Succedeoggi Libri
Venezia (e Goldoni)
Gabriele D'Annunzio
Libro: Libro in brossura
editore: Succedeoggi Libri
anno edizione: 2024
pagine: 120
Gabriele d’Annunzio ha sempre avuto un amore speciale per Venezia. Ancor prima del suo “viaggio iniziatico” nel 1887, l’ha posta al centro di alcuni suoi scritti giornalistici del periodo romano che si rivelano essere un singolare “rito preparatorio” a quella visita tanto attesa. Oltre all’intramontabile fascino della Serenissima, la sua attenzione è rivolta al Carnevale, al mondo delle maschere e all’eredità di Carlo Goldoni. Ed è questo il cammino sotterraneo che l’ha poi portato a elaborare il romanzo Il Fuoco, in cui considera la protagonista Foscarina (alter ego di Eleonora Duse) l’ultima discendente di quella gloriosa stirpe di attori avviata nel XVIII secolo da Cesare d’Arbes. Il volume, curato dalla studiosa Maria Pia Pagani, raccoglie e commenta una singolare galleria di testi dannunziani – nel tempo ingiustamente finiti tra le pagine disperse – in cui il raffinato cronista mondano già si presenta come un maestro della scrittura.
Sguardi e battaglie. La critica d'arte nei saggi di «Mercurio»
Toti Scialoja
Libro: Libro in brossura
editore: Succedeoggi Libri
anno edizione: 2024
pagine: 192
Prima di essere uno dei maestri indiscussi della pittura astratta italiana del Secondo Novecento, prima di essere autore di raffinati giochi e incastri poetici di grande spessore espressivo e sperimentale, Toti Scialoja è stato un importante critico d’arte. Negli anni che seguirono la Liberazione di Roma (giugno 1944), partecipò all’avventura editoriale di Mercurio, il «mensile di politica, arte e scienza» fondato da Alba de Cespedes e che, fino alla chiusura avventura nel 1948, rappresentò la palestra della grande ricerca culturale antifascista non marxista del tempo. Su Mercurio, il giovane Toti Scialoja, già apprezzato pittore di scuola espressionista, recensisce mostre, scopre talenti, ricorda i maestri scomparsi: le sue pagine scritte per quella gloriosa rivista sono quasi il romanzo di formazione di una generazione, quella degli artisti che volevano lasciarsi alle spalle le avanguardie picassiane per andare incontro a un nuovo lirico astrattismo. Sullo sfondo, poi, ci sono i segni di un dibattito nato nell’immediato dopoguerra ma che esploderà negli Anni Cinquanta contrapponendo gli astrattisti ai figurativi patrocinati dal Pci di Togliatti e guidati da Renato Guttuso.
Che cos'è il teatro
Nicola Fano
Libro: Libro in brossura
editore: Succedeoggi Libri
anno edizione: 2024
pagine: 190
Perché Shakespeare fece interpretare il chiaro di luna a un attore? Perché Goldoni tessé l’elogio dei gondolieri? Perché Beckett chiese a due comici di aspettare Godot? E perché Sofocle vietò a Edipo di accecarsi davanti al pubblico? Il teatro è un gioco, e perciò pieno di regole da rispettare: conoscerle significa poter capire meglio che cos’è il teatro. Ogni spettatore e ogni attore accettano una serie di convenzioni millenarie nel cui rispetto risiedono la forza del teatro e la sua specificità. Attraverso l’analisi di alcune grandi opere della letteratura teatrale, questo libro si offre come un manuale ad uso di studenti, spettatori e appassionati per leggere i linguaggi che compongono il teatro. Lo spazio dei grandi registi, da Shakespeare a Strehler, è quello in cui l’emozione teatrale vive. La parola, da Sofocle a Pirandello, è il fondamento della poesia e della narrativa, ma a teatro da sola non basta. La musica – da Aristofane a Kurt Weill – accompagna il teatro fin dalla sua nascita. Infine, nel corpo dell’attore tutto si riunisce, anche grazie alle teorie e alla pratica che va da Eschilo a Mejerchol’d. Nuova edizione ampliata e aggiornata.
