Nel 2018 esplode il fenomeno Greta Thunberg e nuove generazioni si danno all’attivismo, con azioni dirette nonviolente ma anche vandalismi che originano polemiche. Il Green Deal in Europa e nel mondo gli accordi di Kyoto e Parigi dettano legge: i governi impongono la transizione energetica, causando grossi problemi a settori dell’economia e la defezione di Stati negazionisti, come gli Stati Uniti di Donald Trump.
Il tradimento di Thomas True
A. J. West
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2025
pagine: 416
1710: la Londra georgiana sopravvissuta al Grande Incendio è una città in fermento, piena di cantieri che non dormono mai. Lì dove c’era il legno ora si ricostruisce in pietra, ma accanto alla nuova cattedrale di St Paul c’è il lugubre manicomio di Bedlam, accanto al London Bridge con le sue graziose botteghe ci sono ladri, marinai, mendicanti e prostitute. E poi c’è Thomas True, scappato in città dalla campagna e dalla durezza del padre, integerrimo pastore protestante. In alto, sui ponteggi, lavora invece Gabriel Griffin, quando non si occupa di ripescare dal fiume i corpi degli annegati. Entrambi si ritroveranno quella sera da Madre Clap, un locale per soli uomini dove gli avventori perdono la propria identità pubblica per assumerne una femminile: le chiamano molly, non possono dichiarare a nessuno chi sono, cosa provano, chi amano. E Gabriel, lo sa fin dal primo istante in cui lo vede, ama Thomas. Eppure, nonostante vivano esistenze rigorosamente nascoste, le molly non sono al sicuro: c’è una spia fra di loro, che le sta uccidendo una per una. Se Gabriel vuole salvarsi, salvare Thomas, dovrà scoprire chi sta vendendo i loro nomi alla Society for Reformation of Manners. Prima che i giudici Grimp e Myre arrivino in città e ordinino, come da consuetudine, di impiccarle tutte. Gabriel si trova così a vagare per una Londra notturna e insidiosa, costretto a mettere in discussione le vite e i legami della sua piccola comunità. Fra travestimenti, messaggi in codice, gang di orfani, esplosioni, lingue mozzate e testimoni sbranati da leoni, Gabriel scoprirà che il modo migliore per nascondere qualcosa è proprio sotto gli occhi di chi guarda. E che l’altra faccia della verità si chiama tradimento.

