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Passigli: Passigli narrativa

Il cugino Henry

Il cugino Henry

Anthony Trollope

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2017

pagine: 269

Tra i romanzi di Anthony Trollope, "Il cugino Henry" (1879) non ha l'ampiezza dei più noti e popolari, e tuttavia riesce a presentare in forma più concentrata i temi a lui più cari, nonché quella sua arte 'positiva' del narrare che ne costituisce una delle principali peculiarità. Accolto all'epoca della sua apparizione da una critica entusiastica, che lo definì un abilissimo studio di caratteri, Il cugino Henry prende le mosse dall'enigmatica sparizione del testamento di un possidente gallese, Indefer Jones, che mette a dura prova la psicologia dei due parenti possibili eredi: la giovane Isabel Broderick, che viveva con lo zio, ma che aveva il difetto, per il possidente, di avere un cognome diverso dal suo, e Henry Jones, un commesso che vive a Londra, che ha sì il suo stesso cognome, ma che lui disprezzava... Come scrive Oddone Camerana nella prefazione, «a differenza di Dickens, Trollope non vedeva le cose in modo pittorico e grottesco; a differenza di Thackeray, non vedeva le cose in modo satirico o, come George Eliot, in modo filosofico e trascendentale. Trollope ritraeva il mondo che vedeva, armato della severità e dell'intransigenza propria di un'arte nascente e a lui contemporanea: la fotografia. Ma nei suoi calmi e meticolosi quadri già si agitano le cupe fatalità proprie di un imminente fine secolo».
16,50

Il duello

Il duello

Anton Cechov

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2017

pagine: 153

“Il duello” (1891) è certamente tra i capolavori della narrativa di Anton Cechov (1860-1904), e forse il lungo racconto che più di ogni altro possiede le caratteristiche di un vero romanzo. Protagonisti sono due giovani, Laevskij e von Koren, quasi due opposti per temperamento e cultura. Il primo ha tutti i tratti di un discendente di quella ricca galleria di "uomini superflui" che venne inaugurata nella letteratura russa da Puskin e da Lermontov; il secondo, invece, pare un'emanazione diretta di quelle teorie di impronta darwinista che ebbero larga fortuna, anche in Russia, nella seconda metà dell'Ottocento. E non va dimenticato che anche ne “I fratelli Karamazov” di Dostoevskij, che iniziarono ad essere pubblicati poco più di una decina di anni prima, c'è, magari sottotraccia ma costante, una netta polemica nei confronti di quel darwinismo sociale tendente a giustificare la prevalenza del più forte sul debole. Intorno alle figure dei due giovani, ruotano gli altri personaggi, a cominciare dalle due protagoniste femminili, Nadezda Fédorovna e Mar'ja Konstantinovna, la prima tutta persa nella sua vanità, la seconda letteralmente intrisa di una convenzionalità sconcertante. Come scrive Marilena Rea nella prefazione: «Il duello è la storia di una contesa tra due uomini, è lo scontro ideologico tra le grandi teorie ottocentesche sull'uomo, è un'immensa partita a due che si gioca contemporaneamente su più livelli, fino alla resa finale che, per quanto priva di quei colpi di scena che l'autore aveva così in odio, risulta comunque inaspettata e, soprattutto, inconsueta nel panorama della produzione cechoviana».
14,50

Dopo l'inverno e altri racconti indediti

Dopo l'inverno e altri racconti indediti

Kate Chopin

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2017

pagine: 155

Introdotti da una breve riflessione dell'autrice, “Dopo l'inverno” raccoglie una serie di racconti che vengono per la prima volta tradotti in italiano. Si tratta di storie esemplari del mondo di questa grande scrittrice, nelle quali i lettori potranno ritrovare i suoi temi principali, in particolare le difficoltà nei rapporti tra i sessi, il nuovo senso di ribellione e autonomia delle donne, e, insieme, i problemi connessi alla questione razziale, in quella Louisiana creola che faticava ancor più di altri Stati americani a riconoscere il processo di integrazione dei neri avviato dopo la Guerra Civile. Ancora una volta questi racconti mostrano come la lontana e "piccola" Louisiana di Kate Chopin si allarghi fino a costituire un campionario di personaggi e di situazioni che restano ancora oggi all'ordine del giorno, e in nessun modo confinate a quello spicchio di mondo, come l'attualità della nostra Europa continua a insegnarci, spesso purtroppo tragicamente.
16,50

