Einaudi: La biblioteca
Il Giappone contemporaneo. Dal 1945 a oggi
Andrea Revelant
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2024
pagine: 608
Ripercorrere la storia del Giappone, dalla disfatta subita nella Seconda guerra mondiale fino alle incertezze del tempo presente, significa riflettere sui grandi processi politici, sociali ed economici che hanno plasmato non solo un paese o un continente ma il mondo intero. La storia del Giappone contemporaneo, che queste pagine ricostruiscono nel dettaglio, incomincia con la resa del 15 agosto 1945. Alla dichiarazione con cui l'imperatore Hirohito accetta le condizioni degli Alleati segue un periodo di occupazione e rinascita, di punizione e rieducazione, di riforme che gettano le fondamenta democratiche del paese, e di rinnovate relazioni internazionali che lo proiettano nel futuro. Un futuro che assume l'aspetto del lungo trentennio di prosperità economica ed egemonia politica conservatrice, nel contesto teso e complesso della Guerra fredda. Saranno poi, come in gran parte del mondo occidentale, gli anni Novanta a porre un freno a una crescita che pareva senza limiti e a dare il via a una fase di crisi, e di riassetto sociopolitico, della quale all'orizzonte, proprio come in Europa e negli Stati Uniti, ancora non s'intravede la fine. Andrea Revelant, tenendo conto degli studi più aggiornati e appoggiandosi a una vastissima mole di documenti, segue passo dopo passo la vicenda nazionale giapponese degli ultimi ottant'anni. E lo fa da un lato dando grande spazio all'analisi delle istituzioni e dei sistemi normativi; e dall'altro concentrandosi sui processi di lungo periodo, come i cambiamenti demografici, il mutamento degli equilibri geopolitici e le trasformazioni dei mercati. Restituendoci così un ritratto composito ed estremamente complesso, in cui la traiettoria storica del Giappone s'intreccia con quella dell'area asiatica e con quella di fenomeni globali che ci riguardano molto da vicino.
La Grecia. Biografia di una nazione moderna
Roderick Beaton
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2023
pagine: 504
Gli ultimi tre secoli di storia della Grecia: la progressiva costruzione della nazione odierna, dal dominio ottomano alla conquista dell’indipendenza, dalla tragedia delle guerre civili alla recente crisi finanziaria. Uno sguardo vivido e originale su un popolo e una cultura a lungo celebrati solo per il loro illustre passato. Conosciamo l’antica Grecia, la civiltà che ci ha dato praticamente tutto ciò che oggi definisce la cultura «occidentale» in molti campi del sapere. Tuttavia, solo recentemente, in seguito alla crisi finanziaria che ha sconvolto il Paese dal 2010, ci siamo resi conto di quanto poco sapessimo della nazione moderna. Questo libro si propone di farci conoscere i greci per quello che sono diventati. In che modo la Grecia, così saldamente attaccata all’eredità degli Antichi, è stata in grado di modellare una propria identità che è allo stesso tempo antica e moderna? Il volume illustra gli avvenimenti occorsi, durante gli ultimi trecento anni, nella costruzione di una nazione moderna sulle rovine di una civiltà scomparsa. La storia drammatica e avvincente dello Stato-nazione greco e dell’identità collettiva che lo ha formato. Non solo una storia di eventi o di alta politica, ma anche una storia della cultura e delle arti, delle persone e delle idee.
