Marcos y Marcos: Gli alianti
Un miliardo di anni prima della fine del mondo
Arkadi Strugatzki, Boris Strugatzki
Libro: Libro in brossura
editore: Marcos y Marcos
anno edizione: 2017
pagine: 221
Fa un caldo feroce a Leningrado, e Maljanov non è al mare con moglie e figlio, è rimasto a casa, immerso nella sua ricerca sullo spazio interstellare. È a un passo, lo sente, da una grande scoperta. Basta un ultimo sforzo, concentrarsi, lasciare i piatti sporchi nell'acquaio, far la spesa solo quando il gatto implora da mangiare. Concentrarsi: è una parola. Squilla ininterrottamente il telefono, suonano alla porta. Arriva un pacco dono pieno di vini e leccornie. Passa a trovarlo una donna con il collo fatto per essere baciato. Poi è la volta di un vicino che ha il bisogno impellente di prestargli un libro. Combattere la distrazione quando si deve lavorare, certo, è un problema di tutti. Ma qui c'è qualcosa di strano, pensa Maljanov. Ne discute con gli amici scienziati e scopre ben presto... che capita anche a loro la stessa cosa. Continue interruzioni perverse, proprio quando la ricerca è sul più bello, vicina alla svolta. Si parla addirittura di minacce. Qualcuno vuole ostacolarli, fermare il progresso della conoscenza. Qualcuno, sì, ma chi? E soprattutto, che fare, adesso? Prendersi il rischio, la responsabilità di andare sino in fondo, o arrendersi, appiattirsi, "diventare meduse"? È la scelta cruciale che tocca a Maljanov. Nel nostro tempo di stimoli schiaccianti, di totalitarismi vecchi e nuovi, ciechi e insinuanti, un romanzo straordinariamente attuale sulla necessità di essere se stessi, liberi e indipendenti, per cambiare il mondo. Ci vuole tempo, ma ancora un po' ne resta: un miliardo di anni.
La terra si muove
Roberto Livi
Libro: Libro in brossura
editore: Marcos y Marcos
anno edizione: 2017
pagine: 190
Lui non invidia i miliardari o le genti belle di successo, lui invidia l'uomo che riesce a dormire sempre. Il talento del dormitore lui non l'ha mai avuto, ed è tutta colpa delle emozioni forti. La casa che il padre gli ha lasciato scivola lentissimamente sopra una frana; le crepe si allargano un decimo di millimetro al giorno e la madre ottantenne non vuol saperne di muoversi di lì. È costretto a urlare, a minacciarla di mandarla al ricovero, per convincerla a trasferirsi con lui in città. Non vorrebbe mai farlo, soprattutto la storia del ricovero. Sa bene di non avere i soldi per pagare la retta. Certe sere, per calmarsi, prova a leggere un libro, ascoltare Schumann o aprire il frigorifero. Se è davvero troppo giù, l'unica è uscire. A Pesaro dopo cena di aperto c'è solo la sala scommesse; e dopo aver perso mezzo stipendio non gli resta che salire in macchina e andarsene in Romagna a bere birra. Nel locale una bionda gli sorride e gli si siede accanto. Ha un nome difficile da pronunciare, e una bellezza che piace a tutti; la invita a cena, le regala un vestito che addosso a lei vale tutti i soldi che costa. Accanto a lei, il senso della vista ha la meglio su tutti gli altri e lui non prova più nessun dolore. Dicono la droga fa male, ma il problema è che qui tutto è una droga. Dopo dieci chilometri di separazione, sente già nello stomaco una mancanza spaventosa. Non gli viene su il respiro e questo vuol dire che è caduto nella dipendenza da una donna. Son le cose necessarie quelle che fanno più male. Anche il sole, anche il vino, anche le donne. Storia molto tenera e molto comica di un uomo di oggi a cui manca la terra sotto i piedi.
Undici treni
Paolo Nori
Libro: Copertina morbida
editore: Marcos y Marcos
anno edizione: 2017
pagine: 157
Stracciari registra i silenzi. Registra anche i suoni; gli piacciono i suoni, i silenzi, le calze delle donne, la carta che si infilava tra i raggi della bicicletta per far finta di avere una moto, il suono del modem le prime volte che ci si collegava a internet, il messaggio che si sentiva quando entravi in banca "Siete pregati di depositare gli oggetti metallici nell'apposita cassettiera". Ci farebbe una mostra, di silenzi e di suoni. Gli piace anche quando lo mandano affanculo e quando gli dicono "Poverino". Una cosa che non può sopportare, è quando gli chiedono "Come stai?" "Eh" risponde. Ha un giubbetto con un'etichetta con "Poliestere" scritto in trenta lingue diverse, e un vicino di casa che si chiama Baistrocchi che lo tratta un po' male, e un bar sotto casa che loro chiamano Tristobar. Gli piace anche il Tristobar, a Stracciari. E gli piacciono quelli che fanno albering, supermarketing, funiviìng, macchining, bankomating, lavòring, antropologiìng. E gli è piaciuta una ragazza sarda che ha vissuto con lui per un po' di anni e in tutti quegli anni non gli ha mai detto "Amore" o "Caro" o "Tesoro" o delle cose del genere. Al massimo gli ha detto "Disgraziato". Se era proprio molto ma molto contenta, gli diceva "Delinquente". E lui era così contento, anche lui.