Il dio di New York

Il dio di New York

Luigi Fontanella

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2017

pagine: 276

New York 1910: Pasquale D'Angelo, un giovane sedicenne di origine abruzzese, sbarca a Ellis Island insieme con il padre e un gruppo di suoi compaesani in cerca di fortuna. L'impatto con il "nuovo mondo" è durissimo, fra i più traumatici tramandati dai nostri emigranti, e allo stesso tempo, per Pasquale - divenuto ben presto "Pascal" - magnetico ed elettrizzante. Se infatti la sua è una storia simile a quella di tanti altri nostri connazionali, sospinti dall'indigenza a lasciare il loro paese, per Pascal l'America si rivelerà anche una sorta di "terra promessa" poetica, perché giorno dopo giorno, notte dopo notte, libro dopo libro, scoprirà che la nuova ed estranea lingua di cui deve faticosamente impadronirsi per poter sopravvivere sarà anche la lingua in cui comincerà a scrivere le sue poesie, la lingua della poesia, come l'aveva potuta leggere nelle opere degli amati Shelley e Keats nella Public Library di New York. Luigi Fontanella, uno dei massimi esperti di migrazione italiana negli Stati Uniti, in questo suo romanzo ha voluto ricostruire questa incredibile storia, avvalendosi sì dei documenti ritrovati e delle opere stesse di Pascal D'Angelo, ma soprattutto ricostruendo gli ambienti della sua vita, a cominciare dai piccoli paesi dell'Abruzzo del primissimo Novecento, per finire nella durissima realtà americana dell'epoca, dove Pascal lancerà la sua sfida alla città di New York e all'impietoso 'dio' che la governa.
19,00

Storie di New York

Storie di New York

Edith Wharton

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2016

pagine: 158

Il rapporto tra Edith Warton e la sua città natale, New York, è un rapporto molto controverso. Edith Wharton lasciò New York per la sua adorata Parigi nel 1907. In quegli anni la società di Manhattan era molto arretrata rispetto alle capitali europee: carrozze splendenti, balli di debuttanti, splendidi appartamenti sulla Fifth Avenue, ma una società nella quale imperava soltanto il dio denaro: ragazze della società più blasonata ma in difficoltà economiche corteggiavano giovani industriali, vedove rispettabili si fanno amanti di parvenus... una società, insomma, nella quale la cultura puritana si mescolava drammaticamente alla cultura del denaro. Ciò che affascina la Wharton sono proprio i punti deboli del sistema di valori della vecchia società di New York, una città nella quale, tuttavia, grazie anche ai viaggi in Europa, si fa spazio una nuova élite che con il tempo modificherà la cultura della città. Edith Wharton ha parlato di New York come di una prigione, ma in questi racconti si avverte sotto traccia anche il suo grande amore per la sua città natale.
14,50

Fuoco fatuo

Fuoco fatuo

Pierre Drieu La Rochelle

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2016

pagine: 160

Agli inizi di novembre del 1929, a poco più di trent'anni, si suicidava Jacques Rigaut. Lo scrittore stava ancora tentando di disintossicarsi dall'alcool e dagli stupefacenti, ma il suo suicidio era un destino cui pareva impossibile sottrarsi. In altri tempi aveva ancora potuto scrivere: "Non ci sono ragioni per vivere, ma neppure per morire. La sola maniera che ci resta per testimoniare il nostro sdegno verso la vita è accettarla". Ma il tempo per lui era ormai venuto, e il suo suicidio venne eseguito con estrema cura, dalla scelta dei vestiti, alla cravatta intonata e ben annodata, allo scrupolo di non commettere errori prendendo le misure con un righello per essere sicuro che la pallottola centrasse il cuore. Drieu La Rochelle era amico di Rigaut e quella morte fu per lui un colpo molto profondo. Rigaut era già entrato nelle opere di Drieu quando ancora era vivo, nel racconto "La valigia vuota" del 1921; dopo la sua morte, divenne il protagonista dell'abbozzo narrativo "Adieu à Gonzague", ma, soprattutto, costituì il modello del romanzo "Fuoco fatuo" (1931), che resta probabilmente il suo capolavoro. Rigaut torna qui nei panni di Alain, drogato, scrittore fallito, dandy perennemente squattrinato; il romanzo ne segue l'ultima parabola, nell'arco di un giorno e di una notte, un breve, intensissimo pellegrinaggio per le vie di una città sempre più deserta, alla ricerca disperata di un appiglio per continuare a vivere.
14,00