L'Orda. Come i Mongoli cambiarono il mondo
Marie Favereau
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2023
pagine: 408
I Mongoli sono celebri per le loro conquiste, ma furono anche abili diplomatici ed esperti amministratori, un popolo nomade capace di costruire un impero vasto e influente. In questa prima storia completa dell’Orda – la porzione occidentale dell’impero mongolo sorto dopo la morte di Gengis Khan – Marie Favereau dimostra quanto i successi dei Mongoli andassero ben oltre il campo di battaglia. Per trecento anni, l’Orda fu una forza di sviluppo globale non inferiore a quella dell’impero romano. La sua eredità è presente ancora oggi in Europa, Russia, Asia centrale e Medio Oriente. Le conquiste avviate da Gengis Khan nel xiii secolo permisero ai Mongoli di integrare nel loro impero il mondo che li circondava. Questo libro si concentra sull’Orda: un modello sociale ed economico senza precedenti che s’impose, evolvendosi, nell’arco di tre secoli per unificare sotto la propria protezione un territorio oggi diviso tra Kazakistan, Ucraina, Russia ed Europa orientale. In questo enorme spazio, il «popolo delle steppe» diede vita a istituzioni che trasformarono irreversibilmente i precedenti equilibri di potere tra le gerarchie locali, stimolando la crescita delle città. Si impegnarono a far fiorire l’economia e, attraverso una diplomazia orientata al commercio, la loro influenza si estese verso nord, ben oltre i loro confini. I qa’an dominarono i principi russi e i beg turchi, resistettero alla peste nera e si adattarono alla mutevole geopolitica del xv secolo. Il volume chiarisce il ruolo storico di questa popolazione nomade, a lungo ridotta al cliché dell’invasore che saccheggia raccolti e ricchezze. Negando ogni visione convenzionale, l’autrice dimostra come l’Orda seppe dare vita a un’amministrazione mobile e sofisticata, capace di unire le comunità religiose pur nella loro diversità. I Mongoli rimodellarono profondamente lo spazio slavo, contribuirono al fiorire dell’islam e strinsero nuove alleanze con Mamelucchi, lituani, polacchi, italiani e tedeschi. Per certi versi, sono all’origine di una delle prime forme di globalizzazione conosciute dalla civiltà umana.
Afghanistan. Una storia politica e culturale
Thomas Barfield
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2023
pagine: 528
La storia di una delle più instabili regioni del mondo, dal dominio della dinastia Moghul del XVI secolo fino alla rinascita talebana di oggi. Le lotte per il potere e la natura mutevole dell'autorità politica di un paese dai caratteri unici e tragicamente tornato d'attualità internazionale. Una lettura imprescindibile per capire come una terra conquistata e governata dagli stranieri per più di mille anni poté diventare per inglesi, sovietici e americani la «tomba degli imperi». Questa storia dell'Afghanistan intreccia geografia, politica, economia e cultura per descrivere le dinamiche interne e le relazioni col mondo esterno di una nazione estremamente complessa. Dopo aver illustrato la sconcertante diversità dei gruppi tribali ed etnici afghani – spiegando cosa li unisce nonostante le differenze regionali, culturali e politiche che li dividono – Thomas Barfield dimostra quanto per secoli sia stato relativamente facile governare tutti questi popoli quando il potere era concentrato in una piccola élite dinastica, e come questo fragile ordine politico sia poi crollato nel XIX e XX secolo, quando i governanti dell'Afghanistan mobilitarono le milizie rurali per espellere prima gli inglesi e poi i sovietici. L'insurrezione armata sbaragliò gli occupanti, ma minò l'autorità del governo afghano e rese il paese sempre più ingovernabile. Le fazioni armate interne innescarono una guerra civile, dando origine al governo clericale dei talebani e all'isolamento dell'Afghanistan dal mondo. Barfield esamina infine i motivi per cui l'invasione americana, sulla scia dell'11 settembre, riuscì a rovesciare rapidamente i talebani e perché quella facile vittoria fece credere agli Stati Uniti che fosse altrettanto facile costruire un nuovo stato.
