Spirali
La parola è la vita in atto. Le lucciole e i girasoli
Armando Verdiglione
Libro: Libro in brossura
editore: Spirali
anno edizione: 2025
pagine: 590
La vita è la parola in atto. Le lucciole e i girasoli. Un libro di 580 pagine, costituito da aforismi, note, appunti con una scrittura leggera e irriverente, che compie un'analisi dell'epoca, senza moralismo, senza vittimismo, ben oltre i luoghi comuni sociologici o psicologici. Questo libro prova quanto sia vano opporre la vita alla parola: se la parola fosse un aspetto della vita, la vita oltre la parola sarebbe tutta da immaginare o da credere, sarebbe la vita sottoposta all'arbitrio della propria idea e del proprio pregiudizio, una vita pensabile, una vita spirituale. Per questo le dottrine misteriche e lo stesso “discorso scientifico” cercano e presumono di dominare e d'imperare sulla parola, per poter tentare di toglierla o di darla, di controllarla e di spazializzarla, per un monopolio dell'uso della morte dunque sulla vita. La vita senza ideale è la vita in atto, è la parola nel suo principio, nelle sue particolarità e modalità. L'atto di parola non si contiene: e non si contengono i mondi, le galassie e gli oceani, non si contengono le lucciole e i girasoli, il fiore e la stella, non si contengono la direzione e l'orizzonte. Le lucciole non sono in debito o in credito con le lanterne. Con l'onda delle lucciole, nessun tempo del tempo, fra il risparmio del piede e la misura del passo. E la questione dei girasoli è la questione della rivoluzione civile della luce in direzione della cifra, della qualità della vita.
Vincent Van Gogh
Armando Verdiglione
Libro: Libro in brossura
editore: Spirali
anno edizione: 2025
pagine: 336
In questo libro trovate l’analisi e la lettura dell’opera di Vincent van Gogh che riguarda gli ultimi anni trascorsi a Nuenen fino al periodo a Anversa e a Parigi, a Arles, a Saint-Rémy e a Auvers. L’opera di Vincent van Gogh è costituita da lettere, schizzi, disegni, quadri. Il libro consente attraverso la lettura di un QRCode di accedere a un sito che raccoglie le immagini di tutte le opere citate nel libro. Verdiglione scrive: «Non abbiamo tenuto l’opera di Vincent van Gogh dinanzi a noi, magari per specchiarci, per commemorare e rimemorare, oppure per dialogare con essa. Non abbiamo messo l’opera dinanzi a noi per illuminarla e illuminarci, arroccati fra sordità e ottundimento. È l’opera di Vincent van Gogh che tiene noi dinanzi: e ci convoca nella sua onda, ci attira nella sua attenzione, nel suo orizzonte, nella sua direzione. È l’opera che non si abbandona e non ci abbandona. È l’opera estranea all’arbitrio della fatalità, all’arbitrio del nostro pensiero, della nostra immaginazione o della nostra credenza. È l’opera nella sua linguistica rivoluzionaria, nella sua dissidenza e nella sua cifratura. È l’opera che, noi dinanzi, non ci chiede il soccorso delle nostre idee né il concorso dei nostri diplomi. È l’opera indipendente». Vincent van Gogh scrive: «Quel che io cerco di ottenere non è di essere capace di disegnare una mano ma il gesto, non di disegnare una testa matematicamente corretta ma la grande espressione. Respirare il vento quando uno zappatore alza, per un istante, la testa o quando parla. In breve, la vita». Non si disegna la mano ma il gesto. Non si disegna la testa idealmente corretta ma la grande espressione. Questione non del comportamento o del fatto, ma della manualità, della gestualità, nella sua linguistica rivoluzionaria. Questione della vita e della sua lingua. Vincent van Gogh scrive: «La vita non è lunga per nessuno e la sola questione è di farne qualcosa». E insiste sull’accettazione della vita: «Io ignoro se guadagneremo dei soldi, ma, riuscendo a lavorare enormemente, sarò contento». Lavorare, lavorare enormemente: e il nutrimento arriva con ciò che si fa. «Per dipingere questo quadro ho ingaggiato una rude battaglia, una di quelle per le quali provo un grande entusiasmo».