Sulle rive del mar Nero

Sulle rive del mar Nero

Israel Joshua Singer

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2016

pagine: 192

In questi racconti ambientati in città quali Odessa e Mosca, ma soprattutto nei piccoli villaggi ebrei dell'Europa Centrale che costituiscono la gran parte della narrativa di Singer, lo scrittore si conferma un testimone attento e partecipe di una grande tradizione che si dispiega in personaggi e situazioni che rispecchiano in modo magistrale la favolosa cultura e il finissimo senso dell'humour del mondo ebraico, anche in situazioni estreme quali la rivoluzione che pose fine all'impero zarista, e la guerra civile che ne seguì.
18,00

Tol. Storia di una vendetta

Tol. Storia di una vendetta

Murat Uyurkulak

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2016

pagine: 299

Da Istanbul a Diyarbakir, in terra curda, un treno corre lungo un'immensa steppa. A bordo c'è Yusuf, che non ha più né padre né madre, e neppure un nome: Yusuf è un sospetto agli occhi di un potere sempre più totalitario, e lascia alle spalle la sua città attraversando un paese scosso da una serie di attentati. Davanti a lui c'è 'Poeta': un terribile segreto sembra legarli indissolubilmente... Apparso nel 2002, e subito acclamato come uno dei migliori romanzi della nuova narrativa turca, "Tol" (parola curda che significa 'vendetta') è sì la storia di una vendetta, come recita il sottotitolo, ma è anche la storia di una misteriosa e paurosa odissea tra le colline dell'Anatolia e i guerriglieri del Kurdistan, sulle tracce di una rivoluzione impossibile: un viaggio nella geografia, nella storia e nell'anima di un paese, la Turchia, che è ancora oggi al centro dell'interesse del mondo intero, sia per la sua posizione strategica, sia per il suo complesso e contraddittorio cammino verso un'evoluzione democratica che pare ancora lontana.
19,50

Giorni d'estate

Giorni d'estate

Israel Joshua Singer

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2016

pagine: 192

Israel Joshua Singer, figlio di un rabbino polacco e maestro di celebrati romanzi quali La famiglia Karnowski e I fratelli Ashkenazi, a proposito del quale Claudio Magris ha parlato di "ultimo 'classico' della letteratura yiddish, e quindi uno degli ultimi classici del romanzo ottocentesco", è in realtà anche un sublime autore di racconti da poco riscoperti dalla Passigli Editori. I lettori dei tre volumi recentemente pubblicati (Perle, Sulla Vistola, Nella città vecchia) hanno fortemente apprezzato questi racconti di Israel Singer, che compongono una variegatissima galleria di personaggi e situazioni paradossali, tipiche dell'ironia della cultura ebraica. Dal classico shtetl dell'Europa centrale e orientale alle città di Varsavia e di Cracovia, dalla Russia agli Stati Uniti, la diaspora ebraica è la vera protagonista dei racconti di Singer, testimone attento e partecipe di una grande tradizione che si dispiega in personaggi e situazioni che rispecchiano in modo magistrale la favolosa cultura e il finissimo senso dell'humour del mondo ebraico. La migliore introduzione alle opere di Israel Joshua Singer la offre il fratello Isaac Bashevis Singer, premio Nobel 1978: "Sto ancora imparando da lui e dalla sua opera".
16,50