La Nuova Roma. L'Impero d'Oriente. 395-700
Paul Stephenson
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2023
pagine: 512
Molto prima che Roma cadesse in mano agli Ostrogoti nel 476 d.C., una nuova città era sorta per prendere il suo posto come cuore pulsante di un impero tardoantico, la meravigliosa Costantinopoli: la Nuova Roma. In questa ampia e originale ricostruzione del crollo dell'Impero romano d'Occidente, Paul Stephenson offre una nuova interpretazione delle forze – dinastiche, religiose, climatiche – che spostarono il centro del potere a est. Stephenson non si accontenta dei testi tradizionali e dei ben noti reperti archeologici, ma offre una nuova interpretazione scientifica della fine dell'Antichità. Nell'originale prospettiva dell'autore, il declino di Roma è scritto non solo nelle pergamene, ma anche nelle carote di ghiaccio e nel Dna. E da queste e altre fonti apprendiamo che l'inquinamento e le pandemie influenzarono il destino di Costantinopoli e dell'Impero romano d'Oriente. Nel corso dei secoli, l'Impero d'Oriente seppe sopravvivere a devastazioni causate da disastri naturali, dal degrado dell'ambiente umano e da agenti patogeni che le città dell'Impero, densamente popolate e insalubri, non avevano ancora conosciuto. Nonostante la «peste di Giustiniano», le costanti invasioni dei «barbari», una guerra con la Persia e l'ascesa dell'Islam, l'Impero resistette come entità politica. Mentre la civiltà greco-romana, un mondo di città interconnesse che aveva condiviso una cultura materiale comune per un millennio, non ci riuscì. Quella vasta realtà si trasformò in un mondo con delle nuove idee su politica, religione, arte e guerra e sul futuro stesso di un impero cristiano: Bisanzio.
Roma brucia. Nerone e l’incendio che mise fine a una dinastia
Anthony Barrett
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2023
pagine: 392
Secondo la leggenda, l'imperatore Nerone appiccò il fuoco alla sua grandiosa capitale la notte del 19 luglio del 64 d.C. incolpando dell'immane tragedia i cristiani. Una storia raccontata così da quasi due millenni, in cui poco o nulla corrisponde a verità. Un resoconto dettagliato e completo di quel grande incendio e delle sue fatali conseguenze per il mondo romano. L'incendio di Roma d'epoca neroniana resta uno degli eventi maggiormente conosciuti e citati anche nelle più popolari «vulgate» della storia antica, tanto da aver generato e ispirato numerose narrazioni o rappresentazioni nella letteratura, nel cinema, nelle arti figurative. L'amplissima distruzione causata dal fuoco fu drammatica e gravida di conseguenze per la civiltà del suo tempo e per il popolo romano. Il libro di Anthony A. Barrett ricostruisce nel modo più attendibile e circostanziato possibile cosa accadde veramente e perché, e quali furono le conseguenze a breve e a lungo termine. Attingendo a nuove, straordinarie scoperte archeologiche e vagliando tutte le testimonianze letterarie, Barrett sostiene che il disastro fu un punto di svolta nella storia romana, che portò alla caduta di Nerone e alla fine della dinastia iniziata con Giulio Cesare. L'incendio gettò nel panico la popolazione, rovinò l'immagine dorata di Nerone, provocando una crisi finanziaria e una svalutazione della moneta che ebbe un impatto duraturo sull'economia romana.
Sangue e rovine. La Grande guerra imperiale, 1931-1945
Richard J. Overy
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2022
pagine: 1360
Richard Overy si propone di riformulare il modo in cui guardiamo alla Seconda guerra mondiale, alle sue origini e alle sue conseguenze. Secondo il grande storico inglese si trattò di una «Grande guerra imperiale», la conclusione terribile di quasi un secolo di espansione imperiale globale, che raggiunse il suo apice nelle ambizioni di Italia, Germania e Giappone negli anni Trenta e all'inizio degli anni Quaranta, prima di sprofondare nella più estesa e costosa guerra della storia dell'umanità che, dopo il 1945, sancì la fine di tutti gli imperi territoriali. Al centro del volume, le modalità secondo le quali questa guerra su vasta scala venne combattuta, alimentata, subita, sostenuta dalla mobilitazione di massa e moralmente giustificata. Overy sottolinea l'immane prezzo pagato da chi si trovò coinvolto nei combattimenti e l'eccezionale livello di criminalità e atrocità di ognuno di questi progetti imperiali. Una guerra mortale per militari e civili, una guerra all'ultimo sangue la cui posta in gioco era il futuro dell'ordine globale.
