Einaudi: Saggi
La nave di Palmira. Quando i mondi antichi si incontrano
Maurice Sartre
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2022
pagine: 240
Fin dove si spinsero i più avventurosi Fenici, Egiziani, Greci e Romani? Si avventurarono già in giro per l'Africa? Cosa sapevano alla fine dell'antichità del resto del mondo abitato? Dove arrivarono gli Indiani e i Cinesi? Queste domande sono essenziali per conoscere la portata e l'intensità dei rapporti tra le grandi civiltà. Fin dall'antichità, Europa, Africa e Asia furono in contatto. Non dobbiamo aspettare Marco Polo o le grandi scoperte del Cinquecento per vedere uomini e donne che si muovono e si scambiano merci e conoscenze a enorme distanza. Dall'Islanda al Vietnam, dalle coste dell'Africa alle steppe della Mongolia, sospinti dal vento monsonico come la barca del ricco capitano di Palmira Honainu in viaggio verso l'India o al ritmo lento delle carovane che attraversavano il bacino del Tarim, marinai, mercanti e ambasciatori viaggiarono e raccontarono di paesi lontani. Percorrendo le pagine di questo sorprendente saggio, scopriamo ciò che i Greci sanno e ricevono dall'India, quello che i Cinesi conoscono di Roma, quanto l'India prende in prestito dall'arte e dal pensiero greco, senza trascurare le spedizioni dirette al Nord Europa o verso l'Africa subsahariana; e Indiani dispersi sulle coste danesi, greci trascinati via dai venti a Zanzibar o a Ceylon, mentre un ambasciatore cinese esita ad avventurarsi nel Golfo Persico. A partire da testi, resti archeologici e iscrizioni, Maurice Sartre racconta i primi incontri di tre continenti, svelandoci la nascita di un mondo unico.
Sempre verdi. Salvare le grandi foreste per salvare il pianeta
John W. Reid, Thomas E. Lovejoy
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2022
pagine: 312
Sulla Terra rimangono cinque grandi foreste: l'Amazzonia, la Taiga russa e la foresta boreale nordamericana, le megaforeste del Congo e della Nuova Guinea. Questi vasti territori boschivi sono ecosistemi unici e ricchissimi, anche dal punto di vista antropologico (vi si parla un quarto delle 7000 lingue viventi del pianeta). Ma soprattutto costituiscono un'indispensabile «spugna» in grado di assorbire, neutralizzandole, le micidiali emissioni di anidride carbonica. La tutela di queste sconfinate aree verdi, delle loro dimensioni e della loro varietà biologica, è nettamente più decisiva, rispetto a tutti i provvedimenti (certo encomiabili e utili, ma non altrettanto efficaci ed economici) che individui e comunità possono mettere in atto per ridurre le emissioni stesse. Insomma, se inquinare è inevitabile, è di vitale importanza che i nostri «polmoni verdi» siano conservati in buona salute. Con questo libro avventuroso e militante, scritto in una prosa che celebra la maestosità di queste antiche foreste insieme alle persone e agli animali che ancora le abitano, l'economista John W. Reid e il celebre biologo Thomas E. Lovejoy ci accompagnano in un emozionante viaggio globale nella biodiversità. Un'opera che interesserà tutti coloro che hanno a cuore e vogliono approfondire il destino climatico e ambientale del nostro pianeta, e della vita stessa.
A cosa serve la matematica? L’irragionevole efficacia di una disciplina
Ian Stewart
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2022
pagine: 312
Molti pensano che la matematica sia una disciplina inutile, ma si sbagliano. Ian Stewart si domanda perché ci sia un divario così ampio tra la percezione prevalente della matematica, magari influenzata dal ricordo dei noiosi calcoli scolastici, e la realtà. E dimostra quanto la matematica sia invece vitale e presente, spesso in modi sorprendenti, dietro le quinte della nostra vita quotidiana. La matematica ci offre nuove e profonde intuizioni sul nostro mondo, permettendoci di compiere imprese significative come l'esplorazione dello spazio o la messa a punto di un efficiente metodo di donazione degli organi con l'aiuto di un curioso piccolo rompicapo risalente a 300 anni fa. Dalla trigonometria che tiene in orbita un satellite ai numeri primi utilizzati nei sistemi di sicurezza più avanzati del mondo, dai numeri immaginari che permettono la realtà aumentata alla curva di Peano che ottimizza le consegne a domicilio, la matematica non solo è rilevante per le nostre vite, ma è il tessuto stesso della nostra esistenza.