La pedina sulla scacchiera

La pedina sulla scacchiera

Irène Némirovsky

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2016

pagine: 176

Tutto incentrato sulla figura del protagonista, Christophe Bohun, attorno alla quale ruotano i due personaggi femminili e quello del padre, un tycoon dell'acciaio, il romanzo "La pedina sulla scacchiera" (1934) è il racconto di una crisi: crisi economica e finanziaria, certo, ma ancor più crisi di un'intera visione del mondo. Christophe ne è tanto il prodotto quanto una delle innumerevoli vittime. La rovina economica del padre, con l'azienda di famiglia in cui si trova a lavorare da modesto impiegato alle dipendenze del detestato socio che l'ha rilevata, è l'impalcatura che lo sorregge economicamente e lo annienta moralmente. Christophe sente di non avere nulla da spartire con questo impero che il padre ha costruito e disperso, lottando senza scrupoli contro tutto e tutti, persino tramando e corrompendo per incentivare le spese belliche. Ma in lui non c'è traccia di rivendicazione ideale o morale, e tanto meno politica; c'è soltanto una pena infinita, un'inettitudine completa, l'assoluta incapacità di reagire e di amare. Christophe non è certo l'unica "pedina sulla scacchiera"; anzi, egli stesso utilizza le sue due donne - la moglie e l'amante - come proprie pedine, da usare o gettare a seconda del suo umore, rendendosi però sempre più conto che la vera scacchiera in cui si sta giocando la sua stessa vita è una realtà che non gli è mai veramente appartenuta e che sempre più lo consuma.
14,50

Sulla Vistola

Sulla Vistola

Israel Joshua Singer

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2015

pagine: 176

Nei suoi oltre mille chilometri di percorso, la Vistola attraversa quasi tutta la Polonia bagnando città come Cracovia e Varsavia, ma anche un gran numero di shtetlekh, il classico shtetl ebraico, dai quali era punteggiata, prima della shoah, la campagna polacca. Israel Singer, figlio di un rabbino polacco e maestro di celebrati romanzi familiari quali "La famiglia Karnowski" e "I fratelli Ashkenazi", e a proposito del quale Claudio Magris ha parlato di "ultimo 'classico' della letteratura yiddish, e quindi uno degli ultimi classici del romanzo ottocentesco", mostra nei suoi racconti, tuttora largamente inediti, una variegatissima galleria di personaggi e situazioni paradossali e comiche tipiche della vitalità e dell'ironia della cultura ebraica. Da Flich Maïdaniker, poverissimo venditore ambulante di setole di maiale che nel racconto "Era scritto" diviene inopinatamente "borghese", alle profonde e ridicole diatribe tra i due villaggi di Grobitze e Podgurna a proposito delle loro sinagoghe in Sabbia, fino ai punti di vista opposti dei due rabbini in "Espiazione" e il senso dell'appartenenza religiosa e culturale del povero bovaro Hirsh Leib in "Primavera tardiva", si dispiega una grande quantità di personaggi e situazioni che rispecchiano in modo magistrale la favolosa cultura e il finissimo senso dell'humour del mondo ebraico.
18,50

Il bagno turco. Tre racconti esotici

Il bagno turco. Tre racconti esotici

Anthony Trollope

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2015

pagine: 154

Henry James scrisse in uno dei suoi "Ritratti parziali", pochi mesi dopo la morte di Trollope, che con lui "eravamo sempre al sicuro", intendendo con questo da un lato la maestria del narratore di razza, dall'altro la 'regolarità' del grande scrittore vittoriano, in un certo senso la sua contrarietà ad ogni tipo di 'sperimentazione' letteraria. Se questo giudizio rende sicuramente giustizia a Trollope, può apparire però un po' riduttivo, perché è stato egli stesso più volte attratto da ambienti e situazioni particolari, lontani cioè da quel mondo inglese. Da questo punto di vista, un particolare interesse rivestono i tre racconti riuniti in questo volume, anche se, nonostante l'esotismo soltanto apparente del primo (il bagno turco si trovava in Jermyn Street, nel cuore di Londra) e l'ambientazione invece realmente orientale degli altri due, "Le sponde del Giordano" e "Una donna indifesa alle Piramidi", la prospettiva dello scrittore resta sempre e solidamente eurocentrica. In realtà, come scrive Luca Caddia nella postfazione, ciò che più interessa a Trollope è "mostrare personaggi all'apparenza sicuri che si scoprono presto in balìa degli eventi"; e il contesto del tutto insolito in cui vengono a trovarsi produce un effetto su di essi fortemente straniante, facendone da un lato scaturire le debolezze e dall'altro mettendo in rilievo la precarietà della loro stessa 'britannica' rispettabilità.
14,50

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