Il quinto sole. Una nuova storia degli Aztechi
Camilla Townsend
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2022
pagine: 384
Nel novembre 1519, Hernán Cortés percorse un'erta strada che conduceva alla capitale del regno azteco e si trovò faccia a faccia con Montezuma. Questa storia – e la storia di ciò che accadde in seguito – è stata raccontata molte volte, ma sempre secondo la narrazione degli spagnoli. Dopotutto, come ci è stato insegnato, erano gli europei a tenere la penna in mano. Ma i nativi americani furono incuriositi dall'alfabeto latino e, all'insaputa dei nuovi arrivati, lo usarono per scrivere storie dettagliate nella loro lingua, il nahuatl. Fino a tempi recenti, queste fonti sono rimaste nell'ombra, solo parzialmente tradotte e raramente consultate dagli studiosi. Per la prima volta, ne "Il quinto sole", la storia degli Aztechi viene proposta in tutta la sua complessità basandosi unicamente su testi scritti dagli stessi indigeni. Camilla Townsend offre al lettore una rappresentazione umanizzata dei nativi messicani, ben lontana da quella esotica e sanguinaria degli stereotipi europei. La conquista non fu dunque né un momento apocalittico, né una storia di origini, da cui infine nacquero i messicani. Il popolo mexica aveva una storia tutta sua molto prima dell'arrivo degli europei e non capitolò in tutto e per tutto davanti alla cultura e alla colonizzazione spagnola; viceversa, riallineò la propria lealtà politica, accettò nuovi obblighi, adottò le nuove tecnologie e resistette. Un'appassionante storia degli Aztechi che esplora le vicissitudini di un popolo un tempo potente, che dovette affrontare il trauma della conquista cercando un modo per sopravvivere.
L'impero della distruzione. Una storia dell’uccisione di massa nazista
Alex J. Kay
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2022
pagine: 464
La Germania nazista uccise circa tredici milioni di civili e altri non combattenti con deliberate politiche di omicidi di massa, soprattutto durante gli anni della guerra. Quasi la metà delle vittime furono ebree, sistematicamente annientate dall'Olocausto, fulcro del programma paneuropeo di purificazione razziale messo in atto dai nazisti. Alex Kay sostiene che è anche possibile esaminare il genocidio degli ebrei europei inserendolo nel contesto piú ampio delle uccisioni di massa naziste. Per la prima volta, "L'impero della distruzione" considera gli ebrei europei insieme a tutti gli altri principali gruppi di vittime: prigionieri dell'Armata Rossa, popolazione urbana sovietica, civili inermi vittime di terrore preventivo e rappresaglie, disabili psichici e fisici, rom europei e intellighenzia polacca. Ciascuno di questi gruppi era considerato dal regime nazista come una potenziale minaccia alla capacità della Germania di condurre con successo una guerra per l'egemonia in Europa. Un'opera fondamentale e innovativa che associa i numeri complessivi dello sterminio con la ricostruzione di singoli casi di orrore quotidiano.
Orizzonti. Una storia globale della scienza
James Poskett
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2022
pagine: 520
Si crede che la scienza moderna sia stata inventata in Europa, esclusivo appannaggio di grandi menti come Copernico, Newton, Darwin ed Einstein. Ma non è così: le scoperte scientifiche più importanti sono da sempre il frutto dell'intreccio di culture e del concorso di scienziati di tutto il mondo. La storia della scienza non è, e non è mai stata, un'impresa unicamente europea. Copernico utilizzava tecniche matematiche prese in prestito dai testi arabi. Quando Newton stabilì le leggi del moto, si basò sulle osservazioni astronomiche fatte in Asia e in Africa. Darwin scrisse L'origine delle specie consultando un'enciclopedia cinese del XVI secolo. Ed Einstein, mentre studiava la meccanica quantistica, fu ispirato dal fisico bengalese Satyendra Nath Bose. "Orizzonti" si spinge oltre l'Europa, esplorando i modi in cui scienziati provenienti da Africa, America, Asia e Pacifico si inseriscono nella storia della scienza, sostenendo che essa va studiata come una storia di scambio culturale globale. Se oggi gli scienziati riconoscono senza difficoltà la natura internazionale del loro lavoro, per Poskett questa tradizione ha una storia ben più remota, tutta da scoprire.
