Limina: Storie e miti
Gigi Riva. Ultimo hombre vertical
Luca Pisapia
Libro: Libro in brossura
editore: Limina
anno edizione: 2012
pagine: 169
Qui si narrano le imprese di Gigi Riva: eroe dell'immaginario collettivo italiano negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, protagonista dell'unico Europeo vinto dagli azzurri (nell'anno di grazia delle utopie, il 1968), demiurgo che plasma la realtà di un Paese che, nel volgere di un decennio, conosce il benessere e assapora il riscatto, si abbandona all'illusione del sogno e infine precipita nell'incubo. Figura ieratica, enigmatica e silenziosa, il cui volto imperturbabile e imperscrutabile racchiude in sé tutta la gamma di espressioni necessarie e ogni sfumatura delle emozioni possibili, Riva non è solo il calciatore che guida il Cagliari a un incredibile scudetto, è anche il condottiero rivoluzionario che attraverso il calcio guida la riscossa di quell'alchemico athanor incandescente chiamato Sardegna. Come lo Straniero Senza Nome, Django, Silenzio, Cuchillo, Armonica o El Chuncho, suoi contemporanei e protagonisti della gloriosa epoca degli Spaghetti Western, Gigi Riva, pistolero solitario e silenzioso dagli occhi di ghiaccio e dal sinistro esplosivo, è l'ultimo hombre vertical: eroe tragico la cui determinazione a portare a compimento il proprio incarico è pari solo alla perseveranza nel combattere inutilmente contro i mulini a vento di un destino che non si è scelto.
Il conte Max. Da Galeone al Milan: la forza tranquilla di Massimiliano Allegri
Francesco Persili
Libro: Libro in brossura
editore: Limina
anno edizione: 2011
pagine: 212
Il diciottesimo scudetto rossonero arriva dopo otto anni di digiuno, anni dominati dagli odiati cugini interisti e per questo ancora più amari. A guidare la riscossa c'è un giovane allenatore, che fa dello stile e dell'eleganza la sua bandiera: Massimiliano Allegri. Ha "le physique du róle" per allenare il Milan, sentenzia Adriano Galliani, dopo aver visto giocare il Cagliari allenato dall'eterno ragazzo del calcio italiano, ex mezz'ala del Pescara di Galeone, l'unico che aveva saputo domare il suo genio intermittente. Considerato una testa calda da calciatore, l'orizzonte cambia completamente quando riparte dalla panchina. Una gavetta lunga che inizia dall'Aglianese, in C2 e lo porta gradino dopo gradino in serie A, fino alla chiamata di Cellino e l'approdo a Cagliari, Dopo l'avvio shock (5 sconfitte in 5 partite) il Cagliari si riprende, alla fine Allegri è il miglior tecnico della serie A. Meglio anche di Mourinho, a cui soffia la Panchina d'oro. Inizia la corte del Milan: la sfida è andare all'attacco, con equilibrio ma senza paura. La filosofia della società rossonera si rispecchia in quella di un allenatore che, dopo Sacchi e Capello, non è solo un nome nuovo.
Essere Mike Tyson. Vita, successi ed eccessi del più discusso campione della storia della boxe
Andrea Bacci
Libro: Libro in brossura
editore: Limina
anno edizione: 2011
pagine: 254
In pochi altri casi come per Mike Tyson, la vicenda privata e quella sportiva si sono inestricabilmente intrecciate e fuse, l'uomo ha così irrimediabilmente condizionato l'atleta. Il ring lo aveva tirato fuori dal ghetto di Brooklin, ma non dall'inferno che si portava dentro, e Cus D'Amato, l'allenatore-padre che gli stava insegnando come fare, se n'era andato troppo presto. I suoi colpi erano così facili e così cattivi perché al suo sguardo la strada e il quadrato del ring si confondevano e in entrambi esplodeva lo stesso odio e la stessa voracità. Violenza allo stato puro, l'America sportiva, e non solo, instancabile divoratrice di miti, ha usato questo fenomenale pugile enfatizzandone l'anima buia, il lato oscuro, facendone l'idolo da esaltare sull'altare della gloria, prima, e da gettare nella polvere, poi, il totem che poteva catalizzare la nostra rabbia e le nostre paure, la parte "cattiva" di ognuno di noi, il nostro fondo malato e perverso. Quasi tutti quelli che gli sono stati vicini erano lì per qualche altro fine, "attorno all'enorme corpo muscoloso di Mike stavano girando molti alligatori" perché i suoi pugni potessero diventare il riscatto definitivo di un ragazzino sensibile e introverso che aveva bisogno di imparare prima di tutto come diventare un uomo. Perché come dice il detto: "Puoi anche uscire dal ghetto, ma il ghetto non esce mai da te".