Memorie olimpiche. Storie di campioni (e di spettatori)
Libro: Libro in brossura
editore: Succedeoggi Libri
anno edizione: 2024
pagine: 130
Gianni Cerasuolo, Loretto Rafanelli, Valentina Fortichiari, Pasquale Di Palmo, Alberto Fraccacreta, Filippo La Porta, Corradino Mineo, Marco Vitale, Gabriella Mecucci, Giuseppe Grattacaso, Flavio Fusi, Paolo Vanacore, Giuliano Compagno, Arturo Belluardo e Valeria Viganò raccontano le avventure olimpiche di Carlo Airoldi, Dorando Pietri, Johnny Weissmuller, Annibale Frossi, Jesse Owens, Armin Hary, Mohamed Alì, Abebe Bikila, Abdon Pamich, Dick Fosbury, Marcello Fiasconaro, Mark Spitz, Pietro Mennea, il Settebello e Iosefa Idem. Prima di essere quel grande supermarket di chiacchiere e immagini che sono diventati da qualche tempo, i Giochi Olimpici erano una faccenda di persone. E basta. Chi li ha reinventati, il barone De Coubertin, diceva che l’importante è partecipare, non vincere, e non aveva tutti i torti, all’inizio. Donne e uomini delle Olimpiadi hanno colpito l’immaginario in quanto persone comuni, prima che campioni. Così, almeno, quindici scrittori qui ricostruiscono le avventure di altrettanti protagonisti di un’avventura umana che solo casualmente passava per le maglie dello sport e della sua massima competizione della modernità.
La religione delle lettere. L’omaggio della «Fiera letteraria» a Giuseppe De Robertis
Libro: Libro in brossura
editore: Succedeoggi Libri
anno edizione: 2024
pagine: 148
Un Maestro della critica letteraria – Giuseppe De Robertis – e un parterre di intellettuali di prim’ordine che gli rendono omaggio. Sono Giovanni Battista Angioletti, Luigi Baldacci, Carlo Bo, Lanfranco Caretti, Carlo Cassola, Giulio Cattaneo, Emilio Cecchi, Enrico Falqui, Gianfranco Folena, Mario Fubini, Nicola Lisi, Giorgio Luti, Mario Luzi, Gianna Manzini, Adelia Noferi, Alessandro Parronchi, Enrico Pea, Leone Piccioni, Ildebrando Pizzetti, Adriano Seroni e Giuseppe Ungaretti a firmare gli articoli dedicati a De Robertis, pubblicati nell’aprile del 1955 su «La Fiera letteraria», periodico rappresentativo e di larga diffusione, che amava destinare “gallerie” a poeti, scrittori, critici italiani. Il fascicolo, ora riproposto in questo libro curato da Gloria Manghetti, fu affidato allo stesso Piccioni, che di De Robertis era stato allievo e che in poco meno di due mesi, promosse e organizzò per il Maestro una raccolta di interventi di grande respiro, diversi, oltre che per misura, per impostazione e taglio (ricordi, testimonianze, veri e propri saggi).
Il tocco dell'invisibile. La grafite di Edward Burne-Jones
Laura Falqui
Libro: Libro in brossura
editore: Succedeoggi Libri
anno edizione: 2024
pagine: 116
Nell'opera del pittore inglese Edward Coley Burne-Jones (1833-1898), considerato l’ultimo preraffaellita, s'intrecciano due diverse scelte espressive: una splendente che si manifesta nella pittura, e una evanescente che si esprime nei disegni. Se lo splendore si svela in tutte le sue soluzioni cromatiche, l’evanescenza è altrettanto ricca, ma più segreta, più delicata e altrettanto preziosa. A questa particolar produzione – quella che conduce al “tocco dell'invisibile” – è dedicato questo studio di Laura Falqui. I disegni di Burne-Jones rappresentano quasi un corpus a sé stante nella produzione del maestro inglese, dato l'impulso quasi automatico che lo spingeva a usare la matita o altri strumenti grafici: un vero e proprio fiume sotterraneo rispetto alle sue opere maggiori, oggi disseminato in vari musei e difficilmente accessibile allo sguardo del pubblico. In tale produzione, Laura Falqui ritrova una sorta di mondo parallelo in cui le forme del reale si sciolgono nel calco di una vita impallidita. La prefazione di Marzia Faietti, con la sua profonda competenza di storica del Disegno, e la postfazione di Raffaele Milani, studioso di estetica, arricchiscono il il volume.