Vento del sud
Elmar Grin
Libro: Copertina morbida
editore: Marcos y Marcos
anno edizione: 2016
pagine: 252
Einari è un uomo buono. Ama la sua terra, il profumo dei boschi finlandesi che si scioglie nell'aria a primavera, quando soffia tiepido il vento del Sud. Einari è un uomo paziente. Ha la forza del suo corpo contadino, la sua Elsa che fa di una cena a latte e patate una festa, due bambini che coltivano girasoli in un pugno di terra. Perché lamentarsi, quindi, se il padrone, dopo anni di lavoro durissimo, ti assegna una misera casetta su un lembo sassoso, all'ombra? Perché protestare quando scopri che ti rivendono come manodopera per molto più di quello che danno a te? Einari il suo mondo lo tiene tra le braccia. Suo fratello Vilho no, lui è giovane, inesperto. La sua ribellione è assoluta. Vilho questi torti non li accetta, è pronto persino a rinunciare alla donna amata, solo perché è la figlia di quel padrone avido e prepotente. Vilho è un vulcano di giustizia, dice quello che pensa e fa quello che dice. Einari invita Vilho alla prudenza, capisce le barzellette in ritardo, parla poco, ma non c'è mai nulla che gli sfugga. Mentre lavora il burro con le mani, mentre trasporta tronchi sulle piste gelate, pensieri ed emozioni mettono lentamente radice dentro di lui. Crescono robusti nelle lunghe notti di trincea, quando governi lontani lo strappano ai boschi, alla famiglia, per mandarlo a combattere una guerra non sua. Gli raddrizzano la schiena quando torna nella patria devastata, dove troppi hanno sofferto.
Dobbiamo trovarla
Lisa Gardner
Libro: Copertina morbida
editore: Marcos y Marcos
anno edizione: 2016
pagine: 460
Quattrocentosettantadue giorni in balìa di un pazzo. Rinchiusa in una cassa, violentata. Poi, finalmente, la polizia irrompe nel motel dove è tenuta prigioniera, la libera, la riporta a casa. E vissero a lungo felici e contenti? No, perché Flora non è più Flora. È una ragazza diversa, quella che riabbraccia la mamma nella fattoria tra i boschi, una ragazza che è stata in un posto da cui è difficile fare ritorno. La sua casa adesso è la paura, la sua ossessione che altre ragazze possano subire quello che ha subito lei. I suoi occhi distinguono buio da buio, le sue orecchie colgono fruscii impercettibili. Fabbrica armi letali dal nulla con le mani. D.D. Warren, poliziotta di ferro, ce l'ha con lei. Flora ha ucciso un sospetto violentatore che avrebbe potuto spiegare molte cose. È diventata una giustiziera? Altre tre ragazze sono state rapite a Boston e la polizia brancola nel buio. Quando anche Flora scompare, D.D. si arrabbia davvero. Notti in bianco, caffeina, adrenalina: D.D. Warren e la sua squadra sanno una cosa sola. Dobbiamo trovarla. Il profumo di cibo nel buio, se hai fame e sei chiusa in una cassa, è irresistibile. La paura può generare dipendenza, la preda divorare il predatore.