Lassù qualcuno li ama. Napoli, il più bel film di De Laurentiis
Adolfo Mollichelli
Libro: Libro in brossura
editore: Limina
anno edizione: 2011
pagine: 161
Profondo conoscitore degli umori della sua città, Adolfo Mollichelli ci racconta cosa incarni la figura di Aurelio De Laurentiis per Napoli, e per il Napoli, autentico e rivoluzionario protagonista, dopo l'epoca Maradona, della realizzazione di un sogno: tornare nell'Olimpo del calcio. Una storia cominciata sette anni fa, quella tra la squadra del vecchio Ciuccio e il presidente-produttore, deciso, con questo suo Cinema Paradiso, a compiere il miracolo: riportare gli azzurri dall'umiliazione della serie C alla Champions League. Tutto ebbe inizio da un campo in affitto a Paestum, fino alla costruzione del centro di Castel Volturno, che nulla ha da invidiare a Milanello o a Interello. Oggi, la squadra guidata, in panchina, da Mazzarri, definito da Cesare Prandelli "autentico fuoriclasse", e in campo dai "tre moschietteri", lo slovacco Hamsik, l'argentino Lavezzi vero erede del Pibe de oro, l'uruguaiano Cavani, è tornata tra le grandi del calcio europeo. Terza in campionato e indiscussa rivelazione, si giocherà il trofeo più ambito, quello che neanche Maradona riuscì mai ad alzare...
Il mondo di Giacomo Bulgarelli
Italo Cucci
Libro: Libro in brossura
editore: Limina
anno edizione: 2011
pagine: 136
Non avrebbe voluto occuparsi di sport, il giovane cronista riminese quando, agli inizi degli anni Sessanta, approdo alla redazione del "Resto del Carlino", direttore un giovanissimo Giovanni Spadolini. Eppure fu l'occasione da cui nacque, oltre il giornalista che oggi conosciamo e apprezziamo, il suo innamoramento per la squadra di quella città che lo stava adottando. Erano gli anni del Bologna "da Paradiso" di Fulvio Bernardini, del Bologna di Pasciuti, Janich, Pavinato, Fogli. Tumburus, Haller, Nielsen, Negri... e soprattutto di Bulgarelli, capitano e leader, anima e testa di quel Bologna appassionatamente voluto e costruito dal presidente Renato Dall'Ara. Strutturandosi intorno alla sua figura e al suo ruolo di mezz'ala, alla sua intelligenza di regista, alla sua misura e generosità di suggeritore, il Bologna arrivò, contro tutti e contro tutto, alla conquista, nel '64, di un sudatissimo scudetto. Quella squadra, che portò il proprio contributo anche alla formazione azzurra, coagulò passioni trasversali, di "figli" naturali o d'elezione, da Enzo Biagi a Severo Boschi, da Aldo Bardelli a Pupi Avati, fino a Gianni Morandi e Lucio Dalla. Se l'intensa rivisitazione del "suo" borghese Bulgarelli è il viaggio a ritroso di Italo Cucci in un calcio perduto, i piccoli grandi fatti di sport e di vita che si intrecciarono nelle redazioni del "Resto del Carlino", di "Stadio", del "Guerin Sportivo" lo sono di un giornalismo epico, con i suoi giganti e le sue storie minime.
La maglia più bella. Ibra, orgoglio rossonero
Mauro Suma
Libro: Libro in brossura
editore: Limina
anno edizione: 2011
pagine: 161
Atleta straordinario, fisico d'acciaio, tecnica raffinata: si direbbe un calciatore venuto dal futuro. Sicuramente Ibrahimovic è il più completo della sua generazione, non solo l'ideale erede di Cruijff e Van Basten, anche lui scuola Ajax, anche lui il miglior attaccante della sua epoca. Personaggio fuori dalle regole, ha i tratti distintivi dell'eroe epico, consapevole di stare dentro un calcio ormai più business che sport, uomo scontroso, mai accomodante ma generosissimo, esigente con se stesso fino al limite. Se in campo deve sempre essere al centro della scena, fuori protegge con accanimento il suo privato, la sua storia. Ecco in fondo chi è Zlatan: un cacciatore, un competitivo, uno sportivo che ha costantemente bisogno di una preda. E l'adrenalina scorre solo quando c'è un obiettivo da raggiungere. Per lui è sempre caccia. La porta avversaria, il gol, il compagno da lanciare a rete. Il popolo milanista ha aspettato anni per vederlo lottare e imporsi in campo a San Siro con la maglia rossonera. Anni in cui i tifosi hanno dovuto mandar giù bocconi amari, da Calciopoli ai successi dei rivali interisti, nelle cui fila proprio Ibra aveva giocato e vinto. Poi, finita la stagione al Barcellona, uno spiraglio: la difficile trattativa con Roseli, portata avanti da Galliani con la solita tenacia. Indiscusso leader della squadra di Allegri, la sua forza, il suo temperamento e i suoi gol sono oggi tutti finalizzati al trionfo rossonero, come lo stesso Ibra ci racconta in questo libro.