Il mito di Ajasé. La questione madre in Giappone e in Occidente
Keigo Okonogi
Libro: Libro in brossura
editore: Spirali
anno edizione: 2025
pagine: 174
In questo libro, l'autore, tra i fondatori della psicanalisi giapponese, mette a confronto Occidente e Oriente analizzandone i due miti fondatori, colti nella loro estrema attualità: il mito greco di Edipo e il mito orientale di Ajasé. Nel primo caso, analizzato da Sigmund Freud, si tratta di parricidio, che comporterà anche la morte della madre; nel secondo - formulato da Heisaku Kosawa negli anni trenta - si tratta di un matricidio mancato che comporta il perdono da parte del figlio verso la madre. Ma risalta anche l'assenza del padre. Ne emerge uno spaccato della famiglia giapponese che consente al lettore occidentale di intendere riti, abitudini e particolarità della società giapponese. Ma soprattutto l'importanza, anche per l'Occidente, dell'elaborazione della questione madre, per leggere in modo nuovo problemi attuali come la violenza in famiglia, l'evaporazione del padre, il “masochismo” materno, lo “stress da mancanza di scopo” nei giovani e non solo, il disagio della prosperità.
La nave dei folli
Sebastian Brant
Libro: Libro in brossura
editore: Spirali
anno edizione: 2025
pagine: 380
Nessuna opera letteraria di lingua tedesca ha avuto altrettanta risonanza e incidenza quanto la Narrenschiff di Sebastian Brant, edita a Basilea nel 1494 durante il Carnevale altorenano. Fu ristampata più volte, ebbe subito varie traduzioni in latino, che le consentirono l'accesso nei circoli umanistici e fu tradotta in inglese, olandese e francese. In Italia la prima pubblicazione ha dovuto attendere il 1984 con Spirali Edizioni, con la dall'antico tedesco in rime baciate da parte di Francesco Saba Sardi. Oggi Spirali propone una seconda edizione arricchita dalla . L'opera è composta da 112 satire illustrate con xilogafie, molte realizzate da Albrecht Dürer. Proseguendo la metafora platonica della “nave dei folli” come esempio del malgoverno che porta alla deriva la società, e riferendosi alla pratica prerinascimentale di caricare balordi, sbandati, vagabondi su navi lasciate andare alla deriva, Brant sferza i vizi umani, diffusi fra nobili e contadini, dotti e ignoranti, gentildonne e prostitute, incarnando la critica alla società del tempo, usando il Carnevale e il naufragio finale come metafore dell'eccesso e della punizione eterna quando manca il pentimento. Per Brant il folle è il peccatore, per questo per ognuno è pronto un posto sulla nave dei folli: da chi scrive libri inutili a chi sopravvaluta la fortuna, da chi cerca moglie per denaro a chi dona e se ne pente, da chi gozzoviglia a chi studia troppo. Si dà insomma prova di follia sempre e dovunque. Lo stesso autore si definisce “Sebastian Brant, matto forsennato”. In questo testo straordinario per la sua scorrevolezza e la pregnanza si articola una sorta di danza macabra (Totentanz), colorata, tragica ma anche umoristica, che invita alla riflessione mentre diverte con una lingua ricca di proverbi, giochi di parole e anche licenziosità. Prefazione di Gabriella Landini.