I fondamentali. La fisica in dieci parole chiave
Frank Wilczek
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2021
pagine: 264
Con questo saggio il premio Nobel Frank Wilczek offre al lettore un'esplorazione semplice ma profonda della realtà. Il grande fisico ci guida attraverso quei concetti essenziali della scienza contemporanea che ci permettono di comprendere il mondo e il suo funzionamento. Tramite queste pagine, cogliamo la realtà in modo nuovo, più ampio, realistico e sorprendente che mai. Sintetizzando quesiti basilari, dati concreti e ardite speculazioni, Wilczek riflette sugli elementi alla base della nostra conoscenza dell'universo: spazio, tempo, materia, energia, complessità, complementarità. Rivisita la storia della scienza fondamentale, esamina ciò che sappiamo e come lo sappiamo, distingue i fatti reali dalle molteplici finzioni e viaggia verso gli orizzonti della ricerca scientifica futura. Sempre brillante e acuto, questo libro è un magnifico omaggio all'ingegno e all'immaginazione umane, in grado di parlare a chiunque sia attratto dai misteri del mondo.
Quale universo? Come la fisica fondamentale ha smarrito la strada
David Lindley
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2021
pagine: 240
La storia delle riflessioni umane sul cosmo, dall'astrologia babilonese alla rivoluzione quantistica: un racconto avvincente sulla nascita della scienza moderna e su come la fisica fondamentale stia regredendo alle sue radici prescientifiche. All'inizio del Seicento, Galileo si liberò dal giogo dell'antica filosofia platonica e aristotelica. Affermando che la comprensione della realtà si sarebbe dovuta basare su ciò che possiamo osservare e non sul pensiero puro, Galileo rivoluzionò drasticamente la nostra visione del mondo naturale. In questo modo inventò quella che è stata chiamata scienza e preparò il terreno a Keplero, Newton ed Einstein. Ma all'inizio del Ventesimo secolo la scienza inizia a cambiare rotta. Quando la fisica quantistica condusse in regni sempre più lontani da ciò che si poteva osservare direttamente, i teorici furono costretti ad affidarsi alle virtù estetiche della matematica per sviluppare la loro concezione della realtà fisica. Per molti fisici, il potere della matematica iniziò a sostituire le intuizioni scientifiche su cui si erano basati i predecessori. Questo processo, però, rese le loro teorie sempre piú resistenti all'esame sperimentale e all'osservazione. Di conseguenza, oggi gran parte della fisica teorica è ancora una volta più simile alla filosofia di Platone che al modello secolare di scienza da cui ha avuto origine. Ma la scienza che ha perso ogni collegamento con i fenomeni misurabili, si chiede David Lindley in questo libro, è ancora scienza? «Immaginare che la fisica potesse rendere conto di ogni singolo dettaglio della costruzione e dei contenuti del nostro universo era senza dubbio esagerato, ma ora la ricerca sembra essere finita all'estremo opposto. Secondo l'ipotesi del multiverso, la risposta a quasi ogni domanda su come o perché il nostro universo ha l'aspetto che ha è che una risposta non esiste. Nel nostro universo le cose hanno questo aspetto, ma in qualche altro universo ne hanno uno diverso. È un bel passo indietro rispetto alle stravaganti speranze di qualche decennio fa. In più, ne deriva una domanda provocatoria: esattamente, che cosa stanno cercando di ottenere oggi gli studiosi di fisica fondamentale? Se le loro teorie non hanno uno specifico potere esplicativo riguardo al nostro universo in particolare, a quale domanda più generale, se ne esiste una, stanno cercando di rispondere? Questo nuovo libro è la mia esplorazione di quella domanda e giunge ad alcune conclusioni che pochi fisici che si occupano di questioni fondamentali o cosmologiche saranno felici di sentire».