Pericolo giallo
Fulvio Ervas
Libro: Libro in brossura
editore: Marcos y Marcos
anno edizione: 2016
pagine: 271
Non solo massaggi, offrono i centri massaggio cinesi di Treviso: lo sanno i passanti, lo sanno i clienti, lo sa la polizia. Per chiuderli, però, qualcuno deve raccogliere le prove, e quel qualcuno è l'ispettore Stucky. Scarpe a punta, atteggiamento insospettabile, frequenta assiduamente Lian, Mei e Xue. Fa incetta di immagini, filmati, nomi. È un compito non del tutto ingrato, lento e paziente. Lontano dalla furia della strada, dove un'Audi gialla semina il panico a trecento all'ora. Rubata all'aeroporto di Malpensa, impazza sulle strade del Nordest, misteriosa e imprendibile. Scompare e riappare, beffa volanti e gazzelle, scoperchia fantasmi di una terra operosa e arrabbiata. È una terra ormai indifesa, che un bolide giallo può attraversare a suo piacimento? È diventata una terra di conquista? Luana Bertelli è una poliziotta che ama le donne ed è una donna che non si arrende. Nemmeno la notte in cui un omicidio la tocca da vicino. Manuel era un amico e un collega. Sua moglie Vittoria l'aveva stregata, un po'. La loro morte violenta è una tragedia che non si può archiviare senza spiegazioni. C'è un'azienda cinese, dietro le quinte, ci sono relazioni complesse, e Luana chiede aiuto a Stucky. Tra i bordelli cinesi, lo zio persiano in crisi e l'Audi gialla che brucia gomme e cervelli, l'ispettore Stucky sarebbe tentato di tirarsi indietro. Se non fosse che a Manuel voleva bene a sua volta, se non fosse che questa più che un'indagine è una sfida drammatica.
Penelope Poirot fa la cosa giusta
Becky Sharp
Libro: Libro in brossura
editore: Marcos y Marcos
anno edizione: 2016
pagine: 331
Con il sangue che le scorre nelle vene, Penelope Poirot sprizza talenti: la vocazione per risolvere misteri, la propensione a vivere artisticamente, il palato fine e la penna feroce di una critica gastronomica perfetta. La passione, si sa, quando arde divora, e Penelope Poirot è provata nello spirito quanto ammorbidita nel corpo; stile Botticelli, dice lei, stile krapfen, pensa e non dice Velma Hamilton, la sua nuova, perplessa segretaria. È il momento di cambiare, di partire: c'è una clinica salutistica, nelle colline del Chianti, che promette di depurare corpo e mente. Ha un bel sapore gotico, avvolta così dai rampicanti, stemperato dalla luce dorata che occhieggia dalle persiane. A cena il cibo è mesto, ma il bellissimo giardiniere sa come fartelo dimenticare. La donna alta e misteriosa scatena rivalità, odio e simpatia; la famosa scrittrice il desiderio insopprimibile di rubarle il marito. Penelope non rinuncia al tacco dodici e alla volpe bianca neppure quando trascina Velma ad abbandonare ogni principio in osteria, e basta una pasticca alla violetta per coprire un altro vizio clandestino. Poi, nelle sedute libido-dinamiche, scavano tutti insieme buche immaginarie per disseppellire i segreti. Operazione non priva di rischi: certi segreti, allo scoperto, esplodono. C'è odore di gelo nell'aria di novembre, e il delitto, quando accade, è sulla neve bianca. Neve che cade imperterrita sull'assassino, sulle prossime prede, sulla nuova trappola.
Io e Henry
Giuliano Pesce
Libro: Libro in brossura
editore: Marcos y Marcos
anno edizione: 2016
pagine: 233
La moglie l'ha lasciato per un filosofo francese, al giornale gli affidano incarichi sempre più meschini; Tagliaferro ha bisogno di una spalla amica. La trova, inaspettatamente, al Centro di salute mentale Villachiara. Entrato per una noiosissima intervista al direttore, infarcita di "neuroni pseudounipolari" e "onde depolarizzatrici", in sala d'aspetto incontra Henry, un matto che subito lo incanta con le sue storie. Tagliaferro torna a trovarlo, ben presto si affeziona e trascorre con lui le sue ore migliori, immersi in conversazioni senza fine. Anche la svolta nel loro rapporto è inaspettata. Un giorno Henry gli rivela di non essere un paziente come un altro, bensì un agente segreto vittima di un complotto. La sua missione è recuperare il Registro-01, il più importante documento nella storia dell'umanità. Il discorso, già di per sé sinistro, suona ancora più allarmante in manicomio, ma Tagliaferro non ha più molto da perdere e decide di dargli un'occasione, nella remota speranza di ricavarci uno scoop. Aiuta Henry a fuggire e insieme, a bordo di una Panda malandata, raggiungono la capitale, dove la contessina Kosinceva darà una grande festa. La contessina ha in mano informazioni cruciali sul Registro-01 e Henry non vede l'ora di trovarsi a tu per tu con lei.