Freud, Marx. Economia e simbolico
Jean-Joseph Goux
Libro: Libro in brossura
editore: Spirali
anno edizione: 2025
pagine: 352
Ha ancora senso parlare di lotta di classe in un'epoca in cui sono i lavoratori a scegliere l'imprenditore? "Freud, Marx. Economia e simbolico" dimostra che le istituzioni funzionano economicamente, cioè sessualmente. Attraverso l'analisi dei testi di Marx e di Freud, Jean-Joseph Goux trova che l'equivalente generale dell'economia (l'oro) ha la stessa funzione del fallo e del padre nelle società patriarcali e della moneta nella finanza. Un filo sottile attraversa ambiti apparentemente distanti fra loro, provocando effetti sconvolgenti alla base di trasformazioni come quelle attuali, difficili da intendere senza l'opera di sintesi che offre questo libro, di cui non è ancora stata tratta appieno la lezione, a distanza di oltre cinquant'anni dalla sua prima pubblicazione in Francia (1973). Per Goux l'economia non è una "scienza triste", perché non è sorretta da algoritmi ma da dinamiche sessuali che egli illustra in modo chiaro e scientifico. Da qui l'impossibilità di definire una volta per tutte i concetti di scambio e di valore e di fissare i ruoli nei rapporti fra capitale e lavoro, così come fra uomo e donna, fra genitori e figli. Una volta analizzati i concetti fondamentali che stanno alla base dell'organizzazione della società e della produzione, l'autore si chiede se essi servano al funzionamento delle attività vitali o al controllo degli umani. E noi ci chiediamo se quella che viene chiamata la crisi dei cosiddetti "valori" tradizionali della famiglia, del lavoro e della sessualità non sorga proprio dall'esigenza di un'altra sessualità e di un'altra economia, non più legate agli equivalenti generali (padre, fallo, oro), ma, come auspica Goux nel suo libro, frutto di un "nuovo modo di riorganizzazione, un nuovo modo, ancora imprevedibile, di simbolizzare", ovvero di scambiare, di vivere, di lavorare e di giocare.
Per ragioni di salute. Vita e opere di san Carlo Borromeo
Fabiola Giancotti
Libro: Libro rilegato
editore: Spirali
anno edizione: 2025
pagine: 1000
Questo libro consente di restituire in san Carlo Borromeo un intellettuale moderno. In occasione del quarto centenario della canonizzazione, l’autrice restituisce alla lettura i testi di san Carlo Borromeo, attraverso dieci capitoli di approfondimento e l'Index Opera Borromeo, un pratico dizionario con circa 800 lemmi e migliaia di occorrenze, tratte dall'opera edita di San Carlo (Omelie, Acta Ecclesiæ Mediolanensis, Discorsi e Lettere). In uno dei capitoli si ricostruisce la storia della famiglia Borromeo, attraverso le vicende che hanno portato alla formazione dello stemma (in Appendice il testo integrale La nobiltà borromea del 1718) e alla luce delle testimonianze delle fasi reperibili nelle residenze borromee, in particolare nella Villa San Carlo Borromeo di Senago, che fu del cugino di san Carlo, il cardinale Federico. In un altro capitolo si approfondisce la vicenda della "peste di san Carlo" del 1576, che termina grazie al tempestivo intervento di san Carlo e ai suoi provvedimenti per cui ci furono meno vittime. Il volume è impreziosito da un ricco corredo iconografico con riproduzioni originali di manoscritti e codici antichi e una galleria di 62 opere inedite, realizzate negli ultimi vent’anni da pittori e scultori italiani e stranieri. La figura di san Carlo si delinea infine attraverso le numerose testimonianze di papi e cardinali tra il XVI e il XVIII secolo, le note di Pio X, Pio XI, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, e di intellettuali quali Francesco Panigarola, Torquato Tasso, Federico Borromeo, G.B. Visconti, Giovanni Fratta, Giuseppe Ripamonti, Carlo Maria Maggi, G.A. Sassi, Alessandro Manzoni, Cesare Cantù, Aldo Gerbino. A conclusione un'ampia e aggiornata bibliografia.