Lo sappiamo quando lo vediamo. Cosa ci dice la neurobiologia della visione su come pensiamo
Richard Masland
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2021
pagine: 264
Individuare un volto in mezzo alla folla è così facile che lo si dà per scontato. Ma come ciò sia possibile resta uno dei grandi misteri della scienza. La visione è coinvolta in un'infinità di azioni compiute dal cervello. Spiegarne il funzionamento non svela soltanto il semplice modo in cui vediamo, ma moltissimo altro. Richard Masland, un pioniere nel campo delle neuroscienze, affronta questioni fondamentali sul modo in cui il nostro cervello elabora le informazioni (come percepisce, apprende e ricorda) attraverso un attento studio della vita interna dell'occhio. Prende in considerazione tutto ciò che accade in esso, da quando la luce colpisce la retina fino alle sofisticatissime reti neurali che trasformano quella luce in conoscenza, per definire infine cosa un algoritmo informatico deve saper fare per poter essere definito davvero «intelligente». Lo sappiamo quando lo vediamo è un'indagine approfondita ma accessibile a tutti su come il nostro corpo riesca a dare un senso al mondo. «Questo libro racconta di come noi vediamo il mondo. Per molto tempo gli studiosi hanno riflettuto sulla visione, ma secondo i criteri moderni buona parte delle loro idee erano ingenue: l'occhio è sì qualcosa che assomiglia a una macchina fotografica, ma la visione è assai più di questo. Forse a noi sembra naturale e semplice riconoscere il volto di un amico - al punto che gli antichi nemmeno l'avevano identificato come problema - ma nulla a riguardo è semplice. Per comprendere realmente la visione è necessario comprendere qualcosa che va oltre il semplice funzionamento dei nostri occhi: ossia è necessario comprendere anche come il cervello dà un senso al mondo esterno. Paradossalmente, il cervello è piuttosto lento: i neuroni e le loro sinapsi lavorano milioni di volte più a rilento dei moderni computer. Eppure, esso li batte in molte funzioni percettive. In pochi millisecondi voi riconoscete vostro figlio in un affollato parco giochi. Come fa il cervello? Come incamera uno stimolo lieve - una macchia di luce, una vibrazione nell'aria, una variazione di pressione sulla pelle - e gli attribuisce un significato? Abbiamo qualche vaga idea di come ci riesce, ma ciò che abbiamo imparato è affascinante».
Fino alla fine del tempo. Mente, materia e ricerca di significato in un universo in evoluzione
Brian Greene
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2020
pagine: 441
Nel tempo e nello spazio, il cosmo è sorprendentemente vasto, eppure è governato da leggi matematiche semplici, eleganti e universali. All'interno della linea temporale cosmica, la nostra era risplende ma è effimera. Un giorno, lo sappiamo, il genere umano scomparirà. E sappiamo che l'universo farà la stessa fine... Brian Greene accompagna i lettori in un viaggio mozzafiato dal Big Bang alla fine del tempo e ci invita a riflettere su cosa significhi l'inimmaginabile vastità che ci circonda. Ci mostra come, a partire dal suo ordinato stato originario, l'universo si sia inesorabilmente spostato verso il caos e tuttavia si siano contemporaneamente formati i pianeti, le stelle e le galassie: isole in un mare di disordine. I meccanismi biochimici, di mutazione e selezione, la vita animata, i neuroni, i dati della realtà e il pensiero si sono evoluti in una coscienza complessa, che a sua volta ha dato origine alle culture, ai miti, alla creatività artistica, alla scienza e a un'incessante ricerca di verità ed eternità. Nel più profondo futuro, la natura dell'universo minaccerà