Mondo e teatro nella poetica di Goldoni
Mario Baratto
Libro: Libro in brossura
editore: Succedeoggi Libri
anno edizione: 2023
pagine: 160
Nel 1957, con il saggio "Mondo e Teatro nella poetica di Goldoni", Mario Baratto rivoluzionò la critica goldoniana togliendo il grande commediografo veneziano da una dimensione piatta e manieristica – nella quale era caduto fin dal primo Ottocento – per consegnarlo all’empireo della grande cultura illuminista europea. Pietra miliare della critica e della storiografia teatrale, vero e proprio oggetto di culto per alcune generazioni di studiosi e studenti, il saggio di Baratto era più noto per via delle citazioni dei suoi allievi piuttosto che non nell’edizione originale; questa, infatti, risaliva alla trascrizione di un ampio intervento a un convegno di Studi goldoniani: insomma, un vero “mito” editoriale. E, dunque, questa nuova edizione in volume vuole finalmente rendere disponibile a tutti gli interessati e agli appassionati uno strumento di comprensione della duplice meraviglia del teatro e di Goldoni. Il saggio è introdotto da una prefazione scritta per l’occasione da Paolo Puppa, lo studioso che forse più di altri ha preso il testimone lasciato da Baratto.
Morandi e Montale. Un intrecciarsi di piani poetici
Marilena Pasquali
Libro: Libro in brossura
editore: Succedeoggi Libri
anno edizione: 2022
pagine: 144
Vite parallele, quelle di Giorgio Morandi ed Eugenio Montale? Sì, almeno in parte, la parte che attiene a sensibilità, linguaggio e poetica in quell’incandescente crogiolo di passato e futuro che è la prima metà del Ventesimo Secolo. È Francesco Arcangeli, storico dell’arte tra i più vicini al pittore, a scrivere: «In Italia soltanto Montale è, quasi contemporaneamente, fratello a quel Morandi che non conosce». Ma, poco più tardi, Morandi e Montale si incontrano grazie ad amici comuni quali Filippo de Pisis, Cesare Brandi, Luigi Magnani, Giuseppe Raimondi. E il poeta acquista direttamente dall’artista due dipinti – un piccolo mazzo di fiori in vaso del 1942 e una natura morta del 1946 – che lo accompagnano nel suo trasferimento da Firenze a Milano nel 1948 e poi sempre illuminano il suo salotto accanto alle tele di de Pisis e alle sue stesse carte dipinte, matite, acquerelli e pastelli di acuminata leggerezza.Inseguendo questi indizi, Marilena Pasquali – studiosa dell’opera di Morandi, da sempre affascinata dalle analogie di sensibilità e pensiero che si possono cogliere nell’opera di entrambi – ricostruisce la relazione tra il pittore e il poeta. E la sua arte e la poesia.
I segreti del signor Graziano. Commedia ridicolosa
Gian Lorenzo Bernini
Libro: Copertina morbida
editore: Succedeoggi Libri
anno edizione: 2022
pagine: 112
Esistono molti documenti che testimoniano la passione teatrale di Gian Lorenzo Bernini: soprattutto cronache degli spettacoli che il grande artista scriveva e allestiva a Roma, nei palazzi dell'aristocrazia papalina. Per esempio, si conosce l'effetto che suscitò sul pubblico una rappresentazione nella quale lo spazio scenico era totalmente coperto d'acqua o quella in cui gli spettatori si ritrovavano specchiati in un falso pubblico ricostruito da Bernini sul fondo della scena. Mancava, però, il segno più importante di questa esperienza: i testi. Questo libro colma la lacuna. I segreti del signor Graziano racconta le avventure di un uomo appassionato d'arte e di teatro - nel quale Bernini stesso si può rintracciare in filigrana - in una Roma del Seicento popolata di servi furbi e mercanti imbroglioni, ciascuno dei quali porta in scena una personale visione del mondo. Tecnicamente, si tratta di una Commedia ridicolosa, ossia un testo appartenente a un genere molto apprezzato nel Seicento a metà strada fra la suggestione classica e la Commedia dell'Arte. Ma al di là del dato tecnico, questa buffa storia svela pienamente i contorni della passione teatrale di un genio dell'arte.