Requiem siriano. La guerra civile e i suoi effetti
Itamar Rabinovich, Carmit Valensi
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2022
pagine: 256
Con quasi mezzo milione di morti e circa dodici milioni di sfollati, la guerra civile siriana costituisce un'enorme catastrofe umanitaria e una delle tragedie più complesse del nostro tempo. "Requiem siriano" analizza le cause di questo conflitto in modo equilibrato e completo, isola i diversi fili di una vicenda pressoché inestricabile e ne individua le varie fasi – dalla sua prima scintilla durante una protesta pacifica della Primavera araba alla fragile vittoria della dittatura di Assad – mostrando come i combattimenti abbiano ridotto la Siria a uno stato fatalmente vassallo con poche prospettive di riforma politica, riconciliazione nazionale o ricostruzione economica. Itamar Rabinovich è stato il principale negoziatore di Israele con la Siria nella metà degli anni Novanta, ed è un esperto di politica del Medio Oriente. Basandosi su più di duecento interviste con varie personalità e testimoni, Rabinovich e Valensi valutano il ruolo svolto dagli interessi locali, regionali e globali nella guerra. Le locali divisioni settarie hanno stabilito le linee di frattura del conflitto iniziale, che alla fine ha visto l'ascesa del brutale Stato Islamico. La Siria è diventata rapidamente il palcoscenico di una guerra per procura tra le potenze della regione, tra cui Israele, Turchia e Iran. E, mentre gli esausti Stati Uniti tentavano di ridurre il loro coinvolgimento militare in Medio Oriente, la Russia riguadagnava un'influenza nella regione dando sostegno alle forze governative siriane.
Per un pugno di conchiglie. L'Africa occidentale dall'inizio della tratta degli schiavi all'Età delle rivoluzioni
Toby Green
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2022
pagine: 688
La storia sociale, economica e culturale degli antichi regni dell'Africa occidentale dal Trecento all'Età moderna. Un'indagine appassionata che trasforma la nostra visione. Alla fine del XIX secolo, ai tempi della «corsa verso l'Africa», il continente era già da molti secoli connesso globalmente. Il suo oro alimentava le economie dell'Europa e del mondo islamico da circa mille anni, e i suoi sofisticati regni commerciavano con gli europei lungo le coste, dal Senegal fino all'Angola, a partire dal XV secolo. Fino almeno alla metà del Seicento fu un commercio tra eguali, basato su diverse valute, soprattutto conchiglie: le conchiglie di ciprea importate dalle Maldive e le conchiglie nzimbu importate dal Brasile. Toby Green ricostruisce il mondo dei regni africano, la cui esistenza, non diversamente dall'Europa, ruotava intorno a guerre, tasse, commercio, diplomazia, complesse credenze religiose, ostentazioni e stravaganze regali e produzioni artistiche. Nel corso del tempo, le relazioni tra Africa ed Europa s'incentrarono sempre più sul commercio degli schiavi, danneggiando il relativo potere politico ed economico dell'Africa, mentre i valori di scambio monetario si spostarono drasticamente a vantaggio dell'Europa. Nonostante i crescenti squilibri di capitale, relazioni di lunga data assicurarono cospicue connessioni tra l'Età delle rivoluzioni d'Europa e America e la nascita di un XIX secolo rivoluzionario in Africa.