l'esistenza della materia stessa. Attraverso una serie di storie concatenate che spiegano i diversi strati intrecciati della realtà, dalla meccanica quantistica alla coscienza e ai buchi neri, Greene chiarisce la nostra origine, e ci offre un nitido quadro di dove ci troviamo in questo momento e qualche certezza in più su dove siamo diretti. Una prospettiva completamente nuova sul nostro posto nell'universo e su cosa significhi essere umani. «Nelle pagine che seguono, percorreremo la cronologia dell'universo, esplorando i principî fisici che producono strutture ordinate dalle stelle e dalle galassie alla vita e alla coscienza, in un universo destinato al decadimento. Prenderemo in considerazione argomenti che stabiliscono che, come gli esseri umani hanno una vita di durata limitata, così è anche per gli stessi fenomeni della vita e della mente nell'universo. In effetti, a un certo punto probabilmente nessun tipo di materia organizzata sarà più possibile. Esamineremo il modo in cui esseri autoriflessivi lottano con la tensione implicata dalla consapevolezza di questi fatti. Noi emergiamo da leggi che, per quanto ne sappiamo, sono eterne e tuttavia esistiamo per un tempo brevissimo. Siamo guidati da leggi che operano senza riguardo per la destinazione e tuttavia ci domandiamo costantemente dove siamo diretti. Siamo plasmati da leggi che non sembrano richiedere una motivazione di fondo e tuttavia siamo continuamente alla ricerca di significato e di scopo. In breve, esamineremo l'universo dall'inizio del tempo a qualcosa di simile alla sua fine e nel corso di questo viaggio esploreremo i modi straordinari in cui menti inquiete e inventive hanno reagito alla fondamentale transitorietà di ogni cosa e l'hanno illuminata».
La biblioteca. Una storia mondiale
Will Pryce, James W. P. Campbell
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2020
pagine: 530
Le biblioteche possono essere molto più di semplici luoghi in cui custodire libri. Nel corso dei secoli i progetti dei più grandi edifici destinati a ospitarle hanno voluto esaltare la lettura e l'importanza dell'apprendimento. Essi sono divenuti simboli di cultura, indipendentemente dalla loro appartenenza a un singolo individuo, a un'istituzione o perfino a un'intera nazione. Questo libro intende ricostruire la storia di tali edifici a partire dall'antica Mesopotamia, esaminando quelli perduti delle civiltà classiche, quelli monastici del Medioevo e quelli sontuosi in stile rococò, fino ad arrivare alle biblioteche moderne e contemporanee. «Le grandi biblioteche con un effettivo sistema a muro impiegarono molto più tempo a svilupparsi. Tra queste, quella di gran lunga più importante - nonché la più antica a essersi conservata - è la biblioteca dell'Escorial, in Spagna. "Nulla può darvi qualche idea dell'Escorial, non il palazzo dei Windsor in Inghilterra, né quello di Peterhof in Russia, né Versailles in Francia, - scriveva Alexandre Dumas padre nel 1846. - Non somiglia ad altro che a se stesso, creato da un uomo che piegò la propria epoca alla sua volontà, una rêverie in pietra, concepita nelle notti insonni di un re sui cui regni non tramontava mai il sole". La biblioteca dell'Escorial è una straordinaria costruzione, divenuta nei secoli seguenti un modello per monasteri e palazzi. Per la prima volta una sala di dimensioni enormi era stata rivestita di libri, ben visibili in ranghi serrati sugli scaffali lungo le pareti; da quel momento la visione di una grande sala per biblioteca, decorata e al tempo stesso animata dai libri che conteneva, avrebbe dominato l'architettura bibliotecaria. Quando pensiamo a una biblioteca, pensiamo a quella dell'Escorial».