Polvere di stelle. Storie di delusioni mondiali
Nicola Calzaretta
Libro: Libro in brossura
editore: Limina
anno edizione: 2011
pagine: IX-148
Storie di delusioni mondiali. Storie di flop eccellenti come quello di Maradona nel 1982 o di Gianluca Vialli nel 1990. Storie di fallimenti più o meno clamorosi come quello di Billy Wright, pilastro dell'Inghilterra nel 1950 o di Giampiero Boniperti, colonna dell'Italia per l'edizione mondiale del 1954. Storie di rabbie mal celate come quella di Giorgio Chinaglia in Germania '74 o di amarezze mal digerite come quella di Henry, coinvolto nel tramonto della "Francia-vincitutto" di fine millennio. Storie mondiali. Anzi, storie di un altro mondiale.
Pechino, la città proibita. Storia di un'Olimpiade
Andrea Baldini
Libro: Libro in brossura
editore: Limina
anno edizione: 2011
pagine: 77
Andrea Baldini scopre, fin da subito, il suo talento nel fioretto. Con costanza e determinazione coltiva questa sua passione, che lo porterà a un passo dai Giochi Olimpici di Pechino 2008. Andrea è attento in pedana, nello scoccare la stoccata vincente, ma non lo è stato abbastanza quel giorno in cui, per spezzare il suo sogno, è bastato un sorso d'acqua. Fatica, passione e un'irrefrenabile voglia di vincere lasciano spazio a disperazione, rabbia, delusione. Andrea si trova costretto a combattere battaglie legali e mediatiche per proclamare la sua innocenza. Ma lo scontro più duro è quello con se stesso, per ritrovare la voglia di ricominciare... se ancora è possibile.
Tra i legni. I voli taciturni di Dino Zoff
Giuseppe Manfridi
Libro: Libro in brossura
editore: Limina
anno edizione: 2011
pagine: 260
Sistemandosi lì, tra i legni, Dino Zoff si è consegnato a un altro sport, a un'altra disciplina. Il modo da lui scelto per partecipare al gioco è equivalso alla predilezione di un punto di vista, che è quello di chi osservi l'evolvere del mondo dalla feritoia di un mondo a parte. Stando col gruppo, ma in fondo da solo. Giocare in porta è come guardare dal di fuori il calcio, non solo la partita.È un difendersi da essa, che a tratti ti viene incontro come un vento che s'accorge di te e ti chiama in causa. La realtà che appare. Il film che si stacca dallo schermo e invade la platea. Il mostro che minaccia di fuoriuscire dai criteri del sogno in cui sta. Tu contro la partita, non solo contro l'attaccante che minaccia il tiro... Tu addirittura contro i tuoi difensori, che possono rivelarsi più nefasti degli avversari, meglio saperlo e mai fidarsi troppo. Neppure di loro. C'è la discrezione di una garbata misantropia in tutto ciò. Altri potrebbero chiamarlo ritegno. Troppo facile. E casomai pensosità. Per il giovane Zoff è lo stato di allerta di chi scruti il daffare in campo come un contadino che tenga sotto controllo lo stato dei suoi campi.
Rosso ghiaccio. Eugenio Monti, dietro la leggenda
Stefano Rotta
Libro: Libro in brossura
editore: Limina
anno edizione: 2010
pagine: V-168
Ci sono giorni in cui la vita è pesante e la morte leggera. Ci sono giorni in cui sei buono, altri in cui sei cattivo. Eugenio Monti, il Rosso Volante di Gianni Brera, è stato promessa dello sci, atleta discusso e incolpato dalla stampa, eroe mondiale di fair play, valente montanaro, imprenditore di successo, infine uomo solo con il male e con il fango. Si è chiamato fuori dal gioco, un gioco sporco cui non poteva più partecipare. Con un colpo di pistola nel garage di casa. Come altri grandissimi della storia, non solo sportiva. E stato signore, era un po' matto, adorava il bello, la velocità, la montagna e tutto quanto fosse puro. Una storia di passioni e di silenzio, una storia d'altri tempi, si potrebbe dire, se non fosse che di storie così, per fortuna, ne accadono ancora ai giorni nostri. Basta guardare un po' più in là.