L'autorità
Carlo Sini, Roland Sublon, André-Jean Arnaud
Libro: Libro in brossura
editore: Spirali
anno edizione: 2025
pagine: 180
A quarant'anni dalla prima edizione, la proposta della raccolta di saggi dal titolo "L'autorità" risponde all'esigenza di offrire un contributo a un tema quanto mai attuale. La presunta evaporazione della funzione del padre, il dibattito sul patriarcato, la persistenza del bullismo, l'allarme per le bande giovanili, la cosiddetta fragilità dei giovanissimi, non possono essere analizzati senza indagare che ne è della funzione dell'autorità oggi e quale può essere il suo apporto per affrontare queste problematiche in modo lucido e clinico e non meramente emotivo o emergenziale. Ritroviamo qui testi di psicanalisti come Armando Verdiglione e Roland Sublon, di filosofi come Carlo Sini e Enrico Opocher, di giuristi come Vittorio Frosini e Paolo Dusi che intervengono su temi quali il rapporto tra autorità e potere, il senso di colpa e la responsabilità, il segreto istruttorio e la libertà d'informazione, la crisi del diritto e il mal essere dei giuristi. Ne emerge che, al di là della facile quanto vuota alternativa autoritarismo/autorevolezza, l'autorità è quel che dà inizio e aumenta, e rende impossibile la possessione e la padronanza sulla parola: quanto meno è assunta e impersonificata, tanto più risulta una funzione simbolica e non una facoltà.
La registrazione
Armando Verdiglione
Libro: Libro in brossura
editore: Spirali
anno edizione: 2025
pagine: 695
Questo libro pubblica in un solo volume di 600 pagine tre testi inediti, da tempo attesi, di Armando Verdiglione, notissimo scienziato inventore della cifrematica, la scienza della parola. Sono La realtà intellettuale (scritto dal 2011 al 2013), Parola mia (con scritti del 2014-2015) e La holding intellettuale (scritto nel 2015). Tre opere essenziali in cui, procedendo dalla vanificazione dell'impianto ideale, ideologico e concettuale della psichiatria e della psicoterapia, l'autore pone le basi della scienza della parola come scienza della vita che diviene valore. Precisando, in modo semplice e chiaro i termini della scommessa della rivoluzione cifrematica, l'autore compie una traversata delle questioni essenziali del nostro tempo, fino a un manifesto dell'avvenire. La ricerca e l'impresa, la sanità e la salute, la finanza, l'intelligenza artificiale, l'educazione, la dissidenza e la tolleranza trovano il loro statuto intellettuale, scientifico e pragmatico senza più debito nei confronti dello spiritualismo condiviso, frutto dell'ideologia del nulla e della morte dominante e imperante.
Il martello delle streghe
Heinrich Institor, Jacob Sprenger
Libro: Libro in brossura
editore: Spirali
anno edizione: 2025
pagine: 496
Questo libro è un long seller pubblicato in lingua latina a Strasburgo nel 1486, Il Martello delle streghe (Malleus malleficarum) è il testo ufficiale della persecuzione contro le streghe. È stato scritto da due inquisitori domenicani, autorizzati dalla bolla Summis desiderantes affectibus, promulgata dal Papa Innocenzo VIII e fu tradotto in decine di lingue, ottenendo un successo immenso. Questi inquisitori, che hanno mandato al rogo centinaia di donne, sotto il principio dell'Esodo che "non bisogna lasciare in vita neanche una strega", devono dimostrare l'esistenza delle streghe e documentare i loro misfatti: "procurano gli aborti", "tolgono agli uomini i membri virili", "suscitano grandinate e tempeste". In questo libro, pubblicato in Italia, con la prefazione e la cura di Armando Verdiglione, per la prima volta nel luglio 1977 e, dopo venti edizioni, esaurito dal 2010, Institor e Spenger spiegano le ragioni dell'inquisizione, la procedura in ciascun caso, nella ricerca del mostro eversivo, del complotto diabolico, nella negazione della dissidenza delle donne e per spazzare via il sesso che è per loro sempre contro natura. Ma la negazione del femminile trae in un delirio politico gli inquisitori travolti dalla fantasmatica della sessualità femminile fino all'allucinazione, la pornografia, al romanzo d'amore, fino a dimenticare Dio, il diavolo, la genealogia provocati dal corpo delle streghe.