Sulle fotografie
David Campany
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2020
pagine: 264
David Campany esplora gli aspetti piú profondi del medium fotografico. Attraverso l'attenta selezione di oltre 120 fotografie – contemporanee e storiche, celebri o sconosciute, sempre sorprendenti – Campany ci invita a dialogare con l'unicità di ogni immagine, con la sua essenza sfuggente e misteriosa, in grado di attivare in chi la osserva infinite interpretazioni e pensieri, consci e inconsci. Perché «è nella natura delle immagini, di tutte le immagini, essere indisciplinate e trascendere il significato in modi che sono anarchici, elusivi, enigmatici e ambigui », ed è quindi importante «non tanto cosa pensiamo delle fotografie quanto come pensiamo ad esse», e cosa accade nel momento in cui guardiamo. «Quand'ero studente, trascorsi un pomeriggio con Susan Sontag, l'autrice di Sulla fotografia, tuttora il libro piú letto sull'argomento. Ammiravo moltissimo il suo lavoro, ma dopo circa un'ora di conversazione mi chiese, curiosamente: "Cos'è che ti preoccupa dei miei scritti sulla fotografia?" La rispettavo abbastanza da essere sincero. "Non parli a sufficienza di nessuna immagine in particolare", risposi. "È vero, – ammise. – Il mio libro riguarda piú la fotografia come fenomeno, artistico e sociale". Restò un attimo in silenzio, poi sorrise. "Forse un giorno sarai tu a scrivere un libro intitolato Sulle fotografie"».
I dadi giocano a Dio? La matematica dell'incertezza
Ian Stewart
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 2020
pagine: 320
La vita è una lotteria. L'incertezza genera dubbi e il dubbio ci fa sentire a disagio; quindi ci piacerebbe ridurre, o meglio ancora eliminare, l'incertezza. Ma l'incertezza è ovunque, fa capolino in qualsiasi considerazione legata all'avvenire, si tratti del tempo, dell'economia o del sesso di un nascituro. Persino quelle quantità che crediamo di conoscere, come il numero di abitanti di un paese o le traiettorie dei moti dei pianeti, contengono delle possibilità di errore. Non stupisce perciò che l'uomo abbia da sempre cercato di definire, comprendere e limitare l'incertezza. Nel corso dei secoli, mossi da curiosità o competizione, pionieristici matematici e scienziati hanno via via ridotto le selvagge zone di incertezza per addomesticare le probabilità e le statistiche. Eppure, anche se da sconosciuta l'incognita è diventata conosciuta, il nostro pessimismo ci fa poi concludere che alcuni quesiti sono comunque irrisolvibili, e che le nostre intuizioni ci hanno ingannato. O peggio ancora: quando comprendiamo quanto l'incertezza sia onnipresente e mutevole, ci scontriamo con il caos, la meccanica quantistica e i limiti delle nostre capacità predittive. L'incertezza non è sempre un male. Ci piacciono le sorprese, purché siano piacevoli. A molti diverte puntare qualche soldo sulle corse di cavalli e la maggior parte degli sport non avrebbe senso se sapessimo all'inizio chi vincerà. Alcuni futuri genitori ci tengono a non sapere il sesso del nascituro. La maggior parte di noi, sospetto, non vorrebbe conoscere in anticipo la data della propria morte, e tanto meno come si verificherà. Ma queste sono eccezioni. La vita è una lotteria. L'incertezza genera spesso dubbi e il dubbio ci fa sentire a disagio; quindi vogliamo ridurre, o meglio ancora eliminare, l'incertezza. Ci preoccupiamo di che cosa succederà. Teniamo d'occhio le previsioni del tempo, pur sapendo che il tempo è notoriamente imprevedibile e che le previsioni sono spesso sbagliate. […] Le faccende umane sono sempre state caotiche, ma anche in ambito scientifico la vecchia idea di una natura che obbedisce a leggi esatte ha lasciato il posto a una visione più flessibile. Possiamo trovare regole e modelli che sono approssimativamente veri […] ma sono pur sempre provvisori, destinati a modifiche se e quando arrivano nuovi dati. La teoria del caos ci dice che perfino quando qualcosa obbedisce effettivamente a regole rigide, può lo stesso essere imprevedibile. La meccanica quantistica ci dice che, arrivando alle scale minime, l'universo è intrinsecamente imprevedibile. L'incertezza non è solo un segno di ignoranza umana; è ciò di cui è fatto il mondo.