Vocabolario della pace. Il carteggio tra Cesare Zavattini, Aldo Capitini e Danilo Dolci
Libro: Copertina morbida
editore: Succedeoggi Libri
anno edizione: 2022
pagine: 104
Nel 1955, Cesare Zavattini ebbe un importante riconoscimento, il Premio internazionale della Pace (Vienna/Helsinki), raffigurato in pergamena dalla celebre colomba della pace. Da quel momento si sentì impegnato in un compito che non avrebbe mai più abbandonato, sino alla fine dei suoi giorni. Zavattini era consapevole che una battaglia contro gli orrori della guerra, per il disarmo universale, per la pace nel mondo, non poteva prescindere da un'ampia opera di sensibilizzazione e divulgazione indispensabile per diffondere il sapere, la conoscenza, la verità. Voleva eroi da ammirare, e cercava maestri di vita con cui portare avanti questa missione. Ed eccoli i due maestri vicini a lui in un cammino comune per affinità di idee e per empatia: i paladini della pace nell'Italia, Aldo Capitini e Danilo Dolci con cui Zavattini ebbe rapporti tra gli anni Cinquanta e Settanta. Condivisero la battaglia per la non violenza e quell'autentica ossessione, per «il gran tema dei temi», la Pace. Come questo carteggio, curato da Valentina Fortichiari, ci racconta.
«Col nuovo sole ti disturberò». Scritti, lettere, detti memorabili
Carlo Emilio Gadda, Leone Piccioni
Libro: Libro in brossura
editore: Succedeoggi Libri
anno edizione: 2022
pagine: 250
Chiamato in Rai da Giovanni Battista Angioletti, Carlo Emilio Gadda giunse a Roma nel 1950 e nella Capitale scelse di fermarsi per il resto della vita (morì nel 1973). Sono gli anni dei grandi romanzi – primo fra tutti “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” – e del successo editoriale, con la conseguente notorietà; gli anni dei premi letterari, ma anche degli insorgenti malesseri fisici e nervosi. In questa lunga e feconda stagione, nascono nuove collaborazioni e rare amicizie: fra queste, una delle più autentiche è quella con Leone Piccioni che questo libro testimonia attraverso la loro corrispondenza per buona parte inedita. Le lettere qui pubblicate, infatti, documentano il periodo romano di Gadda attraverso la prosa sarcastica, mordace, polemica, spesso drammatica dei suoi interlocutori. Nel volume, le lettere sono affiancate da articoli, saggi e interviste che, dal 1950 in poi, Piccioni ha dedicato al narratore milanese, seguendone ogni nuova impresa e creando quel «libero scambio tra lo scrittore e la critica e il pubblico» di cui Piccioni fu pioniere e teorico. Il volume è curato e annotato dall’italianista Silvia Zoppi Garampi, la prefazione è di Emanuele Trevi.
Cesare Pavese
Geno Pampaloni
Libro: Libro in brossura
editore: Succedeoggi Libri
anno edizione: 2022
pagine: 184
Geno Pampaloni, uno dei più brillanti italianisti del secondo Novecento, inseguì per tutta la vita l’opera e il mito di Cesare Pavese nel quale egli identificò il punto di congiuntura tra la letteratura classica e quella contemporanea, in Italia. Guidato da una profonda comunanza di intenti nei confronti di Pavese, il critico traccia il ritratto dello scrittore e poeta, soffermandosi su tutte le opere. Ne viene fuori il ritratto di un uomo inquieto, perennemente insoddisfatto delle sue opere e della sua vita.Il testo che riproponiamo conobbe la veste definitiva nel 1981, ma è il frutto di un lavoro durato un ventennio, fin da quando Pampaloni, nel 1962, confezionò per i programmi radiofonici della Rai un primo ritratto dello scrittore. La prefazione di Raffaele Manica inquadra il rapporto critico/affettivo che legò Pampaloni e Pavese nel pieno di una stagione ricca e controversa, come è stata quella che dal dopoguerra ha condotto alla crisi degli anni Ottanta.