Il gerundio della vita. Analisi e clinica
Armando Verdiglione
Libro: Libro in brossura
editore: Spirali
anno edizione: 2024
pagine: 880
Analisi e clinica è il volume 2 della serie: "Una vita di cifrematica". Un palinsesto di note e di epistole: sono scrittura civile, novelle della vita che stiamo vivendo, fra ironie e anafore, fra aneddoti e aforismi, fra analisi e clinica. Il processo linguistico narrativo di questo libro attraversa innumerevoli questioni nodali della nostra epoca e della nostra vita di ciascun giorno: al di là della geopolitica o dello psicologismo imperanti, in questo testo la scienza della vita procede fra l'analisi e la clinica in direzione del valore, senza più patologia, senza più gnosi. Come dire? Dicendo. Come fare? Facendo. Come vivere? Vivendo. Il gerundio non è il passato, non è il presente, non è il futuro. Il gerundio non ha soggetto, non ha remore o rimandi, è in atto. Parlando, il gerundio è il processo linguistico rivoluzionario narrativo. “Chi dimora nel gerundio”, scrive Verdiglione, “non sta a ‘pensarci', non sta a pensare la relazione, non sta a pensare la cosa, non sta a pensare sè, il tempo e l'Altro. Chi dimora nel gerundio ha la chance, soltanto lui, di divenire cifra della civiltà della vita.” La vita trascorre in queste pagine, la vita senza autobiografia e senza personalismi, la vita nella sua vivenza, nel suo facendo, nel suo gerundio. E chi si attiene al gerundio non sta a sperare nell'avvenire o a cercare la salvezza: per questo non è mai in pena, mai in debito, mai in credito. E quando la soddisfazione non è più bandita, con il gerundio l'occorrenza e l'opportunità ci traggono all'approdo del piacere.
La granello e la goccia. La species nova
Armando Verdiglione
Libro: Libro in brossura
editore: Spirali
anno edizione: 2024
pagine: 704
Il libro costituisce il vol. 1 della serie "Una vita di cifrematica", avviata dal vol. 0 intitolato "La cosa. Il narcisismo della vita". Il libro sfugge alle categorie letterarie, non rientra negli schemi della critica, non compiace lo scientismo. Del resto chi mai può definire o controllare il granello e la goccia, incompatibili come sono con l'unità e la totalità, con i canoni del luogo comune e dei regimi? Qui intervengono le questioni nodali della nostra epoca e Verdiglione coglie gli asterischi, gli indici, i segnali della nostra era. La nostra era, nonostante l'epoca, è l'era della 'species nova', è l'era del divenire qualità, valore, cifra. L'autore ci indica come la nostra sia una fase nuova della vita, della ricerca, della poesia, dell'impresa, della politica, della produzione e della riuscita. Indica che l'avvenire sta dinanzi a noi: sta nella realizzazione della nostra esperienza, nella sua capitalizzazione. La 'species nova' è senza l'idea di appartenenza: non ci sono fratelli di specie, non c'è unità di specie. Ne risulta che la species nova sta nella lezione e nel destino di cifra: è la 'species' dell'era della missione e del messaggio.
La ballata del Moro Canossa
Maria Antonietta Viero
Libro: Libro in brossura
editore: Spirali
anno edizione: 2024
pagine: 132
In questo libro si narra della vita e dei suoi valori presso il paese natìo dell'autrice, Breganze. È un viaggio nella tradizione familiare, con una scrittura a tratti aspra, a tratti solenne, ma sempre forte e tranquilla. Nella narrazione si affiancano prosa e poesia. Una lettura dell'esperienza che è anche programma di vita, in cui i protagonisti della storia, il Moro, detto Canossa, la Femena, sua moglie, e la Piccola sono restituiti nella loro realtà effettiva. E lungo il testo tracciato dalla memoria si dipinge uno scorcio di paradiso.