Non ho ancora finito di guardare il mondo
David Thomas
Libro: Copertina morbida
editore: Marcos y Marcos
anno edizione: 2016
pagine: 189
Il mio amore mi ha lasciato e la sua lettera d'addio preferisco averla sullo stomaco, che sul groppone. La soffriggo in padella, con funghi e cipolline, la verso ben calda sulla carne; un bicchiere di châteauneuf-du-pape dell'88 e non ci penso più. Scendere il Fiume Azzurro, sciropparsi dodici ore di dromedario, mangiare cavallette, farsi divorare dalle sanguisughe, vivere a più cinquanta o a meno trenta gradi, non fa per me. Devo ammetterlo, l'avventura non fa per me. Sono uno scrittore che vive da solo, e va bene così. Ho incontrato un miliardario. Mi ha detto che ha conosciuto i potenti. Il suo nome è famoso nei palazzi, nei teatri e nei salotti. Ha fatto il giro del pianeta cinque volte. Da qualche anno, si è ritirato in una capanna in riva al lago; vive di pesca, caccia e silenzio. E se gli chiedi quando tornerà a casa, dice che non ha ancora finito di guardare il mondo. Voci di donne e di uomini che sono fuggiti, che restano, che guardano la realtà nuda e cruda, i suoi lati comici e amari. Uno dopo l'altro prendono la parola, pieni di emozione, e, direttamente dal cuore, ci dicono la loro, ci dicono perché. Piccoli racconti vibranti in forma di monologo compongono il ritratto di un'umanità.
Cherryman dà la caccia a mister White
Jacob Arjouni
Libro: Copertina morbida
editore: Marcos y Marcos
anno edizione: 2016
pagine: 152
Rick disegna fumetti. Ha inventato un supereroe, Cherryman, un uomo albero che allunga i rami per stritolare i cattivi. Rick, invece, è buonissimo. Sistema il giardino della vecchia zia, sogna di poter lavorare in mezzo a piante e fiori. Hanno vita difficile, a Storlitz, i ragazzi troppo buoni. Certi giovinastri, storditi di birra e di idee malsane sulla razza, lo prendono di mira. Prima gli fanno capire chi comanda, e poi lo incalzano con una proposta. È una proposta allettantissima, per Rick: un posto da giardiniere in un parco di Berlino. Certo, lui dovrà fare qualcosa, in cambio. Tenere d'occhio una scuola materna ebraica in mezzo al parco, riferire al suo capo orari e movimenti. Una scuola materna ebraica così bella, e tutto con i soldi dei contribuenti tedeschi, che scandalo, che scandalo... Così la pensano i giovinastri di Storlitz, non certo Rick; lui pensa solo alle sue piante, e a Marilyn, che ha incontrato sul treno per Berlino e con cui ora si bacia sotto i tigli. Che sarà mai fornire qualche informazione sulle abitudini del servizio di vigilanza, sui turni delle maestre d'asilo. È un piccolo prezzo da pagare, per fare una vita così bella. E se il prezzo dovesse alzarsi, se gli dovessero chiedere qualcosa di peggio... lui non farà mai nulla di male, lui chiederà aiuto a Cherryman.
Ancóra
Hakan Günday
Libro: Copertina morbida
editore: Marcos y Marcos
anno edizione: 2016
pagine: 492
Daha, ancóra: è l'unica parola turca che conoscono i migranti clandestini. Ancóra acqua, ancóra pane, ancóra speranza. Viaggiano nel cassone di un camion per monti e deserti, verso la costa turca dell'Egeo. Lì entra in gioco Ahad. Carica i migranti sul furgone, attraversa il bosco e li nasconde sottoterra, nella cisterna del suo giardino. Attendono lì, per settimane, sognando la Grecia. La cisterna è buia e spoglia, la governa un tiranno bambino: Gaza, il figlio di Ahad. Cresciuto senza madre tra trafficanti di uomini, ha ricevuto un'unica lezione di vita: sopravvivi. E il suo cervello è diventato più veloce del suo cuore. Gaza è un piccolo genio, sogna di studiare al liceo, all'università. Ma tra lui e i suoi sogni c'è di mezzo Ahad, padre padrone. È la cisterna, la sua scuola; Gaza, scienziato in erba, studia il comportamento delle persone in cattività. Una notte di pioggia cambia tutto. Il furgone di Ahad esce di strada, i clandestini muoiono a decine nel precipizio. Gaza vede l'inferno con i suoi occhi e non vuole più saperne dell'umanità. C'è una voce chiara, tuttavia, che lo chiama, dal profondo della sua mente. È la voce di Cuma, clandestino afgano, amico perduto. Dalle sue mani ha ricevuto l'unico bene al mondo che gli sia caro: una rana di carta. Con quell'origami in tasca, sempre tra le dita, con quella voce in testa, Gaza cerca una via per la rinascita. Sarà questa rana, verde e salterina, a indicargli la strada.