La rivoluzione incompiuta di Einstein. La ricerca di ciò che c'è al di là dei quanti
Lee Smolin
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 2020
pagine: XX-266
La fisica quantistica è la punta di diamante della scienza moderna, la base della nostra comprensione degli atomi, della radiazione e di molto altro, dalle particelle elementari alle forze fondamentali e al comportamento della materia. Da ormai un secolo, tuttavia, è anche una teoria estremamente problematica, attraversata da profondi disaccordi interni, strani paradossi e implicazioni spesso fantasiose. Che si tratti del gatto di Schrödinger, una creatura al tempo stesso viva e morta, o della credenza che il mondo non esista indipendentemente dalle nostre osservazioni, la teoria quantistica mette in dubbio i nostri assunti fondamentali sulla realtà. Ne La rivoluzione incompiuta di Einstein, il fisico teorico Lee Smolin sostiene provocatoriamente che i problemi che hanno tormentato sin dall'inizio la disciplina sono irrisolvibili per la semplice ragione che la teoria è incompleta. Vi è molto altro che attende di essere scoperto. Il nostro compito – se vogliamo avere risposte semplici alle domande semplici che ci poniamo sull'universo in cui viviamo – deve essere quello di andare al di là della meccanica quantistica arrivando a una descrizione sensata del mondo su scala atomica.
La formula. Le leggi universali del successo
Albert-László Barabási
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2019
pagine: 210
Troppo spesso, aver raggiunto un buon risultato non è sufficiente per ottenere un successo. Abbiamo portato a termine brillantemente un lavoro ma non abbiamo ottenuto la promozione; abbiamo lavorato sodo ma il nostro impegno non viene apprezzato come si dovrebbe; abbiamo avuto un'idea geniale ma non ce ne riconoscono il merito. Ci è sempre stato detto che il talento e una forte etica del lavoro sono la chiave per farsi strada nella vita, ma raramente nel mondo di oggi questi sforzi si traducono in risultati tangibili. Dopo aver rimarcato questa incoerenza, Barabási, uno dei maggiori esperti mondiali di scienza delle reti, sottolinea l'importanza vitale dell'apprezzamento e del riconoscimento pubblico nei confronti di un lavoro realizzato con impegno, individuando lo sfuggente nesso tra performance e successo personale. Sfruttando la potenza dei big data e utilizzando alcuni casi esemplari tratti dai campi piú diversi (economici, scientifici, sportivi e culturali: dal Barone Rosso a Jean-Michel Basquiat, da Kind of Blue di Miles Davis a Marcel Duchamp e Tiger Woods), Barabási rivela i principî scientifici e le regole non dette che stanno alla base del successo, delineando infine le cinque leggi che governano il fenomeno e spiegandoci come queste possono essere usate a nostro vantaggio. «Queste leggi sono ciò che tiene lontano il best seller dal cesto delle offerte e i miliardari dalla bancarotta. Chiariscono i difetti dei protocolli di gara, molti dei quali in effetti determinano il vincitore in modo casuale. Mostrano come gli "esperti" - professionisti che valutano vini, esecuzioni di musica classica, prestazioni di pattinatori o anche altri giudici - spesso non sono piú bravi di voi o di me a valutare la qualità. Spiegano perché quel tizio, che domina le riunioni ma in ogni altra occasione si presenta in ritardo e impreparato, in qualche modo finisce per diventare il capo. Mostrano che rischiare scommettendo su un perdente può avere un impatto enorme, e che una sola donazione iniziale può determinare il successo di una campagna di raccolta fondi. Spiegano persino perché una canzone davvero orribile - decidete voi quale - diventi inspiegabilmente un gran successo. Le leggi del successo governano da secoli le nostre vite e le nostre carriere esattamente come la gravità, e tuttavia fino a poco tempo fa ne ignoravamo l'esistenza».

