Mimesis: Annuario Kaiak
Sublimazione
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2019
pagine: 232
Se Freud ha concepito la sublimazione delle pulsioni come il dispositivo più importante del processo di civilizzazione, Lacan l’ha pensata come il campo di emersione del simbolico, quindi della cultura, dalla cosiddetta “natura”. È per tale motivo che oggi, in piena crisi degli ordini simbolico-culturali, nonché del rapporto tra l’uomo e l’ambiente, la questione della sublimazione non può essere separata dal problema di come gli individui e le collettività siano in grado – o non in grado – di “lavorare” e così trasformare le proprie pulsioni. Intendendola come dispositivo psico-sociale e insieme come esercizio di elevazione, alleggerimento e, appunto, trasformazione di stato, il volume si propone di misurare la validità e la praticabilità, anche politica, del paradigma psicoanalitico nel contemporaneo, e al tempo stesso mira a fornire una ricognizione del campo privilegiato cui esso si applica, quello delle espressioni artistiche: è ancora possibile comprendere e valutare la funzione delle arti (a patto che sia mai stato possibile farlo) in base alla sublimazione? Ed è lecito concepirne o trasporne il funzionamento al di fuori dell’Occidente, dove è sorta la psicoanalisi? Infine, non sarebbe il caso di trasformare radicalmente il concetto stesso di sublimazione, inserendovi il movimento inverso – quello della caduta o, per usare i termini di Timothy Morton, di sub-scendenza?
Improvvisazione
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2018
pagine: 276
Che cosa significa improvvisare? Dove incomincia e dove termina l’improvvisazione all’interno di un pattern, di un’abitudine, di un automatismo? Che ruolo gioca la sorpresa o il non-programmabile nelle nostre vite, individuali e collettive, così esposte a forme di ripetizione automatica? Questo volume svolge una riflessione di tipo filosofico sul senso dell’improvvisazione e sulla struttura del problema che essa pone. Il tema è esplorato da differenti prospettive: quella estetica, che si interroga sull’improvvisazione nella musica o nel teatro, ma anche quella della pratica psicoanalitica nella relazione complessa con i suoi schemi; quella della struttura paradossale della decisione etica o quella delle scienze sociali, compresa la sfera politica, dove è in questione il senso del gesto produttore di novità o rivoluzionario; senza trascurare il problema dell’immaginazione onirica e quello dell’organismo biologico, capace di organizzare risposte impreviste rispetto ai propri schemi motori. Con saggi di Prisca Amoroso e Gianluca De Fazio, Sergio Benvenuto, Alessandro Bertinetto, Ray Brassier, Vincenzo Caporaletti, Vincenzo Cuomo, Rossella Gaglione, Daniele Goldoni, Pietro Montani, Jean-Luc Nancy, Igor Pelgreffi, Roberto Tessari, Frédéric Vinot, Slavoj Zizek.
Apocalissi culturali
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2017
pagine: 289
«Fine di "un" mondo – scrive Ernesto de Martino, in un appunto di quel che sarebbe stato il suo ultimo, incompiuto, libro – è nell'ordine della storia culturale umana: è la fine "del" mondo, in quanto esperienza attuale del finire di qualsiasi mondo possibile, che costituisce il rischio radicale». Questa considerazione di de Martino sembra riprendere, rilanciare e radicalizzare, in chiave antropologica, una tesi che attraversa il Novecento filosofico europeo e che consiste nel valutare la propria epoca come foriera non solo della fine di "un" mondo, ma del rischio della scomparsa di ogni mondo possibile. Molte sono le questioni affrontate nel presente volume. Tuttavia la domanda forse più radicale e inquietante tra esse è la seguente: l'Occidente, come mondo che declina e tramonta, è forse il destino di tutti gli altri "mondi", è forse l'occaso di ogni altro possibile mondo? E c'è ancora del mondo al di là del suo cadere?
Sottosuoli. Volume Vol. 1
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2016
pagine: 278
Ormai più di 150 anni fa, le Memorie del sottosuolo hanno segnato l'ingresso del risentimento sulla scena del pensiero europeo: un oggetto filosofico 'basso', abietto, con cui Dostoevskij ha rielaborato in modo geniale l'antica metafora infera della psiche, cristallizzando in incubo il magma dell'interiorità soggettiva e facendovi affondare il tipo umano 'reattivo' di cui Nietzsche avrebbe tratteggiato l'affermazione nella genealogia dell'Occidente. E oggi? qual è il sottosuolo reale e ideale dei nostri modi di essere soggetti contemporanei? Come si presenta e/o si districa, in un'epoca problematicamente post-freudiana, l'intreccio non solo metaforico tra il sottosuolo dell'anima e quello materiale, tra il sottosuolo come spazio e il sottosuolo come tempo? E soprattutto, quali sono gli effetti estetici e politici delle nuove forme del risentimento? Questo libro s'interroga sulle trasformazioni della (in)coscienza del risentimento nelle democrazie moderne nelle quali, al di là del tocquevilliano amore per l'uguaglianza, il sottosuolo è divenuto il luogo del rancore sociale e la passione del confronto regna sovrana - ma anche sulla storia del concetto di sottosuolo e sulle sue più inquietanti implicazioni, sulla sua metafora gravida di potenza espressiva, capace di indicare le stratificazioni nascoste delle superfici più disparate: da quella giuridica a quella religiosa, da quella psicopatologica a quella letteraria, da quella cinematografica a quella informatico-digitale.

